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Archive for 2 marzo 2014

Quando l’inodore è un delizioso profumo!

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peppa-pig-image-1-621394387-911153Acqua e sapone non sempre e non solo stanno ad indicare una persona priva di ornamenti e addobbi che incidono artatamente sulle sue forme esteriori, molto semplicemente li vogliamo intendere per come ci è stato insegnato da bambini: gli strumenti necessari ed essenziali per tenersi puliti.

Una folta categoria, sebbene non rappresenti la maggioranza, ci ha indotti a cercare di stigmatizzarne i contorni per tentare di arginare l’allarmante fenomeno. L’elevata presenza, comunque, ci porta a considerare alcune scuole di pensiero legate al sorgere del fenomeno. La più  nota riguarda la filosofia del mal funzionante sistema endocrino che porterebbe i “professionisti”  a maleodorare per cause non direttamente a loro imputabili. L’altra scuola di pensiero sarebbe quella dell’inadeguatezza del deodorante che, essendo impotente al liquido umano disperso, non permetterebbe al soggetto di profumare.

Ultima filosofica teoria riguarderebbe l’acrilico che a contatto con la pelle rilascerebbe delle tossine non esattamente salubri all’ambiente. Quest’ultima è tutta da indagare e da dimostrare così come le precedenti. Scuse!

imagesCAMDG0J5Anche se non frequentemente, ci è capitato di “sentire” la presenza di qualcuno a distanza. Come i cani molecolari abbiamo alzato il capo per meglio cogliere la direzione del vento e, stavolta diversamente dai cirnechi, carpita la direzione abbiamo volto il naso in direzione opposta … se possibile sottovento. E’ stata e continua ad essere una sensazione di cui avremmo piacevolmente fatto a meno, ma alla quale non sempre siamo stati capaci di sottrarci. A volte l’odore, perché così educazione impone di chiamarlo, è maldestramente camuffato da innocenti tentativi a base di essenze varie, ma non sempre questi vanno a buon fine ed il risultato, ahimè, risulta ancora più disastroso.

Le naturali secrezioni di sostanze tossiche che la pelle emana non sempre e non da tutti vengono immediatamente e sistematicamente eliminate per cui gli indumenti si ritrovano intrisi di quel liquido che, evaporato, lascia traccia indelebile fino al successivo candeggio. Il problema, perché tale è per alcuni, non si esaurisce con il lavaggio a 80° poiché la pelle, se non adeguatamente “strigliata”, epurata e … ripulita, mantiene intatte le tracce di quegli odori anche per giorni e nonostante successivi lavaggi. Occorre un’azione costante e ripetitiva che, se non adeguatamente perseguita, a nulla può, nonostante la manifestata volontà.

imagesCAU1LU15Purtroppo la questione assume sempre più i contorni funesti perché spesso si tratta di persone con le quali si è costretti a vivere a stretto contatto, per cui le difficoltà diventano immani e gli sforzi cui si è sottoposti per non rimanere stecchiti non sono trascurabili. Capire le difficoltà degli oppressi è di fondamentale importanza perché da queste si possono interpretare molte delle scelte e delle azioni.

Ci sono, esistono, persistono anche in questo millennio tutto tecnologia e face book, vivono tra noi e sconoscono l’uso e le principali regole igieniche. A nulla serve la cultura se non è accompagnata da una attenzione verso se stessi, a niente vale essere grandi pensatori se le cure verso il proprio corpo risultano assenti o approssimative.

imagesCA8XH63RVorremmo farci portavoce a nome di tutti coloro i quali vorrebbero difendersi da questa violenza olfattiva. Vorremmo soltanto dire, a quanti non ne sono a conoscenza, che esistono in commercio dei deodoranti potenti e miracolosi. Sul luogo di lavoro, e non solo,  diventa sempre più indispensabile che le regole base della pulizia vengano osservate, ne vale dell’equilibrio psico-fisico delle persone che sono obbligate alla convivenza. Soprattutto nei mesi prossimi allorquando il tepore provocherà le prime evaporazioni! Shampoo, doccia, bagno e chi più ne ha più ne metta e se si sta a strettissimo contatto, perfino un dentifricio sarebbe opportuno!

