Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 25 marzo 2015

26

27

29 (altro…)

Pubblicità

Read Full Post »

Parentopoli e sagre coi soldi per i migranti

Mario Barresi

.

Ecco-la-parentopoli-al-Cara-di-Mineo-7fe64d1f5c8602583914d4cd74a595e0Nel centro per rifugiati e negli Sprar del Calatino una raffica di assunzioni illustri: familiari di amministratori, consiglieri comunali. Dalla sagra del carciofo all’assunzione del nipote del sindaco; dalla festa del patrono al posto di lavoro per il candidato trombato o per il consigliere comunale disoccupato. Tutto sotto lo stesso “conto”: paga l’industria dell’accoglienza.

E non c’è alcun dubbio che il Calatino sia una terra accogliente. Perché, oltre ai circa 3.200 aspiranti rifugiati politici ospiti del Cara di Mineo (oltre 4mila nei picchi del flusso di sbarchi), sul territorio si è consolidata una fittissima rete di strutture di supporto.

Con decine di milioni di euro spalmati sul territorio: circa 97 milioni solo per la gestione triennale del Cara, con un indotto (fra stipendi e forniture) stimato in un milione al mese; a queste cifre bisogna aggiungere i fondi che arrivano dal ministero per Sprar e minori non accompagnati.

Ma la fabbrica dell’integrazione è talmente fiorente che sul territorio – nei 9 comuni affiliati al consorzio “Calatino Terra d’Accoglienza”, stazione appaltante per il Cara, ma anche in molti altri del comprensorio – vengono spalmati contributi a pioggia per sagre, feste patronali, rassegne estive e natalizie.

Fatti sui quali la procura di Caltagirone ha da poco aperto una inchiesta al momento contro ignoti.

Quasi un migliaio di posti di lavoro, nell’ambito della libertà che il mercato garantisce alle imprese private senza che – questo è bene precisarlo – si configuri alcun tipo di reato. Non c’è certo bisogno di un bando pubblico, per assumere chi si vuole come cuoco o mediatore culturale al servizio dei migranti.

Il discorso cambia, dal punto di vista politico, se questi posti di lavoro sono spartiti scientificamente – in una sorta di “manuale Cencelli” in salsa calatina – fra i comuni “soci”, come qualche sindaco ha ammesso in pubblico. Cambia, dal punto di vista etico, se decine di questi assunti sono parenti degli amministratori o addirittura consiglieri comunali in prima persona. E cambia, dal punto di vista giudiziario (e magari penale), se a queste assunzioni corrispondono, incrociando verbali consiliari e dati dell’ufficio del lavoro, “transumanze” da un partito all’altro, dall’opposizione alla maggioranza; ipotesi ben grave del “semplice” (si fa per dire) sostegno a un candidato – dalle Amministrative alle Europee, passando per le Regionali – prima, durante o dopo la firma di un contratto di lavoro.

Tutto è maledettamente trasversale. La “parentopoli” di Cara e dintorni – le cui carte dalle quali traiamo spunto sono sui tavoli delle Procure, che indagano anche su gestione e appalti, e della commissione Antimafia all’Ars, oltre che di dossier messi assieme dalle opposizioni, riunite in due diversi coordinamenti comprensoriali – non riguarda soltanto l’Ncd del presunto “indagato eccellente”, Giuseppe Castiglione. Ci sono dentro (quasi) tutti. E c’è dentro fino al collo anche il Pd, che domenica ha tuonato contro lo scandalo Cara, chiedendo il commissariamento del centro con un documento votato dalla direzione provinciale. Partiti, ma non solo. Perché anche sindacati e associazioni sono in prima linea nella gestione di posti ed eventi.

(altro…)

Read Full Post »

Il presidente di Federfarma nella Consulta della Sanità

v. c.)

la dottoressa Ippolito

la dottoressa Ippolito

La dott. ssa Maria Ippolito, presidente di Federfarma Caltanissetta, è stata chiamata dal”Assessore regionale alla salute Borsellino a far parte della Consulta regionale della sanità. La farmacista di Milena (nella foto) è stata designata dalla Federazione ordini farmacisti italiani. La Consulta regionale della sanità è composta da rappresentanti di associazioni portatrici di interessi diffusi, di associazioni di volontariato, di tutela dei diritti del malato nonché da rappresentanti dei collegi e degli ordini professionali, delle associazioni del settore socio-sanitario, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria del settore sanitario maggiormente rappresentative. Dura in carica tre anni dalla data della prima convocazione.

Read Full Post »

Passo dopo passo

Passo dopo passo

Briciolanellatte

.
b5La domenica si concedeva di solito una mezz’ora in più per restare nel letto; quella però era una mattina speciale. Alle 10.30 trasmettevano alla televisione la sesta gara del motomondiale; non l’avrebbe persa per nessun motivo e non a quel punto cruciale della stagione. Alle 10, dopo una buona colazione, era già davanti alla televisione.
«Ti ricordi che devi andare a comprare il dolce per il pranzo, vero?» sentì dire dalla moglie dal bagno. Attilio si sentì raggelare. Dolce? Che avesse dimenticato qualche ricorrenza? Sì sentì improvvisamente in difetto.
«Certo, cara, è che pensavo di andarci più tardi…» buttò lì.
«Lo sai che se vai a mezzogiorno non trovi più niente.»
Attilio guardò l’orologio. In mezz’ora ce l’avrebbe fatta ad andare e tornare. Ci avrebbe messo più tempo a contrastare vanamente la moglie per poi doverci andare comunque. Tanto valeva rassegnarsi.

