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Archive for 23 marzo 2014

giovanni-cassentiMorti sotto una coltre di calce viva

Giovanni Cassenti

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Al 1866 ecco scoppiare il colera. Le due borgate vennero prese in pieno. Ecco i primi decessi nella borgata Milocca. Ecco gli interessati corerre a Sutera a chiedere il preventivo foglio di seppellimento perchè al sentire che erano morti per colera avevano vietato il trasporto delle salme al cimitero del paese. Ecco spedire nella borgata un giovane medico con l’ordine di provvedere di fare seppellire i morti ad una certa distanza dall’abitato.

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Sulla sinistra la rocca di Jannico

Il medico sceglie il monte Jannico a circa un chilometro dall’abitato e organizza un servizio di cavafosse. I primi due deceduti vengono sepolti in un piano del monte mentre quel medico si prodiga verso tanti altri colpiti dal colera.

Mentre nella contrada San Biagio le cose vanno meglio, Milocca annovera uno, due decessi al giorno e finalmente quando il male decresce e poi finisce San Biagio ebbe cinque morti che raggiunsero il cimitero di Campofranco, Milocca annoverò ben sessantadue decessi compresi il cavafosse e lo stesso giovane medico, sepolti a Jannico coperti da calce.

Quei morti restarono in quel piano, senza una croce, senza la preghiera di un prete, senza un recinto, in balia di animali selvatici e di cani che rovistavano indisturbati.

colerePer i primi anni ricevettero qualche fiore dai parenti, ma dopo qualche anno quel terreno fu nuovamente pascolo anche per cani e maiali e tutto ritornò come prima senza un segno di ricordo e di rispetto.

Ci furono proteste e tale fatto spinse il comune di Sutera a provvedere dopo oltre quattro anni dal colera a fare recintare la zona, ma senza muri regolari e con un cancello di accesso precario che dopo un po’ di tempo permetteva il passaggio di cani che vi andavano a scavare e poi uscivano con resti umani in bocca.

Questi fatti con prove di testimoni li raccogliemmo e fecero parte del bagaglio che poi doveva raggiungere il Parlamento a sostenere la richiesta di fare di Milocca e San Biagio un solo comune autonomo dalle matrigne Sutera e Campofranco.

jannico 2

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KI-LI-MANGIARO?

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imagesK56BP4Z9La doppia morale del buon amministratore è  un argomento che ci appassiona, da sempre. Sono anni ormai che cerchiamo di scorgere nei nostri garanti tracce di solida concretezza, purtroppo le evidenze ci portano regolarmente verso ombre oscure e simulacri dubbi.

I nuovi Mosè dividono le acque del lecito e dell’illecito, conoscendoli entrambi, ma camminano su “corsia preferenziale” lecita, per l’amor di Dio, ma pur sempre troppo vicina e troppo confinante all’altra meno nobile.

Ci vogliamo riferire a coloro i quali approfittano della posizione e della condizione socio-professionale in cui si sono venuti a trovare, per l’eufemica “virtù dello Spirito Santo”,  per ottenere beni, servizi e facilitazioni a buon mercato, anzi no a gratis.

Conosciamo tutti la leggenda su alcuni funzionari che per non farsi temere avevano la necessità di “mangiare” . Si raccontava, tanto tempo fa, che fossero conosciuti non tanto per l’ordine, quanto per il “disordine” … di pancia che questo provocava nei cittadini che si vedevano vessati. Allora per evitare si pagava in anticipo con un broccolo bianco e due melenzane, con un chilo di pasta in più, un regalo … e così via. Ma questi erano altri tempi!  A parte tutto, davvero funzionava così! Nessuno osava negare un qualcosa ai rappresentanti importanti, l’ignoranza era dilagante, nell’uno e nell’altro ambiente.

bel paeseOggi si ragiona in maniera diversa, i nostri gestori hanno oramai sviluppato strategie molto più sofisticate e quelle le possiamo oramai considerare giurassiche!!

Cambiano le maestranze, ma rimangono intatte le usanze! Il collaudato e sofisticato metodo è  quello della “raccomandata con ricevuto di ritorno”, un doppio canale solo apparentemente doppio,  che funziona più o meno così. In pratica se io occupo una posizione per cui mi è possibile scegliere ed elargire lo farò non in funzione delle capacità riconosciute, ma con l’obiettivo di potere successivamente, a volte preventivamente, averne un ritorno.

