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Archive for marzo 2015

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Giufà il saggio

Giufà e i tre saggi

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Giunti al villaggio di Giufà, tre monaci, alla ricerca di uomini saggi, si informarono con i paesani se c’era qualcuno che aveva fama di esserlo.
Venne loro indicato Giufà e, così, andarono a trovarlo.

images (5)Un monaco gli chiese subito:
– Dov’è il centro della terra?

Giufà rispose senza esitare:
– Proprio dove il mio asino appoggia il piede. Se volete, provate a misurare la terra per scoprire se quello è il centro!

I monaci sorpresi per la risposta incalzarono con una nuova domanda:
– Quante sono le stelle nel firmamento?

Giufà, con calma, disse:
– Sono tantissime! Tante quanto i peli del mio asino! Provate a contare i peli e le stelle e vedrete se non ho ragione!

Ma chi ha mai contato i peli di un asino? – disse un monaco

E chi ha mai contato le stelle in cielo – ribadì Giufà

Per mettere in difficoltà Giufà, un monaco gli chiese
– Dimmi, quanti sono i peli della mia barba?

Giufà rispose sornione:
– Hai tanti peli quanti ce ne sono sulla coda del mio asino. Se provate a strappare i peli della barba e quelli della coda, vedrete che saranno due mucchi uguali!

I tre monaci furono soddisfatti delle risposte incontestabili di Giufà e se ne andarono convinti di aver trovato un uomo saggio.

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Pellitteri si candida e sarà sostenuto da numerose donne

M. C. G.

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aGela. Si è presentato sul palco del teatro Eschilo, pieno per l’occasione, con cinque donne in rappresentanza delle liste civiche che lo sosterranno alle amministrative. L’ex senatore e consigliere comunale Gioacchino Pellitteri ha rotto gli indugi presentando la sua candidatura a sindaco con quattro liste civiche e una quinta allestita dal liberale Grazio Trufolo. È l’Alternativa Moderata.

MML nel Mondo alle ore 06:49

MML nel Mondo oggi alle 06:49

Sono liste con tante donne protagoniste e tantissimi candidati alla prima esperienza.

Tra il pubblico in rappresentanza di Forza Italia il vice coordinatore provinciale Vincenzo D’Asero ed il coordinatore cittadino Enzo Pepe. Assente l’altro coordinatore Massimiliano Falvo. C’era pure Rocco Minardi in rappresentanza di Sicilia Democratica con cui c’è una trattativa per un’alleanza.

Dagli interventi delle cinque donne candidate nelle liste di Pellitteri e cioè l’avv. Giovanna Miceli, le prof. Rita Salvo e Rita Spataro, della dott. Salvina Cafá e dell’ins. Giovanna Samparisi è emerso che si tratta di un impegno in politica che ruota attorno all’apprezzamento ed alla fiducia verso Pellitteri come persona, organizzatore, e di gestore di scuole e come politico.

Ha parlato poi il consigliere comunale buterese Emilio Tallarita evidenziando come i cattivi amministratori generano mafia ed ha elogiato il mondo della scuola che si sta impegnando per la città indicando come sindaco il decano dei presidi. Molti gli interventi del pubblico tra cui vari rappresentanti del mondo della scuola che hanno sollevato varie problematiche ma anche testimoniato le capacità organizzative e di valorizzazione delle risorse di Pellitteri.

bIl candidato a sindaco ha contestato Fasulo per aver firmato l’accordo del 6 novembre sulla Raffineria (la produzione di greggio andava fermata contemporaneamente all’avvio della produzione green) ha poi spiegato che il suo gruppo è la societá civile che vuole mandare a casa il centrosinistra. Ha parlato del suo rapporto con Berlusconi dal 94, delle difficoltà che ha avuto, del perchè si è candidato nel 2010 come indipendente nel Pd.
Pellitteri ha detto che Fasulo se vince rimarrà solo due anni per presentarsi alle politiche, tanto vale mandarlo subito a casa insieme al sistema che ha governato male per 20 anni. «Io non farò il podestà – ha detto – ma l’organizzatore delle migliori risorse per la città». Ha poi spiegato perchè avrebbe piacere di ottenere il sostegno di Forza Italia. «FI ha due anime – ha detto – una tende per Ncd e per riportare il controllo di Gela fuori città». Pellitteri ha detto che ogni tre mesi sindaco ed eletti si presenteranno all’assemblea degli elettori per il rendiconto. Infine una critica durissima all’antimafia di Crocetta. «Con le liste civiche – ha detto – non farò la fine di Fasulo».