Si vestì al volo; e, proprio mentre stava per uscire di casa, lei aggiunse che, visto che c’era, poteva anche comprare il giornale e passare dal bancomat. ‘Va bene‘, pensò. ‘Basta solo essere rapidi e ben organizzati. Che ci vuole? Prima il giornale poi il bancomat e infine il dolce‘.
Trovò da parcheggiare in piazzetta e questo lo prese per un segno di buon auspicio. Percorse velocemente lo stretto marciapiede in direzione del giornalaio quando, all’altezza del portone accanto al parrucchiere, due donne gli si pararono innanzi.

untitledQuella giovane teneva per il braccio l’altra, molto anziana, che, appena sul marciapiede, come un robot a molla, si mise a camminare una decina di centimetri per volta. Attilio capì subito che superarle non sarebbe stato possibile perché sulla strada passavano veloci, una di seguito all’altra, le vetture dirette all’autostrada. Doveva far scansare le due donne. «Permesso?!?» disse Attilio, più volte, ad alta voce: le due signore continuarono imperterrite nel loro incedere; anzi, lui ebbe persino l’impressione che avessero rallentato l’andatura. Attilio guardò l’ora. Le lancette dell’orologio parevano muoversi a vista d’occhio. Intanto le due donne, sempre precedendolo, erano arrivate all’edicola ove entrarono con la stessa attenzione che avrebbero potuto riservare a un negozio costruito con lo zucchero caramellato. La giovane, con un forte accento slavo, nell’ordine, comprò una rivista di moda e un gratta e vinci, fece la carica al cellulare, pagò un paio di bollettini postali e il bollo di una vettura. Ad ogni acquisto si consultava a bassa voce con l’anziana che, con lo sguardo appannato e immobile davanti a sé, non rispondeva, né faceva alcun cenno. Attilio era disperato. Quando fu il suo turno comunicò così rapidamente alla commessa quello che voleva, che dovette ripeterlo due o tre volte. La ragazza fece inoltre difficoltà a dargli il resto della banconota di grosso taglio che aveva ricevuto, tant’è che Attilio stava per rinunciare ad averlo (ma poi la moglie chi l’avrebbe sentita?); per fortuna arrivò, dopo qualche minuto, il titolare che controllò se poteva pensarci lui. Con il danaro in mano, Attilio schizzò fuori dalla porta richiamato però subito indietro dalla ragazza perché aveva dimenticato sia il portafoglio che il giornale. Nel frattempo, aveva notato che le due donne avevano percorso lentamente quasi tutto il marciapiede svoltando a destra proprio in direzione dell’unico bancomat. Gli vennero i sudori freddi. Avrebbe voluto riprendere il portafoglio più tardi e correre al bancomat immediatamente per superarle, ma si ricordò che la card si trovava proprio dentro al portafoglio. Tornò indietro e quando, qualche minuto più tardi, svoltò in direzione della banca, sperando che le due donne fossero andate in farmacia, le vide invece già davanti al bancomat. La badante, poi, ogni volta che estraeva dalla slot della postazione la card sbagliata, emetteva ridendo un sonoro ‘oplà‘, per poi chinarsi verso l’anziana e chiederle, come si può fare a un bambina, quale fosse quella giusta, senza ricevere risposta. Erano le 10 e 25 allorché fu la volta di Attilio. Per la fretta gli cadde un paio di volte la card per terra, ma vedere la schiena rassicurante delle due donne che si allontanavano dalla parte opposta rispetto a dove si trovava la pasticceria lo rincuorò. Gli era rimasto da prendere solo il dolce. Corse così a perdifiato verso il pasticcere.

(altro…)

Read Full Post »

storie scordateStorie Scordate

Walter Guttadauria

.

Le storie riscoperte da Difrancesco sono, appunto, “scordate” ormai dai più: sono vicende che riguardano personaggi, eventi, frammenti di vita paesana che si vanno man mano perdendo nella memoria collettiva, e per questo è meritoria l’opera di chi, oggi, li tramanda storicizzandoli in un libro.
D’altronde Difrancesco, come già detto, non è certo nuovo ad operazioni siffatte (da ricordare, tra i suoi scritti, il saggio storico “Sutera Milocca: un comune del latifondo siciliano”, e due quaderni di storia locale): e possiamo considerare questa sua nuova opera come la ricerca di un metodo per raccontare di fatti e persone nel connubio tra storia e narrazione.
difraUn racconto, dunque, che può avviarsi anche dal ristretto ambito di una famiglia per divenire, man mano, storia di tutti: ed è un po’ quello che accade con la “storia siciliana” che apre il volume e che riguarda proprio la famiglia dell’autore, il quale ci conduce a ritroso nel tempo fino alla figura del trisavolo materno Giovanni Legnazi, un “lumbard” della Lomellina, uno dei tanti uomini del Nord scesi in Sicilia nella seconda metà dell’Ottocento a difendere – nel suo caso da carabiniere o milite e cavallo che fosse – il nuovo ordine costituito dopo l’unificazione nazionale. E attraverso il succedersi delle generazioni e dei vari accadimenti familiari, ecco dunque riemergere frammenti buoni, appunto, come tessere del più collettivo mosaico di vita suterese.

