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Archive for 15 settembre 2014

Aliquote Tasi: «Vittoria dell’opposizione»

Rino Pitanza

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campofranco municipio Seduta di consiglio comunale agitata quella che si è svolta a Campofranco con l’unico punto all’ordine del giorno che ha riguardato l’approvazione delle aliquote per la tassa sui servizi indivisibili (Tasi).
Il capogruppo di maggioranza (contrario alla giunta D’Anna) Tony Falletta, tuona contro il tentativo, a suo dire, che proprio l’amministrazione guidata dal sindaco D’Anna, voleva perpetrare a danno dei cittadini.

“Ancora una volta e dopo il pauroso aumento del 130 per cento della Tarsu, il sindaco e la giunta comunale volevano far ricadere tutto il peso di questa nuova tassa sulle spalle dei cittadini, proponendo l’aliquota pari al 2 per mille e senza prevedere nessuna detrazione o esenzione di qualsiasi tipo. Praticamente si sarebbe reintrodotta il pagamento di una tassa sulla prima casa che con l’abolizione dell’ IMU non veniva più ad essere pagata”.
Rivendica l’operato del suo gruppo, ancora Falletta: “Questa volta non è successo, poiché obbligati dalla legge, la proposta deve passare dal consiglio dove il nostro gruppo, forte di una maggioranza coesa, ha potuto modificarla. “

imagesVZ1F1IDLE così con l’emendamento presentato dal capogruppo Falletta, “si è potuto diminuire l’aliquota principale di mezzo punto, ma cosa più importante abbiamo introdotto l’esenzione sulla prima casa e le relative pertinenze, tutelando le fasce più deboli“.

Anche un po’ di orgoglio nelle parole di Falletta, quando sostiene che “il nostro gruppo ha sempre avuto come unico scopo la tutela di tutti i cittadini, cercando, per le proprie competenze, di non appesantire ancor di più l’economia di una famiglia e ribadendo ancora una volta che non metteremo tasse sui cittadini se non prima aver tagliato le spese superflue. Con l’intervento del nostro gruppo il Comune di Campofranco si colloca tra i comuni più virtuosi sull’argomento Tasi, avendo ridotto ai minimi termini le aliquote in questione, ma soprattutto uno dei pochissimi paesi ad avere introdotto “l’esenzione prima casa, cosa che ci fa sentire fieri del nostro lavoro”.

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Un po’ di RELAX

abc.

Qual è la frase giusta?

  1. “Ha dovuto entrare dalla retrobottega del suo negozio”.

  2. “Capiranno di aver torto da loro stessi”.

Soluzione

(altro…)

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Parla Riina: “I documenti di Dalla Chiesa e Borsellino li hanno i Servizi”. E su Renzi e Berlusconi…

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«Questo Dalla Chiesa ci sono andati a trovarlo e gli hanno aperto la cassaforte e gli hanno tolto la chiave. I documenti dalla cassaforte e glieli hanno fottuti». Nelle conversazioni fiume tra Totò Riina e Alberto Lorusso, il suo compagno d’aria al carcere di Opera di Milano, il boss corleonese parla anche del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Riina e Lorusso ne parlano durante il «passeggio» del 29 agosto dell’anno scorso. Le conversazioni sono tutte intercettate e sono state depositate – poco più di 1300 pagine – nell’ambito del processo sulla trattativa tra Stato e mafia.

imagesJ60DHH1W«Minchia il figlio faceva … il folle. Perchè dice c’erano cose scritte. Loro – continua Riina – quando fu di questo… di Dalla Chiesa… gliel’hanno fatta, minchia, gliel’hanno aperta, gliel’hanno aperta la cassaforte, tutte cose gli hanno preso. Perchè i discorsi di Palermo, i discorsi a Palermo sono, sono assai, tutti grossi e tutti, tutti bomb… tutti, tutti morti. Morti, morti di tanti livelli».