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«Circondata da un branco di cani randagi, che paura…»

G. S.

Cani randagi-3«Mi sono ritrovata circondata da un branco di cani aggressivi e non so come sono riuscita ad uscirne viva… » è quanto racconta la signora Maria Elena S., di 48 anni, abitante in via Aldo Moro. «Se non l’avessi provato e visto con i miei occhi non ci avrei mai creduto, ma devo dire che è stata una esperienza angosciante quella che ho vissuto l’altro ieri sera, poco dopo le 21,30, proprio nello slargo che c’è davanti all’ingresso della scuola “Don Milani” dove mi sono ritrovata a passare a piedi per recarmi a casa… ».
«Avevo finito di lavorare a casa di una signora dove faccio la badante – aggiunge ancora terrorizzata la donna – e, camminando a piedi, stavo raggiungendo la via Salvo D’Acquisto, dove, all’angolo mi sono imbattuta in una branco composto da non meno di 25-30 cani. Mi sono sentita persa, non sapevo cosa fare. Fortunatamente è passata una macchina con un guidatore che si è reso subito conto del pericolo in cui mi trovavo e si è avvicinato aprendomi per un attimo lo sportello e facendomi salire. Solo dopo essere arrivata a casa mi sono resa conto che forse sono viva per miracolo».
«Mi chiedo ora – conclude la donna – tutto ciò è normale in una città civile e se per eliminare un pericolo del genere occorre aspettare che il problema dei cani randagi si debba risolvere solo dopo che questi animali procureranno qualcosa di grave e di irreparabile? ».

«Addormentare i randagi»

Enzo Scarlata

images (7)«Circondata da un branco di cani randagi, che paura…» titola un articolo apparso il 25 marzo scorso.

Già un volta espressi una mia peregrina opinione sul fenomeno randagismo e una possibile soluzione. Suggerivo di individuare tra la Polizia di Stato e i Carabinieri un tiratore scelto a cui affidare una carabina a canna lunga da caricare con cartucce anestetiche da indirizzare ai cani randagi che, una volta colpiti, diventano innocui perché addormentati e in queste condizioni facilmente trasportabili al canile municipale.

Di accalappiacani è inutile parlare, non esistono più.

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La consigliera comunale Valeria Alaimo è stata espulsa dal Movimento 5 Stelle

