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Archive for 9 marzo 2014

Che ipocrita società è la nostra!

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portNon bastano enciclopedie per descrivere lo sdegno. Abbiamo riflettuto su alcuni comportamenti che a nostro avviso sono davvero incoerenti o forse sono coerenti nella loro stessa incoerenza, ma dai quali prendiamo le distanze, pur continuando a conviverci come le rette parallele. Fortuna, la nostra, che non ci incontreremo mai.

Il comportamento dell’ipocrita tipo è facilmente riconoscibile, egli è PERICOLOSISSIMO ed il danno che produce è irreparabile.

Cosa fa?

Dove vive?

Contribuisce a far sentire importante qualcuno (che importante non si sentirebbe senza la sua presenza). Vive tra i parassiti, cioè tra quelli che hanno un tornaconto e che vorrebbero ottenerlo attraverso la luce riflessa di chi è ritenuto potente.

GQSCAMT00NHCA03OG1LCAN5F4TYCAN0423UCA2ACZI8CA1FZOUMCAOR5B7BCASY7RAYCA2T3NIECA1KVZZCCA724YEICATMV66ACA1S13UGCA3FVQKVCA9968Q7CA15324ACA0ZBAHOCA9WW3TECA0DXJGLQuello che ci fa rabbrividire maggiormente non è il personaggio pseudopotente che, bontà sua, potrebbe pure averne motivo, quanto i vari portaborse, lustrascarpe, maggiordomi, inservienti, sguattere che glielo permettono ed accrescono ed esasperano pericolosamente l’autostima del soggetto in questione. Tant’è che egli perde, nel corso della sua vita, il contatto con la realtà convincendosi di cose inesistenti. Si sente Dio in Terra.

I plauditori di professione, dunque, rappresentano il campione del danno maximo, perché se non esaudissero quello sporco ruolo, i vari “sovrani” non avrebbero motivo di esistere. Una specie di simbiosi mutualistica: esisto perché esisti!

NIVCA45TL3ZCAWAP2CFCA407AZVCAZM7U0SCA4VSHOHCATNIECUCA7Q3KQ1CAK380IZCAFNC6YSCA7QKNQMCA7MSTSGCAD5FJPUCABAEAAXCA9RO157CA08BUAZCA594N53CAXDBYOFCANSKETXCAI6X6UTI “sovrani” si convincono di essere “er mejo” e assumono l’aria tipica arrogante e gradassa che tanto ci repelle.

I maggiordomi tuttofare e le inservienti old style accalappiano il “potente” e tra un lavoretto, una spolveratina alla scrivania, una succulenta pietanza donata e un piatto di lenticchie  si ingraziano: ma attenzione sono gli stessi servi che per trenta luridi denari si ri-venderanno al potente più potente e arrivederci!

Per questo c’è un ricambio continuo della manovalanza. Che tristezza, per gli uni e per gli altri. Che povertà di esseri umani! Che Sahara di sentimenti!

Il giro sarebbe ridicolo se non fosse  vizioso e viziato. Il portaborse che tenta di arrivare al suo scopo dando grande credito e omaggiandolo platealmente, il “monarca” che indossa i panni del guaritore, del santone, del Dio!

Suggestive anche le processioni che hanno luogo sistematicamente, “chi per un bacio, chi per un fiore”  a far la fila per due ore!  Il “taumaturgo” non dice mai di no e accontenta tutti, incapace  com’è ad essere sincero! Tutti amici, tutti tu, tutti presi per i fondelli.

Che presa in giro! Che commedia!

Finché ci saranno coloro i quali li metteranno sul piedistallo, avranno lunga vita!

