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Archive for 9 marzo 2015

Quando la famiglia è più importante del bene pubblico

Credo che ci sia un limite a tutto.

La convinzione che le cose debbano,  per forza,  migliorare, ad un certo,  punto cozza con la dura realtà delle cose e dei fatti.

La convinzione che il tempo possa regolare ogni cosa, rischia di essere od apparire rassegnazione.

Io credo che non ci si possa rassegnare ad accettare come ineluttabile una deriva familistica, come quella a cui stiamo assistendo.

Quando è troppo, è troppo !

Siamo passati da un’epoca dominata da  gente senza scrupoli, ad un’altra,  che sembra aver preso lo stesso virus.

Sarà perché i locali non sono stati sterilizzati ?

Io non penso che qualcuno ne stia approfittando spudoratamente: ma da quello che appare sembra che sia proprio cosi.

Non funziona niente o quasi.

La gente è perseguitata da imposizione fiscale oltre ogni legittimo limite.

Di contro non ci sono servizi degni dei costi e delle imposte.

A gestire la cosa pubblica sembra esserci un manipolo di dipendenti che hanno come unico loro scopo raccogliere denaro  per il loro stipendio.

Cosi non và !

Salvatore Ferlisi

Salvatore Ferlisi

Ci aspettavamo davvero una rivoluzione umana: abbiamo creduto veramente che tutto potesse cambiare.

Invece sembra di essere passati dalla  padella alla brace.

Non ci sono giustificazioni per un fallimento in atto.

Nessuno può giustificare i troppi interessi privati che guardano alla cosa pubblica, come l’assetato nei confronti di una fonte fresca.

A nessuno è stato imposto di essere e diventare amministratore: chi lo fa deve essere come la moglie Cesare  ( l’Imperatore romano ), libero da sospetti od interessi propri con la cosa che amministra.

Occorre ridare dignità alle cariche ricoperte e svolgere il mandato avuto, nel solo ed unico interesse della gente che si amministra, e per conto del quale si agisce.

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cara“Mafia Capitale” in versione etnea

Mario Barresi

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La gara d’appalto per la gestione del C.a.r.a. (Centro Accoglienza Rihiedenti Asilo) di Mineo è stata bollata come «illegittima» dall’Autorità Anticorruzione.

cara mineoE’ intervenuta con delle audizioni la commissione parlamentare antimafia. A Siracusa, Rosy Bindi chiarisce subito il concetto: «Viene voglia di dire che non ci voleva l’intervento dell’autorità anticorruzione nazionale per capire che era un appalto illegittimo. La stazione appaltante avrebbe dovuto accorgersene già da tempo». Una illegittimità «macroscopica».

Per la presidente dell’Antimafia, «questo è un esempio eclatante per dire che se tutti facessimo meglio il nostro dovere, alleggeriremmo il lavoro dei tribunali, la giustizia italiana sarebbe più veloce» e suona la sveglia «alle forze politiche e sociali», che devono «arrivare prima», con «capacità d’intervento» e con «controlli amministrativi».

Un richiamo molto forte. Condizionato anche da ciò che il presidente e i componenti dell’Antimafia hanno ascoltato nel corso della giornata. Soprattutto dai magistrati che indagano sul Cara. I procuratori di Catania, Giovanni Salvi, e di Caltagirone, Giuseppe Verzera. Sarebbero confermate le indiscrezioni che circolano in queste ore nei due palazzi di giustizia, oltre che la «piena e proficua collaborazione» fra le due Procure.

cara3A Caltagirone, dove sul Cara si lavora da mesi, l’inchiesta sarebbe «praticamente alla fase conclusiva». Anche grazie a una «significativa accelerazione» dovuta all’intervento dell’Authority di Raffaele Cantone. I tempi si annunciano «piuttosto rapidi» e potrebbero far registrare i primi avvisi di garanzia ad amministratori, gestori di coop, manager e forse anch’anche a politici, con profili che andrebbero dal “minimo sindacale” penale, abuso d’ufficio e falso, alla ben più grave ipotesi di turbativa d’asta. Fino più su: corruzione e concussione.

parenOltre ad aver acquisito molti documenti (non soltanto quelli della gara), la Procura calatina ha già sentito anche alcune persone informate dei fatti. Ai raggi X ci sarebbe anche la gestione di altre strutture al di fuori del Cara, come le decine di centri Sprar nati come i funghi, e non sempre con procedure al di sopra di ogni sospetto, nei comuni del Calatino. In questo contesto si sta verificando anche il pedigree di alcune cooperative, a livello di gestione e di personale assunto, con alcuni riscontri su “parentopoli” per esponenti politici del territorio, talvolta direttamente coinvolti nelle società.

