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Archive for 6 marzo 2014

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Cronaca di una donazione di sangue: le emozioni che ti travolgono “la prima volta”

Roberta Lopiano
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Donare il sangue è un atto di grande generosità di un cittadino sano nei confronti di altre persone che, per vivere, hanno bisogno di costanti trasfusioni di sangue.
Esistono diverse associazioni volontaristiche che sensibilizzano la collettività ad adempiere a questo impegno civico e umanitario. Talvolta, però, a frenare il potenziale donatore è la paura di un ago o l’incertezza di quello che avviene varcando la soglia o, ancora, quali saranno le emozioni e le sensazioni che verranno provate.
roberta lo pianoProva a raccontarcelo Roberta Lopiano, una “veterana” nel campo delle donazioni di sangue che, dalla sua postazione privilegiata al front office della Fidas Caltanissetta vede, giorno dopo giorno, decine di assidui donatori e nuove leve.
“Al mattino ti svegli e già sorridi. Non fai colazione, ma non ti pesa più di tanto. Ti prepari, ti vesti con qualcosa di semplice che lasci libere le braccia.
Entri alla Fidas e lì ti accolgono, ti accompagnano. Il medico controlla la tua pressione che, per l’emozione, è quasi sempre un po’ più alta, come pure i battiti cardiaci ma, in generale, va tutto bene. Ti siedi in una comoda poltrona, la tv di fronte a te trasmette un programma gradevole. Il laccio emostatico stringe il tuo braccio e, in un attimo, con un solo piccolo fastidioso pizzico, l’ago entra in vena. Nessun dolore, nessuna paura; solo incredulità e stupore nel pensare che è un gesto cosi facile e semplice e ti chiedi solo perche non lo hai fatto prima d’ora.
La sacca si è riempita e tu non te ne sei neanche accorto. Il tuo sorriso adesso è smagliante e ridi anche con gli occhi. Adesso qualcun altro stara meglio e a te non è costato nulla, anzi! Sei tornato a casa con la gioia nel cuore, ti guardi allo specchio e ti sembra quasi di essere più alto… Ma forse è solo perché oggi, sei più vicino al cielo….”

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I cellulari sono oggi i grandi testimoni nei delitti?

Gaetano Bonaventura

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015859-localizzazioneIn tutti questi disumani omicidi gli inquirenti per trovare i boia oltre ad utilizzare tutti i mezzi investigativi a loro disposizione, usano le tracce lasciate dai telefonini. Oggi  per sciogliere le grande matasse in cui sono intrecciate i fili di queste delitti, sono i telefoni cellulari che attraverso le intercettazioni  degli Sms e delle celle telefoniche agganciate Umts, si possono verificare tutti gli  orari e spostamenti e degli assassini e quindi fungono da veri testimoni.

Una domanda viene spontanea: se un presunto omicida e una presunta vittima non hanno il cellulare come si può trovare il carnefice?

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LEZIONE AL LABORATORIO DI ANALISI CLINICHE ALL’OSPEDALE “M. I. LONGO” DI MUSSOMELI

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1743478_823253371022478_1075972123_nGiovedi scorso la classe II A del liceo classico “Virgilio” di Mussomeli, accompagnati dal Prof. Celestino Saia, docente di scienze presso lo stesso istituto, ha svolto una lezione didattico-laboratoriale presso il laboratorio di analisi cliniche dell’Ospedale Longo. Gli alunni, che in questa fase dell’anno stanno affrontando tematiche inerenti la biochimica, hanno avuto l’opportunità di integrare le proprie conoscenze direttamente sul campo. Infatti dopo previa richiesta e relativa aiutorizzazione si sono recati presso l’ospedale dove opportunamente guidati dallo staff medico nelle persone del Dott. Paolo Mingoia, del Dott. Giuseppe Sorce e del Tecnico di Laboratoria Dott.ssa. Consiglio Rita hanno svolto una lezione pratica mirata alla conoscenze delle apparecchiature presenti in laboratorio, alla determinazione del gruppo sanguigno, osservazioni al microscopio, determinazione di emocromo, ed altro.

E’ stata un’esperienza bellissima, ha affermato il Prof. Saia dove gli alunni coinvolti hanno appreso e visto come si lavora in laboratorio, il che li ha affascinati in previsione delle scelte universitarie che devono fare il prossimo anno. Da ricordare inoltre come tale reparto collabori direttamente con la facoltà di Scienze Biologiche di Palermo attraverso la formazione con i Tutor interni di tirocinanti che svolgono le loro tesi di laurea presso la stessa facoltà. Tutto questo, conferma il Prof. Saia, nonostante la posizione periferica e le difficoltà che ci sono per raggiungere Mussomeli, sta a testimoniare la presenza di punte di eccellenza presenti nel territorio sia come strutture sia come risorse umane.

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