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Archive for 3 febbraio 2014

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LOTTA PER L’ACQUA PUBBLICA

”Vessati da Girgenti Acque, non ci fermeremo”. Al rogo le bollette

Antonella Sferrazza

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Casteltermini è sul piede di guerra.  Nel comune in provincia di Agrigento, amministratori e cittadini si sono stretti in un fronte comune per dire no a quella dittatura dell’acqua che sta esasperando gli animi. Nel mirino c’è Girgenti Acque, la società che gestisce il servizio di distribuzione idrica e che recapita bollette da capogiro.

Una nutrita folla di persone capitanata dal Sindaco, Nuccio Sapia, si è radunata all’ingresso della città. Poi verso le 8.30, tutti in piazza. Lì i cittadini hanno dato fuoco alle bollette. Un messaggio forte e chiaro: “Siamo vittime di una vera e propria vessazione- dice a LinkSicilia il Primo Cittadino di Casteltermini- ci vengono recapitate bollette incredibili per un bene che è di tutti. Solo per farle un esempio, ad una coppia di anziani è arrivato un papello di 7mila euro. Una follia che si aggiunge a tutte gli altri balzelli introdotti dai Governi. Avevo chiesto  la sospensione delle bollette superiori alle 350 euro, in attesa di rivedere, in contraddittorio, le posizioni. E’ una rivolta vera e propria, la gente non ce la fa più”.

Con la manifestazione (nella foto  una immagine del raduno)- aggiunge Sapia- abbiamo voluto ribadire che vogliamo riappropriarci della nostra città e dei nostri diritti. Come avevamo garantito al Questore, si è trattata di una protesta sicuramente molto partecipata, ma del tutto pacifica. Questo però non significa che ci fermeremo, andremo avanti e se sarà il caso arriveremo fino a Palermo e siamo sicuri che molti altri Comuni, anche di altre Province si uniranno a noi“.

foto 2

Nel capoluogo siciliano, come sappiamo, dalle parti dei Palazzi del potere, sul tema dell’acqua pubblica si fanno orecchie da mercante: “Continuano ad ignorare i risultati del referendum del 2011 e le iniziative legislative dei Comitati pro-acqua pubblica, questo atteggiamento è vergognoso”.

Ricordiamo al Sindaco che anche la decisione, sancita nella Legge di stabilità approvata dall’Ars, di mantenere in vita Siciliacque (la società che gestisce le infrastrutture idriche) sembra un segnale che va nel senso opposto al ritorno dell’acqua pubblica: “Per quanto tempo pensano di potere ignorare la volontà dei cittadini? Noi, ripeto, non ci fermeremo”.

Possibile che anche questa storia sia l’ennesima farsa di un Governo che promette rivoluzioni e che si sta rivelando in realtà alquanto reazionario e tenero con i poteri forti (dai signori che gestiscono il business dell’acqua, dei rifiuti fino alle compagnie petrolifere ai quali l’esecutivo regionale ha fatto un super sconto sulle royalties) ? Possibile che anche il tema dell’acqua pubblica sia stato usato per pura propaganda elettorale?

Così pare. Ma la sensazione è che questa volta stiano  giocando col fuoco.

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Porzione di roccia si sgretola ai piedi del vecchio castello

Roberto Mistretta
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La freccia indica la zona del crollo

La freccia indica la zona del crollo

Mussomeli. Il castello di Mussomeli cade letteralmente a pezzi. Altro che vincolo paesaggistico che in maniera assai discrepante ha vincolato il territorio sollevando un coro di proteste da chi si sente penalizzato senza un criterio univoco. Quello che serve sono interventi immediati e concreti per salvaguardare il gioiello medievale di Mussomeli dal continuo logoramento degli agenti atmosferici che sgretolano la pure coriacea roccia basaltica e provocano rovinosi crolli. L’ultimo in ordine di tempo, interessa una vasta porzione di roccia a sud-ovest, ai piedi del maniero di Manfredi, che s’è distaccata dall’insieme e s’è riversata a due passi da una sottostante costruzione privata, che ha rischiato di travolgere.
Ieri mattina un allarmato cittadino ci ha telefonato: “Sono appena passato dal castello ed ho notato che la roccia sta franando, anzi un pezzo è già franata”. Ci siamo quindi recati sul posto ed il personale in servizio ci ha confermato che il crollo c’era stato. Ed in effetti, a parte una comune transenna arancione a delimitare la parte crollata, a spiccare sul grigio uniforme della roccia è un’ampia porzione di colore marrone chiaro, laddove il crollo s’è registrato, lasciando il vuoto dietro di sé.
Ma persone bene informate ci dicono che anche l’interno delle sale del maniero sono a rischio perché la pioggia vi penetra senza controllo ed allaga gli storici locali che rischiano anche di andare incontro a crolli.
Insomma, il rischio è che se non si interviene con sollecitudine, il maniero di Mussomeli rischia di frantumarsi anno dopo anno per via della corrosione causata dalla pioggia. E dire che risale al 1997 l’iniziativa della Giunta allora presieduta dal sindaco Calogero Canalella, circa i lavori di installazione di una linea elettrica dedicata per il monitoraggio del Castello e l’illuminazione della sala d’armi. I lavori si erano resi necessari a seguito della comunicazione pervenuta al Comune dalla Soprintendenza ai beni culturali di Caltanissetta a firma dell’allora direttore di sezione Salvatore Scuto. In tale nota veniva evidenziata l’intenzione di collocare con urgenza delle piastrine per il controllo micrometrico centesimale elettronico da sistemare nella parete orientale della Sala dei Baroni e sottostante Sala d’armi. Dopo la collocazione di tale sofisticato strumentario in grado di attestare eventuali smottamenti anche minimi, considerato che tale apparecchiatura funziona elettronicamente e che la verifica di lettura si protrasse per un anno con lettura micrometrica ogni due mesi, si era chiesto la realizzazione di una linea di alimentazione autonoma.