E ricordiamoci sempre che … una persona che non rispetta se stessa, non rispetterà mai gli altri.

Kenna, Niagara Falls

2014

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Tra comizi cantastorie e prediche

FRANCO SPENA
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foto-41Un tempo le strade dei quartieri erano luoghi di comunicazione importanti. Per chi abitava al piano terra, le strade facevano quasi da soggiorno ed era frequente vedere svolgere all’aperto certe faccende di casa oppure, quando faceva bel tempo o quando la serata lo consentiva, si potevano vedere gruppi di vicini di casa mettere le sedie fuori e sedersi a conversare ospitando così, anche per strada, visite di parenti e amici.

Certe famiglie facevano salotto, come si suol dire, davanti alla porta di casa. Per questo le strade erano meta anche di vari venditori ambulanti che passavano per vendere certi loro prodotti o dei tipi che gironzolavano per i quartieri per propagandare le loro idee, per dare spettacolo o per fare raccolta di soldi.

imagesCA7NXL40Tra questi non era insolito vedere passare dei personaggi strani, come i predicatori, spesso barboni, vagabondi un po’ esaltati che, scegliendo un angolo a vista, radunavano attorno a sé un buon numero di persone e si mettevano a fare discorsi moraleggianti, parlando del bene, del male, della fine del mondo e del bisogno che aveva l’uomo di seguire le vie del Signore. La predica si concludeva, al solito, con una richiesta di elemosina che molti si prodigavano a fare.
A volte certi predicatori divenivano abitudinari della strada e si presentavano nelle ore di pranzo e la gente, quasi adottandoli, dava loro un piatto di pasta o qualcos’altro da mangiare.

Allo stesso modo, in tempi di campagna elettorale, si vedevano arrivare comizianti che, scegliendo una parte rialzata della strada o mettendosi su un furgoncino, armati di retorica, di enfasi e di buona parola, vantavano le loro idee politiche promettendo questo e quest’altro se “accchianavanu”, se venivano eletti.

cantastorieCiò che entusiasmava in particolar modo i bambini e commuoveva le buone donne, era l’arrivo del cantastorie. In fondo erano diffusori all’aperto del romanzo popolare e, con l’aiuto di qualcuno che spesso li accompagnava, montavano un telone dipinto a mano, con tanti riquadri, in ognuno dei quali era rappresentata una scena o un episodio significativo della storia che andavano a raccontare e a cantare Perché la storia era in gran parte cantata ed era accompagnata spesso dal suono della chitarra.

Giuliano_1Infatti, di tanto in tanto, il canto era intervallato da un intervento parlato, mentre un compare, con una lunga asta, indicava la scena alla quale, di volta in volta, la storia si riferiva.

In genere le vicende narrate si ispiravano a fatti realmente accaduti e ai quali la cronaca aveva dato particolare risalto, ma le storie che tenevano banco e che determinavano più entusiasmo e attenzione erano quelle del bandito Giuliano e della Baronessa di Carini.
Come al solito, alla fine, uno degli accompagnatori passava fra la gente del pubblico col cappello in mano per raccogliere l’offerta, quasi il pagamento di un biglietto per uno spettacolo ambulante realizzato quasi a domicilio.

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Campofranchese vivo per miracolo

agrigentoflash
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incidente comitini-300x168E’ uscito vivo, con ferite non gravi V.F., 57 anni, di Campofranco, che poco prima delle 18 di sabato, mentre viaggiava a bordo della sua Porsche 944 è rimasto coinvolto in uno spaventoso incidente stradale.

L’automobilista percorreva la strada statale 189, quando, all’altezza di un distributore di carburante e nei pressi dello svincolo che immette per il paese di Comitini, ha perso il controllo della sua auto sportiva, ed è finito contro il guardrail. Un pezzo della barriera è andato a conficcarsi nel veicolo, attraversandolo.

E’ stato soccorso dai vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento e trasportato con un’ambulanza all’ospedale San Giovanni di Dio. Sul posto gli agenti della Polizia stradale che si sono occupati dei rilievi.

