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Archive for 16 febbraio 2014

Un disabile aggredito e derubato

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imagesCAKNRNDPUn giovane disabile di Milena è stato aggredito a scopo rapina l’altro pomeriggio e nella colluttazione ha riportato dei traumi che sono stati ritenuti guaribili in venti giorni, salvo complicazioni, dai sanitari dell’ospedale Maria Immacolata – Longo dove il giovane è stato portato dagli allarmati genitori.
La vittima è un giovane affetto da disabilità fisica che nel tardo pomeriggio di mercoledì transitava a piedi in territorio compreso tra Milena e Campofranco. Il giovane portava un borsello a tracolla. È sopraggiunta una Fiat Stilo con a bordo quattro persone, due uomini e due donne di età compresa tra i trenta-quaranta anni. L’autista notando il giovane da solo ed il suo borsello, ha arrestato l’auto e uno dei due uomini è sceso dall’auto, ha avvicinato il giovane per strappargli il borsello. Il giovane ha reagito e nella colluttazione ha riportato dei traumi alle dita. I malintenzionati sono comunque riusciti nel loro intento e una volta rubato il borsello, si sono dati a fuga. Appena giunto a casa il giovane ha informato i suoi genitori dell’accaduto ed è stato quindi portato al pronto soccorso dell’ospedale di Mussomeli per le cure del caso. Come già detto, i sanitari hanno medicato il giovane ritenendo che possa guarire in venti giorni.

untitledI genitori hanno denunciato l’accaduto ai carabinieri di Milena, dove hanno segnalato lo scippo.

Scattato l’allarme, i militari della Compagnia di Mussomeli guidata dal capitano Filomeno Montinari, hanno predisposto dei posti di blocco negli svincoli di Acquaviva Platani e Campofranco, lungo la Statale 189 Palermo-Agrigento verso cui s’era diretta la Fiat Stilo. Al contempo hanno allertato anche i comandi dell’Arma di Cammarata, Lercara Friddi ed Agrigento, ma essendo passato anche diverso tempo dall’aggressione a scopo rapina alla segnalazione, della Fiat Stilo con a bordo i quattro malviventi, nessuna traccia.

Le indagini comunque continuano per tentare di identificare i quattro malfattori.

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Nell’antica vita di quartiere, chi levava i “vermi” ai bimbi e chi il “sole dalla testa”

Franco Spena

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Si può dire che fino agli anni Cinquanta, quando la città non si era ancora dilatata nelle nuove periferie, il quartiere, oltre gli spazi del centro storico, rappresentava quasi una realtà autonoma, con una serie di attività commerciali e artigianali a cui si faceva riferimento e nella quale si stabiliva una serie di relazioni per vicinanza, per amicizie, parentele, competenze.

RAN-CARRU-BETRAMI--2-Al centro del quartiere c’era la bottega di generi alimentari, “‘a putia, caratterizzata dal bancone in legno, dipinto come la porta esterna, con un vistoso colore verde. Recarsi “‘a putia” per comprare, “accattari” qualcosa era quasi un rito quotidiano; vi si ci recava normalmente col solito “pizzino” con la nota della spesa e vi si trovava di tutto, dal pane, ai formaggi, ai salumi, alla pasta venduta a “coppi”, Piedigrotta, che veniva fatta nell’omonimo stabilimento che si trovava nei pressi della stazione ferroviaria.
Noi bambini vi trovavamo anche caramelle, biscotti, e dei piccoli coni gelati con il cono come quelli veri, ma ripieno da una sorta di meringa che riscuotevano molto successo. Vi si trovava anche una crema particolare, la cremalba, che preparava “la putiara” stessa, con crema e cioccolata morbida, antesignana della nutella, con la quale facevamo imbottire i panini.
Si diveniva così clienti abituali e, a volte, parecchie persone pagavano “a cridenza”, come si diceva, pagando di tanto in tanto, quando si prendeva la “simanata” o lo stipendio.
La “putiara” teneva un quaderno nel quale segnava tutto e, di volta in volta, ad ogni acconto, andava scalando il debito. La “putiara” diventava spesso quasi un’amica con la quale si scambiavano anche quattro chiacchiere e dalla quale si apprendevano le ultime notizie degli avvenimenti accaduti nel quartiere. *

Un altro punto di riferimento il fornaio. Il forno, un luogo molto frequentato, dove si incontravano altre persone, si parlava di tutto, e il fornaio era sempre molto aggiornato sulle ultime notizie e ci si recava al forno anche per infornare il pane o le pizze che molte signore facevano in casa.
Il quartiere in fondo era un piccolo centro commerciale diffuso.

