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Archive for 17 marzo 2014

Foto di Sandro Verzilli

Foto di Sandro Verzilli

…DEVI LEGGERE!!!

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1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag…
2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo…
3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.
4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5.- Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
6.- Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale…
7.- Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Sì, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
Giochi-di-bimbi8.- Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari… cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile….
9.- La scuola durava fino alla mezza, poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con il papà).
10.- Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.
11.- Mangiavamo biscotti, pane olio e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare…
12.- Condividevamo una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
imagesV4YP4LHQ13.- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi , televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computer, chatroom su Internet … Avevamo invece tanti AMICI.
14.- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma.
16.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né d’iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.
17.- Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità … e imparavamo a gestirli.

La grande domanda allora è questa:
Come abbiamo fatto a sopravvivere? E a crescere e diventare grandi?

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Così i sogni svaniscono

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Il disastro dimostra come vertici Eni debbano puntare su innovazione e nuovi indirizzi gestionali

Alessandro Pagano

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images“Due  ore di incendio oggi a Gela con i relativi impatti di sicurezza ed ambientali  sono sintomo di una grave deaffidabilita’ della raffineria e di una scarsa capacita’ gestionale dei vertici a qualsiasi livello della raffinazione Eni. Questi episodi non sono unici ma sono divenuti  ricorrenti a Gela.
Questo episodio e’ inoltre una conferma che gli investimenti previsti nel sito non saranno mai risolutivi perche’ si basano su vecchie logiche gestionali e sul mantenere in piedi vecchi impianti e mal gestiti.  E’ ora che i vertici Eni affrontino il problema della raffinazione, che nel solo 2013 ha perso 813 mln di euro nella sua interezza – cifre esorbitanti a Gela – e, aspettando di conoscere i risultati gestionali per singolo centro di costo, puntino su innovazione  e nuovi indirizzi gestionali.
Un patrimonio cosi’ importante di conoscenze non puo’ piu’ essere gestito come lo è stato sino ad ora.
Scaroni deve impegnarsi ad intervenire con azioni concrete per prevenire errori gestionali che portano a simili disastri”.

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Scalzo alla 5^ B

v billi

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Apriamo gli occhi!

Scoperti due falsi ciechi, denunciati 13 medici

da il Sito di Palermo

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10013312_612403035508264_124299222_nSmascherati dai carabinieri a Santo Stefano di Camastra, in provincia di due falsi ciechi che hanno percepito indebitamente dall’Inps in totale 125.000 euro circa. Sono state deunciati per truffa alla Procura di Patti, come pure i 13 medici che, con ruoli e funzioni diverse, avevano attestato l’invalidità inesistente. Dodici dei professionsti, oltre che di truffa, devono rispondere di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, e a uno di loro viene contestato pure il reato di falsa perizia.

 I due truffatori, uno di 79 e l’altro di 67 anni, avevano ottenuto la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento nel 2008 e nel 2009.

I militari, coordinati dal sostituto procuratore Luca Melis, hanno riprendenso e fotografato i due anziani mentre camminavano per strada senza assistenza evitando ogni sorta di ostacolo, quali vetture in sosta o altri pedoni, mentre facevano la spesa al supermercato, scegliendo dagli scaffali la merce senza bisogno di aiuto.

STRAORDINARIO IL LAVORO DEI MILITARI

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Sedute a vuoto consiglio comunale opposizione sul piede di guerra

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Noto e Cannella

Noto e Cannella

MARIANOPOLI –  Non si placa la polemica politica, stavolta i motivi sarebbero i tributi comunali e altre vicende consiliari.

“L’opposizione propone al consiglio comunale di adottare un regolamento per definizione agevolata dei tributi comunali (Sanatoria) e la inapplicabilità dell’addizionale ECA e MECA e l’Amministrazione Comunale e la maggioranza disertano. Dopo la seduta consiliare – si legge nella nota del gruppo d’opposizione – del 18 febbraio anche quella del 13 marzo è andata deserta per colpa dei consiglieri della maggioranza e dell’amministrazione comunale. Gli argomenti proposti dai consiglieri Giuseppe Cannella e Grazia Noto, da trattare e da approvare in consiglio, nell’interesse dei cittadini, riguardavano la proposta di deliberazione per ribadire l’inapplicabilità dell’addizionale ECA e MECA (che incide il 10% sulla tassa della spazzatura) poiché la stessa era già stata sospesa dalla passata amministrazione Vaccaro con delibera del Consiglio Comunale n. 38 del novembre 2007 e la proposta  per l’adozione di un regolamento, composto da 12 articoli, per la definizione agevolata di tutti i tributi comunali imponibili dal 2008 al 2013 ai sensi dell’art. 13 della legge 27 dicembre 2002, n° 289. L’amministrazione comunale e la maggioranza consiliare su questi temi e sulla praticabilità istituzionale del Consiglio Comunale hanno assunto un atteggiamento ridicolo, se non addirittura vergognoso ed illecito, con il ricorso alla diserzione delle sedute del Consiglio e con  il continuo ricorso a diffide scritte, per ultimo quella del 13.3.2014, prot. 1418, fatte al Presidente Acquisti per impedirgli di far funzionare legittimamente e democraticamente il Consiglio Comunale. Il Presidente Guido Acquisti, non è vicino a noi politicamente”.