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Silvana Grasso

Silvana Grasso

Nell’epoca del tarocco, Antigone emblema della virtù e del coraggio

Silvana Grasso

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antigoneIl terzo millennio è affamato di Virtù, noi siamo affamati di Virtù. E nulla c’entra la retorica. È fame antica annosa da lunghissimo digiuno. Non c’è differenza di “albume” politico, né di strabismi partitici, ovunque, senza distinzione di ruoli colori o grembiulini, dalle regioni alle segreterie di partito, dal Parlamento alle Giunte, è infezione, contagiosissima infezione da batterio-corruzione che si riproduce vertiginosamente, endemicamente, con effetti collaterali, abuso, peculato, mancanza di decoro, dignità, amor civico, amor etico, assolutamente fatali.

Incredibile che nessuno voglia curarsi con l’unico “antibiotico” che abbia successo garantito, in simili casi, la Virtù.

laimo2401a2420131215ctSi chiedono alla Scienza medica sofisticati vaccini anche contro un’innocua influenza, piccola cosa, piccolo fastidio, mentre nessuno chiede o ordina vaccini contro la mancanza di dignità, di rigore, indisturbati killers della Virtù.
Non se ne salva uno. Lo avevamo pensato sperato creduto, per anni, che quello o quell’altro fosse simbolo di Legalità, messaggero di Giustizia sociale, garante di Diritto, scopriamo invece il giorno dopo che era solo piece teatrale, che era solo copione, che qualcuno era attore protagonista ed altri comparse, m tutti, comunque, a paga diversa, sullo stesso palcoscenico, della simulazione, della verosimiglianza, del dolo, del “si recita”.

Su chi contare, allora, tanto da metterci, come recita un vecchio detto paesano, le mani sul fuoco? Ove l’avessimo fatto, ma in quest’ultimo ventennio siamo stati cauti, ove lo facessimo, resteremmo invalidi, anche fisicamente, oltre che emotivamente, mutilati a vita d’entrambe le mani.
E’ l’era del tarocco, i tarocchi vanno a ruba, osannati idolatrati imitati, icone da Internet.

affiche_antigone_sophocle« Donde avrei conseguito gloria più gloriosa che componendo nel sepolcro il fratello mio? Tutti direbbero ch’è bello il mio gesto se la paura non chiudesse loro la lingua. Ma la tirannide, fra molti vantaggi, ha anche questo, che le è lecito fare e dire quel che vuole…» (Sofocle, Antigone).
Per «una gloria gloriosa», per onore, dignità, obbedienza a leggi divine, eterne, universali, indeperibili, intranseunti, muore Antigone, figlia del re Edipo, adolescente appena, che non vedrà nozze né sacri imenei né figli adorati che la chiamino mamma.
Muore in nome d’un Diritto inestinguibile, che fa da spartiacque tra gli uomini e le bestie, tra il vello e il derma, l’inalienabile diritto alla sepoltura. E seppellisce il morto fratello Polinice, contro l’editto del tiranno Creonte, zio e suocero. Contro l’illogica del Potere.
Il Mito, con Antigone Polissena e infinite altre creature sacrificali, dà lezione di Virtù, lezione immanente di Virtù.

imagesCAVSTE7GHa disobbedito, Antigone, al divieto del re, non si pente« sapevo di dover morire e come no? » (Ibidem), anzi recrimina la giustezza dell’atto «per me non fu Zeus a proclamare quel divieto, né Diche, che dimora con gli dei inferi: non essi queste leggi fissarono per gli uomini. E non pensavo che un mortale potesse trasgredire le leggi non scritte e incrollabili degli dei. Queste non sono di oggi o di ieri, ma sempre vive, e nessuno sa da quando apparvero» (ibidem).

Morrà, fiera d’aver commesso «un sacro crimine» (stupendo ossimoro), sottrarre a illacrimato sepolcro il fratello Polinice, morto in duello contro il fratello Eteocle, fratello contro fratello, sangue contro sangue, alla settima porta di Tebe.
Se obbedisco disonoro, se trasgredisco onoro, questo l’ossimoro emotivo, ma più etico, della vergine Antigone. Ma posso, si chiede retoricamente, la ragazza, abbandonare al morso d’uccelli, rapaci e cani randagi affamati il «corpo del figlio di mia madre? ».