Mineo è al centro dell’attenzione. Quell’appalto che «sarà difficile che se lo possa aggiudicare qualcun altro», diceva Luca Odevaine intercettato. A Roma uomo di spicco della “Cupola Nera”; a Mineo componente della commissione della gara “incriminata”, oltre che, da semplice consulente, autentico deus ex machina del Consorzio “Calatino Terra d’Accoglienza” con una presenza che chi ha letto alcune carte definisce «chiara e tracciabile» nelle scelte; a Catania, oltre a dimorare in un appartamento gentilmente messo a disposizione in zona corso Italia da un manager, era di casa – dicono – non solo in ambienti mafiosi, ma anche in palazzi della politica e delle istituzioni.

E questo – al di là degli imminenti avvisi di garanzia a chi ha avuto le mani in pasta – potrebbe essere il “botto” della “Mafia Capitale” in versione etnea.

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images28LVA17ULu friddu di marzu

s’impila ‘nu cuarnu du vitiddrazzu

 

“Il freddo di marzo

s’infila nel corno del vitellazzo”

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Proverbio milocchese raccontato dal signor Mattina Salvatore

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Un po’ di RELAX

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abc“Tampoco”, avverbio che significa “nemmeno – Neppure – Tanto meno” (oggi usato solo scherzosamente) deve essere sempre preceduto da una “congiunzione negativa”.

Quale

 

Soluzione

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Si alza e si butta giù dal balcone di casa sua

Rino Pitanza

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CampofrancoSi è svegliata attonita, sbigottita ed incredula oggi Campofranco, quando si è sparsa la voce della tragedia consumatasi alle prime ore del giorno in C. da Santa Croce nella zona bassa del paese. Una donna, Concetta Pilato sessantenne originaria di San Cataldo ma da più di 30 anni residente a Campofranco si è tolta la vita terrena gettandosi dal balcone di casa sua al terzo piano di un agglomerato di condominii.

Le notizie sono state frammentarie e anche confuse, ma pare che il corpo riverso a terra nel cortile che raccoglie diverse palazzine, sia stato notato da un vicino di casa che si stava recando al lavoro e che ha subito avvisato il marito ancora a letto e allertato il 118, giunto immediatamente e trasportato il corpo, ancora in vita al momento dell’arrivo dell’ambulanza, all’ospedale di Agrigento dove i medici del pronto soccorso non hanno potuto fare nulla per salvarle la vita. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Campofranco con il maresciallo Cesare Imbrici che ha potuto solo raccogliere le informazioni di quanto successo. Concetta Pilato era conosciutissima e stimata in paese insieme al marito Totò Nicastro, metronotte. Concetta lascia tre figli: Mariella sposata con 3 bambini, Fabiola anch’essa sposata con due bambini e Francesco, calciatore attualmente in forza alla Juve Stabia in Lega Pro).

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APPELLO

L’olocausto di una famiglia onesta!

Alessandra Gandini

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La famiglia Gandini

La famiglia Gandini

Mi chiamo Alessandra Gandini, sono nata e cresciuta a Ferrara. Insieme a mio fratello Alessandro mi trovo sotto estorsione da parte della mafia sin dalla nascita, poiché lo erano già i nostri genitori, nonni e generazioni precedenti: di padre in figlio. Questa è una storia terribile. La storia vera di una bella e onesta famiglia ferrarese nelle mani della mafia da intere generazioni.

Avendo trovato “tutte le porte chiuse”, abbiamo scritto e stiamo scrivendo un Blog, per denunciare tutto il male che ancora stiamo subendo. Questo Blog è per non dimenticare!

alessandragandini.blogspot.com

Noi due fratelli siamo gli unici superstiti, tutt’ora in pericolo.
Da intere generazioni la famiglia Gandini di Ferrara si trova sotto estorsione, maltrattamenti e uccisioni coperte da omertà!
Ancora oggi, io e mio fratello Alessandro, unici superstiti, siamo ancora sotto estorsione e sempre in pericolo di vita.

