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Archive for 24 settembre 2014

Pubblichiamo una lettera inviataci da una mamma presente ai fatti che hanno portato alla sperimentazione della settimana corta

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Chi la vuole lunga e chi corta

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contesa

PREMESSA:
Francamente, non mi convince il discorso della “famiglia unita” il sabato ( e … magari , disunita negli altri giorni perché difficilmente i ragazzi riusciranno a pranzare con i genitori) oppure dormiranno fino a tardi.
E poi se l’alunno si ammala non si è tenuto conto che l’orario concentrato in 5 giorni significa più ore di lezioni saltate e maggiori difficoltà nel recupero?
E veniamo al sabato a casa: i nostri adolescenti saranno a casa a studiare o considereranno la vacanza prolungata dal venerdì sera alla domenica sera?
Mi chiedo ancora: i tempi dell’attenzione sono stati valutati bene?
Poiché… – stando agli studi scientifici – l’ attenzione dura al massimo 45 minuti, poi il cervello rallenta, quali rimedi adotterà la scuola?
Secondo Massimo Santinello, docente di psicologia dell’università di Padova, poi, oggi, la durata della attenzione nei ragazzi è sempre più ridotta.
Ha senso che noi, nelle scuole, allunghiamo le ore di lezioni in una giornata?
Che ne facciamo dei ragazzi fragili , dei ragazzini in difficoltà di apprendimento , degli studenti che hanno necessità di più tempo disteso per apprendere ? Rinviamo la questione affidando alle famiglie i compiti a casa al sabato ?

imagesEDT64OKGChe tristezza … pensare al giorno libero unico dei docenti al sabato, pensare all’aspetto organizzativo delle supplenze più gestibile , pensare a un giorno in meno da accompagnare o inviare i figli a scuola , pensare e considerare uno ‘spreco energetico’ l’apertura al sabato.
L’amarezza sulla scelta della settimana corta e’ tanta e mi ha accompagnato per due lunghe giornate dopo gli ultimi fatti accaduti nella mia scuola. Ho sentito di tutto e non credevo alle mie orecchie: la settimana corta come panacea degli sbriciolati legami familiari, il sabato quale momento di ritrovo per fare shopping (pratica educativa per ristabilire l’incontro tra i componenti del nucleo familiare), insomma l’apologia del sabato da vivere gioiosamente tutti a casa, al fine di adeguarsi ai modelli culturali imposti dalla società’.

Tanto ormai la settimana corta c’e’ dappertutto e ci dobbiamo adeguare. E chi adduceva queste tristi argomentazioni?

Ho per la prima volta capito che la demolizione della scuola sta venendo dal suo interno. Tanti Bruto e Cassio la stanno tradendo. Ma a che cosa ci si deve adeguare??? All’ignoranza dilagante??? E i ragazzi? Chi ha chiesto il loro parere??? Nessuno!!! E chi ha informato le famiglie su vantaggi e svantaggi??? Nessuno!!!

Prima erano la scuola e la cultura ad essere al centro della vita dell’uomo. Ora, forse, non ci credono nemmeno piu’ alcuni docenti. Quanta amarezza!!!
Chi ama i propri figli trova il tempo di stare con loro, a parlare o a giocare , sempre, senza aspettare la fine della settimana. Rimpiango ancora i tempi in cui passavo pomeriggi o serate in compagnia dei miei figli. Ora sono diventati adulti e non vivono più con me.

L’inventore della settimana lunghissima è stato Don Milani: ve lo siete dimenticato? si teneva i bambini e i ragazzi anche la domenica per evitare che i genitori li mandassero a lavorare nei campi. Adesso alcuni genitori e alcuni insegnanti preferiscono che i ragazzi passino le lunghe ore del sabato davanti ai videogiochi fino a rimbambirsi, laddove potrebbero spendere più utilmente e più umanamente il loro tempo in compagnia dei compagni di scuola e partecipando alle lezioni in classe

Scuola elementare San Giovanni Bosco di Milena

Scuola elementare San Giovanni Bosco di Milena

FATTI SUCCESSI A MILENA:
Giorno 17/09/14 inizio scuola, ci viene comunicato dalle insegnanti che giorno 19/09/14 venerdì alle ore 16.30 c’è una riunione da parte della Dirigente nella sala mensa per comunicazione varie. Si scopre subito che si tratta dell’instaurazione della settimana corta. All’uscita della scuola tutti (a gruppi per classe) si parla e si decide per la settimana lunga.

