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Archive for 21 febbraio 2014

Bagheria: orrore al cimitero, rogo di bare

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b2Macabra scoperta al cimitero comunale di Bagheria, centro di 56mila abitanti in provincia di Palermo. Nella notte tra martedì e mercoledì, qualcuno dopo aver aperto decine e decine  bare ha acceso un rogo.

Al loro arrivo i carabinieri hanno trovato centinaia di bare scoperchiate e messe da parte sotto il muro perimetrale del campo santo. Lì, vicino ad alcune cappelle private, era stato acceso il fuoco: in mezzo alle braci sarebbero stati trovati resti umani e ossa, ancora fumanti.

b1L’area è stata immediatamente isolata e posta sotto sequestro mentre venivano recuperate parti non ancora decomposte di cadaveri ed effetti personali del tutto integri dei defunti.

Le indagini sono coordinate dalla Procura di Termini Imerese e procedono per i reati di vilipendio, soppressione di cadavere, danneggiamento seguito da incendio e gestione incontrollata di rifiuti speciali. I carabinieri hanno denunciato tre dipendenti comunali del cimitero di Bagheria.

b3Il sindaco poco dopo ha detto: “Hanno contestato alcune ipotesi di reato come lo smaltimento improprio dei residui delle estumulazioni. Dopo 40 anni di permanenza nel loculo il nostro regolamento prevede che quello che resta nelle bare venga messo in una cassetta per consentire nuove tumulazioni. Il tasso di mortalità supera il numero dei loculi che abbiamo a disposizione”.

Si attende che venga fatta piena chiarezza sull’inquietante vicenda.

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Protezione civile.

Totino Saia: «Solo nove comuni su 22 hanno un Piano»

Roberto Mistretta
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1623729_736314489720020_2145725748_nMussomeli. In caso di reale pericolo dovuto a terremoto, esistono dei piani di emergenze per fronteggiare la situazione? Lo abbiamo chiesto al funzionario della Protezione civile della Provincia, Salvatore Saia.
«Su ventidue comuni della nostra provincia, soltanto nove hanno adottato i piani di emergenza e tra i comuni del Vallone figurano Mussomeli, Sutera e Campofranco».
– Ma la popolazione conosce tali piani?
«Assolutamente no, ed anche gli addetti ai lavori pur sapendo che ci sono, non li conoscono nelle varie sfaccettature».
– Cosa prevede in caso di evento come quello di ieri sera questo piano?
«Per quanto riguarda il rischio sismico la procedura è standardizzata e prevede che debbano essere indicate delle Aree di attesa in ogni quartiere e le modalità di gestione della popolazione».

Totino Saia

Totino Saia

– La popolazione cosa deve fare in caso di terremoto?
«La popolazione dovrebbe sapere quali sono le Aree di attesa da raggiungere il più velocemente possibile, in attesa che arrivino i soccorsi che vanno coordinati dal Comune, perché tutti abbiamo l’abitudine di telefonare ai Vigili del fuoco ed ai Carabinieri intasando le loro linee. Il Comune tramite una propria struttura, deve coordinare le varie forze dell’ordine e coinvolgere anche i volontari, nella gestione di tali emergenze. Al contempo deve tenere pronto anche l’ospedale con un suo proprio piano».
– Ma queste Aree di attesa ci sono o non ci sono?
«Non ci sono. O meglio, sono state previste nel piano ma non esiste né una cartellonista che le indichi, né la necessaria informazione alla popolazione».
– E quindi come si può attenuare il panico in questi casi?
«Il panico è un problema reale, e dopo dieci minuti dalla scossa che ha interessato Mussomeli e gli altri comuni limitrofi, le informazioni giravano senza controllo alcuno. Se fossero bene indicate le Aree di attesa, gli addetti ai lavori l’avrebbero potuto informare che si trattava di una scossa lieve, registratasi in superficie e quindi non c’era alcun pericolo con la popolazione lasciata da sola a gestire il dopo scossa».