E’ una vergogna senza pari! L’olocausto di una famiglia onesta!
I nostri genitori sono stati uccisi in omertà, i nostri sei cani sono stati uccisi con topicida come ricatto-vendetta, l’Italia è totalmente “congelata” verso la nostra famiglia senza motivo! “Qualcuno” ha sparato all’auto di nostro padre, la nostra vita è sempre stata osteggiata e oppressa, senza motivo; inoltre, siamo oggetto di estorsioni pesanti.

Qualche anno fa, io e mio fratello siamo stati sequestrati senza nessun motivo e senza nessuna documentazione, per essere rinchiusi e avvelenati in ospedali psichiatrici, con potenti psicofarmaci: tutto avvenuto in omertà, con gravissimi soprusi e abusi di potere!

Lunedì 27 ottobre, il nostro ultimo cane salvato da cinque avvelenamenti, è morto per il sesto avvelenamento, dopo atroci sofferenze, poiché tutti i veterinari hanno ricevuto ordine di lasciarla morire!
Premetto, che di quanto riferito mi assumo totale responsabilità. Inoltre, sono in grado di produrre documentazione atta a provare le mie denunce.

Abbiamo pubblicato l’Appello. Invitiamo Alessandra a precisare il sequestro subito e la storia della reclusione in ospedali psichiatrici, per diradare i dubbi sull’autenticità della vicenda raccontata che, se vera, apre forti interrogativi sulle autorità preposte alla lotta contro la mafia. MML

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Sentinelle in piedi e palloncini gonfiati

di Costanza Miriano

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Costanza Miriano

Costanza Miriano

Siccome io non sono Mario Adinolfi, il nostro impetuoso centravanti di sfondamento, il nostro coraggioso combattente, uno che strapperebbe un cuore a morsi per difendere i più deboli, siccome io invece sono una femmina, e pure un po’ dalla lacrima facile, io quando leggo certe cose ci rimango male. Ma sempre siccome sono una femmina ho una certa pazienza – noi donne sappiamo essere alleate del tempo, sappiamo per esempio che, quando una vita comincia dentro di noi, a noi tocca solo aspettare, farci amiche dei giorni, e permettere che questa vita diventi sempre più forte, fino a che può uscire dal nostro grembo – e sono certa che la verità, se la sapremo custodire e nutrire per tutto il tempo che sarà necessario, un giorno camminerà con le sue gambe.

Perciò non importa, spieghiamo ancora una volta come stanno le cose, anche se la gola si secca, ripetiamo anche se abbiamo un po’ di nausea, proprio come in gravidanza (non so voi, io nei primi mesi ne ho sofferto un sacco, e ho vomitato multietnico, dal giapponese al turco, passando per la cucina romana e quella umbra).

s2Dunque, ricominciamo. A Cesena trecento persone si sono messe in piazza, in piedi, in silenzio, a due metri l’una dall’altra, ferme, a leggere un libro. Senza dire niente. Senza essere contro nessuno. Per dire che non si può togliere la libertà di espressione, che non si può togliere a nessuno (ci riferiamo alla legge Scalfarotto) la libertà di scrivere – per questo le Sentinelle leggono libri –  o di dire nessuna parola, se non è offensiva contro una persona ma esprime un’idea generale, e sì, anche un giudizio sulla realtà, perché giudicare la realtà è per tutti non solo un diritto ma anche un dovere. Subito arriva la contromanifestazione, e sull’Ansa leggo: “in 500 in piazza: si è manifestato per l’uguaglianza dei diritti e contro ogni discriminazione al contrario di chi, come le Sentinelle, vuole negare la parità dei diritti alle coppie omosessuali”.

s4E già qui vorrei dire che noi invece non scendiamo in piazza a fare da contorno ad altre iniziative, noi crediamo che tutti debbano poter fare il loro evento in piazza in santa pace, e perciò non manifestiamo mai contro nessuno, perché essere contro è da perdenti, giocare di rimessa, e noi vogliamo vincere. Non sappiamo se sarà così, ma ce la giocheremo (non per niente il direttore è juventino, ed è la prima volta che ho un amico che tifa i vincenti, io sono sempre stata moglie e mamma di romanisti – “mai ‘na gioia” dice uno degli striscioni della sud che mi stanno più simpatici -, amica di tifosi del Toro, io stessa tifosa del Perugia, figuriamoci. Grazie lo stesso è il mio motto).

