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Archive for 11 luglio 2014

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Alessandra Giunta

L’inchiesta sull’assenteismo. Ben 18 indagati lavorano all’Ufficio tecnico, 14 della Polizia municipale

Sospesi dal Gip 32 comunali

Vincenzo Pane

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A due mesi dalla notifica degli avvisi di garanzia il gip Alessandra Giunta ha preso la sua decisione sui presunti casi di assenteismo al Comune: 32 dipendenti sospesi temporaneamente dal loro posto di lavoro e soltanto per tre di loro il giudice non ha ritenuto di dovere applicare alcuna misura, mentre per una delle indagate, nel frattempo deceduta, il gip ha emesso il provvedimento di non luogo a provvedere per morte del reo. Accolta dunque in parte la richiesta avanzata dalla Procura, che aveva sollecitato per venti indagati gli arresti domiciliari (misura non applicata dal gip) e per gli altri solo la sospensione dalle funzioni di dipendente pubblico.

giuntaPer 20 indagati il gip ha deciso la sospensione per un mese dal posto di lavoro, mentre per gli altri dodici la sospensione è dimezzata: quindici giorni senza poter lavorare. Ieri mattina, non appena i carabinieri della Compagnia di Caltanissetta hanno notificato i provvedimenti del gip, gli impiegati in servizio hanno firmato ed hanno lasciato il posto di lavoro, seguendo le disposizioni dell’autorità giudiziaria.

Una vicenda, quella venuta a galla due mesi fa, che ha scosso i componenti dell’Ufficio tecnico e del comando di Polizia Municipale vista la gravità delle accuse formulate dagli inquirenti. Per i magistrati diversi dipendenti avrebbero timbrato la loro presenza sul posto di lavoro strisciando il badge magnetico nella macchinetta che rileva l’orario di ingresso e di uscita, ma dopo aver fatto ciò si sarebbero allontanati. In altri casi alcuni dipendenti avrebbero strisciato i tesserini per conto di colleghi. Il tutto sarebbe stato documentato dalle microcamere installate dai carabinieri negli uffici comunali e l’indagine avrebbe preso il via dopo un accertamento riguardante una coppia di coniugi, entrambi dipendenti comunali, con il marito che avrebbe timbrato il badge anche per la moglie.

Diversi gli episodi che gli inquirenti ritengono di avere accertato, tutti risalenti tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 e che sono costati a vario titolo le imputazioni di truffa a danno della pubblica amministrazione e di falsa attestazione. Nel corso degli interrogatori resi al gip alcuni indagati hanno scelto di non rispondere, mentre altri hanno chiarito alcune condotte ed altri si sono difesi sostenendo che anche per le mansioni che svolgevano dovevano allontanarsi in quanto non svolgevano lavoro d’ufficio.

Nel febbraio 2013, sempre secondo quanto emerso dagli atti d’indagine, sembrerebbe che tra gli impiegati si fosse diffusa la voce che erano state installate delle videocamere e la situazione era quindi tornata alla normalità in quanto avrebbe cominciato a serpeggiare un certo timore tra gli impiegati.

Ora si attende che la Procura chiuda le indagini, scegliendo se chiedere o meno il rinvio a giudizio.

 

L’atto d’accusa del gip per i 32 dipendenti comunali sospesi per assenteismo: «È emersa la reiterazione delle condotte illecite»

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assebParla di “regolarità” e “puntualità” nei presunti fenomeni di assenteismo il gip Alessandra Giunta nel provvedimento con cui ha deciso la sospensione di 32 impiegati comunali dal posto di lavoro e chiamati a rispondere a vario titolo delle accuse di truffa alla pubblica amministrazione e falsa attestazione.

Il giudice analizza nel dettaglio i vari episodi e soprattutto quella che sarebbe, secondo la tesi accusatoria, la condotta illecita che consisterebbe nel timbrare l’entrata e l’uscita per conto di altri colleghi, nell’allontanarsi dal posto di lavoro senza chiedere permessi o nel timbrare il cartellino nelle macchinette marcatempo poste in uffici diversi da quello in cui un dipendente è impiegato.