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pdmMeglio scegliere chi si vota

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La proposta di riforma eletto­rale depo­si­tata alla Camera a seguito dell’accordo tra il Segre­ta­rio del Par­tito Democra­tico Mat­teo Renzi e il lea­der di Forza Ita­lia Sil­vio Ber­lu­sconi con­siste sostanzial­mente, con pochi cor­rettivi, in una rifor­mula­zione della vec­chia legge eletto­rale, il cosiddetto “Por­cel­lum” e pre­senta per­ciò vizi ana­lo­ghi a quelli che di que­sta hanno motivato la dichia­ra­zione di inco­sti­tu­zio­na­lità ad opera della recente sentenza della Corte Costitu­zio­nale n.1 del 2014.

italia-e-porcellumIl pro­filo di ille­gittimità della vec­chia legge con­sisteva nella mancata pre­vi­sione delle pre­fe­renze, la quale, afferma la sen­tenza prima richiamata, ren­deva il voto sostan­zial­mente indi­retto e pri­vava i citta­dini del diritto di “inci­dere sull’elezione dei pro­pri rap­pre­sen­tanti” e quindi di poter liberamente scegliere.Que­sto mede­simo vizio, a nostro parere, è pre­sente anche nell’attuale pro­po­sta di riforma, nella quale pari­menti sono escluse le pre­fe­renze, pur pre­ve­dendosi liste assai più corte, e collegi elettorali non ancora pienamente definiti.

La desi­gna­zione dei “nostri” rap­pre­sen­tanti è per­ciò nuo­va­mente ricon­segnata alle segre­te­rie dei par­titi. Viene così conservato e tutelato il cosiddetto “Par­la­mento di nomi­nati”; e poi­ché le nomine, ove non avven­gano attra­verso con­sul­ta­zioni pri­ma­rie impo­ste a tutti e tas­sa­ti­va­mente rego­late dalla legge, saranno decise dai ver­tici dei par­titi, le ele­zioni rischieranno di tra­sfor­marsi ancora una volta in una compe­ti­zione tra capi e infine nell’investitura popo­lare del capo vincente.

imagespocInsomma que­sta pro­po­sta di riforma consiste in una rie­dizione del por­cel­lum, di fronte all’incredibile pervicacia con cui il sistema politico sta tentando di riprodurre con poche varianti lo stesso sistema elettorale che la Corte Costituzionale ha appena annullato perché in contrasto con tutti i principi della democrazia rappresentativa, il circolo di Milena esprime profondo rammarico, e protesta in maniera vibrante e decisa,affinchè siano previste le preferenze nella nuova legge elettorale.

Riteniamo  un controsenso innato: riformare la Legge elettorale escludendo le preferenze.

E’ per il Circolo una concezione della metodologia elettorale svuotata del più basilare e fondamentale elemento: affidare al popolo la possibilità di scegliere, direttamente, i propri rappresentanti.

nomE’, al contempo, un paradosso. Non si capisce, infatti, perché gli italiani debbano andare al voto per le Comunali potendo scegliere il proprio rappresentante, per le Regionali potendo scegliere il proprio consigliere, per le Europee potendo scegliere il proprio europarlamentare, e invece per le Elezioni Politiche dover accettare nomi e figure imposte da altri. Introdurre le preferenze conferisce all’elettore il potere sacrosanto di decidere per chi votare, elemento unico e indiscutibile, questo, per evitare il dilagante disamore al gusto di impegnarsi nella politica.

I partiti oggi non dovrebbero battersi per le “soglie” e per i premi di maggioranza. Dovrebbero pensare solo ed esclusivamente alle preferenze, a restituire al popolo un potere decisionale fondamentale, democratico, imprescindibile per un Paese civile. Ed infatti, ad eccezione della Germania (che comunque ha una legge elettorale completamente diversa su collegi uninominali) quasi tutte le democrazie occidentali si basano su una legge che garantisce l’elettorato attivo e non quello “passivo”.

Perché l’uomo o la donna eletta dal territorio probabilmente proviene da quel territorio e ne tutela dignità, priorità, evidenzia e possibilmente si batte per le emergenze, non è staccato dalla realtà come spesso, purtroppo, accade ai giorni nostri.

La  nuova proposta di legge elettorale è svuotata del più elementare fondamento: parlamento_illegittimoaffidare al popolo la possibilità di scegliere, direttamente, i propri rappresentanti attraverso il voto di preferenza.

Il Circolo di Milena ritiene, che la mancanza della partecipazione alla scelta dei rappresentanti politici in parlamento attraverso il voto di preferenza, sia un atto di prevaricazione dei partiti verso l’elettore e pertanto esprime  profondo rammarico, e protesta in maniera decisa, affinché siano previste le preferenze nella nuova legge elettorale.

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I VAFFA DEL GRILLO…

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msi5“Fa benissimo Grillo a usare il pugno di ferro: o state con me o andatevene. Chi se ne va, non ha capito che rischia l’oblio. Perché il M5s forse non è neanche un partito, bensì una setta. E le sette stanno in piedi finché c’è uno che comanda e gli altri che eseguono. Poche storie”.

Vittorio Feltri nella disputa tra i dissidenti del Movimento Cinque Stelle e il leader Beppe Grillo si schiera dalla parte di quest’ultimo.
Dati alla mano, il fondatore di Libero, spiega che sì, 13 parlamentari messi alla porta in dodici mesi sono tanti, ma che alla fine non hanno prodotto quel terremoto in termini di consensi che in molti si aspettavano. Gli ultimi sondaggi danno infatti ancora il M5S al 20% e oltre, “segno evidente”, per Feltri, “che la soldataglia grillina, deputati e senatori, per quanto si agiti e dimostri insofferenza verso la linea calata dall’alto, è stimata assai meno influente del generale fondatore.

grillo-221700Perché? La gente probabilmente è affascinata, o suggestionata, da Grillo, cui riconosce autorevolezza o almeno carisma, ed è pronta a seguirlo ancora, mentre non dà alcuna importanza ai peones, dei quali sa poco o nulla: non li stima, non li ritiene fondamentali ai fini di un successo politico”.
Anche perché senza Grillo i grillini non esisterebbero ed “è giusto”, scrive il direttore sul Giornale, “che gli obbediscano evitando di andare in cerca di gloria fuori dal recinto. Fatalmente, chi sgarra, perché convinto di potersela cavare in proprio, è destinato a essere espulso. Non ha alternative”.
Quindi per Feltri fa bene Grillo ad aver mandato via i dissidenti e a chi obietta che la democrazia richiede un continuo confronto di idee tra gli iscritti e un partito risponde: “Tra teoria e la pratica c’è di mezzo l’esigenza di sopravvivere alla burrasca politica. Se il movimento si adeguasse alle regolette che assegnano a chiunque la facoltà di comportarsi secondo coscienza, addio collaborazione, addio unità di intenti. Sarebbe una bolgia”.

Quindi, “caro Grillo, mandali via tutti”.

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La vecchia e la pulce

LA VECCHIA E LU PULICI

Domenico Tempio

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L’assolviri dilitti a Malviventi
Non è prudenza, e in prova
L’esempiu di sta Vecchia vi sia in menti

NUVCA0PX07JCAZ1YN22CAW0WH1RCA2AGEXCCA2ALMKXCAY08OO2CAFIXFI5CAR12T9GCA8IA9JRCA8RWK1ZCAOP82TYCAY59QH5CAJ8SANJCA3IZ1F2CANR4B72CA269V01CACIR0T5CAHPWTQGCACW0FFRAvia sutta li faudi
un pulici accarpatu, e lu purtava
di lu cummissu esizziu
a daricci supplizziu.

Ma lu pulici
vidennusi ntra l’ugna
summissu la prigava:
Bona vecchia pietà; lu fattu è fattu;
ju ti juru, e prumettu
nun muzzucariti cchiù; vogghiu campari,
lassamu sta spietata
vogghia di sangu, in vita ritirata.

Ma la giudiziusa
vecchia rispusi allura:
Ti lassu in vita? Cerca di scattari;
si nun muzzichi, tu nun poi campari.
E dannuci ntra l’ugna un corpu in chinu
sgravau li faudi di stu malandrinu.

 

LA VECCHIA E LA PULCE

Traduzione

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foto_pulizia_museo_città_contadinaTre sacchi d’immondizia riempita di erbe e sterpaglie: è questo il “bottino” realizzato dagli attivisti del MoVimento 5 Stelle di Milena che hanno provveduto a ripulire la Casa-Museo della civiltà contadina, sita al Villaggio Masaniello, o per meglio dire “Robba Ranni”, a Milena.

L’iniziativa, facente parte del programma “RipuliAMO Milena”,  è stata organizzata dal locale Movimento 5 Stelle.
Alcuni attivisti e simpatizzanti pentastellati, amanti delle proprie radici, dell’ambiente e del rispetto dei luoghi deputati alla memoria, si sono armati così di scope, palette, zappette, piumini e strofinacci, per ripulire non solo gli interni del museo, ma anche lo spiazzo antistante.

museo_civiltà_contadina“Abbiamo voluto dare l’esempio – afferma Giovanni Schillaci, garante del Meetup milocchese – senza nessuna polemica: la Casa-Museo rappresenta uno dei biglietto da visita più importanti per noi milocchesi, e poiché questo si presentava pieno di polvere e di sterpaglie, abbiamo donato il nostro contributo per migliorare la situazione, e poter mostrare  – già l’indomani stesso – questa nostra stupenda realtà anche al cittadino portavoce alla Camera dei Deputati Alessandro Di Battista, il quale è rimasto veramente colpito dal nostro piccolo gioiello. Seguiranno altre azioni del genere in altri luoghi del nostro comune.”

F.S.

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Il Pd esce dalla Giunta Dacquì

C. L.
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foto-boomerang-serradifalco-210x141Serradifalco. Il Partito Democratico ha annunciato ieri sera sia le dimissioni dell’assessore Francesco Valenti e la fuoriuscita dalla Giunta Dacquì che il passaggio all’opposizione dei suoi tre consiglieri comunali Totò Caramanna, Carmelo Magro Malosso e Graziano Cipollina.
La doppia decisione politica, che era già nell’aria, è stata annunciata ufficialmente in occasione di una conferenza stampa tenutasi nella sede del Pd.
Alla conferenza, oltre al segretario cittadino Graziano Cipollina e al presidente Carmelo Magro Malosso, era presente anche l’assessore Francesco Valenti, l’ex assessore Giuseppe Lucchese e il segretario provinciale Giuseppe Gallè. E’ stato quest’ultimo ad annunciare la fuoriuscita del Pd dalla Giunta e il transito dei suoi consiglieri all’opposizione.
SerradifalcoLa decisione, per come ha ammesso lo stesso segretario provinciale, è venuta fuori dopo il confronto che ieri pomeriggio lo stesso Gallè ha avuto con la segreteria cittadina. «La fuoriuscita del Partito Democratico dalla maggioranza e dalla Giunta non è un capriccio, ma un gesto di responsabilità politica», ha commentato Gallè, che ha aggiunto: «Tuttavia, l’azione politica e amministrativa messa in campo dal sindaco Dacquì basata sulla logica dell'”uomo solo al comando” è da ritenere inadeguata per dare soluzione ai problemi della Città, per cui il Pd annuncia le dimissioni del proprio assessore e il passaggio all’opposizione in consiglio; ovviamente – ha precisato Gallè – quella dei consiglieri del Pd sarà una opposizione costruttiva che valuterà di volta in volta i provvedimenti proposti nell’esclusivo interesse della comunità». A questo punto, a parte la presenza di un gruppo di opposizione targato Pd in consiglio, l’altra novità è che, con le dimissioni di Valenti, la Giunta Dacquì s’è dimezzata e risulta ora composta dai soli assessori Gibaldi e Lalumia.

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Eduardo, ucciso da un verbale di 2000 euro

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 Fonte immagine: Fanpage
Eduardo De Falco, un commerciante 38 enne di Casalnuovo (Napoli), si è ucciso dopo aver ricevuto una multa di circa 2000 euro, lascia la moglie e tre figli.

A seguito di un controllo degli ispettori del lavoro, all’uomo era stata contestata la posizione lavorativa della moglie (sprovvista di regolare contratto) che lo aiutava all’interno della panetteria.

Due giorni, era il termine oltre il quale la multa sarebbe aumentata fino a circa 9000 euro, una  spesa insostenibile per il panettiere che in questo momento di crisi già doveva lottare per sbarcare il lunario. Il colpo di grazia per De Falco, che due giorni fa di ritorno da lavoro verso le 5, ha parcheggiato l’auto sotto la propria abitazione poi ha collegato con un tubo lo scarico dell’auto all’abitacolo ed  ha inalato i gas di scarico che lo hanno ucciso.

Una vicenda che ha sconvolto davvero tutti i commercianti della zona, un cartello con la scritta “Non siamo ladri, né sfruttatori” ed una corona di orchidee sono stati collocati davanti al panificio  di “Eddy”.  “Lo hanno ucciso – hanno gridato i colleghi – quello che è stato fatto ad Eddy è istigazione al suicidio, denunceremo i funzionari dell’ Ispettorato del lavoro”. Noi non sappiamo di chi sia la colpa, ma abbiamo solo una certezza, Eddy è l’ennesima vittima della crisi in cui versa il nostro Paese da ormai troppo tempo, le parole dei politici non bastano più, adesso c’è bisogno di fatti concreti !

– See more at: http://www.giornalesicano.it/3889#sthash.0Q6Thz8h.dpuf

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Ampliare il Distretto della Corte l’auspicio di Santi Consolo

Vincenzo Pane
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Santi Consolo

Santi Consolo

E’ stato un “grazie a tutti” il primo pensiero di Santi Consolo come nuovo procuratore generale di Caltanissetta; un “grazie” per la fiducia che gli è stata data da tutte le componenti del sistema giustizia fin da subito. «Grazie a tutti – ha detto il magistrato subito dopo avere assunto il suo incarico con l’udienza di immissione in possesso svoltasi ieri nell’aula magna del Palazzo di Giustizia – la presenza di autorità, colleghi, avvocati, forze dell’ordine, personale amministrativo e della stampa mi infonde coraggio e fiducia per il mio incarico».
Sa bene che a Caltanissetta ci sarà molto da lavorare e che i problemi non mancano, come del resto non mancavano a Catanzaro – dove è stato procuratore generale – ed al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria dove ha avuto il ruolo di vice-capo e per questo ha detto di voler lavorare in sinergia con tutte le categorie. I problemi che dovrà affrontare riguardano le carenze di organico di magistrati e personale amministrativo, la soppressione di piccoli tribunali come quello di Nicosia, ma Consolo – che dovrà coordinare il lavoro delle Procure di Caltanissetta, Gela ed Enna – non ha mancato di sottolineare alcuni aspetti che riguardano l’attività processuale, non ultimo quello dei diritti degli indagati.
L’APPELLO AI POLITICI: «RIPAGARE I CITTADINI».

«Ho visto che c’è grande aspettativa – ha affermato il nuovo procuratore generale – e spero di non deluderla. Avete esposto delle problematiche che sposerò immediatamente». «Mi rivolgo innanzitutto ai politici – ha detto Consolo girandosi verso il punto dove sedevano alcuni esponenti politici – e dico che se si toglie qualcosa ai cittadini, bisogna cercare di dare loro un compenso in cambio. Ad esempio, se si sopprime il Tribunale di Nicosia in un’ottica di risparmio, dovete dare ai cittadini la possibilità di raggiungere agevolmente le sedi di Enna e Caltanissetta. I collegamenti sono affidati a strade disastrate e questo non è possibile».
procura«VANTAGGI PER IL DISTRETTO GIUDIZIARIO».
«Mi collego quindi al problema del territorio del distretto giudiziario – ha proseguito Consolo – che potrebbe avere vantaggi dall’accorpamento di una parte del territorio di Agrigento. Su questo versante si sta realizzando un’opera importante che collegherà Agrigento a Caltanissetta e ricordiamoci che invece Palermo e Agrigento sono collegate da una strada pericolosa, spesso teatro di tragedie della strada e causa di ritardi e problemi per chi vi transita».
«ABITUATO A CONFRONTARMI CON L’AVVOCATURA».
Parole di elogio sono state spese per l’avvocatura: «Sono abituato a confrontarmi con gli avvocati – ha spiegato il procuratore generale – perché, con la loro professione sono utilissimi nel sistema di amministrazione della giustizia. Ho sempre gradito rapportarmi con gli avvocati preparati, che con le loro istanze e la loro professionalità hanno il dovere di inoculare il dubbio, vero monito per noi magistrati, utile a prevenire l’errore giudiziario».

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 4,1-11

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diabloIn quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo.
E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.
Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane».
Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio
e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede».
Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo».
Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse:
«Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai».
Ma Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto».
Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.

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