pallLa seconda cosa importante da dire è che i contromanifestanti, chiamati a raccolta da tutte le sigle lgbt della Romagna erano più o meno la metà di quanto affermato dall’Ansa, che peraltro ha riportato i dati dei comunicati. Come si sa i figli del mondo sono più scaltri dei figli della luce, e le foto lo provano. Le Sentinelle hanno detto di essere trecento, e lo erano davvero (a occhio sembravano pure di più), mentre i cinquecento dichiarati dai movimenti lgbt dovevano sicuramente includere nel computo anche i palloncini. D’altra parte noi non siamo palloncinofobi, anche loro devono avere la libertà di espressione (mentre vedevo foto e comunicato mi è venuto in mente Tom Hanks che parla col suo amico Wilson, il pallone, in Castaway).

Ma le cifre alla fine non sono importanti.

imagesY9HOU6GBLa verità sì, quella è importante. Nessuno di noi vuole negare nessun tipo di diritto alle coppie omosessuali. Non è questo l’oggetto della legge Scalfarotto. La legge è evidentemente propedeutica all’approvazione di altre norme, che aprano la strada alla produzione – vendita, acquisto – di esseri umani. Noi non vogliamo una legge che ci tappi la bocca. Avete visto a Ballarò il conduttore messo in difficoltà dalla coppia di omosessuali perché aveva usato l’espressione “utero in affitto”? I due, che si sono procurati due bambini all’estero, hanno detto con una certa veemenza che quell’espressione lui se fosse stato in un altro paese, per esempio in Canada, non l’avrebbe potuta usare, sarebbe andato in carcere.

Quindi il disegno dappertutto nel mondo, così per esempio in Francia, è stato lo stesso: prima leggi che impediscano la libertà di espressione e istituiscono una sorta di tribunale delle parole – una cosa che sinceramente mi terrorizza, perché fatto salvo l’obbligo di non offendere una persona specifica la possibilità di andare in carcere, e sottolineo in carcere, per delle parole la trovo davvero da incubo – e poi, dopo le leggi che azzerino eventuali manifestazioni di dissenso, leggi  che liberalizzano la compravendita di esseri umani. Perché, lo ricordiamo ancora una volta, i figli li fanno un maschio e una femmina insieme, e questa cosa due uomini o due donne non la possono aggirare se non facendo intervenire una terza persona, che poi non farà da padre o da madre, con tutta una serie di dolori e violenze e strascichi esistenziali, forse patologici, dolorosissimi. Una persona che vorrà essere pagata per generare un figlio che non potrà mai più vedere, o di cui non potrà vivere da genitore. Ci rendiamo conto che questo riporta l’umanità ai tempi della schiavitù? Come possiamo chiamare questo un diritto?

imagesU1CW76NOCome può la propaganda essere così potente e violenta da far passare l’idea che le Sentinelle vogliano impedire, che so, alle persone dello stesso sesso di fare l’amore (ma chi se ne importa???) o di comprare una casa insieme (già lo possono fare) o di avere possibilità di decidere l’uno per la sorte dell’altro in ospedale (già lo possono fare) o di intestarsi reciprocamente l’eredità (già lo possono fare)? Ci sono dei diritti che davvero mancano? Non credo. Ma se ci fossero non è questo l’oggetto della nostra preoccupazione. Noi vogliamo solo dire che la persona ha un valore assoluto, che nessuno può disporre della vita di un altro, dal concepimento alla fine naturale. Questo ci preoccupa.

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Risatine fuoriserie

MotoWebbiate

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images13CXDNFH-La mia macchina ha degli ottimi autoparlanti.

-La domenica, certi treni vengono oppressi.

-In autobus: scende o perseguita?

-Hanno messo le banchine spargitraffico.

-Di serie c’ha l’aria incondizionata.

-E’ un’auto nuova fiammeggiante.