«Emerge la regolarità nella reiterazione delle condotte illecite dei dipendenti comunali – scrive il gip – i quali, suddivisi in gruppi di poche unità (da due a quattro) timbravano sistematicamente l’uno in luogo dell’altro facendo attenzione che chi timbrava l’ingresso per sé e per il collega poteva lasciare l’ufficio in anticipo poiché certo che la persona per la quale aveva timbrato, ed era giunta in ritardo in ufficio, avrebbe poi timbrato per entrambi all’orario previsto per l’uscita».

imagesQ5N9VOVBProseguendo nella sua analisi della vicenda il giudice parla di condotta consolidata, di un abitudine praticamente fissa: «Si evince la puntualità della condotta illecita con gli impiegati che giungevano nella sede di servizio e si allontanavano dalla stessa prevalentemente nei medesimi orari con conseguente prevedibilità dei loro comportamenti illeciti, tanto da poter ritenere tale condotta consolidata nelle abitudini di ciascuno. Dall’analisi delle condotte degli indagati è emerso in maniera chiara come gli stessi costituissero un “gruppo di assenteisti”. Il carattere piuttosto diffuso delle condotte assenteiste dimostra che ci si trova di fronte ad un vero e proprio stile di vita lavorativo, evidentemente comune agli indagati e che appare realizzato con modalità sistematica».

Il giudice ha disposto un mese di sospensione per Loredana Gambino, Elena Antonella Garofalo, Graziella Ambrosini, Michela Anna Di Marco, Michele Consaga, Giorgio Salamanca, Giuseppe Indorato, Salvatore Longo, Giovanni Reina, Michele Gioè, Michela Angela Baiomazzola, Francesco Patermo, Nunzio Bennati, Salvatore Iorio, Giuseppe Schifano, Fausto Romano, Silvana Rando, Francesca Rosa Silvia Fardella, Sergio Vinicio Lomonaco e Michele Grisafi, mentre per due settimane sono stati sospesi Calogero Lupo, Lucio Giannavola, Giuseppina Campisi, Stefano Barba, Michela Lovetere, Andrea Marchese, Alessio Maria Buono, Giovanni Antonio Marchese, Fortunato Enrico Giannone, Angelo Maira ed Angelo Cartone.

 

 

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criEx voto

di Briciolanellatte

Il dolore all’anca si stava riacutizzando. Ogni tanto una fitta lancinante lo scuoteva violentemente tanto da dover decelerare per non correre il rischio di perdere il controllo del mezzo. Arturo si rimproverò di aver dimenticato gli antidolorifici a casa: ma come poteva immaginare che il disturbo, dopo tanti giorni, sarebbe tornato? No, non avrebbe resistito a lungo. E dire che quella sarebbe stata anche una giornata di lavoro molto impegnativa… un bel guaio, pensò.

Al primo casello autostradale, uscì. Aveva bisogno di una farmacia. E la strada subito precipitò giù tra i fianchi stretti di una collina che pareva aprirsi all’ultimo momento al suo passaggio. Dopo una curva a gomito fu abbagliato dalla lucentezza del mare che dal verde azzurro della costa prendeva il blu cupo del cielo man mano che cercava di raggiungere vanamente l’orizzonte. Fece ancora alcune curve, da ottovolante, per poi ritrovarsi lungo un viale alberato che, senza altre deviazioni, lo condusse dritto dritto nella piazza del paese quasi fosse stato la pallina di un flipper. E lì c’era la farmacia. Sono fortunato, si disse.

Appena sceso dalla macchina vide sulla destra una costruzione molto particolare. Era avveniristica, colorata, avrebbe detto persino invitante. Si avvicinò incuriosito. Appena fu dentro capì che era una chiesa, anche se dell’edificio religioso aveva ben poco se non fosse stato per l’altare in legno massiccio al centro della sala circolare. L’atmosfera era intima, irreale, quasi magica. L’architetto aveva dato sfogo più alle sue fantasie che alle esigenze di praticità del luogo: le panche dei fedeli erano sistemate ad anfiteatro e vi erano pulpiti dalle linee stilistiche sorprendenti abbarbicati alle colonne a mo’ di nidi d’aquila, raggiungibili con scale a chiocciola incastonate nelle colonne collegate tra loro da ponti sospesi nel vuoto: un enorme presepio faceva bella mostra di sé pendendo a stalattite dal soffitto mentre le pareti erano formate da variopinte vetrate istoriate che cambiavano colore e forma ad ogni istante.

