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Archive for 11 febbraio 2014

La caldaia incantata

La caldaia incantata ovvero impiegati di serie A e serie B

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imagesCAJPWASWI giorni della merla per fortuna sono passati e con loro il freddo… cane.

Le temperature sono più miti quasi in tutt’Italia, tranne che in un piccolo comune dell’entroterra nisseno, caro a Pirandello, nel  nostro. Per fortuna non in tutto il comune, ma soltanto dentro il comune di Milena (inteso come municipio). Ad esser precisi non in tutto il municipio ma solo ai piani… bassi.

imagesCASRJFCSSuccede da giorni il fatto stranissmo ma vero che, mentre al primo piano gli impiegati stanno al calduccio in camicia e cravatta, al piano terra i loro colleghi stanno da presepe, tremanti al freddo e al gelo nonostante l’impianto della caldaia nuova di zecca. Praticamente si accende normalmente ma riesce a riscaldare soltanto i piani alti, dove abitano le alte sfere del comune del ramo impiegatizio e amministrativo, nonchè – quando c’è – il sindaco e i suoi bracci destri: assessori e simili. A piano terra è come se non esistesse, tutte le stanze restano fredde.

Cosa c’è sotto o dietro questo mistero che provoca raffreddori ai piani bassi e anche…nervosismo ai piani alti? si chiedono in tanti. Spieghiamo il nervosismo degli impiegati di Serie A, quelli del piano alto: ce l’hanno contro quelli del piano terra-terra di Serie B che, infreddoliti, osano accendere le stufe elettriche così causando il black-out, il famoso salto dell’interruttore (fatterello della serie cornuti e mazziati).

CONSIGLIO COMUNALE DEL 10 FEBBRAIO 2014

CONSIGLIO COMUNALE DEL 10 FEBBRAIO 2014

A questo punto appare lapalissiana l’esistenza di un guasto alle condutture che dovrebbero condurre appunto l’acqua scaldata dalla caldaia agli elementi delle varie stanze poste ad altezza della via Rimembranza. Seguendo La Palisse, lo ha anche detto il sindaco nel consiglio comunale di lunedì sera rispondendo alle domande a tal proposito della minoranza (che ha messo più volte in difficoltà la maggioranza che non è riuscita a far approvare alcuni punti posti all’ordine del giorno, su cui si ritornerà).

Il sindaco non ha voluto/saputo rendere noto il nome della ditta che ha venduto la caldaia nè della persona che è addetta alla sua manutenzione. Lui non si occupa di queste cosucce, c’erano i soldi e quindi ha disposto agli uffici di comprare la caldaia. Dei vari passaggi e particolare non se ne è occupato -dice – onde per cui non sarebbe quindi a conoscenza della ditta e di eventuale parentele della stesse con qualche amministratore. Va be’ se non ora si verrà comunque a sapere al più presto: siamo o non siamo il comune più trasparente d’Italia?

Intanto tra le persone infreddolite dall’inatteso guasto qualcuno si domanda perchè non si è scelto di mettere in ogni ambiente un termo condizionatore risparmiando in tal modo soldi e anche energia elettrica, dato che si sarebbero accesi i termosifoni solo nelle stanze dei vari impiegati e solo per il tempo necessario; non solo per riscaldarsi d’inverno ma anche per rinfrescarsi d’estate senza accendere ventilatori dappertutto.

imagesCATIAR40A proposito di risparmio di corrente elettrica – noi di MML lo ripetiamo da anni – perchè il sindaco si ostina a non far mettere sui tetti comunali i famosi pannelli solari, come hanno fatto tutti gli altri comuni vicini risparmiando un sacco di picciuli? Già, perchè?…

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Quelle colombe… benedette!!!

chiesa riparaz

SI RIPARANO I DANNI CAUSATI DAL GUANO DELLE COLOMBE

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Assemblea dei sindaci:

«L’assunzione di questi lavoratori porterebbe alla bancarotta»