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Terre di Collina si mobilita per il sito dismesso di Milena

C. L.
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Rosario Ristagno

Serradifalco. Una riunione informale da parte dei consiglieri dell’Unione Terre di Collina al fine di mettere a punto le linee di azione politica per i prossimi mesi in seno all’Unione intercomunale. E’ quanto hanno fatto i consiglieri dei Comuni di Serradifalco, Delia, Milena, Montedoro e Bompensiere sotto la presidenza di Rosario Ristagno.
Proprio il presidente del consiglio dell’Unione, al termine dell’incontro, ha parlato di quelli che sono stati i temi affrontati. «In primo luogo – ha spiegato Ristagno – è emersa la necessità di potenziare il livello di informazione e trasparenza della nostra Unione con l‘istituzione di un sito web che possa consentirci non solo la presenza in rete, ma anche la pubblicazione di tutti i provvedimenti adottati e dei progetti che si vogliono portare avanti».
«Nel contempo – ha proseguito il presidente del consiglio dell’Unione – s’è anche parlato di un tema caldo come quello legato alla gestione dei rifiuti con l’analisi di possibili alternative e soluzioni che consentano ai Comuni dell’Unione di realizzare risparmi in materia di conferimento e smaltimento dei rifiuti».

MINIERA DI MILENA

MINIERA DI MILENA

Una certa attenzione da parte dei consiglieri presenti è stata anche riservata al sito minerario dismesso di Milena. In questo senso, Rosario Ristagno è stato molto chiaro: «A breve andremo a porre in essere una iniziativa per valutare le prospettive di sviluppo, anche in chiave turistica e paesaggistica, di questo sito; in ogni caso, abbiamo posto l’esigenza che vengano sistemate le recinzioni e che ci sia una guardiania fissa per evitare che qualcuno possa introdursi al suo interno o che, peggio ancora, qualcuno possa stoccarvi ciò che non dovrebbe».
Infine, ribadita l’esigenza che si acceleri sull’avvio del canile intercomunale di contrada Spogliapadrone a Montedoro, i consiglieri di terre di Collina hanno espresso solidarietà al sindaco di Serradifalco Giuseppe Maria Dacquì per lo spiacevole episodio nel quale ha ricevuto uno schiaffo da un lavoratore Rmi al culmine di un vivace diverbio.

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Catania… A sira ô tri

Gaetano Bonaventura

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1618672_734574049894727_398144375_nLa sera del 3 di febbraio, ( ‘a sira ‘o tri, cioè la sera del 3), si svolge in piazza del Duomo, davanti alla Cattedrale, un concerto di canti dedicati a sant’Agata, eseguiti da corali cittadine. Davanti ad una folla festante questo rappresenta un momento di omaggio alla vergine
catanese. Alla fine del concerto ha luogo uno spettacolo piro-musicale che per durata e bellezza non ha eguali.
A questo proposito quando si vuol citare un evento fuori dal comune, i catanesi dicono: «mancu ‘a sira ô tri» (“Nemmeno la sera del tre febbraio”) ad indicare la grandiosità dell’evento.

Sant’Agata, comincia la festa: i fuochi da “sira o tri” e i segreti di Vaccalluzzo. Anche quest’anno la realizzazione della tre giorni di fuochi è affidata interamente alla ditta Vaccalluzzo, che considera ormai da anni le festività agatine come il proprio fiore all’occhiello. Sant’Agata, comincia la festa: i fuochi da “sira o tri” e i segreti di Vaccalluzzo„L’attesa è, come ogni anno, grandissima, e non va assolutamente disattesa. Oltre al sospirato ritorno dei fuochi del Borgo, è lo spettacolo della “Sira o’ tri “ a stimolare la curiosità di fedeli e visitatori, che riempiranno piazza Duomo per assistere a trenta minuti di spettacolo puro, “interamente dedicato a Catania e ai suoi simboli”.“

Gaetano Bonaventura

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Il buon compagno

COMPAGNO

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vagabond

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gratis

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