imagesXO5JXSRG«Bello, vero?» si sentì chiedere alle spalle. Era un prete, con tanto di tonaca e un largo sorriso sul volto.
«Diciamo di sì, padre, diciamo che è molto suggestivo e anche piuttosto inusuale. Non ho mai visto nulla di simile. Sembra una chiesa del futuro.»
«È proprio così, sa? Ha indovinato.»
I due si guardarono ancora in giro, come per cogliere ulteriori particolari che confermassero quel giudizio.
«A chi è dedicata?» domandò Arturo.
«A San Teofrasio da Capaglossa.»
«Mai sentito…» ribatté lui senza pensarci; ma, accorgendosi della faccia del prete, aggiunse: «oh, mi scusi e che, dopo tutto, non sono granché come credente e…»
«Non si preoccupi, non c’è nulla di male… e poi… e poi non l’ha mai sentito nominare perché ancora non è nato!»
«Non ho capito» disse Arturo sbalordito.
«Invece ha capito benissimo. San Teofrasio da Capaglossa nascerà tra una trentina d’anni. Trentadue anni, tre mesi, ventiquattro giorni, nove ore e una manciata di minuti, per l’esattezza, com’è riportato, del resto, sul quel display».

(altro…)

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“La malattia dilaga. Una nuova diagnosi al minuto. I malati sono ormai 3,3 milioni”

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imagesH94HA2I3Il diabete potrebbe divenire la peggiore pandemia del 21° secolo e non avremo scuse se l’attuale deriva non verrà opportunamente arginata. Ogni minuto, nel nostro Paese viene effettuata una nuova diagnosi di diabete, più di 525mila nuove diagnosi in un anno. Ogni 3 minuti e mezzo un diabetico ha un attacco cardiaco, ogni dieci minuti un diabetico muore. In Italia sono più di 3 milioni i pazienti diabetici diagnosticati, con una stima di 3,3 milioni(di cui oltre il 90% da diabete di tipo 2) e una prevalenza del 5,5%. A questi bisogna aggiungere un ulteriore 1 milione di persone che nel nostro Paese ha il diabete ancora non diagnosticato e 2,7 milioni con IGT.
Una malattia che impatta fortemente anche sulla spesa: in media ogni malato spende 2.600 euro l’anno per la sua salute, più del doppio rispetto ai concittadini senza diabete, incidendo per lo 0,29% sul Pil.

A fotografare lo stato dell’arte del diabete in Italia è l’Italian Barometer Diabetes Report 2013, documento redatto annualmente da Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation, presentato a Roma presso il Senato della Repubblica. Un Rapporto accuratissimo che, come ha spiegato Agostino Consoli, Professore di Endocrinologia dell’ Università Gabriele d’Annunzio di Chieti e curatore dell’edizione 2013: “Raccoglie i contributi di oltre 50 tra i maggiori esperti nazionali di diverse discipline e rappresenta una selezionata antologia di ricerche e riflessioni di colleghi che rappresentano le massime autorità scientifiche nel campo”.

Dal rapporto emerge con chiarezza come il diabete sia decisamente una patologia ‘sociale’, dal momento che, per la sua elevata diffusione, coinvolge di fatto gran parte della popolazione: nell’arco di 10 anni la percentuale di malati in Italia è passata dal 3,7% al 5,5% (dati Istat 2012).

images45UM3TC3Numeri importanti ai quali occorre dare una risposta forte. Una risposta, ha detto Renato Lauro, Presidente di Ibdo Foundation “che  impegna non solo i medici e gli operatori sanitari, ma anche le Istituzioni, la società e i cittadini, oltre ovviamente alle persone con diabete e alle loro famiglie, per definire le azioni da intraprendere ed individuare un preciso modello organizzativo nel quale queste azioni vengano collocate. E con i propri la pubblicazione del Rapporto annuale Ibdo Foundation si propone di contribuire a questo sforzo”.

Ma qual è il quadro del diabete in Italia?