Salvatore Nola

Salvatore Nola

Ma sono numerosi altri i personaggi che rivivono in questo percorso di difesa della memoria. Ad esempio: il dottore Salvatore Nola, medico ottocentesco precipitato dall’apice della notorietà e del benessere economico allo stato di grave indigenza e di emarginazione, morto in miseria; il giovane ragioniere Calogero Frangiamore rimasto ucciso nel 1922 in una sparatoria in paese ad opera di malfattori al soldo della mafia locale, delitto cui seguì una lunga vicenda giudiziaria; Concetta Serrao, “matriarca” della mafia e madre di un mafioso ammazzato, presentatasi dai carabinieri a parlare di delitti e mandanti; “Mamma Croce”, vale a dire la “santa”, la “mistica” del paese per alcuni, la “magara” per altri, dalle ricercate capacità taumaturgiche, che trovava un rimedio per ogni malattia, ma che finì allontanata da Sutera; Giuseppe Paladino detto “Massaria”, uomo folle al punto di sterminare la sua famiglia nel 1935.
E ancora: Giovanna Castelli e il suo epistolario ritrovato che riporta alle figure di personaggi di rango come i Castelli e i Bongiorno; “Totò di la Calavrisa” dalla burrascosa vita matrimoniale; il senatore Giuseppe Mormino, prefetto del regno durante il fascismo, con il suo figlio-nipote adottivo Raimondo; Lando Maria Carruba autore del romanzo storico sul Salamone della Disfida di Barletta; e inoltre il maestro Scaduto, il maresciallo Rocchi, Fra’ Nazzareno Scolaro, mentre altri capitoli riguardano usanze ed eventi anch’essi da salvare nella memoria.
Si parla anche di Mike Bongiorno e della sua presunta origine suterese.

Read Full Post »

ferlisiNon lasciare da solo l’avvocato Salvatore Ferlisi

SuperGiù

.

Lasciate in pace l’avvocato Ferlisi.

E’ una persona onesta e coraggiosa.

Ha avuto l’onestà di ammettere che nell’amministrazione comunale la logica familiare sta prevalendo sul bene pubblico.

Ha avuto anche il coraggio di denunciare tutto questo pubblicamente sul suo blog.
https://milocca.wordpress.com/2015/03/09/ferlisi-quando-e-troppo-e-troppo/

Per me quindi è una person SERIA e un buon comunista. Ferlisi ha fatto il suo dovere. Adesso tocca all’altro comunista al vicesindaco Nicastro di dimostrare onestà e coraggio. Denunciando e dimettendosi. Lo facia al più presto, meglio radi che mai.

La mia meraviglia più grande non è che non dicano una parola i rappresentanti della maggioranza in giunta e in consiglio comunale. Anche loro non possono non sapere della ragnatela tessuta sulla gestione dell’accoglienza dei rifugiati lasciata tutta nelle mani della cooperativa I Girasoli di area Arci in cambio dei privilegi alla famiglia alla faccia del bene pubblico, come afferma Ferlisi.
girasolu

La mia meraviglia più grande, ma grande grande è invece il troppo SILENZIO DELLA MINORANZA. I politici e i consiglieri di “Milena in Comune” non possono non sapere dei fatti vergognosi che stanno accadendo in paese e invece hanno scelto la linea soft, facendo finta di non sapere limitandosi a qualche interrogazione al sindaco senza spendere una parola circa l’operato della cooperativa I Girasoli che, in buona o cattiva fede, ha consentito quesi favoritismi ai parenti di alcuni precisi amministratori.

Non è giusto stare zitti e non chiedere conto dell’operato della cooperativa inteso a fare favori a parenti e amici dei vertici dell’amministrazione in quanto alla scelta dei nominativi delle case da affittare e da impiegare dietro compenso economico.
lente

Perché questi consiglieri comunali che quasi mezzi paese ha votato se ne stanno zitti davanti alla denuncia dell’avvocato? Perché lo hanno lasciato solo in questa pubblica denuncia che prospetta una parentopoli? Perché non si attivano partendo proprio dall’onestà e dal coraggio dell’avvocato Ferlisi?

Caro Kenna, questo aspetto ti è sfuggito? Oppure col tuo ironico post hai voluto proprio stimolare le reazioni delle persone che hanno una coscienza civica e politica dormiente a parlare? e a quanti hanno pubblici poteri a fare semplicemente il loro dovere?

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: