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Archive for 15 marzo 2014

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Politica & Spettacolo

La politica strumentalizza la Compagnia teatrale Arturo Petix e il Gruppo folcloristico Gallodoro

di Giuseppe Virciglio

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Il Centro culturale “Milena” di Asti si costituì nell’ottobre 1988 presso lo studio di consulenza fiscale del dott. Sutera e formato dagli amici milocchesi di Sutera.

Carmelo Cordaro assieme ai giovani del Gruppo folcloristico e della Compagnia teatrale sulla strada del ritorno dalla tournée ad Aix ed Asti. Nella foto ad Atena Lucana mostrano le targhe conquistate

Si volle organizzare, con il gruppo folcloristico “Gallodoro” di Milena, una serata di spettacolo nel teatro parrocchiale Don Bosco. Il gruppo doveva effettuare un tournée nel nord Europa, sponsorizzata dalla Cassa rurale di Milena, organizzata dall’Unione siciliana emigrati e famiglie, e quella di Asti fu una tappa fuori programma.

Nel marzo 1990, vicini armai alle elezioni, la Cassa rurale ed artigiana di Milena, il cui direttore (Carmelo Cordaro) è candidato alle elezioni amministrative comunali nella lista Dc (vinse e diventò vicesindaco di Milena) sponsorizza una serata di spettacolo in Francia, a Aix-les-Bains, dove risiede la più grande comunità di emigrati milocchesi, dopo Asti, con l’esibizione del gruppo folcloristico “Gallodoro” e della Compagnia teatrale “Arturo Petix”.

Moltissimi milocchesi residenti all’estero sono elettori nel loro paese d’origine. Dato l’elevato livello di comunicazione tra Asti e Milena, si viene subito a conoscenza dell’iniziativa e il Centro culturale “Milena” di Asti, ovvero Sutera e i suoi amici milocchesi democristiani, si rivitalizza per organizzare, questa volta nel più grande teatro cittadino disponibile, una serata con i due gruppi di Milena. Il teatro risulta stracolmo di pubblico, sono presenti circa mille persone, in gran parte milocchesi.

All’ingresso viene distribuito un volantino firmato Centro culturale “Milena”: nella prima metà si può leggere il programma della serata e nella seconda parte sono scritti i nomi dei candidati preceduti dalla seguente frase: “Tutta la manifestazione è stata sostenuta dai seguenti signori che il Centro culturale “Milena” ha proposto come candidati alle prossime elezioni amministrative nelle liste della Democrazia cristiana”.

Degli undici nominativi (uno candidato alla regione, quattro al comune, e sei nelle circoscrizioni) tutti appartenenti alla corrente del “grande centro” sono solo tre i nativi di Milena, esclusivamente candidati per tre diversi consigli circoscrizionali.

Il pubblico è entusiasta dello spettacolo, divertito dagli attori, coinvolto dai ritmi dei balli popolari siciliani; l’unica nota stonata sembra essere stata la lunga presentazione dei candidati perlopiù, se si esclude Sutera e i tre nativi di Milena, ignoti agli spettatori. La manifestazione ha un suo strascico di forti polemiche.

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C asp ita!

No comment!!!

Luigi Scivoli

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aspE’ diabetico ed è in cura con un piano terapeutico che prevede la somministrazione di un farmaco speciale salva vita che, però, non gli viene prescritto perché il medico specialista dell’Asp è attualmente assente e non è sostituito. Deve pertanto aspettare che il medico rientri in servizio e non importa se nel frattempo (che non si sa quanto sarà lungo) le sue condizioni di salute possono peggiorare. Il protagonista di questa vicenda è A. G. che racconta il suo caso.
“Sono un diabetico sotto piano terapeutico con un farmaco speciale che – ha detto – sinora ha dato ottimi risultati e sono sotto controllo presso la struttura sanitaria di via Malta. Il mio piano terapeutico scadeva il 27 febbraio scorso per cui ho prenotato la visita di controllo per il 21 febbraio. Ma qualche giorno prima del 27 febbraio mi è stato comunicato per telefono che la visita era spostata al 10 marzo “per motivi contingenti”. Ho fatto presente che avevo il farmaco sino al 27 febbraio e non sapevo come dovevo regolarmi, ma mi è stato risposto che non potevano farci niente. Per cui ho continuato la dieta alimentare, ma senza farmaco”.
untitledE non è finita. “Il 10 marzo – ha aggiunto – mi sono presentato per la visita, ma mi è stato detto che dovevo tornare il 27 marzo. Ho chiesto di parlare con il direttore dell’Asp e mi è stato detto che non c’era niente da fare perché non ci sono diabetologi disposti a sostituire il collega assente. Mi è stato pure detto di recarmi al pronto soccorso o di provare nei prossimi giorni per vedere se si trova un altro medico disponibile per visitarmi e assegnarmi il piano terapeutico”.
E poi: “Ma se questi farmaci sono “salva vita” perché mi viene negato di curarmi? “.
Che dire? E’ meglio: no comment.