Giuseppe Scibetta
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imagesCA0NSW92I Comuni (ed in particolare quelli della provincia di Caltanissetta) dal punto di vista delle risorse economiche sono con l’acqua alla gola e gli amministratori non sanno come fare ad andare avanti, per cui diventa improponibile la possibilità che possano assumersi direttamente e totalmente l’onere finanziario derivante dalla “fuoriuscita” annunziata dalla Regione Siciliana dei lavoratori ex Rmi.
Un problema sempre più delicato che coinvolge i lavoratori utilizzati da dieci anni con la legge sul reddito minimo di inserimento, che nel Nisseno sono oltre 300 e che è stato affrontato nel corso della conferenza dei sindaci convocata da Michele Campisi e svoltasi ieri mattina a Palazzo del Carmine in un clima di grande tensione, mentre gli Rmi di Caltanissetta rimanevano davanti la porta del municipio, sorvegliati a vista da un consistente numero di vigili urbani e poliziotti.
Nonostante tutto questo il sindaco Campisi e l’assessore Giuseppe Firrone hanno disposto di autorizzare – nella prossima settimana e per un periodo non superiore ad un mese – per gli Rmi di Caltanissetta la ripresa dell’attività lavorativa agli aventi diritto.

o_205317_originalCi sono stati momenti di tensione anche tra gli stessi amministratori riuniti nell’aula consiliare, i quali, pur dimostrandosi assolutamente interessati ad aiutare i lavoratori che rischiano di essere “licenziati”, si sono ritrovati davanti alla “drammatica” situazione di non avere più i soldi necessari per farlo. Da qui la necessità di costituire un “fronte comune” nell’adozione dei provvedimenti amministrativi ed allo stesso tempo ritornare a dialogare con i componenti del Governo regionale al fine di comprendere meglio quale sarà la sorte futura dei lavoratori ex Rmi e come possono fare i Comuni per farli lavorare. Da qui l’idea di costituire uno staff di sindaci che, assieme ai deputati regionali eletti in provincia, nei prossimi giorni si recherà a Palermo per andare a parlare con il presidente Rosario Crocetta e risolvere insieme la spinosa questione.
LaIPCL117d2520140207CLHanno partecipato alla riunione di ieri oltre al sindaco di Caltanissetta Michele Campisi (assistito dall’assessore Giuseppe Firrone che ha ricevuto la solidarietà dei suoi colleghi per l’aggressione subita nei giorni scorsi e dal dirigente della Solidarietà Sociale Irma Marchese), anche i sindaci di Montedoro Federico Messana, di Marianopoli Carmelo Montagna (con l’assessore Salvatore Noto), di Delia Gianfilippo Bancheri (con il dirigente Rocco Di Caro), di Santa Caterina Michelangelo Saporito, di Sommatino Crispino Sanfilippo (con l’assessore Anna Noto), il presidente del Consiglio di Mussomeli Mario D’Amico e l’assessore Enzo Nucera, quello di Bompensiere Giosuè Marotta con il vicesindaco Angela Capobianco, gli assessori di Gela Ugo Costa e di Serradifalco Pasquale Lalumia.

imagesCA706NSM«L’assunzione diretta di questo personale – hanno detto quasi tutti gli amministratori presenti – per i bilanci dei nostri enti potrebbe diventare un vero e proprio disastro economico, con il rischio di dover chiudere veramente i battenti. Non ci sono più soldi. È la Regione che deve intervenire per salvare il reddito minimo (in media dai 700 ai 900 euro a famiglia) sino ad ora assicurato a queste famiglie». «Sono veramente utili – ha rimarcato Saporito, sindaco di Santa Caterina – perchè se dovessi pagare degli altri operai per il lavoro che fanno al Comune verrebbe a costare di più».

(altro…)

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du

 

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Tutte dietro al galletto

animali111

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soldi falsiAllarme per la circolazione di banconote e monete false, che aumenterebbe in concomitanza del mercato settimanale.

Si va dalle venti euro false alle monete da 50 centesimi. Un commerciante conferma: “Di banconote false ancora non me ne sono passate per le mani, ma le monete false da 50 centesimi sì”. Insomma, occhio alle banconote ed alle monete false.

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Bal…letta!

tototasse

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In Italia si legge? Poco!

lumaca-libroPerchè in Italia si legge poco

Gaetano Bonaventura

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Ormai lo sanno anche i sassi, i lettori italiani sono una piccola percentuale. Solo il 10% circa legge con regolarità, un 38% compra un libro all’anno, gli altri… il nulla.