Giuseppe Scibetta

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LaIPCL10343120150329CLLa decisione è stata adottata l’altro ieri sera a conclusione di una riunione di “pentastellati” che ha avuto luogo nella sede di via XX Settembre, dove questa mattina – alle ore 11,30 – è annunziata una conferenza stampa. Una decisione che in pratica dimezza il gruppo consiliare del M5S, che adesso potrà contare solamente sul consigliere Giovanni Magrì, il quale in occasione delle ultime amministrative si era pure candidato a sindaco.
Un divorzio – quello tra la giovane consigliera ed i grillini nisseni – che è sembrato ai più inevitabile, dato che sono stati in tanti a non condividere apertamente la linea di Valeria Alaimo, la quale ha vissuto da “separata in casa” all’interno del M5S e alla quale vengono contestati episodi maltollerati da molti iscritti: tra questi l’intervento dal palco all’assemblea nazionale svoltasi a Parma (dove si sono radunati molti dei grillini non perfettamente in linea con Beppe Grillo) in occasione del quale la Alaimo è intervenuta per prendere le distanze dall’indirizzo politico messo in atto a Caltanissetta. Per ultimo non sembra sia risultata gradita anche la sua “presa di distanza” dall’iniziativa che Giovanni Magrì sta portando avanti a nome el M5S denominaata “La farmacia sociale di quartiere”; iniziativa che verrà presentata domani alle ore 11 nella sede della Federfarma provinciale e che prevede l’istituzione di un fondo con una parte dei solti introitati dai consiglieri comunali, i quali, in questo modo, dovrebbero consentire ai genitori indigenti della città di andare a comprare i farmaci di cui necessitano i loro figli ad un prezzo scontato.
Molti “mal di pancia” dunque che venerdì sera si sono concretizzati con un voto dei presenti, una decina dei quali si sono pronunciati per la espulsione dal movimento di Valeria Alaimo, cinque si sarebbero dichiarati contrari e cinque astenuti. Quella della Alaimo è la secondo espulsione in città dopo quella di Angelo Zaffuto.
In occasione delle ultime amministrative nissene il M5S, che a Caltanissetta ha eletto Giancarlo Cancelleri all’Ars, e Azzurra Cancelleri alla Camera, ha ottenuto 2.466 voti di lista (percentuale 7,43%) che ha consentito la elezione di due consiglieri, Valeria Alaimo che ha avuto 309 preferenze e Giovanni Magrì con 215.

La consigliera Alaimo fuori dal M5S. I fratelli Cancelleri e Magrì spiegano il “divorzio” «I motivi dell’espulsione»
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Il consigliere comunale Giovanni Magrì, il deputato regionale Giancarlo Cancelleri, la deputata nazionale Azzurra Cancelleri e Vincenzo Sollima, coordinatore di uno dei gruppi di lavoro dei 5 Stelle

Il consigliere comunale Giovanni Magrì, il deputato regionale Giancarlo Cancelleri, la deputata nazionale Azzurra Cancelleri e Vincenzo Sollima, coordinatore di uno dei gruppi di lavoro dei 5 Stelle

Si trascinava ormai da oltre due mesi la diatriba tra il gruppo “storico” dei grillini di Caltanissetta (tra i quali i fratelli Giancarlo ed Azzurra Cancelleri, rispettivamente deputato all’Ars ed alla Camera) e la consigliera comunale Valeria Alaimo, che, venerdì sera a larga maggioranza, è stata espulsa dal Movimento 5 Stelle: decisa a non fare un passo indietro per quanto detto e fatto nell’ultimo periodo, e poco disposta al dialogo politico la (ormai ex) “portavoce” dei pentastellati a Palazzo del Carmine. Troppe cose messe insieme, molte delle quali non perfettamente “in linea” con il nuovo codice comportamentale che i grillini si sono dati da qualche tempo e che adesso determina l’allontanamento dal movimento di chi “va fuori le righe”: come è accaduto qualche settimana fa anche ad Angelo Zaffuto e ora alla Alaimo.
A quest’ultima, nel corso della riunione che si è conclusa con la sua esclusione dal movimento, è stato pure chiesto (vanamente) di dimettersi da consigliere comunale, come ha invece fatto, in una situazione del genere, il grillino Giorgio Licitra a Ragusa.

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Bando per il Servizio Civile Nazionale

