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Archive for 19 marzo 2015

Lo dice Porta a Porta:

“Domani rassegno le dimissioni”.

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porArriva alle 19, durante la registrazione di Porta a Porta, il passo indietro di Maurizio Lupi. In mattinata l’incontro con il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Interno e leader del suo partito Angelino Alfano. “Questa mia decisione rafforzerà l’azione del governo” commenta l’ex ministro delle Infrastrutture.

La minoranza del PD con Cuperlo e Civati aveva chiesto ripetutamente le dimissioni di Lupi. Il premier ha lasciato che fosse lo stesso ministro a comunicare la propria decisione. E Lupi precisa: “Non mi ha chiesto Renzi di dimettermi”. Domani è calendarizzta a Montecitorio l’informativa di Maurizio Lupi proprio sui fatti dell’inchiesta. E le dimissioni, ha detto Lupi, saranno formalizzate proprio dopo l’informativa che a questo punto potrebbe non tenersi.

imagesJ0H5SEWHLupi (55 anni, diventato ministro per la prima volta nel governo di Enrico Letta. Lunga militanza in Comunione e Liberazione, nella Dc, in Forza Italia, tra i fondatori, poi, del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano) non è indagato, ma il suo nome compare più volte insieme a quello del figlio Luca, nelle carte dell’inchiesta di Firenze su tangenti e grandi opere. Un’inchiesta che ha già portato all’arresto di Ettore Incalza, alto dirigente del dicastero guidato da Maurizio Lupi.

Nelle intercettazioni, Lupi chiama Incalza: “Ti posso mandare mio figlio?” L’8 gennaio 2014 il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi chiamò al telefono Ercole Incalza per chiedergli se poteva ricevere suo figlio Luca per “avere consulenze e suggerimenti”. E’ quanto emerge dalle carte dell’inchiesta “Sistema” sulle grandi Opere condotta dalla Procura di Firenze. Nell’ambito dell’indagine Incalza, ex capo della Struttura di Missione del ministero delle Infrastrutture, è finito in carcere mentre sia il ministro Lupi che il figlio Luca non sono indagati.

lupiLa conversazione è stata registrata intercettando il cellulare di Incalza. Il manager quando riceve la telefonata è negli uffici del Ministero.

“Ascolta…se fra un quarto d’ora ti mando questo che è venuto da Milano a Roma a far due chiacchiere?”, dice Lupi.

“Chi…dimmi tutto…dimmi!”, risponde Incalza.

“Nel senso di avere consulenze e suggerimenti eccetera”, continua il ministro”.

“Dimmi chi viene….dimmi!”, gli chiede Incalza.

“Viene mio figlio Luca”, dice Lupi.

“Quando vuoi….ma figurati…nessun problema!”, replica Incalza.

“No…quando vuoi…dimmi a che ora te lo faccio venire in modo che…”.

“O adesso o alle cinque quando finisce il Tesoro…no?”.

“No allora conviene che venga adesso così…”, conclude Lupi.

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“L’obiettivo principale dei terroristi dell’attacco a Tunisi erano i turisti italiani?”

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A porsi questa inquietante domanda è l’inviato speciale di Mediaset Toni Capuozzo, che su Facebook traccia uno scenario inquietante

blitz

Titolo de Il Giornale

Secondo Capuozzo, infatti, i terroristi sapevano dell’arrivo della nave da crociera italiana, quindi la scelta del giorno potrebbe non essere casuale. E poi c’è un altro dettaglio da non sottovalutare: uno degli attentatori parlava italiano, per lui sarebbe stato più semplice identificare i turisti nel museo. E infine c’è l’ipotesi di Capuozzo sul motivo che avrebbe spinto i terroristi a colpire proprio gli italiani: il possibile impegno dell’Italia in Libia. Ecco qui il post pubblicato su facebook da Tony Capuozzo:

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Capuzzo riferisce anche di una voce insistente che parla di connection italiana: “una rete di cui farebbe parte un detenuto a Macomer e altri tre tunisini. Le stesse voci dicono di uno del commando che parlava italiano”.

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La Festa di San Giuseppe a Milena

Carlo Petix

Carlo Petix

Carlo Petix

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Se a Milena la Festa di San Giuseppe non è la festa principale, resta sempre la festa che desta maggiori entusiasmi e maggiori consensi. La sua particolarità sta nel fatto che questa è la festa della famiglia, del senso di ospitalità, la festa che maggiormente affratella un po’ tutti.

Al di fuori di ogni aspetto esteriore, la festa si concentra sulla “tavolata” in cui regna l’allegria e la confidenzialità, il senso spontaneo di un ritrovarsi alla stessa mensa nell’intima celebrazione del Santo.

