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Archive for 29 settembre 2014

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«Licenziati 50 lavoratori»

Rino Pitanza

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finiEra arrivata 6 anni fa come la soluzione al problema della disoccupazione a Campofranco e nei paesi limitrofi, la costruzione e l’entrata in produzione della Moncada Solar Equipment, con l’allora presidente della Camera Gianfranco Fini che aveva inaugurato lo stabilimento dell’imprenditore agrigentino. Dopo un paio d’anni le cose andavano a gonfie vele, poi lentamente tutto è andato in direzione opposta, fino alla chiusura totale della mastodontica struttura di produzione di pannelli solarithin film. Degli iniziali 30 dipendenti si era arrivati agli oltre 100 che nei tre turni giornalieri assicuravano la produttività con esportazione del prodotto, oltre che in Italia, anche in Bulgaria e Sud Africa.

Sulla chiusura della fabbrica ieri è intervenuta la Fim Cisl territoriale di Caltanissetta, Agrigento ed Enna con il segretario Eduardo Sessa: “Complimenti alla ditta Moncada per l’avvio del più grande parco fotovoltaico del Sud Africa, ma si rendono necessarie alcune precisazioni. I pannelli sono stati costruiti interamente presso lo stabilimento di Campofranco ma il problema è che, consegnati i pannelli al sito in Sud Africa, lo stabilimento campofranchese è stato chiuso. Nel settembre di un anno fa la Moncada Solar annunciava ai propri dipendenti la richiesta di cassa integrazione ordinaria a scopo “preventivo”, in attesa di ricevere i finanziamenti per la realizzazione del secondo di quattro parchi. Nel dicembre 2013 il geom. Salvatore Moncada convoca tutti i dipendenti per comunicare la decisione dell’azienda di rinunciare alla realizzazione del secondo parco in Sud Africa e che la produzione di pannelli fotovoltaici in silicio amorfo non sarebbe più ripresa. Un mese dopo l’azienda fa richiesta di concordato preventivo per evitare un probabile avvio di procedura fallimentare a causa dell’elevato debito contratto con i fornitori. Sempre nello stesso periodo viene comunicato ai dipendenti l’impossibilità di anticipare le mensilità della cassa integrazione”.

Moncada Solar

Moncada Solar

L’intervento del sindacalista si sposta sui lavoratori che hanno perso il lavoro. “Ad oggi ci troviamo con 50 padri di famiglia licenziati, posti in mobilità con la ditta Moncada che decide di utilizzare il periodo di preavviso previsto per legge, come periodo lavorativo, ma in quello stabilimento non c’è nulla da lavorare; gli impianti sono spenti così come i condizionatori e gli impiegati stanno in uffici che somigliano a delle saune, con porte d’emergenza bloccate da pesanti travi di legno e fascette, estintori con revisioni scadute da tempo, presenza di topi e uccelli morti. Non è bello essere spremuti come limoni e poi essere buttati così com’è successo a queste 50 persone”.

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Gesù telefona al Papa

Con i pretofili non si scherza!

di Massimiliano Ciarrocca

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cardporn– Ciao France’.

– Gesù! Lo so già perché mi chiami questa volta!

– Ah sì? Beh, sentiamo, dai.

– Vuoi complimentarti con me per la fermezza che ho adottato nei confronti di Wesolowski.

– Bravo, ce sei andato vicino, France’.

– Vicino?

-L’argomento è quello, ma non me voglio complimenta’ manco per niente.

– Ho sbagliato Gesù?

– A livello di marketing l’operazione è riuscitisima, la gente c’è cascata. E’ solo che io e Papà c’habbiamo un dubbio sulla questione. Chissà se tu mi puoi aiuta’ a capi’ come ragionate là sotto.

– Ti ascolto.

scarano– Facciamo finta che io sia ignorante e che non ce capisca niente de come funzionano estradizioni, diplomazia, ecc. Alla luce di questo mi spiegheresti com’è che Scarano lo processa l’Italia e invece questo qui lo processiamo noi in Vaticano?

– E’ facilissimo Gesù. Scarano non era un diplomatico, Wesolowski invece sì.

– Cioè mi stai dicendo che per te viene prima la carica politica della funzione spirituale dei vescovi?

– Bhe, sì…

– Ho capito. Lo sai che c’è France’ Così da ignorante, c’ho come la sensazione che voi a questo lo processate in Vaticano per non rende pubblici gli atti di un processo imbarazzante. E poi così le famiglie delle vittime non potranno mai chiede un risarcimento per il danno. Cioè, nel 2013, quando lo avete fatto torna’ in Vaticano Wesolowski, lo sapevate benissimo quello che aveva fatto. Me sbaglio?

– No, in effetti…

“Per fortuna che i giornalisti dormono e non indagano, France’. Ma se qualcuno se sveglia e indaga so’ cazzi vostri. Lo sai?

– Che devo fare Gesù? Siamo pieni di gente così nella chiesa. A Chicago per colpa di 30 preti abbiamo sborsato centinaia di milioni di dollari qualche anno fa!

ddd– France’, a me dei soldi non me ne frega niente. I pedofili vanno consegnati alla polizia, punto e basta. Esattamente come tutti gli altri delinquenti. Chiaro o no? Dai a Cesare quello che è di Cesare. Te lo ricordi?

– Va bene Gesù.

– Me fido France’. Voglio vede’ che fai adesso con questo che hai destituito in Paraguay. Stai attento France’, che Papà ti tiene sott’occhio.

