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Archive for 1 settembre 2014

Re Federico fa ritorno al castello di Mussomeli parato a festa

Roberto Mistretta

 

index_image362Il primo settembre, giorno in cui da oltre un secolo si tiene la festa del castello manfredonico-chiaramontano, sarà riproposta la rivisitazione storica delle venuta di Federico il Semplice e della sua corte. Quindi il castello si animerà e tra i merli rifulgeranno le torce che faranno rivivere nell’incanto della sera dame e cavalieri, principi e cortigiani.
Storia di ieri che riprende vita oggi.
Di cosa si tratta?
Era il 1374 quando il castello di Mussomeli, parato a festa, ospitò Federico III, re di Sicilia (1355-1377), detto appunto il Semplice, membro del ramo siciliano della casa d’Aragona, e la sua regina Antonia del Balzo, figlia di Francesco duca di Andria e di Margherita d’Angiò Taranto, nipote, per parte di madre, della regina Giovanna I di Napoli.
La regina Giovanna, aveva il suo bel da fare per mantenere l’indipendenza del suo regno, minacciata dagli Angioini di Napoli e all’interno dalla nobile famiglia dei Chiaramonte. Ma nel 1372, re Federico III riuscì a firmare una pace che gli consentì di mantenere il controllo della Sicilia fino alla morte. E come era d’uso a quei tempi, la tregua fu sancita dal matrimonio con Antonia.
images1Lo sposalizio tra Antonia e Federico III (rimasto vedovo nel 1363 di Costanza d’Aragona), avvenne il 26 novembre 1373 a Messina. Nella città dello Stretto le nozze furono celebrate dal vescovo di Sarlat, Giovanni Rivellone, legato della sede apostolica.
Grazie a quella tregua, Manfredi III (signore di Mussomeli e non solo), rientrò nelle grazie del re e rinsaldò la sua amicizia col regnante, in viaggio lungo la Sicilia per riconquistare terre e castelli usurpati dai baroni siciliani, e lo accolse con tutti gli onori quel lontano 16 novembre del 1374.
Come è noto Mussomeli è cittadina montana esposta ai soffi di Eolo, e quindi è agevole immaginare che fosse una tipica giornata autunnale, nuvolosa e diaccia, con la tramontana che scuoteva cose e uomini e faceva sventolare stendardi e vessilli issati sul maniero, d’intorno si abbacchiavano le olive e si dissodavano le terre del Vallone per preparare gli immensi feudi alla semina. Il castello si presentò ai visitatori come un titano di pietra animato da gonfaloni e insegne gonfi di vento, rullarono i tamburi e squillarono le trombe. Il re era arrivato.
interno_5_copyInvero non è dato sapere quanto si prolungò la sosta al castello di Mussomeli del re e della sua corte.
I regnanti alloggiarono nelle sale nobiliari riscaldate dal grandioso camino (si può ammirare ancora oggi), gli armigeri si sistemarono nella parte più bassa del castello, a salvaguardia del re e della regina e della principessa Maria, dodici anni, figlia di primo letto di re Federico.
Della corte faceva parte il variegato popolo di dame ed ancelle, cuochi e cerusici, consiglieri e portatori. Era presente anche il Legato Apostolico.
Le donne, all’aurora e al crepuscolo infatti, si raccoglievano nella cappella del castello.

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imagesSUEIR07JFACCIA UN VIAGGIO IN INDIA

Enzo Bemasconi

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Appurato che Renzi è sempre con le valigie in mano, sarebbe cosa buona giusta e saggia che faccia una tappa in India per i nostri due marò dimenticati da Dio e dal governo e in perenne attesa del processo.

O sono forse figli illegittimi di questa matrigna patria?

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ranMilena piena di randagi. «Il canile risolverà»

C. L.

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Il randagismo è sicuramente un problema serio che va attenzionato. E’ quanto emerso dalla discussione in aula dell’interrogazione avanzata in precedenza dal gruppo di minoranza «Milena in Comune» al sindaco e illustrata dal consigliere comunale Giuseppina Virciglio.

La minoranza, in particolare, aveva rilevato che erano pervenute diverse segnalazioni relative alla presenza del fenomeno del randagismo lungo le vie dell’abitato, in modo particolare nel Villaggio Masaniello.

minoranzaCon tutti i disagi ed i potenziali rischi che queste presenze di cani randagi potevano comportare per la popolazione locale. La minoranza aveva parlato di una vera e propria «Emergenza randagismo» lamentando il fatto che sarebbero mancati i controlli agli stessi cani e che appariva perciò necessario approntare le dovute contromisure anche a livello igienico sanitario oltre che per quanto concerneva la cattura e il ricovero di questi randagi.

Montedoro - Canile intercomunale

Montedoro – Canile intercomunale

 Vitellaro

Vitellaro

Il sindaco Peppuccio Vitellaro, rispondendo all’interrogazione prodotta dalla minoranza consiliare, ha sottolineato che recentemente è stato appaltato il servizio per l’attivazione del rifugio per cani randagi da parte dell’Unione Terre di Collina.