Oltre alla “putiara” e al fornaio c’era anche “‘u cravunaru” che vendeva il carbone che veniva utilizzato per cucinare fino a quando non si diffusero le cucine a gas. Vendeva anche la carbonella per tenere accesi il braciere e gli scaldini, “i tancini”, durante l’inverno, il sapone a pezzi e il sapone morbido che si comprava a peso, “l’azolo” per lavare e sbiancare la biancheria, la “candidina”, la candeggina, la lisciva per “stricare” le pentole”, e anche il petrolio che si usava per accendere i lumi che si tenevano in casa per quando “si tiravano la luce”.

capraio“A parte di casa” la moglie del pecoraio, al mattino vendeva la “ricutteddra” che si andava a comprare col “cicaruni” o con un pentolino per farci di tanto in tanto colazione.

Un altro punto di riferimento era il calzolaio che risuolava le scarpe, metteva i sopratacchi, faceva delle riparazioni, dei rattoppi alle suole e applicava delle virgole di ferro che si usava mettere nelle punte o nei tacchi delle scarpe nuove per evitarne l’usura.

Anche la sarta, che aveva il suo laboratorio in casa, diveniva quasi un’amica, sempre pronta ad accontentare le clienti che l’andavano a trovare con qualche pezzo di stoffa o qualche scampolo, con i suoi cartamodelli e le riviste con le immagini degli abiti dai quali si traeva spunto. Ci si recava dalla sarta anche per far rivoltare un cappotto o qualche giacca per riusare la stoffa dal lato nuovo.

Poi c’erano anche una serie di persone alle quali si faceva riferimento quando se ne aveva bisogno…

(altro…)

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Il siluramento del revisore

Cosa c’è dentro la sesta scheda bianca?

Tirannosauro rex

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ftSulla sesta scheda bianca di un consigliere della maggioranza (cinque erano della minoranza la quale bene ha fatto a votare diversamente perchè così ha fatto emergere i malumori della maggioranza) voglio dire che non credo che siamo davanti a una libera e democratica espressione avvenuta nel segreto della votazione.

Temo invece che ci sia stato un disegno diabolico di chi sapeva che alla fine sarebbe stato determinante nella bocciatura “temporanea” del revisore dei conti Vitello che tanto sta a cuore al sindaco.

Il/la colpevole sapeva che il suo voto sarebbe stato non una bocciatura senza appello, ma soltanto una “rimandatina”.

consiTanto è vero che la nomina del revisore è già stata rimessa dal sindaco all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale di lunedì prossimo. Allora ritornando gli assenti Falletta e Caldiero la maggioranza avrà i numeri per eleggere Vitello e quella sesta scheda bianca sarà inutile ai fini della votazione (a meno che non aumenteranno i franchi tiratori, cosa improbabile).

Partendo da questa riflessione interroghiamoci allora sulla presunta “espressione di libertà” del votatore anonimo che è persona dal cervello fino e per nulla deve essere vista come traditrice.

imagesCA8O9ZT9La sua azione non va considerata espressione nè libera e nè democratica, ma qualcosa che somiglia a un messaggio criptato rivolto a chi comanda e amministra le risorse del comune per dirgli che così come agisce non va bene. Se non una addirittura un messaggio intimidatorio. Insomma il colpo sparato dietro il voto segreto non ricorda tanto il classico colpo in aria delle forze dell’ordine quando inseguono un malvivente, quanto il colpo di un pistolero che sparato davanti le gambe del concorrente per indurlo alla resa e a più miti consigli, insomma un segnale tipo western per dire a chi gestisce i tavoli del saloon “ricordati che a piatto ci sono anch’io”.