Venerdì la Dirigente ci comunica che quest’anno ci saranno variazione nel campo scolastico “visto che i genitori si lamentano per il dopo scuola Lei e le maestre in comune accordo non faranno fare i compiti nel pomeriggio cioè’ materie pesanti (matematica e italiano) nel pomeriggio infatti dovranno fare religione ed fisica musica. (Considerando che ci sono 4 pomeriggi, tutte queste ore credo che sono troppo per quelle materie considerando che il programma va attuato, in pratica si dovranno insegnare “a mio parere” anche quelle materie cosiddette pesanti anche il pomeriggio)

Fin qui tutto a posto poi inizia col dire che i bambini di terza attuale quarta sono stati sempre isolati a sé ( in quando per motivi diversi non fanno i rientri pomeridiani ), per farli integrare faranno un rientro il pomeriggio con la disponibilità da parte delle insegnanti  regalandoci delle ore e facendo il progetto Riciclaggio con i bambini di terza e quinta.

Infine propone di lasciare più liberi i nostri ragazzi non facendo il sabato: “la settimana corta” consistendo che tutti i ragazzi entrano alle 8-15 ed escono alle ore 16-45 tranne il mercoledì 8-15 e 13.30 SABATO LIBERO  tranne le quarte che entrano 8-15 ed escono tutti i giorni alle 13-30 in più un giorno di rientro 14-45 e finiscono 16-45 senza pulmino.e SABATO LIBERO.

L’anno scorso hanno fatto fare un test che e risultato più del 50% di si per la settimana corta (IL PROBLEMA CHE NESSUNO SI RICORDA DI AVER FATTO QUESTO TESTO) e le quarte erano escluse perché non avevano il rientro. Si sono alzate alcune mamme per dire di no alla settimana corta, infatti la maggioranza era per la settimana lunga ma .. (cosa era successo in questi due giorni non si sa MISTERO) si sono convertiti alla settimana corta. Non ci siamo messi d’accordo la dirigente propone di fare una prova cioè da lunedì 22/09/14.

siLa dirigente non ha spiegato i veri motivi della settimana corta

1) innanzitutto questa decisione doveva essere presa nel mese di maggio per dare la possibilità a tutti di organizzarsi e decidere la scelta migliore anche perché il POF del 2015 doveva contenere questa informazione.
2) mancanza di bidelli  in quanto non riescono a coprire tutte le scuole,
3) risparmio energetico metano……..
4) mancanza del pulman visto che il primo giorno era presente e il giorno dopo non funzionava dopo tre mesi di riposo estivo

noMENTRE I CONTRO SONO

1) I ragazzi stanno più di otto ore a scuola (non sono stanchi) ricordiamoci che una giornata lavorativa è di 8 ore e il lavoratore quando arriva a casa, arriva molto stanco, stiamo parlando di un adulto e non di un bambino.
2) Per i ragazzi che usufruiscono del pulman devono chiudere 10 minuti prima  per sistemare lo zaino e 10 minuti prima per prendere il pulman infatti escono alle ore 13.20
3) Considerando che i bambini non sono stanchi, non hanno tanto tempo (arrivati a casa) per farsi i compiti non finiti a scuola
4) Tutti i ragazzi nel pomeriggio se hanno attività extrascolastiche li debbono abbandonare?
5) Il Sabato i ragazzi in giro con la bici o giocano al computer o dormire fino a tardi.
6) LA SCUOLA DELL’ INFANZIA HA LA SETTIMANA LUNGA
7) LA SCUOLA ELEMENTARE HA LA SETTIMANA CORTA
8) LA SCUOLA MEDIA HA LA SETTIMANA LUNGA

UN GENITORE COSA DEVE FARE?……

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“Prendetevi tutti la responsabilità…”

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psor

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Un po’ di RELAX

abc.