«Il canile di Montedoro ha concluso- sarà in grado di accogliere numerosi randagi e sarà possibile anche la sterilizzazione per tutti i cani, nonché un prezzo contenuto per il ricovero dei cani rinvenuti nei Comuni dell’Unione; credo che il problema del randagismo, con il nuovo canile intercomunale, potrà essere ben affrontato».

 

LEGGI L’INTERROGAZIONE INTEGRALE

(altro…)

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L’AUTO COME UN’ARMA, OMICIDI A QUATTRO RUOTE

Gabriele Francesconi

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untitledConcordo con l’assessore regionale lombarda Viviana Beccalossi. Finalmente un politico dice qualcosa di assennato ed ha anche il coraggio di ribadirlo. “Sono felice – ha detto – che il romeno che ha ucciso due bambine vicino Brescia sia a sua volta morto: era ubriaco ed impassticcato”.

Un’altra giustizia ha fatto quello che i nostri tribunali, con una sentanza ipocrita, non avrebbero mai fatto, anzi, subito libero con una pacca sulle spalle, come il bulgaro che, dopo settimane di menzogne, ammise di aver ucciso il bimbo di Ponte Nuovo a Ravenna.

Chi guida ubriaco o drogato sa di non essere in grado di controllare le proprie azioni, per cui è conscio delle conseguenze che si potrebbero verificare.

untitledSe uccide sulla strada compie un atto che non è una casualità, ma un evento letale con un’altissima probabilità di verificarsi, di cui era consapevole. Una volta che si mette alla guida sa a cosa può andare incontro e la sua volontà è di farlo ugualmente, per cui l’eventuale conseguenza del gesto (ferimento o decesso) è volontaria, non fortuita.

Non è un evento colposo, per cui è punibile con la pena applicabile all’omicidio volontario.

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Squali in Ucraina

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DIMENTICARE BALOTELLI

Sandro Lone

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Traduzione: “Perché sempre io?”

L’alibi di Balotelli non è l’età ma la pelle: ogni fischio nei suo confronti viene spacciato come un episodio di razzismo. Balotelli non è criticabile, punto!

Ma possiamo stare tranquilli per alcuni anni. Se lo smazzeranno gli inglesi, si sorbiranno tutti i suoi colpi di testa e le sue T-shirt con domande idiote quali “Why always me?”.

Se non riesce a capire per quale ragione tutti lo critichino in continuazione allora neanche le penali, che gli inglesi si sono inventati nella speranza di tenerlo calmo, avranno effetto.

Basta vogliamo una serie di anni sbbatici sull’argomento. Dimentichiamolo.

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I cattivi frutti di Grillo & C

imagesG6T5RMRTLE RESPONSABILITA’ DI GRILLO & CASALEGGIO

Angelo Tagliabue

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La sortita di Battista sul terrorismo è stata sicuramente infelice.

Ma la colpa non è sua ma dei suoi capi Grillo e Casaleggio che hanno mandato allo sbaraglio una miriade di ragazzini e ragazzotte senza esperienza.

Coi risultati che si vedono.

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Artisti attorno alle Miss Mussomeli.

La fascia è stata assegnata a Carla Bonanno di Misilmeri

CARMELO BARBA

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Tutte le miss premiate nel corso della serata a Mussomeli

Tutte le miss premiate nel corso della serata a Mussomeli

Mussomeli. Numerosa partecipazione di pubblico, alla serata di Miss Mediterranee, presentata da Seby Lo Conte e da Giada Scardino. La serata è stata molto apprezzata dal pubblico mussomelese, sia per lo spessore artistico che per la presenza di eventi che hanno messo in evidenza gli artisti locali, rivelatisi all’altezza della situazione.

La presenza di un’artista, Dania Giò, che arriva da oltre le Alpi, ma figlia di un mussomelese doc Vincenzo Bartolomeo, ha fatto ricordare i concittadini sparsi nel mondo.
Assai seguite ed apprezzate le performances degli artisti come Mariarita Misuraca Boccoccino, Simona Genco e Gero Riggio. Ottima l’interpretazione di Mariarita Misuraca che ha fatto esultare l’intera platea, alzatasi per sottolineare la bravura dell’artista. Applaudita Simona Genco, con una voce di grande spessore, accompagnata dalla splendida coreografia di una ballerina di tutto rispetto Francesca Sorce. Non di meno è stata la esibizione del cantante musicista e cantautore Gero Riggio.