Giuseppe Tona
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prolL’Ente proponente è l’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco Italia), unica Associazione di riferimento per le Pro Loco attualmente esistente a livello Nazionale.
Fondata nel 1962, l’UNPLI ha ormai raggiunto una consolidata maturità ed è impegnata nella realizzazione di progetti in ambito culturale, sociale, ambientale e nella costruzione di una rete di relazioni con tutti i principali interlocutori di tipo istituzionale, imprenditoriale e con le più rilevanti realtà dell’associazionismo e del volontariato.
E’ presente sull’intero territorio nazionale con le sue strutture regionali e provinciali ; vanta un totale di circa 600.000 soci suddivisi in più di 6.000 Pro Loco iscritte. L’UNPLI è iscritta nel registro nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale – legge 7 dicembre 2000, n.383, all’Albo nazionale del Servizio Civile Nazionale – Legge 6 marzo 2001, n. 64 ed è inoltre riconosciuta dalla Commissione Nazionale italiana per l’UNESCO quale Associazione che persegue con forte impegno, la promozione, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale.
L’Unione Pro Loco d’Italia vede oggi ampiamente riconosciuto e valorizzato il proprio ruolo sociale da parte del Ministero della Solidarietà Sociale, del Ministero dei Beni Culturali, da quello degli Interni e dalla Presidenza del Consiglio, con i quali intrattiene continui e fruttuosi rapporti di collaborazione. Iscritta all’Albo Nazionale Servizio Civile, classe prima, si propone attraverso il progetto “la cultura delle feste e tradizioni nella Sicilia Centrale” di rivalutare “dialetti”, “detti” e “proverbi” , espressioni di tradizioni e costumi locali, che costituiscono un inestimabile bene culturale nella storia delle tradizioni siciliane.

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Bongiorno Coppi!

bongiorno coppi

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Un’agile guida realizzata da Alessandro Maria Barrafranca e Vincenzo Leonardi

Un libretto storico-fotografico sulle “vare” dei Biangardi

w. g.)

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Il gruppo del Cireneo in una delle foto del libretto

Il gruppo del Cireneo in una delle foto del libretto

“Christus Pascha Nostrum” è il titolo del libretto che Alessandro Maria Barrafranca e il fotografo Vincenzo Leonardi hanno realizzato per descrivere le “vare” del Giovedì Santo di Caltanissetta.

Si tratta di una pubblicazione agile, di pronta lettura, edita dalla Lussografica, con cui Barrafranca – giovane studioso locale, appassionato soprattutto ai riti della nostra Settimana Santa, cui ha già dedicato alcuni apprezzati libri – avvalendosi degli scatti di Enzo Leonardi (“figlio d’arte” di Luigi, fotografo storico della città), ha descritto i sedici grandi gruppi statuari dei Biangardi, dopo una premessa per ricordare significato ed origine della maestosa processione, e spiegando al contempo le tecniche scultoree adoperate per la realizzazione dei “Misteri”.

copA tal proposito viene ricordato che la statuaria dei nostri gruppi si compone di opere polimateriche in cartapesta, legno e tela iuta, antico procedimento diffuso in Sicilia sin dal XVIII secolo: dapprima si procedeva alla costruzione della struttura interna di sostegno in legno di abete, fissata al basamento (“baiardo”); su essa si fissavano testa, piedi e parti anatomiche a vista, modellate in cartapesta; le mani venivano scolpite il legno di tiglio.

Si procedeva poi al riempimento dell’immagine con paglia e trucioli di legno, rivestiti con stoffe e avvolti da spago per conseguire una migliore sagomatura, per poi adagiarvi sopra una componente tessile di rivestimento di tela iuta grezza imbevuta di colla e modellata. Essiccato il tessuto, veniva passato un sottile strato di gesso per ricevere la coloritura.
Il libretto passa quindi in rassegna ciascuna “vara” con cenni storici e critici, per concludersi con la pianta del percorso seguito dalla processione.

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Ancora niente documenti Sprar relativi all’accordo Comune – I Girasoli. Solo la promessa di un “futuro” consiglio comunale

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sindacoAlle Calende Milocchesi

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La telenovela sull’accoglienza dei rifugiati politici a Milena, passata in sordina e al buio, continua.

Nonostante le passate precedenti richieste, il sindaco ancora dopo mesi e meso, non rilascia ai consiglieri comunali di minoranza della Lista MILENA IN COMUNE i documenti richiesti. In particolare quelli sull’accordo con I Girasoli per conoscere e valutare i termini e il sistema di lavoro.