Sdebitarsi è legittimo e spesso anche doveroso, quello che non riusciamo a sopportare è la pretesa da parte di chi è stato datore di favori.  L’arroganza, sebbene mascherata da gentil richiesta, mai si sposa con la cortesia o con un rapporto che si camuffa da amichevole. Chi ha dato si sente in diritto di chiedere. Se tutto ciò è comprensibile in una situazione di reciproco favorirsi, mettendo sul piatto della bilancia qualcosa di proprio, non è ammissibile che si possa barattare qualcosa che appartiene a tutti, o peggio che è dovuto, con un servizio personale.

favoriQuindi per intenderci, non stupitevi di vedere i giardini privati ben arredati, coltivati, puliti e spazzolati come aree pubbliche. Lo stile è quello. Non è l’architetto pasticcione, è il committente un po’ mangione … non è sciupone il panettiere, ma avaro il condottiero, non è bonaccione il muratore, ma meschino il direttore; non impazzito è il pittore, ma sciagurato … il “creatore”.

Sembra incredibile ma questo è quello che accade, ogni santo giorno. Le azioni e le decisioni pubbliche vengono prese in stretta correlazione al vantaggio privato. Non è più “chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto”, è più che altro “ti ho dato e devo avere”. Ti ho dato in pubblico e mi dai in privato. Speculazioni “terra terra” che offendono e descrivono in che razza di mondo viviamo!

Siamo dell’idea che le speculazioni, qualsiasi esse siano, vanno condannate e che continuare a sostenere perfino i loro pensieri sia criminale.  Che lo possano pensare, ma non permettiamo di coltivare questi “orticelli di potere”, questa è una patologia occulta che deve essere curata, una mentalità nata malata …

Superata la fase “spaccio il diritto per favore” siamo nell’era del “ti ho fatto un favore ora ho diritto” … occhio gente è iniziata la televendita … col Ri-cambio shimano!

Kenna,

Petit déjeneur Paris-France, 2014

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La Milucchisa

Trendafil

Trendafil

LA MILUCCHISA

Trendafil

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ragazza con quartaraLa milucchisa iva all’acqua a Musa,

la spara ntesta e la quartara tisa.

Apprissu avia un cani e na carusa

e di l’onuri sò era difisa.

Dunami l’acqua tò ch’è priziusa

dissi l’amanti sò, mezzu la disa.

Nun puazzu ca ni vidi la carusa.

stari a dijunu fa beddra l’attisa -.

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Ritorna il mal tempo…

artemide

…e gli artisti ne approfittano!

autoneve

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Se non ci saranno problemi fisici

Prandelli: ”Totti e Cassano li porto in Brasile”

Il Salvagente

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1899943_10202557744038372_648736519_nGrandi segnali di apertura di Cesare Prandelli per Francesco Totti e Antonio Cassano, i due fantasisti di cui si pensa, fino al test contro la Spagna, che potesse fare a meno. Invece i limiti dell’Italia lo hanno spinto a riflessioni e ripensamenti.

Si comincia da Francesco Totti.
“Mi fa enormemente piacere che un grande campione, uno dei più grandi del dopoguerra, che tuttora gioca, dia la possibilità al Ct di eventualmente pensare a lui – afferma Prandelli intervistato da radio Rtl – Questo per me è un atto di grandissima considerazione, i grandi campioni hanno anche i momenti giusti per mandare i messaggi. Prima dell’infortunio Totti aveva una condizione fisica straordinaria, ora la sta ritrovando. Lui ha detto che ovviamente si deciderà solo dopo aver verificato la condizione fisica. Quindi non è solo un discorso tecnico, perché da un punto di vista tecnico Totti è inattaccabile. L’età è quella che è, anche se sta dimostrando di reggere i ritmi, ma in Brasile c’è qualcosa di più. Valuteremo la condizione fisica”.

totti-cassano-italiaApertra anche per Cassano.
Prandelli assicura che “le valutazioni saranno solo tecniche” e non caratteriali. “Con Antonio abbiamo fatto due anni belli dal punto di vista dei risultati. Abbiamo fatto un ottimo Europeo, poi abbiamo deciso di ‘provare’ altri giocatori, certi si sono un po’ fermati. Lui in questi mesi sta dimostrando di avere una grande condizione – ha piacere di far notare il Ct – di star bene anche a livello psicologico. Quindi le scelte saranno dettate esclusivamente da un punto di vista tecnico. Dal punto di vista comportamentale, se c’era qualcosa da dire o da chiarire lo abbiamo fatto al tempo giusto”.
Bigleitti pe ril Brasile (quasi) pronti.

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 4,5-42

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Christ_And_SamaritanGiunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.
Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: «Dammi da bere».
I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi.
Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani.
Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva».
Gli disse la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest’acqua viva?
Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?».
Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna».
«Signore, gli disse la donna, dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua».
Le disse: «Và a chiamare tuo marito e poi ritorna qui».
Rispose la donna: «Non ho marito». Le disse Gesù: «Hai detto bene “non ho marito”; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».
Gli replicò la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre.
Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori.
Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».
Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa».
Le disse Gesù: «Sono io, che ti parlo».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: «Che desideri?», o: «Perché parli con lei?».
La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?». Uscirono allora dalla città e andavano da lui.

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