La rete diabetologica italiana è sicuramente tra le più evolute a livello mondiale, e in tal senso i risultati clinici, sociali ed economici, desumibili dalla letteratura internazionale, dimostrano un’eccellenza dell’Italia nella cura delle persone con diabete.
I ricoveri ospedalieri per diabete sono 96.700, con un trend in calo: rispetto al 2000 sono diminuiti del 20%. Scendono anche le complicanze acute: -51% nel periodo 2010 vs 2001, a conferma di un sistema assistenziale specialistico di sicura efficacia. Ma restano alti il numero di ricoveri da ipoglicemia come causa primaria nelle persone con diabete 8°%. Il 18% delle persone con diabete soffre di depressione, il 51% di stress associato al diabete, mentre il 19% si sente discriminate a causa della malattia.

imagesAGQEYGOFLe criticità non mancano a partire dalle differenze regionali. Nell’arco di soli 10 anni, dal 2000 al 2010, la prevalenza del diabete in Italia è cresciuta dal 3,7% al 4,9 % con una prevalenza più alta nel Sud e nelle Isole (6,2%) seguite dal Centro con il 5,5% e dal Nord con il 4,9%. Un trend con delle eccezioni: in Lombardia, ad esempio, la prevalenza del diabete è cresciuta del 40% in soli 7 anni, passando dal 3.0% nel 2000 al 4.2% nel 2007. E in proiezione, è possibile stimare che nella regione la prevalenza di diabete nelle persone dai 30 anni in su raggiungerà l’11.1% nel 2030. D’altra parte in alcune regioni del Sud la prevalenza del diabete ha già ampiamente superato il 6% e il fenomeno di crescita nei prossimi anni sarà ancora più accentuato.

Una malattia con tali indici di prevalenza ha di conseguenza forti ricadute sulla spesa, tant’è che in media ogni malato spende 2.600 euro l’anno, più del doppio rispetto ai concittadini senza diabete, incidendo per lo 0,29% sul Pil. “È estremamente importante sottolineare che di questi 2.600 euro solo il 7% deriva dalla spesa per i farmaci – ha spiegato Consoli – mentre il 25% è legato ai costi delle complicanze cardiovascolari, renali, oculari e neuropatiche e si calcola che il costo per i pazienti che presentano complicanze sia addirittura quadruplo rispetto ai pazienti non complicati – ha concluso – e una fetta ancora più cospicua è relativa alle ospedalizzazioni per diabete, poiché circa il 20% delle persone in ricovero ospedaliero sono affette da questa patologia

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images8X2GVZV1La perfezione secondo un accademico francese

di Anna Piano

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Charles Duclos, storico, scrittore, accademico di Francia, vissuto nel Settecento, amava sputare sentenze, tutt’altro che peregrine.

“L’uomo perfetto – disse per esempio un giorno in una riunione di amici – è colui che rassomiglia a tutti, sebbene nessuno rassomigli a lui”.

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 i 1000 migliori ANEDDOTI UMORISTICI

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cimiteroIncarichi per ampliamento cimitero

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L’amministrazione comunale ha affidato gli incarichi, a tecnici comunali, per l’ampliamento del cimitero comunale.

In particolare, l’ing. Saia Salvatore avrà il compito di curare la progettazione, direzione lavori, misura e contabilità relativa ai “Lavori di ampliamento del cimitero”, mentre responsabile unico del procedimento è stato confermato il geom. Saia Giovanni.

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Imprenditori segnalano cavi ammassati sulla strada del sale, disagi per i residenti e per le aziende

Mussomeli, ladri di rame scatenati

Roberto Mistretta

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CAS - Caserta cavi rame telecomNon demordono i ladri dell’oro rosso. Nella tarda mattinata del 7 luglio due imprenditori agricoli che dopo l’ennesimo furto perlustrano la zona, hanno notato dei cavi di rami ammassati non molto lontano dal viadotto realizzato sulla strada del sale pochi anni or sono. Cavi pronti per essere caricati e portati via.
Gli agricoltori hanno subito allertato il vicesindaco Sebastiano Sorce che a sua volta ha avvisato i carabinieri per predisporre un servizio d’ordine atto ad impedire l’ennesimo furto e ieri sera una delegazione di imprenditori agricoli aveva intenzione di portarsi in caserma per fare sentire la propria voce.