Rilascia però la promessa che se ne parlerà “nella prossima seduta del Consiglio comunale” senza però precisare la data. Siamo di fronte ad una vera e propria strategia del rinvio per continuare a “nascondere le carte” alla minoranza? O ad un supremo disprezzo dei consiglieri comunali tenuti volutamente all’oscuro di fatti importantissimi che ormai risalgono all’anno scorso?

Comunque sia l’Ora X si avvicina e, presto o tardi, verrà a galla tutto o quasi. E i consiglieri dell’opposizione potranno conoscere e, tramite loro, anche la Cittadinanza. Quei cittadini milenesi i quali, secondo noi, in un regime democratico e trasparente si dovevano informare fin dall’inizio e pure consultare circa la loro volontà sull’accoglienza.

CatturaMML continuerà a dare spazio all’intera vicenda intesa a rendere pubblico il numero degli ospiti, le notizie sulla loro vita passata e attuale, l’elenco degli operatori locali e forestieri che si occupano di loro e dei proprietari delle case in cui sono alloggiati, quanto costa l’accoglianza e quant’altro vorranno richiedere i consiglieri comunali della minoranza.

Pare che chiederanno, tra l’altro, al sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali se hanno parenti tra gli operatori della cooperativa I Girasoli e gli affittacase ai rifugiati per riscontrare le voci su presunti favori a parenti e amici che girano da tempo e hanno portato anche l’avvocato Ferlisi ad un’intemerata contro chi privilegia i familiari a scapito del bene pubblico.

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FAMILIA ET NOMEN

Tebaldo Fabbri – Elde Balzani

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bullaNove giorni dopo la nascita (otto per le femmine) avveniva la cerimonia della purificazione detta lustratio (tio si pronuncia zio) durante la quale si appendeva al collo del bambino la bulla, una specie di medaglione contenente un porta-fortuna; generalmente d’oro (bulla aurea) per i figli di genitori liberi, di cuoio (scortea) per i figli dei liberti e, probabilmente anche per i più poveri.

Il piccolo teneva la bulla per tutta l’infanzia e per tutta l’adolescenza: la deponeva soltanto nel giorno in cui indossava la toga virile (dai 15 ai 17 anni). La bambina fino al  giorno delle nozze.

Il giorno della lustratio era chiamato dies nominum (=il giorno dei nomi) perché in quel giorno al bambino, se era di nascita libera, venivano dati tre nomi:

Il primo era il prenomen corrispondente al nostro nome di battesimo; di solito veniva ridotto alla sola iniziale: M. per Marcus, Q. per Quintus etc.

Gens Octavia

Gens Octavia

Il secondo era il nomen, il nome cioé della gens, della stirpe alla quale la famiglia apparteneva: così si aveva la gens Tullia, la gens Fabia etc.

Il terzo era il cognomen che servì dapprima a distinguere un individuo della famiglia attraverso una sua caratteristica personale, poi significò vari individui della stessa famiglia. Si dice per esempio che Cicerone venisse chiamato così per una protuberanza a forma di cece (cicer) che un suo antenato aveva sul naso.

images (2)Pertanto il prenome distingueva gli individui, il nome la gens, il cognome la famiglia. Esempio: M. TULLIS CICERO: Marco (premome) Tullio (nome) Cicerone (cognome).

Non tutti i Romani, però, specialmente i plebei, avevano un cognome. Per questo s’incontrano, a volte, Romani celebri con due soli nomi, come Caius Marius , cioè  il prenomen e il nomem soltanto.

Se poi un personaggio diventava celebre per qualche sua straordinaria impresa, era designato anche con un agnomen (ad + nomen) cioè quasi un’aggiunta al nome, desunto da quella impresa stessa; esempio: Publis Cornelis Scipius Africanus (il vincitore di Annibale e di Cartagine nella II guerra punica).

La donna aveva soltanto il nome della gens cui apparteneva, naturalmente al femminile: Cornelia, perché della gens Cornelia, Iulia della gens Iulia), Fabia della gens Fabia e così via.

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