Ad arricchire la Kermesse hanno contribuito l’illusionista Cristian Carapezza ed il cabarettista Tony Carbone. L’evento è stato introdotto da un omaggio alle donne, curato in via estemporanea dall’assessore Enzo Nucera che ha accompagnato con la chitarra una poesia d’ amore di Pablo Neruda, letta per l’occasione di Liliana Genco Russo. L’omaggio è stato accompagnato dalle belle concorrenti arrivate da tutta Italia.
La fascia di Miss Mediterranee è stata assegnata a Carla Bonanno di Misilmeri. 4^ Classificata (Miss Mascotte) è stata Aurora Incardone di Palermo; 3^ Classificata Debhora Gramillo di Palermo 2^ Classificata Martina Tamigio di Misilmeri. Mentre la fascia di Miss Castellana, terra di Manfredi, è andata a Alina Balas di Porto Empedocle.
La giuria era composta dai Sindaci dei Comuni di Delia, Acquaviva Platani, Villalba, Casteltermini, Milena, Bompensiere. Ha fatto Gli onori di casa il Sindaco di Mussomeli Salvatore Calà che ha premiato Miss Mediterraneee e la Castellana Terra di Manfredi. Successivamente, le Miss, a seguire, sono state premiate dai Sindaci presenti. Hanno fatto parte della Giuria Tecnica il Direttore del Museo Regionale di Caltanissetta Cris Nucera, l’estetista MariaRita Mantio e la Castellana 2013-14 Cristina Di Paola accompagnata dal cavaliere Pippo di Cara. Alle acconciature delle concorrenti hanno pensato i parrucchieri Gero Alberto Vigna, Antonello Nugara e Salvatore Aina. Ha collaborato la Croce Rossa, mentre la “bottega orafa” di Salvatore ha donato i trofei assegnati alle Miss.

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Dal prossimo settembre, gli studenti del Liceo classico e scientifico Virgilio avranno a disposizione un apparecchio informatico per meglio districarsi negli studi. Apparecchio oramai sempre più indispensabile.

Rina Genco

La scuola infatti, diretta dalla preside Rina Genco, ha avuto approvato, in seno al Pon Fesr, un progetto “il cui obiettivo- si legge in una nota- è il potenziamento degli ambienti di autoformazione e formazione degli insegnanti e si propone la realizzazione di ambienti dedicate per facilitare e promuovere la formazione permanente dei docenti, attraverso l’arricchimento delle dotazioni tecnologiche e scientifiche, e per la ricerca didattica”.

Attraverso un finanziamento di 44.188 euro, l’istituto non solo fornirà i tablet, ma verranno messe a disposizione ai docenti delle postazioni fisse e mobili. Ma come detto, la grande novità, oltre che importante opportunità, riguarda la consegna, per tutti gli studenti delle prime classi del prossimo anno scolastico, di un tablet. Per la precisione, sono tre i moduli del progetto che verranno attivati per ogni indirizzo: Formazione ed innovazione didattica per il Liceo classico, Didattica e ricerca scientifica per lo Scientifico, Formare ed Innovare per il Professionale per l’agricoltura.

E non è l’unico finanziamento che può vantare la scuola guidata da Rina Genco. E’ stato infatti approvato il progetto presentato ai sensi di un altro Bando Pon Fse e che in questo caso comprende due moduli formativi: Enjoying the Enghilsh Language per lo Scientifico e Travelling in Europe per il Professionale. I moduli formativi, relativi alla “Comunicazione nelle lingue straniere – Percorso formativo in un paese Europeo”, consentiranno a 15 studenti per il triennio di entrambi gli indirizzi, di permanere in Inghilterra per quattro settimane, seguendo un corso di lingua inglese, finalizzato al conseguimento della relativa certificazione. In questo caso, l’ammontare del finanziamento è pari a 165.035,72 euro.

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La coda della Caritas era 12 metri più lunga di quella della Caritas

Roberto Mangosi
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A Roma sono state gettate uova e farina sulle persone in fila per l’acquisto del nuovo IPhone.
1qasdvgbvb“Ieri trincea e baionetta, oggi un iPhone che ti aspetta”. E’ questo lo slogan della protesta inscenata dal Blocco studentesco vicino all’estrema destra e Casapound a Roma. In occasione dell’uscita del nuovo gioiello di Cupertino un gruppo di militanti ha compiuto un blitz davanti all’Apple Store di Porta di Roma.
Gli estremisti di destra hanno lanciato uova, acqua e farina all’urlo di “Ieri bombe oggi l’iPhone” contro le persone che si trovavano in fila per acquistare il nuovo iPhone 6.
“Si è trattato di un’azione goliardica, una presa in giro contro la mania consumistica di aspettare ore e ore per un prodotto tecnologico divenuto ormai uno status symbol” ha spiegato Fabio Di Martino, responsabile nazionale del Blocco Studentesco -. I gavettoni indirizzati ai ragazzi in fila servono a svegliare una gioventù ormai assuefatta, attirata esclusivamente da mode dettate da grandi multinazionali e capace di vivere come un evento il lancio di un nuovo prodotto”.
Gesto sicuramente da condannare, ma al tempo stesso dovremmo chiederci cosa spinga tanta gente a trascorrere la notte in coda per l’acquisto di uno smartphone.

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Bruco in preghiera

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