Continua e si aggrava insomma il dramma delle tante aziende agricole e zootecniche dislocate nelle contrade Sampria, Fanzirotte, Cannatello, Raineri, ovvero ampi territori di Mussomeli che si estendono lungo la strada che porta a Caltanissetta. Dramma provocato dall’ennesimo furto dell’altra notte di centinaia e centinaia di metri di cavi di rame che ha di fatto interrotto l’erogazione dell’energia elettrica in una zona vastissima. E se pure all’Enel (che lo ricordiamo è parte lesa) si stanno dando un gran da fare per ridurre al minimo i disagi (anche dietro pungolo dell’amministrazione comunale), prima del prossimo 25 luglio non sarà possibile ripristinare la corrente elettrica. Insomma almeno altre tre settimane di agonia per i tanti che in questo periodo sono alle prese coi lavori agricoli come la trebbiatura e l’ammasso del grano nei depositi, ma anche per chi produce latte che impossibilitato ad essere mantenuto a bassa temperatura, viene buttato. Danno su danno in altri termini. E se solo per un attimo ci si sofferma a pensare che le normali famiglie entrano nel panico quando in piena estate si blocca un frigorifero o un climatizzatore o un congelatore, si capisce bene il dramma che stanno vivendo in questi giorni i titolari delle aziende insieme ai propri familiari, costretti come sono a convivere senza energia elettrica.

Diceva ieri il vicesindaco Sebastiano Sorce che continua a seguire passo passo l’evoluzione di tale drammatica situazione: «Ho ricevuto diverse telefonate da parte dei titolari della circa 30 aziende che si trovano in quelle zone. E oltre delle aziende zootecniche parliamo anche di aziende agricole che in questo periodo di superlavoro si ritrovano estremamente penalizzate dalla mancanza di corrente elettrica. Per non dire delle famiglie che si sono trasferite nelle proprietà di campagna e sono rimaste anch’esse al buio. Mi sono sentito anche stamattina con l’ing. Giovanni Simone, ingegnere capo dell’Enel di Caltanissetta e mi ha assicurato che tutti gli adempimenti sono stati espletati e quindi anche l’appalto per ripristinare la linea è stato espletato. Prima del prossimo 25 luglio però sarà difficile poter ridare la corrente a quella zona, perché i tempi tecnici sono quelli che sono e pur facendo i salti mortali per assicurare alle aziende l’erogazione, bisognerà attendere. Adesso gli agricoltori mi hanno segnalato quest’altro tentativo di furto coi cavi di rame sfilati e ammassati per terra. Così non si può continuare».
Insomma continua a ripetersi quel che era accaduto già mesi addietro, aggravato stavolta dalla maggiore ampiezza dell’area colpita dall’ennesimo furto messo a segno l’altra notte da ladri scaltri e bene organizzati.

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I ladri di rame colpiscono ancora. Raid in contrada Fanzirotta e gli imprenditori ora vogliono la presenza dell’Esercito

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mfront_furto_cavi_rameIeri notte l’ennesimo corposo furto di cavi di rame in contrada Fanzirotta, ed è il quinto furto in pochi giorni, tant’è che lungo quella linea elettrica che serve una zona molto vasta, sono stati asportati circa 4 km di cavi di rame senza che un solo ladro sia stato individuato.
Uno stato di fatto che ha indisposto le tante aziende agricole e zootecniche distribuite tra Mappa, Raineri, Torretta, Sampria e Fanzirotte e c’è già perfino chi chiede l’intervento dell’Esercito Italiano per pattugliare costantemente l’area, che dicevamo è molto vasta, stante che le esigue pattuglie dei carabinieri, non possono perlustrare tutta la zona sine die. I ladri di rame per altro hanno dimostrato di essere abili e bene organizzati. Verosimilmente qualcuno si posiziona nelle uniche strade di accesso e favorito dal buio, controlla costantemente l’eventuale arrivo dei carabinieri, avvisando i complici dell’eventuale pericolo. Nascondersi al buio nell’ampia campagna che si snoda verso Caltanissetta non è certo un problema, e quindi quando le pattuglie transitano, i ladri dell’oro rosso si rimettono al lavoro, confidando anche nel fatto che essendo stata la linea elettrica interrotta, è un gioco continuare a rubare tonnellate di rame. E certo si tratta di un lavoro che impone una buona organizzazione perché i cavi devono essere tagliati, arrotolati e quindi caricati su mezzi capienti per essere portati via, verso i luoghi dove il floridissimo mercato nero dell’oro rosso non conosce crisi. E con tali sistemi mai ne conoscerà, da qui il grido degli imprenditori agricoli che ormai da molti giorni sono costretti a buttare il latte e mandare al massimo i gruppi elettrogeni per assicurare i minimi servizi alle proprie aziende. Uno stato di fatto davvero inquietante.