“Ebbene – continua la nota – noi riteniamo che nelle ultime vicende del Consiglio Comunale il Presidente abbia agito legittimamente e nell’esclusivo interesse della salvaguardia delle prerogative democratiche del Consiglio Comunale, diversamente, lasciandosi prevaricare dal Sindaco e dai capi gruppo consiliari, avrebbe commesso gravi irregolarità procedurali e provocato una lesione della libertà e dei diritti istituzionali dei consiglieri d’opposizione quali rappresentanti delle ragioni dei cittadini che li hanno eletti.” “L’opposizione, ribadiamo – conclude la nota – non ha nessuna volontà di rinunciare alla battaglia per la difesa dei sacrosanti interessi e diritti dei cittadini di Marianopoli e pertanto chiediamo l’immediata riconvocazione del consiglio comunale per la trattazione dei suddetti argomenti.”

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venezuela

Il Venezuela sarà coinvolto in una lotta del bene contro le basse forze del male… Però alla fine vincerà il bene. Dio è grande.

venez

“FORZA VENEZUELA! RESISTERE, INSISTERE, PERSISTERE E MAI E POI MAI DESISTERE!! SIAMO IN DEMOCRAZIA”

VENEZUELA NEL CAOS

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Non sono solo le proteste più imponenti da quando Nicolas Maduro è stato eletto alla presidenza del Venezuela, ma sono le maggiori nel Paese da decenni.

Il malessere è esploso all’inizio di febbraio, quando gli studenti hanno chiesto più sicurezza dopo il tentato stupro contro una ragazza.
Il Venezuela è il 5°Paese al mondo per il tasso id criminalità e quello di omicidi.

La protesta pacifica è presto degenerata: si stima che almeno 30 manifestanti siano stati uccisi, mentre i più importanti leader della protesta sono stati arrestati. L’instabilità e l’insicurezza non sono i soli problemi per i venezuelani, che devono fare i conti con un’ondata inflazionistica record e la mancanza di riserve di beni di prima necessità. “Sono in fila da un’ora e non c‘è più caffé né carta igienica”. “Non c‘è più caffé, farina, olio, burro, cereali. Mancano i beni di prima necessità, non di lusso”.

Nicolas Maduro è succeduto a Hugo Chavez, vincendo di misura le presidenziali dello scorso aprile. Proponendosi come presidente-operaio, ha promesso di tagliare gli sprechi e di condurre il Paese verso il socialismo del 21 esimo secolo. Promesse non mantenute finora, le condizioni di vita dei venezuelani sono infatti peggiorate. Maduro punta il dito contro Washington, agitando lo spettro della cospirazione americana. Gli analisti parlano di un sistema monetario fuori controllo e di nazionalizzazioni che hanno di fatto strangolato il settore privato.

La protesta ha avuto le sue casse di risonanza sui social network. Una protesta che potrebbe portare lontano, la Costituzione permette infatti la convocazione di un referendum a metà mandato presidenziale per revocare l’incarico al Capo di stato.

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Il fantasma Guiscardo De La Portas approda sui mezzi d’informazione

di Roberto Mistretta

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castello aereoDiventa internazionale Guiscardo De La Portas, ovvero il fantasma del nobile e giovane spagnolo che sarebbe deceduto in circostanze drammatiche nelle segrete del castello e che anni addietro, sarebbe apparso all’allora custode del maniero, Pasquale Messina, con cui intratterrebbe cordiali rapporti da quasi quarant’anni.

Non solo la sua storia è approdata su You tube all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=OYae_Xz9lVY, ma la si può leggere anche nell’ultimo numero del diffuso Mototurismo, rivista che come si evince dal titolo è dedicata agli amanti delle moto e dei luoghi turistici.

MTCop_196Nella sezione “Storie e racconti”, Beppe Pagano dedica un ampio servizio con foto e dal titolo inequivocabile: “Il fantasma del castello di Mussomeli, all’originale amicizia tra Pasquale Messina e Guiscardo. Un articolo di ben quattro pagine!
Che il castello di Mussomeli sia ricco di storie e di leggende, (la più famosa è quella delle “tri donni”) è risaputo. Ma a fare notizia ed a suscitare curiosità continua ad essere la storia del fantasma. Basti citare che nell’agosto del 2004, quando ancora ben lontana era la sola idea di impegnarsi in politica, anche l’attuale sindaco Salvatore Calà fu testimone oculare di un fatto alquanto insolito che “La Sicilia” raccontò. Il dott. Giuseppe Dell’Aira dirigente all’Irfis di Palermo con la sua signora, Rosanna Imburgia, medico geriatra, erano ospiti a Mussomeli dell’attuale sindaco. Con loro c’era pure Otto, il cane della coppia, un meticcio noto per la sua mansuetudine.
Il dott. Dell’Aria ci confermò che Otto non si era mai comportato come invece accadde durante la visita al castello: mentre salivano l’erta, il meticcio era balzato in piedi latrando in maniera strana e puntando nel vuoto. I suoi padroni pensarono che avesse visto una lucertola oppure…un fantasma. E quando seppero della storia di Guiscardo, un brivido attraversò loro la schiena.
Indubbiamente la fama di Guiscardo negli anni ha varcato i confini dell’isola e i turisti vogliono sentire dalla viva voce di Messina la storia dello spettro che gli sarebbe apparso nel lontano 1978. In fin dei conti una grandiosa pubblicità a costo zero che alletta i visitatori del maniero che con la storia di Guiscardo, possono anche ascoltare anche la leggenda de “Li tri donni chi mali ci abbinni” e de “l’omo mortu”, che per fuggire dalle segrete del castello si sarebbe lanciato con un lenzuolo usato come paracadute dai merli del maniero, schiantandosi nelle rocce vicine.
La stuzzicante storia che parla della presunta amicizia nata tra Pasquale Messina ed il fantasma di Guiscardo De La Portas, un nobile spagnolo morto nelle segrete del castello e che dovrebbe restare mille anni sulla terra per espiare ai peccati contro Dio compiuti in punto di morte, è nata quando Guiscardo accordò a Messina il permesso di parlarne.

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