Le tavolate sono tante che spesso si è costretti ad invitarsi a vicenda, nello scambiarsi i vecchierelli da una famiglia ad un’altra e si rinsalandano quei rapporti umani quando non si incontrano altri vecchierelli con i quali si stabilirà un nuovo rapporto di amicizia.

Tavulata di San Giseppi

Tavulata di San Giseppi

Nei Villaggi sono ancora molte le famiglie che fanno la tavolata e il più delle volte si è in numero veramente grande, da 15 a 21 persone.

Quest’anno la Festa di San Giuseppe viene celebrata il giorno 18 marzo in quanto il 19, domenica, è la festa delle Palme.

Non c’è un rito particolare, si ha la recita della preghiera e poi si attende la benedizione della tavolata per ritrovasri l’uno accanto all’altro in questo banchetto particolare fatto in nome della fede e della tradizione.

La tavola ha il sapore di un antico rito, il rito dell’ospitalità sempre vivo tra la nostra gente, la gioia di vivere una esperienza che non è facile dimenticare.

Articolo pubblicato su La Voce di Milena (Anno II, Numero 2, Febbraio 1978)

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Lettera di un (anziano) padre al figlio

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paSe un giorno mi vedrai vecchio: se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi… abbi pazienza,  ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo.

Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose, non mi interrompere… ascoltami, quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finché non ti addormentavi.

Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare… ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi fare il bagno.

Quando vedi la mia  ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc; quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso… dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire: la cosa più importante non è quello  che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti lì che mi ascolti.

Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te quando muovevi  i tuoi primi passi.

Quando dico che vorrei essere morto… non arrabbiarti, un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo. Cerca di
capire che alla mia età non si vive, si sopravvive.

Un giorno scoprirai  che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te che ho tentato di spianarti la strada. Dammi un po’ del tuo tempo, dammi un po’  della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l’ho fatto per te. Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l’immenso amore che ho sempre avuto per te.

Ti amo figlio mio

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imagesWS9IBTXTIn una scuola materna annullata la Festa del Papà perché un bambino ha due mamme
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Il 19 marzo è la festa del Papà e nelle scuole italiane si celebra in quel giorno la festa del papà.
In una scuola materna di Roma frequentata da un bambino con genitori omosessuali il problema è stato risolto cancellando la festa del papà e optando per una generica festa della famiglia.
Ed è scoppiato il putiferio.
Un numeroso gruppo di genitori ha inoltrato protesta al Municipio II, di competenza per l’istituto, e l’assessore municipale ha dato loro ragione dicendo che non è corretto cambiare così il calendario delle attività scolastiche aggiungendo che non è nemmeno educativo per chi non ha il papà.
imagesQQKI4YF3La presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio a questo proposito ha detto: “Quello che ci sta a cuore non è la polemica fine a se stessa, ma il bene del bambino in questione. Quanti altri bambini in Italia vivono senza avere accanto i propri genitori? Penso ai bambini orfani ad esempio o a molti figli di genitori separati, anche per loro bisognerebbe non vivere questa festa? E dopo? Cancelliamo anche la festa della Mamma per tutti i casi inversi?”.
Ovviamente le famiglie omogenitoriali sostengono la tesi opposta e sono per l’abolizione di tutte queste feste.
Come succede quando ci sono tante opinioni la decisione dovrebbe essere presa dalla maggioranza e la minoranza deve acconsentire.

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Iraq

L’Isis distrugge le chiese cristiane: al posto della croce la bandiera nera

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UpkPfA5XLjhVgw1Wt5xG7sNuMka8t6PMp6LA40FoG4M=--L’Isis dopo l’attacco ai cristiani di domenica 15 marzo, arriva a compiere atti vandalici contro una chiesa di Mosul, in Iraq. Ed è proprio lo stato islamico a diffondere le immagini dello scempio. Si vedono dei miliziani jihadisti sulla cupola bombata della chiesa che sradicano la croce di metallo.

In un’altra si vede un giovane jihadista che in cime al campanile rimuove una seconda croce, senza nascondere il ghigno di fanatica soddisfazione che si cela dietro questo gesto. Un uomo in tuta grigia distrugge con una mazza la statua di San Giorgio. Infine un ragazzo copre con una bomboletta azzurra la scritta in arabo incisa su una targa “Santa Maria donaci la grazie della pace in Iraq”, forse il gesto più simbolico di tutti, cancellare una scritta che inneggia la pace.

Dov’è il nuovo? – Siamo abituati agli atti osceni dell’Isis, hanno giù distrutto le antiche statue assire a Ninive, per non parlare delle brutali esecuzioni. La novità sta nelle immagini. Il Media Center del Califfato nella provincia di Ninive, presenta il “documentario fotografico numero 16”, dedicato alla distruzione del politeismo e alla rimozione delle croci.

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