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C’era freddo, domenica 4 dicembre 1977, quando misi per la prima volta piede a Milena…

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Ill.mo Signor Sindaco, Signori consiglieri comunali, amici miloccheis tutti, mi spiace di non poter essere oggi tra voi per solennizzare uan delibera che mi onora e mi riempie di orgoglio. Proverò allora a riviverla cullandomi sull’onda dei ricordi.

PALUMBO. LA ROSA, PETIX

PALUMBO. LA ROSA, PETIX

C’era freddo, domenica 4 dicembre 1977, quando misi per la prima volta piede a Milena e mi diedi da fare per comprendere chi potesse ad orientarmi. Arturo Petix prima e Giuseppe Palumbo dopo furono i mei angeli custodi, che non solo mi illustrarono le antichità allora conosciute, ma mi aiutarono a capire l’ambiente milocchese, il suo sano tessuto agricolo, la sua organizzazione per ‘robbe’ che mi ricordava tanto quella dei villaggi (le kòmai) delle antiche città greche.

La mia calamita erano state le due tombe a tholos di Monte Campanella (casualmente venute allo scoperto dopo abbondanti piogge) con corredi di tipo miceneo (come scoprimmo anche dopo un corteggiamento a lu Stipiu che li aveva raccolti. Fu questo il primo nomignolo (oggi si direbbe nickname) che imparammo. Ne vennero tanti altri (che ci aiutarono a sentirci un po’ milocchesi), compreso quello delle impeccabili sorelle Mendola (i Pitrini) che ci avrebbero quotidianamente sfamato.

THOLOI del Monte Campanella

THOLOI del Monte Campanella

Dicevo delle due tombe, che mi ponevano un problema scientifico al quale ero molto interessato, quello dei rapporti intercorsi fra la valle del Platani e le lontane terre del mar Egeo, a cominciare da Creta. Non mi pareva un caso che secondo la tradizione letteraria il grande re di Cnosso, Minosse, fosse venuto a morire dalle nostre parti (Eraclea Minoa, presso Cattolica Eraclea) per dare la caccia a Dedalo.

Cominciammo a lavorare agli inizi del 1978, dormendo in alloggi sempre meno di fortuna, di volta in volta segnalatici dai nostri angeli custodi. Esplorammo, con l’insostituibile aiuto di Giuseppe, le diverse contrade e le grotte nelle quali gli risultava ci fossero antichità. Scegliemmo come base il comprensorio Monte Campanella – Serra del Palco, che ci diede non poche soddisfazioni. Abbiamo lavorato intensamente per almeno quindi anni, con risultati insperati, ma abbiamo continuato a frequentare, seppure sporadicamente questa terra, anche per far visita agli amici.

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Gli interventi ai Congressi o i diversi contributi a stampa hanno fatto entrare definitivamente Milena nel panorama della letteratura archeologica internazionale. Dovete esserne fieri! Spero anzi, in tutta sincerità, che l’interesse per la vostra storia passata sia andato, col tempo, accrescendosi, grazie anche al Museo Comunale che è stato possibile realizzare. Ricordo ancora un’oceanica conferenza nel glorioso cinema Chiarelli ed un’altra (alla palestra della Scuola Media), rumorosa ma commovente, nella quale provavo a rispondere alle tante curiosità che mi venivano dai ragazzi.

untitled1I perni della nostra ‘politica culturale’ verso la cittadinanza (elemento che ci sembrava assolutamente imprenscindibile, di pari passo con le ricerche e gli scavi) furono sostanzialmente due.

Il primo è il già citato Museo Comunale, che il grande amore per l’archeologia e per la sua città, il patrimonio di conoscenze professionali accumulato e, oserei dire, l’abnegazione del mio grande amico Giuseppe Palumbo hanno reso un cuore pulsante per le generazioni di oggi e di domani.

dalle capanne alle robbeIl secondo perno fu un volume a più mani che costituissse una sorta di storia della comunità cittadina, a partire dalle origini e fino ai nostri giorni, come dichiarava esplicitamente il titolo, Dalle capanne alle ‘robbe’. La storia lunga da Milocca – Milena. Non fu un’impresa facile mettere insieme tante competenze, dal geologo, al letterato, dal dialettologo allo storico politico, dall’arabista all’antropologo culturale etc., per un paese che anche in età moderna aveva vissuto una serie di eventi suoi propri o era stato coinvolto in fenomeni abbastanza complessi.