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Imu sui terreni: le lamentele degli agricoltori condivise dal Consiglio comunale

Concetta Santagati

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Alcuni agricoltori nell´aula consiliare

Alcuni agricoltori nell´aula consiliare

Mazzarino. “L’Imu sui terreni è una patrimoniale che affosserà ulteriormente la nostra economia. Siamo tornati alle gabelle medievali, lo Stato persecutore ci costringe a cadere nell’illegalità, a diventare evasori. La tassa sul macinato di Quintino Sella era bazzecola rispetto all’Imu agricola. Non ce la facciamo più”. Una protesta, quella degli agricoltori mazzarinesi, che sa di rabbia e di forte malcontento di fronte ad un sistema Stato che penalizza ogni loro iniziativa.
Le cifre dell’imu agricola (aliquota dello 0,76%) poi sono cifre da paura, si parla da 8.000 euro fino a 20.000 e la quota (che andava versata entro il 10 febbraio) oscilla a seconda delle produzioni, l’imposta lievita per le culture specialistiche come le serre, per gli ortivi e i pescheti. Secondo la stima provvisoria su 30.000 ettari di estensione agricola mazzarinese l’incasso si aggira sui 950.000 euro ma questo valore potrebbe essere sottostimato e il balzello per gli agricoltori si avvicinerebbe ai 2 milioni e 500.000 euro.
Lunedì gli agricoltori hanno lasciato le campagne per assistere al consiglio comunale, presieduto da Giuseppe Vincenti, dove si decideva sull’adesione, passata all’unanimità dei 14 consiglieri presenti, alla mobilitazione indetta dall’Anci contro la crisi dei comuni, dove tra le richieste al governo nazionale vi è anche la revisione del regime di esenzione imu agricola. Nonostante le glaciali temperature nel giorno della straordinaria nevicata, gli animi dei consiglieri sull’argomento erano piuttosto caldi e i toni si sono accesi in più circostanze.

Dai banchi dell’opposizione il consigliere dell’udc Petralia parla di ribellione fiscale e insieme a Enzo Mantione si sono visti bocciare un’integrazione alla proposta dell’Anci. “Lo Stato ha bisogno di recuperare somme e lo fa tramite i comuni – dice Petralia – per questo ha ridotto i finanziamenti. Il nostro sindaco è in grado di dire, come ha fatto il sindaco di Bompensiere, di non pagare l’imu in attesa della decisione del Tar? Quale indicazione diamo ai cittadini? E poi chi è che gestisce l’imu? Il mancato pagamento da chi è sanzionato? “.
“Qualcuno tenta di rompere un fronte unitario – ha replicato il consigliere di Unione popolare Roberto Ferreri – siamo in una situazione paradossale, quando per gli studi di settore e per l’Europa siamo territori svantaggiati, lo Stato invece interviene con questi provvedimenti privi di ratio. Il governo usa i comuni come bancomat per finanziare la legge sui bonus bebè. In questa situazione di ingiustizia bisogna far emergere il ruolo della politica regionale e nazionale”.
“I comuni del Nord sono montani e sono esenti, al sud siamo tutti “non montani” e siamo penalizzati – continua Giorgio Arena – Sarebbe preferibile anche un invito alla disobbedienza civile come a Bompensiere e una protesta a Roma”.

Per Egidio Gesualdo il documento di adesione alla mobilitazione Anci non è risolutivo e rimprovera l’amministrazione di aver affrontato con ritardo la questione senza interventi di riduzione dell’aliquota. “Queste iniziative – ha rimarcato Mantione – giustificano i comuni a dire che sono impotenti di fronte a questa ingiustizia del governo centrale. Credo che il gettito sarà consistente e si aggirerà sui 2 milioni e mezzo. Che ci faremo con questi soldi? “.
Per Mario Santamaria (Pd) occorre la totale cancellazione del tributo e afferma: “Non si può tassare la terra, il mezzo di lavoro, uno strumento di produzione di ricchezza primaria che crea occupazione e parla di autenticità del territorio”.
Per il sindaco Marino è importante fare rete con gli altri sindaci senza scatenare meccanismi divisori. “Dobbiamo andare nelle giuste sedi – ha detto – per rivendicare i diritti dei cittadini siamo anche disposti e decisi a lasciare la fascia tricolore”.

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galilei

Galilei per gli intimi diventa Gali?

Zap&Ida

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