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Cara immondizia

Per il percolato nella discarica il Comune paga lo smaltimento

c. l.)

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monnezza--190x130L’amministrazione comunale, dovendosi procedere ad intervento urgente e straordinario di prelievo e smaltimento di percolato dalla discarica di contrada Martino-Rabbione di Serradifalco, ha disposto l’anticipazione di 747,58 euro all’Ato Cl1 al fine di provvedere all’intervento urgente di messa in sicurezza della discarica comprensoriale che si trova in territorio di Serradifalco ma che, per qualche anno, ha visto i Comuni dell’Ato Cl1 conferire i propri rifiuti solidi urbani.
Pertanto, dovendosi procedere allo smaltimento del percolato dalla ex discarica comprensoriale, anche il Comune di Milena ha dovuto impegnare una somma in percentuale per la messa in sicurezza.
serrOperazioni richieste anche dal fatto che, anche di recente, la discarica di contrada Martino è stata oggetto di segnalazioni da parte di un allevatore della zona che ha riscontrato la fuoriuscita di percolato dalla discarica. Fuoriuscita che rischierebbe di inquinare i terreni e le falde acquifere circostanti.
Da qui la decisione dell’Ato Cl1 di attivarsi al fine di predisporre un Piano di messa in sicurezza della discarica con il prelievo e lo smaltimento del percolato. Un intervento che, ovviamente, dovrà essere pagato dai Comuni dell’Ato Cl1 in percentuale rapportata alle azioni possedute. Il sindaco Peppuccio Vitellaro, onde evitare danni e condizioni di pregiudizio per l’igiene, la salute pubblica e per l’ambiente, ha pertanto autorizzato il pagamento della somma.

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Così la fiera d’un tempo, ad attirare la curiosità della gente c’era l’esibizione dei cosiddetti fenomeni da baraccone

Sul palco nani, contorsionisti e donne ragno

FRANCO SPENA

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la ruota panoramica di un tempo.

Dopo tanti anni la tradizionale fiera di San Michele è tornata ad essere allestita lungo il viale Regina Margherita e viene alla mente che ciò che un tempo catturava la curiosità della gente erano le attrazioni.
Si trattava dei cosiddetti fenomeni da baraccone, personaggi strani e insoliti che venivano presentati come unici ed eccezionali.
A volte si trattava di una sorta di esibizione di certa diversità, o di tipi con anomalie corporee o particolari abilità fuori dal comune. Erano comunque personaggi che venivano spesso mostrati con una adeguata scenografia e con effetti di luce illusori che facevano anche spettacolo.
Subito dopo la piazzuola col monumento ai Caduti, che seguiva il palazzo degli uffici finanziari, avevano quasi un posto fisso l’autoscontro e la pista dei go-kart mentre, di fronte, fino ad arrivare vicino al palazzo del Mutilato, erano sistemati proprio i baracconi delle attrazioni.
Erano costruiti in genere su due piani e il piano superiore era arretrato rispetto a quello terreno in modo da formare un piccolo palcoscenico dal quale il presentatore, con toni enfatici, stimolava la curiosità della gente che, passando, si soffermava affollandosi alla loro base.

Una delle attrazioni che tornava quasi ogni anno era Michelina, una giovane donna molto grassa, enorme, sproporzionata, della quale il presentatore, per far fermare le persone, faceva vedere le sue grandissime mutande.
In un altro baraccone c’era il contorsionista che, dopo qualche numero dimostrativo eseguito sul palchetto, dava sfogo all’interno alle sue capacità assumendo con il corpo posizioni incredibili e impensate.
Misteriosa e inquietante era la donna ragno: fra broccati colorati, drappi neri ed effetti di luce, apparivano la testa e le braccia che si muovevano davanti agli spettatori che non capivano se fosse vera o effetto di un trucco.
In un altro baraccone veniva presentata la famiglia dei nani. Era formata dal padre, dalla madre e dai tre figli, uno dei quali, a turno, veniva mostrato all’esterno per attrarre l’attenzione.
Un’altra attrazione interessante era il pozzo della morte. Era costituito da un largo e alto cilindro alla cui sommità formava un corridoio dal quale si affacciavano gli spettatori. Era piuttosto emozionante perché formava all’interno una sorta di spaziosa arena circolare nella quale un motociclista si metteva a fare delle pericolose acrobazie. Dopo avere preso velocità il motociclista saliva e scendeva verticalmente lungo le pareti rotonde, arrivando fino in alto facendo giri mozzafiato.
A partire dall’angolo della via Senatore D’Antona la fiera proseguiva con le giostre e si concludeva in genere con le montagne russe e la grande ruota panoramica sistemata al centro della Rotonda.

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Attenzione alla montagna!!!

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Prima il rosso poi il…

semredPerché nei semafori il rosso sta in alto?

Gaetano Bonaventura

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I tre colori del semaforo, rosso, giallo e verde sono ispirati a colori utilizzati anche in marina e nelle ferrovie.

In mare ha precedenza chi arriva da destra quindi le navi hanno il lato destro verde e il sinistro rosso.

Per i macchinisti dei treni il significato dei tre colori è esattamente lo stesso degli automobilisti.

Il rosso è il colore più evidente anche da lontano e risalta maggiormente all’occhio, per questo viene utilizzato come simbolo di pericolo ed è posizionato più in alto. Il verde, invece, trasmette tranquillità ed è associato alla libertà di movimento.

 

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