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Archive for 21 settembre 2014

rapisardiClasse-pollaio a Caltanissetta, sdoppiata da lunedì

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ROMA. Verrà sdoppiata, da lunedì, la classe-pollaio dell’istituto di Caltanissetta dove all’inizio dell’anno scolastico erano previsti tra i banchi 42 alunni. Lo fa sapere il ministero dell’Istruzione aggiungendo che l’incresciosa situazione è stata «prontamente risolta».

C’è stata, spiegano a Viale Trastevere, una cattiva gestione delle procedure che è stata però rettificata con sollecitudine dall’ufficio scolastico regionale.
Una classe del Liceo Delle Scienze Umane “A. Manzoni” di Caltanissetta, formata da ben 42 alunni, di cui 4 disabili. A denunciare il fatto, oltre all’associazione “Rete degli Studenti Sicilia”, è stata, in prima persona, la stessa dirigente scolastica della scuola, sbalordita dell’incredibile accaduto quanto perplessa della possibilità di assolvere gli obblighi didattici e formativi nella classe.

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Caro Matteo, cambia l’Italia

Aldo Castellari

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imagesD0NGVNJVCaro Renzi, qualunque sia la nostra fede politica, immutabile, spero che tu riesca a cambiare un’Italia incancrenitasi in un intreccio inestricabile di lobby, caste e privilegi, favorito dai politici di professione e dai sindacati. Ascoltiamo con attenzione i tuoi proclami e le tue proposte.

Ma vigila per ogni cosa, costantemente. Che le tue intenzioni non siano rinegoziate dai tuoi ministri e non perdano l’efficacia quando saranno leggi. Altrimenti sembrerai un altro pifferaio magico, tradito, non solo dai suoi nemici di partito, ma anche da compagni di cordata, privi della tua decisione, della tua durezza e non convinti dei tuoi obiettivi.

Ti stai giocando una partita difficilissima, ma che potrebbe risolversi o in un disastro totale oppure in una tua affermazione di giovane statista.

E Renzi scrive agli iscritti Pd

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renziDifendere l’attuale mercato del lavoro significa “difendere la diseguaglianza”.

Matteo Renzi lo scrive in una lettera agli iscritti del Pd, pubblicata sul sito del partito.

“Il 29 settembre presenterò in direzione nazionale il Jobs Act. Dobbiamo attirare nuovi investimenti, perché senza nuovi investimenti non ci saranno posti di lavoro e aumenteranno i disoccupati. Ma dobbiamo anche cambiare un sistema ingiusto che divide i cittadini in persone di serie A e di serie B e umilia i precari”.

“Chi oggi difende il sistema vigente – aggiunge – difende un modello di diseguaglianze dove i diritti dipendono dalla provenienza o dall’età. Noi vogliamo difendere i diritti di chi non ha diritti. Quelli di cui nessuno si è occupato fino ad oggi”.

“A me hanno insegnato che essere di sinistra significa combattere un’ingiustizia, non conservarla. C’è chi trova soluzioni provando a cambiare e chi organizza convegni lasciando le cose come sono. Anche nel Pd c’è chi vuole cogliere la palla al balzo per tornare agli scontri ideologici e magari riportare il Pd del 25%. Noi no”. ha sottolineato il premier.

Poi l’attacco a quella che definisce ‘vecchia guardia’: “Ci hanno detto che siamo di destra. Ci hanno paragonato alla Thatcher. Noi siamo qui per cambiare l’Italia e non accetteremo mai di fare le foglie di fico alla vecchia guardia che a volte ritorna. O almeno ci prova”.

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Un po’ di RELAX

abc.

Qual è la frase giusta?

  1. “Cosa hai chiesto a mio fratello?”.

  2. “Il freddo gelava le mani”.

Soluzione

(altro…)

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Educazione merce rara

educazione

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Dottor Rolex

Un po’ di RELAX

images6IX8EA2NPer grazia ricevuta

A. Karr

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Un medico a cui era morto un paziente, ricevette un orologio d’oro.

Sul prezioso regalo erano incise queste parole:

“Al dottor XXXXXXXXX gli eredi riconoscenti”.

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Casa super protetta

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 20,1-16a

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imagesY26N7AL7«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.
Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati
e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono.
Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto.
Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?
Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi.
Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero un denaro per ciascuno.
Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo:
Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro?
Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te.
Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?
Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».

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