Qual è la frase giusta?

  1. “Ho bevuto una gassosa”.

  2. “Giorgio si è cammuffato da Babbo Natale”.

Soluzione

(altro…)

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Il giardiniere

Il giardiniere

Cezanne-il giardiniereLe due donne si avvicinarono con circospezione al cancello. Quella più robusta aveva un pacco di volantini in mano, mentre l’altra, che sfoggiava sopra a un tailleur rosa una pettinatura fresca di parrucchiere, aveva le mani nervose e allacciate ai fianchi come se avesse dovuto principiare un comizio. Il cancello interrompeva la strada di accesso a una villa imponente, corteggiata da un giardino curato e pieno di colori, con tanto di piscina che mandava bagliori intermittenti come se nascondesse sul fondo pagliuzze d’oro.
Da un lato, un uomo di una certa età, con un cappellaccio di paglia bucato sulla tesa e la camicia strappata all’attaccatura della manica, stava raccogliendo con il rastrello gli aghi di pino; quel fruscio cadenzato nella quiete appisolata della campagna sembrava un suono naturale come il verso del cuculo tra le fronde dei cedri.
La donna in tailleur soppesò l’uomo e poi disse:
«Ehi capo…»
Quello continuò per qualche attimo ancora a rastrellare l’erba e poi, come se la voce avesse fatto fatica ad arrivare sin lì, alzò lo sguardo mettendo a fuoco le figure ferme all’entrata.
«Dice a me?»
«Sì, senta, un’informazione, per cortesia…»
«Volentieri, se posso…» fece avvicinandosi lentamente con il rastrello in bilico in una mano.
«Sa mica quando li possiamo trovare?» chiese con voce bassa facendo un cenno con il capo in direzione della villa.
Lui cavò dalla salopette un fazzoletto largo a quadrettoni con cui si deterse il sudore. Fece il gesto di tirarsi su con i gomiti i pantaloni che, per un attimo, mostrarono alla vita uno spago intrecciato:
«Mi dispiace, ma a me non dicono mai nulla. Non abitano qui a Poggiobrusco, ma ad Alvona. Sa come fanno questi ricconi… Stanno due o tre settimane senza venire e poi compaiono all’improvviso, magari alla testa di una comitiva cianciante di una decina di persone. Si stravaccano qua e là in giardino, bevono, mangiano, si mettono a fare il bagno in piscina e mi conciano il prato che è uno schifo… e poi devo pulire io, rimettendo ogni cosa al proprio posto. E dire che sono solo e nemmeno più tanto giovane…» fece scuotendo la testa.
Le due donne si guardarono l’un l’altra scambiandosi un segno d’intesa.
«Va bene, grazie» dissero all’unisono staccando le mani dal cancello.
«Mi spiace» fece ancora l’uomo alle loro spalle mentre le vedeva inerpicarsi per la salita verso la casa del fabbro.
«Sa per caso quando possiamo trovare i suoi vicini?» insistette una delle donne parlando al fabbro dopo essersi assicurate da lui una cospicua offerta per una delle tante associazioni locali. «Siamo venute già diverse volte, ma non troviamo mai nessuno. Solo oggi c’era il giardiniere…»
«Giardiniere?» fece il fabbro meravigliandosi.
«Sì, un signore con la barba, che stava pulendo il prato…»
«Ma quello è Torquato, il proprietario della villa. Non hanno un giardiniere! Fa tutto lui, per hobby.»

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SerradifalcoDecadenza del consiglio comunale

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E’ stato pubblicato nei giorni scorsi nella Gazzetta ufficiale regionale il decreto del presidente della Regione Crocetta che sancisce la decadenza del consiglio comunale di Serradifalco e nomina come commissario straordinario il dott. Antonino Virga.

La decadenza è stata determinata dalle dimissioni di 8 consiglieri sui 15 complessivi, per cui è venuto a mancare il numero legale minimo per la funzionalità dell’organo.

Il commissario straordinario sostituirà il consiglio comunale fino alla scadenza naturale del mandato.

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