C’è chi dice che l’Italia sia un paese pieno di distrazioni, e che il bel tempo non aiuti. Nei Paesi Nordici, il freddo e le piogge invogliano a stare in casa a leggere un buon libro, mentre gli italiani amano stare all’aria aperta.

Ma è poi così? Io ci credo poco, il bel tempo c’è anche in Francia eppure leggono più di noi. E nei Paesi del Nord non è vero che leggono in casa al riparo dalle intemperie, anzi, i lettori sono ovunque, sui mezzi pubblici, nei cafè, in bibuntitledlioteca.

Io dico che siamo un popolo di pigri. Leggere è un passatempo che richiede cuore, fantasia, immaginazione e sì, tempo. Quel tempo che ormai sembra davvero prezioso come il denaro.

Chi non è capace di leggere o non ha avuto dei buoni maestri, o è troppo preso da altro. Cosa? Internet, televisione, cellulari, ma anche palestra, sedute dall’estetista… ahimè, siamo il popolo dell’apparire. Non arriviamo a fine mese, ma abbiamo un cellulare di ultima generazione e chiediamo un prestito per andare in vacanza. Eppure un’ora di lettura non costa nulla e dà tanto.
Ma sapete qual è la cosa più tragica? Che la lettura porta cultura.

E va bene essere un popolo di non lettori, ma il problema è che siamo un popolo governato da ignoranti. Il dramma è questo. Ne abbiamo avuto le prove. Interviste imbarazzanti in cui è emerso il nulla cosmico.

Politici che non sanno coniugare i verbi, o svincolano da domande a cui non sanno dare risposta. Domande di cultura generale, ma anche domande inerenti al loro settore!!!

letturaProbabilmente tutto parte dai banchi di scuola. Io avevo un professore che i libri me li faceva amare, non gliene fregava niente di cosa leggevano i suoi studenti, bastava che leggessero. Per questo in una classe di 25 ragazzi potevano girare anche 25 libri diversi, perchè ognuno doveva trovare il libro in armonia con le sue corde. Invece spesso sento di ragazzi che non leggono proprio perchè hanno imparato a odiare i libri a scuola. Assurdo. È come quando vai a catechismo e una volta finiti i sacramenti non entri più in chiesa. Possibile che le persone che dovrebbero farci avvicinare a una cosa, ci portino sul versante opposto?

Possibile che questo capiti proprio qui, in Italia? Un Paese che è la culla della cultura!

Adesso sembra che le cose stiano cambiando. E devono continuare a cambiare. I giovani leggono più degli adulti, c’è solo da sperare che crescendo mantengano intatta questa passione e non si facciano fuorviare… d’altronde divertimenti, hobby, frivolezze, lavoro, casa e famiglia, non possono convivere con un buon libro? Io direi proprio di sì.

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Un piccolo “grande” uomo

Alfonso, “il” liceo…

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“Guarda uno piccolo così quanta gente ha radunato…” E’ una battuta sentita nella camera mortuaria, dove tante persone si sono ritrovate per salutare Alfonso Gervasi, noto anche come “mezzo chilo” per il suo essere mingherlino. Piccolo sì, ma gagliardo come pochi. Lo dimostrano gli studenti passati per il Liceo scientifico Innocenzo XII che su facebook hanno voluto tributargli un ricordo. Perché Alfonso – possiamo dirlo senza tema di smentita – è stato “il” liceo ad Anzio. Faceva solo il bidello, vero, ma è stato un punto di riferimento per intere generazioni di ragazzi e perché no di insegnanti e presidi o dirigenti scolastici come si dice ora.

Alfonso era un personaggio, un uomo divertente, con lui il tempo trascorreva amabilmente, sarà anche per questo che quando agli studenti diceva qualcosa erano tutti lì ad ascoltarlo. Non gli serviva essere rigido, anzi il suo fare solo apparentemente scanzonato lo faceva rispettare ancora di più. Perché lì, nel “suo” liceo, non ce n’era per nessuno. Sulle pagine di facebook e nei racconti alla camera mortuaria escono aneddoti per riempire pagine.

E’ il giusto tributo a una persona che lo merita. Ciao Alfonso e ancora un forte abbraccio ai tuoi familiari.

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Forza Milan!

milan

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