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3Il cane di Massimo d’Alema “uccide”

Elisa Merlo

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Durante la trasmissione di  Piazzapulita (La7 – 3 marzo) è andata in onda parte dell’intervista del giornalista Friedman a Massimo D’alema, nella sua tenuta in Umbria, della quale l’uomo politico si è mostrato molto orgoglioso.

Capisco, però, l’orgoglio per le vigne, per l’ottimo vino che producono, per il secolare ulivo (ne ha riferito l’alto prezzo), ma non riesco a comprendere come si possa essere orgogliosi dei denti aguzzi di un cane. Massimo D’alema non solo ha tentato invano d’aprire la bocca dell’animale per mostrarne i denti al giornalista, ma ha anche aggiunto con evidente soddisfazione: “Se sente il pericolo… “.

Breve pausa. E poi: “Uccide”.

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Rapinati 2.500 € al Montepaschi

Roberto Mistretta
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la banca presa di mira

Audace rapina nel primissimo pomeriggio di ieri ai danni della banca Montepaschi di Siena che cura anche la Tesoreria del Comune di Mussomeli. La banca è ubicata in pieno centro cittadino, in via Palermo, la trafficatissima strada principale di Mussomeli, dove si trovano diversi esercizi commerciali, tutti munite di telecamere, come la stessa banca. Nessuno dei dipendenti è rimasto ferito e il bottino è stato modesto, circa 2.500 euro.
I fatti. Alle 14.45 di ieri, un giovane tra i 20-25 anni, a viso scoperto è entrato in banca. A quell’ora non c’era alcun cliente, soltanto i due dipendenti ed il direttore. Dopo di lui sono entrati altri tre soggetti ma erano a viso coperto. I rapinatori hanno intimato ai dipendenti di mettersi faccia a terra ed hanno consumato la rapina. I dipendenti non hanno visto armi ma non escludono che i rapinatori fossero armati. Scarne le informazioni sui rapinatori, tranne che il soggetto a viso scoperto non era del luogo e dalle poche parole pronunciate, si sarebbe individuata una sfumatura d’accento del palermitano. Niente altro.
Le sequenze della rapina sono state ovviamente registrate sia dalle telecamere in uso alla banca che dalle altre telecamere vicine e i filmati sono stati acquisiti dai carabinieri. Dei rapinatori comunque nessuna traccia, sono stati rapidissimi a dileguarsi. Forse con la complicità di qualche basista locale. Anche nel bar che si trova proprio di fronte alla banca, nessuno s’è accorto di nulla. Già sette anni fa, quando lì era ubicato un altro istituto di credito fu consumata un’analoga rapina. Bottino: 6.000 euro.

Il Castello scricchiola: «Servono subito 200mila euro»

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Il costone frana

Teme l’effetto domino con crolli a catena l’assessore Enzo Nucera, che preventiva come spesa iniziale circa 200 mila euro per un intervento di massima urgenza finalizzato a mettere in sicurezza il costone roccioso del castello manfredonico-chiaramontano che continua a sgretolarsi. Costone roccioso che poggia sull’argilla ed è quindi molto friabile. E se malauguratamente dovesse crollare quel costone roccioso, anche la scuderia potrebbe essere coinvolta nell’effetto domino. Da qui il suo accorato grido d’allarme mentre il sindaco Salvatore Calà ha chiesto ieri, un incontro urgente all’assessorato regionale ai Beni culturali, per reperire le somme che servono a mettere in sicurezza il maniero che, come è noto, è stato vincolato come bene monumentale.
Martedì mattina l’ultimo sopralluogo congiunto che ha evidenziato l’indifferibilità di interventi di consolidamento, tant’è che l’assessore Nucera a stretto giro convocherà una nuova riunione con gli addetti ai lavori. «Il nostro gioiello architettico – Dice Nucera – che è patrimonio vincolato dalla Regione, sta cadendo a pezzi. Bisogna immediatamente intervenire realizzando una chiodatura alla roccia con dei tiranti attivi, capaci di assorbire il peso di una tonnellata per centimetro quadrato e come primo intervento ipotizziamo una spesa tra 150 e i 200 mila euro. Il rischio è che qui i crolli continuino e travolgano non solo la sottostante casa privata che è stata sgomberata con ordinanza sindacale, ma che producano un effetto a catena che si ripercuoterà sui costoni superiori che potrebbero a loro volta crollare, mettendo a rischio la scuderia».

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