Riina si sofferma anche su un altro mistero, quello legato all’agenda rossa di Paolo Borsellino, attribuendo ai servizi segreti la sua scomparsa: «Gliel’hanno presa ed è sparita». Nelle conversazioni con Lorusso, rievoca anche la vicenda legata alla perquisizione ritardata del suo covo, dopo l’arresto del 1993. La sua cassaforte? Nella versione di Riina, non conteneva documenti: «Io cose importanti non ne avevo, se le avevo le tenevo in mente».

imagesDTIP2LA4Il boss dei boss, come si legge sul Fatto, parla anche di attualità e non si risparmia sui giudizi riguardo i protagonisti politici.

Matteo Renzi per Riina «E’ forte perché è giovane», ma diventa «un carabiniere» quando si oppone all’amnistia; Angelino Alfano viene bollato come «vigliacco e traditore» più o meno come Gianfranco Fini «un miserabile e meschino».

Massimo D’Alema viene visto dal capomafia come uno «mangia e bene», «Il più disgraziato che c’è»; Beppe Grillo invece «è malato di testa, ormai è impazzito».

Riina non nasconde le sue simpatie per Andreotti «uno grande», per Marina Berlusconi «una seria» e Daniela Santanché «una forte».

Un ragionamento moralistico viene fuori quando parla di Silvio Berlusconi bollato come «un mutannaro» (mutandaro) e accusato di essere un «porco, malato di minorenni». «Più che il partito di Forza Italia – dice a Lorusso – dovrebbe fondare Forza Culo perché è un disgraziato». Ma al leader azzurro non perdona soprattutto di aver «tradito» le speranze mafiose. «Aveva il 66%, doveva mandare alla fucilazione i magistrati, aveva la corda per affogarli tutti». Dice Riina che «c’è tanta gente incarcerata senza malu fine (cioè l’ergastolo)», ma lui «non ha fatto niente, è stato un gran sbirrone».

Quanto a Giorgio Napolitano, definito “berrettone” che in dialetto siciliano vuol dire “colui che vuole fare tutte le cose”, il capo dei capi sostiene che è «il più pulcinella di tutti».

Messaggi per chi? – Le parole intercettate in carcere sono dei messaggi che il capomafia ottantenne lancia all’esterno? Per la presidente della commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi «c’è ancora molto da capire», per il presidente del Senato Piero Grasso «queste sono valutazioni che spettano agli organi competenti». Di certo c’è, secondo la Bindi, che «quando Riina sapeva di essere intercettato non ha parlato. La logica ci dice che quando parla non sa di essere intercettato ma tutto ciò resta comunque un interrogativo. È da interpretare e capire…».

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«Ricordo del maestro Pastorello»

Enzo Scarlata

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imagesCalato il sipario sulla tragedia che ha colpito la famiglia del Maestro Giuseppe Pastorello, desidero esternare un mio pensiero per un caro amico.

Le due pagine locali dei due maggiori quotidiani della Sicilia hanno dato un ampio risalto all’operato del Maestro in oltre 40 anni di attività. Commovente il ricordo Nicola Digiugno e lusinghiero quello del critico musicale Niny Ganguzza.

In un mio precedente intervento paragonai il Maestro Pastorello al «Cid Campeador» per le strenue battaglie sostenute con grandi sacrifici (anche economici) per tenere in vita il Concorso Bellini. Ma io voglio, purtroppo «post mortem», ringraziarlo per avere portato a Caltanissetta due tra i più famosi tenori del secolo scorso, Franco Corelli e Giuseppe Di Stefano, che ebbi l’onore di intervistare in casa Pastorello e due tra le più grandi cantanti liriche, Giulietta Simionato e l’insuperata Joan Sutherland, con tutto il rispetto per gli altri numerosi e grandi cantanti. Poco tempo fa avevo chiesto a Marina Castiglione di non fare morire il Concorso Bellini ma purtroppo… e non vedo in un lontanissimo orizzonte chi potrebbe tenerlo ancora in via.

Ave atque vale!

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