antigonePolinice è assai più che fratello secondo lo stemma genealogico. Polinice, morto e insepolto, è radice dello stesso ventre «non è per niente vergognoso onorare chi è nato dalle stesse viscere», donde anche lei ebbe concepimento, anzi concezione, quasi un’anticipazione cattolica dell’ immacolata Concezione. Nel traghettamento da concepimento a Concezione è il mistero della forza d’ Antigone. Forza talmente innaturale in una femmina che il re-tiranno, incapace di sciogliere l’inusuale enigma, fa appello alla pazzia « costei è nata pazza». (Sofocle, ibidem). Di questa pazzia vorremmo “soffrire” tutti, di questa pazzia che genera virtù coraggio ardore contro ignavia viltà esitazione.

La trama di Antigone

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Crimea, Kiev: ‘Invasione russa’. Obama: ‘Grave violazione’

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‘Atterrati 2.000 parà’. Presidiati gli aeroporti. Stati Uniti vedono movimenti ‘via aria e via mare’  All’aeroporto militare di Gvardiiski, vicino alla capitale della Crimea, Sinferopoli, sono atterrati 13 aerei militari russi Il-76 ognuno con a bordo 150 paracadutisti. Lo denuncia il rappresentante permanente del presidente ucraino in Crimea, Serghiei Kunitsin, citato dall’agenzia Unian. fonte Ansa

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Putin sceglie sempre i paesi che meritano la sua protezione e diffida le altre grandi potenze a non interferire negli affari interni degli altri paesi.

di Morland

di Morten Morland

ma non si limita alla protezione, qualche volta scende in campo: questa volta dietro richiesta del defenestrato presidente ukraino

By Christo Komarnitski, Bulgaria

By Christo Komarnitski, Bulgaria

Dopo i paracadutisti, arriveranno i carri armati, secondo la migliore tradizione sovietica

Crossing the line By Olle Johansson, Sweden

Crossing the line By Olle Johansson, Sweden

L’Ucraina così si trova attratta dall’Unione Europea della Merkel e trattenuta dalla Russia di Putin

Poor Ukraine! Sofia Mamaling

Poor Ukraine! Sofia Mamaling

Ma gli Usa non stanno a guardare e minacciano la Russia. Sulla scacchiera europea soffiano venti di guerra.

Power play in UKRAINE  By Patrick Chappatte,

Power play in UKRAINE By Patrick Chappatte,

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Protestano gli automobilisti per le condizioni della Sp 15

La Montedoro-Racalmuto è peggio di una mulattiera

c.l.)

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STRADA_MONTEDORO-RACALMUTOLa strada provinciale 15 che collega Montedoro a Racalmuto è in condizioni disastrate. A segnalarlo, non senza legittime lamentele, sono stati diversi cittadini montedoresi che utilizzano l’arteria viaria al fine di giungere più agevolmente a Racalmuto e, da lì, ad Agrigento.

Una situazione di forte disagio a seguito della quale i montedoresi, a causa della frana che ha interessato un ampio tratto di questa strada provinciale, per giungere a Racalmuto sono costretti a raggiungere il bivio di Bompensiere e percorrere la strada dell’ex miniera Italkali. Un percorso alternativo che, in pratica, raddoppia i chilometri da percorrere, con tutti i disagi, di tempo e carburante, che il raddoppiato tragitto alternativo impone a quanti hanno bisogno di recarsi a Racalmuto o ad Agrigento.
Senza dire che, anche la cosiddetta strada alternativa, la provinciale 152, è anch’essa al limite della praticabilità.
Sulla vicenda è intervenuto il vice sindaco Renzo Bufalino: «assieme al presidente del Consiglio Miriam Bonadonna ci siamo più volte attivati contattando la Provincia regionale di Agrigento al fine di sollecitare gli interventi ritenuti più opportuni al fine di ripristinare la viabilità in questo importante tratto viario che, per altro, è molto transitato da nostri compaesani che lo utilizzano per gli spostamenti nella zona dell’agrigentino». Il vice sindaco ha garantito che tornerà a sollecitare la Provincia regionale di Agrigento.

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maschere

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 6,24-34

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imagesCA71XQWLNessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona.
Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?
E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?
E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano.
Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?
Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?
Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.
Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà gia le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.

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