Cominciammo a raccogliere il materiale nel 1992, il ponderoso ed elegante volume vide la luce nel 1997. Il nostro auspico era che i giovani milocchesi volessero farne oggetto di studio.

imagesCA0YQN6BIl messaggio proposto ci sembrava abbastanza chiaro: dai falcetti di selce del V – VI millennio a.C. era possibile  giungere fino alle falci in metallo, croce e delizia dei contadini del XX secolo.

Ma l’archeologia di Milena ha ancora tanto da rivelarci e bene hanno fatto i colleghi che continuano le ricerche a puntare su un periodo aureo del circondario, quello medioevale, individuando nella Rocca Amorella il nuovo centro propulsore.

Non è il caso di tediarvi ancora con i miei ricordi. Vi dirò solo che negli ultimi anni ho visto crescere e cambiare la città (e non solo il bar-ristorante delle sorelle Mendola o il ristorante “la Lanterna”). Ho visto nascere le prime boutiques, inaugurare la nuova Scuola Media e immutabile è rimasto, mi pare, lo struscio sul corso.

(altro…)

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Il Reggimento Real Marina alla Sagra

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Il gruppo di ricostruzione storica «Reggimento Real Marina» di San Cataldo ha partecipato domenica scorsa alla sfilata che ha aperto la 69ma Sagra del Mandorlo in fiore di Agrigento. Il corteo si è svolto da piazza Municipio, lungo tutta la via Atenea fino a piazza Cavour è stato aperto da 11 gruppi di ricostruzione storica cui sono seguti 18 gruppi folkloristici da tutta l’isola e 15 carretti siciliani per un totale di circa 750 partecipanti. Il gruppo si è esibito in alcune salve di cannone e con i fucili e le pistole ad avancarica.

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Nel pomeriggio l’arrivo nella valle dei templi con la sfilata fino al tempio di Giunone dove i diversi gruppi si sono esibiti e dove si sono ripetute le salve di cannone e delle riproduzioni di armi ad avancarica. I rievocatori che hanno partecipato sono Calogero Bonfanti (comandante), Valerio Cimino (alfiere), Marcello Testaquatra (guastatore), Carlo Cimino e Paolo Bonfanti (tamburini), Antonino Amico (fante serrafile), Giuseppe Carrubba, Salvo Carreca e Michele Lauricella (artiglieri di marina), Aldo Scarlata e Carmelo Bellanca (fucilieri), Vincenzo Amico (aiuto al pezzo), Giusy Vicari, Cinzia Cimino, Bernadette Arcarese e Gemma Bonfanti (vivandiere e dame). «La partecipazione al corteo storico – ha detto il presidente Calogero Bonfanti – è stata l’occasione per far conoscere il nostro gruppo e per confrontarci con altri gruppi storici siciliani».

La Sicilia

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Si attendono ancora i lavori promessi dal commissario all’Ap per le strade

Emergenza viabilità a Sutera

Rino Pitanza

Cumuli di fango a bordo strada

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Sutera. Sono passati più di 4 mesi dalla visita del Commissario della Provincia di Caltanissetta Raffaele Sirico al territorio di Sutera, quando fece un sopralluogo nelle strade interne della zona. La visita del commissario era stata diverse volte sollecitata dal sindaco di Sutera Giuseppe Grizzanti per trovare un rimedio alla difficile situazione viaria che collega Sutera agli altri centri circostanti, con le strade interessate da continui smottamenti soprattutto nel periodo invernale.