bastaDopo il primo corposo furto del 2 luglio che ha rigettato nel buio un’ampia zona del territorio agreste di Mussomeli dove insistono decine e decine di aziende, notte dopo notte si sono susseguiti altri cinque furti. E il conto dei danni è presto fatto, da qui la richiesta dell’invio dell’esercito. Ieri abbiamo sentito il vicesindaco Sebastiano Sorce che ci ha detto: «Purtroppo l’Enel ci aveva avvertito che i furti sarebbero continuati stante che la linea era interrotta. Proprio stamattina mi sono sentito con l’ingegnere capo Simone che mi ha assicurato che i lavori di ripristino della linea elettrica cominceranno tra oggi e domani. Capisco la rabbia degli imprenditori tant’è che mi hanno contattato per recarci in delegazione all’Enel. Ho detto che sono disponibile, ma oltro al fatto che l’Enel è parte lesa, abbiamo avuto rassicurazioni circa il prossimo avvio dei lavori. Quello che invece serve, è stroncare alle origini il mercato nero, perché controllare quelle zone così ampie è impossibile. Se invece si persegue seriamente la filiera del mercato nero del rame, si stronca questo tipo di commercio illegale e quindi anche i furti verrebbero meno».

 

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IL MINISTRO TIENE UN VERTICE, I LADRI RUBANO ALTRO RAME

Fabio Russello

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alfanoE’ un po’ come se i banditi lo rincorressero in giro per la Sicilia. Stranissimo «caso» quello del ministro siciliano, Angelino Alfano, che sembra veramente il paradosso di quanto sta accadendo in Sicilia in questi mesi.
Lui, il ministro – approfittando anche del fatto che ad Agrigento ci sia in questi giorni la festa di San Calogero – ha organizzato in fretta e furia e proprio all’ombra dei templi un incontro in Prefettura per fare il punto sull’emergenza furti di rame.

Ma proprio mentre Angelino dava istruzioni ai vertici delle forze dell’ordine, a Trapani una banda di ladri, tra Salemi e Gallitello, si stava portando via quasi mezzo chilometro di cavi tanto da bloccare la circolazione ferroviaria sulla linea Alcamo – Castelvetrano -Trapani. Hanno discusso – forse tardivamente, ma stavolta di mezzo c’erano i carabinieri verso cui i ladri di rame l’altro giorno hanno pure fatto fuoco – di come frenare questo fenomeno che mette in ginocchio aziende e comunità e nel frattempo quelli rubavano i cavi elettrici di una linea ferroviaria.

È un po’ come quella volta che il ministro dell’Interno arrivò in vacanza ad Agrigento e non fece nemmeno in tempo a parcheggiare la sua bicicletta che un ladruncolo gliela rubò (sotto il naso dei poliziotti che lo scortavano). Un furto in quel caso lampo perché la bici – a cui Alfano teneva moltissimo – fu recuperata dopo poche ore di indagini. Speriamo che sia di buon auspicio anche stavolta: se quella volta la bicicletta fu recuperata nel volgere di pochissimo tempo (e il ladro pure trovato, identificato e denunciato) vuoi vedere che magari si riesce a risalire all’organizzazione che ruba, seleziona e rivende tonnellate e tonnellate di rame?

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E’ ORA DI DIRE BASTA CON IL BOIA NEGLI STATI UNITI D’AMERICA

Franco Petraglia

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imagesLOR7I45ALa pena di morte negli Stati Uniti d’America rimane sempre un argomento molto controverso e dibattuto. Gli USA sono attualmente uno dei 76 Stati del mondo in cui è prevista l’applicazione della pena capitale, mentre in 120 altri Stati tale pena è stata abolita.

Sono molto turbato per ciò che si è verificato recentemente negli Stati Uniti in Oklahoma, con la straziante morte di un detenuto al quale non avevano somministrato la dose letale (l’iniezione non aveva funzionato perchè si era “rotta” la vena), e che è dovuto agonizzare per più di mezz’ora.

iniezione-letaleDove sono le organizzazioni umanitarie quali “Amnesty International”, “Nessuno Tocchi Caino” e via così? E’ ora, per un Paese come l’America che si reputa altamente civile e democratico, di dire basta con il boia.

Albert Camus diceva: “ La pena di morte è una disgustosa macelleria, un oltraggio alla persona e al corpo”.

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Saggio al Pertini

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