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Incrocia e insegue lungo la strada due ragazze e mostra i genitali

Roberto Mistretta
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imagesCANR2Q4XMussomeli. Non credevano ai loro occhi due ragazze di Mussomeli che l’altra mattina, mentre percorrevano la strada per Caltanissetta, in territorio di Serradifalco, sarebbero state molestate da esibizionista che al loro passaggio in auto, si sarebbe denudato, mostrando le parti intime. Spaventatissime le ragazze fino a ieri non avevano presentato denuncia per timore di ritorsioni, ma la notizia è trapelata ed è stata confermata da chi per primo l’ha raccolta, ovvero la redazione del giornale telematico Castello incantato.
In pratica, lunedì mattina, le due amiche viaggiavano in auto in direzione di Caltanissetta. Giunte nei pressi dell’ex sito minerario Bosco, le due ragazze avrebbero notato parcheggiata a bordo strada, una Lancia Y color champagne. L’auto sarebbe stata parcheggiata in senso inverso di marcia.
Quando le due amiche sono transitate, un uomo di età compresa tra i trenta-quarant’anni e ben vestito, che era nei pressi dell’auto, sarebbe salito a bordo, lanciandosi in un autentico inseguimento delle due ragazze di Mussomeli, lungo i tornanti della strada per Caltanissetta.
Dopo aver superato e distanziato le due amiche, l’uomo si sarebbe appostato lungo la strada in attesa del passaggio delle due ragazze e si è denudato al loro sopraggiungere.
Un episodio davvero inquietante sul quale i carabinieri intendono fare chiarezza, ovviamente mantenendo il massimo riserbo sull’identità delle due ragazze, che invitano a presentarsi in caserma per formalizzare apposita denuncia così da avviare le indagini del caso. Da quel che trapela, durante l’inseguimento, le due amiche assai spaventate avrebbero anche rischiato grosso perché, per sfuggire alle mire del malintenzionato, avrebbero premuto a fondo l’acceleratore, percorrendo di conseguenza quella strada non certo agevole, ad alta velocità.

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cani

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Critiche al sindaco Messana per l’incarico a «forestiero»

c.l.)

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striscioneMontedoro. Riguardo la protesta dei 5 tecnici davanti al palazzo comunale per contestare la concessione di un incarico da parte del Comune ad un tecnico non locale per l’espletamento del servizio di responsabile della sicurezza nell’ambito del Contratto di Quartiere, ieri s’è registrato l’intervento del deputato del Nuovo Centrodestra, Alessandro Pagano.

Alessandro Pagano

Alessandro Pagano

«Da quanto si evince dagli atti ufficiali, nel 2012 l’Amministrazione Comunale, per la progettazione delle opere previste dal Contratto di Quartiere II, stabilì di impiegare risorse interne, dietro la corresponsione di un incentivo all’Ufficio Tecnico, evitando l’iter della gara pubblica ritenuta dispendiosa; nonostante la disponibilità di valide risorse professionali montedoresi con una apposita precedente nota all’Amministrazione e all’Ufficio Tecnico, quest’ultimo ha affidato direttamente l’incarico di coordinatore della sicurezza ad un geometra di una città vicina prevedendo per lui un compenso di quasi 40 mila euro tasse incluse. Una cifra iperbolica, stante le dimensioni del piccolo comune di Montedoro». Pagano ha concluso: «Di fronte ad una decisione che avrà come conseguenza la mancata valorizzazione professionale ed economica di eccellenti risorse locali, non possiamo che essere al fianco dei 5 tecnici locali; chiediamo chiarezza e risposte e, se del caso, chiediamo all’amministrazione comunale di fare un passo indietro».

libSempre ieri, il gruppo consiliare di minoranza «Libera …Mente» ha manifestato vicinanza ai tecnici che hanno organizzato la protesta, uno dei quali, Serafino Mantione, ha precisato: «Come professionista e vice presidente del Sindacato Nazionale Urbanisti Sinurb, mi sento in dovere di precisare che la protesta non vuole essere una forma di “protezionismo fatto in casa”; siamo e restiamo per la libera circolazione delle professionalità su tutto il territorio nazionale; semmai, la nostra protesta, che nasce per un presunto vizio di trasparenza, non si ferma ed esigiamo risposte».

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,17-37

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imagesCAB6K6YGIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: ” Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.
In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio.
Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te,
lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione.
In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gia commesso adulterio con lei nel suo cuore.
Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.
E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.
Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti;
ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re.
Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.
Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.

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