“Basta una leggera pioggia, commenta il sindaco Grizzanti, e la terra invade le carreggiate impedendo il transito degli autoveicoli rendendo di fatto, isolata Sutera e impedendo ai residenti di raggiungere la vicina Campofranco e immettersi sulla Scorrimento Veloce Agrigento-Palermo. Anche la strada che ci collega a Mussomeli è spesso interessata dallo stesso fenomeno, oltre al manto stradale che necessita anch’esso di interventi. Queste strade vengono percorse da pendolari che ogni mattina si recano nei propri posti di lavoro e negli ultimi anni tutta la zona è stata dimenticata dal punto di vista della manutenzione: la Sutera-Campofranco, la Sutera-Campofranco bis, la Sutera-Mussomeli e la Sutera-Casalicchio Valle dove sono ubicati insediamenti produttivi suteresi”.
viabilitaIl commissario Sirico aveva assicurato che per la Sutera-Campofranco entro un mese sarebbero stati eliminati tutti gli accumuli di terra che ormai dal dicembre del 2012 invadono quasi tutta la carreggiata. Per la Sutera-Campofranco bis, praticamente la strada “vecchia” che collega i due paesi, si sarebbe provveduto alla pulizia del bordo stradale dagli accumuli di terra, con la stessa strada è interessata già da un finanziamento per la manutenzione di alcuni tratti. Anche per la Sutera – Mussomeli c’è un finanziamento già ottenuto dalla Provincia per 1.600.000 euro e si attende da parte della Regione il via per indire la gara per l’eliminazione della frana che da 7 anni impedisce un migliore imbocco per la Sutera – Casalicchio ed alcuni interventi lungo la strada che arriva a Mussomeli. Per la Sutera-Casalicchio, il commissario aveva potuto assicurare solo alcuni interventi di manutenzione ordinaria che hanno riguardato l’eliminazione di buche, la pulizia del bordo stradale e delle cunette. Ma il grosso è ancora presente: buche, avvallamenti e terra, tanta terra, che invade e rende quasi impercorribili le carreggiate.
Sutera e i suoi abitanti rischiano veramente di rimanere isolati più dalla burocrazia che dalla volontà di intervento. E le ultime piogge hanno ancor di più evidenziato il problema e l’amministrazione Grizzanti torna a chiedere interventi fattivi. E non basta sperare che smetta di piovere per risolvere il problema, perché si rinvia solamente di qualche mese. Sutera attende, oltre le parole assicurative, ancora i fatti.

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Al Tennis Club una sfida tra nonni e nipoti
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Si è svolta al Tennis Club Caltanissetta, la giornata dei nipoti e nonni, e tennis. L’iniziativa ha visto protagonisti i piccoli corsisiti di 5 anni che hanno voluto invitare e “sfidare” i nonni.

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Andrea, Francesco, Sofia, Carlo, Federica e Federico, hanno mostrato inusuale tenacia e grande spirito agonistico. Si sono susseguite, in un clima di grande gioiosità, le attività che hanno visti coinvolti i piccoli tennisti con i nonni ed anche contro. L’iniziativa è stata curata e coordinata dalle maestre federali Alessandra Amico e Margherita Naso, che curano i corsi di tennis della struttura del capoluogo nisseno. La giornata si è conclusa con la consueta foto ricordo.

Nuovi arbitri e giudici di tennis

Nuovi arbitri e giudici arbitri di tennis. Si tratta dei nisseni Nadia Lo Santo, Laura Lo Santo, Martino Brucato, Marco Ammendola, Jessica Zuppardo, Aurora Cobisi (le ultime due, in quanto minorenni, sono diventate “allievi arbitro”), dei deliani Fabio Gallo e Seby Borzellino e dei mazzarinesi Luigi Pesce, Alessia Cinardo e Giusy Gesualdo.

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I nuovi arbitri, GAC (Giudice Arbitro Campionato), GAT (Giudice Arbitro Torneo) domenica hanno sostenuto il loro esame al C. T. Montekatira di San Gregorio di Catania alla presenza di una commissione composta dal presidente del Comitato Centrale Ufficiali di Gara Adriano D’Anna, del FUR Fabrizio Morici, dell’Ara Francesco Guglielmino e del Fup di Catania Antonio Tosto. Il tutto dopo due mesi di lezioni tenute dal Fiduciario Ufficiali di gara Provinciale Andrea Reale nella sede del C. T. “Villa Amedeo” di Caltanissetta che ha ospitato il corso grazie alla disponibilità del presidente Michele Trobia.

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