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Archive for 2 febbraio 2014

augurirosaOggi Nonna M. compie 85 anni

A Lei gli auguri più affettuosi da MML e dai suoi affezionatissimi lettori

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Ecco cosa scriveva Nonna M. sul suo diario che mai e poi mai credeva che un giorno sarebbe stato letto al di fuori della cerchia familiare o addirittura pubblicato. Ringraziamo lei e i figli per averla convinta a condividere pubblicamente quelle parti della sua vita che poi è stata la vita comune del nostro paese nel Novecento.

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Ho scritto questi ricordi senza pretesa di essere apprezzata o gradita dagli altri, ma principalmente per me stessa. Mi ha aiutato a sconfiggere la solitudine e a tenere sveglia la memoria che adesso fatica col passato prossimo.

I primi ricordi sono legati ai Genitori, ai Nonni e all’ambiente. (li scrive con lettera maiuscola, in segno di rispetto come insegnavano allora i maestri).

Nel XX secolo in cui sono nata, il progresso ha fatto passi da gigante. Tante scoperte e tante invenzioni che nessuno poteva immaginare. A partire dai primi mezzi meccanici di locomozione a finire sulla Luna. Nel mezzo la Radio, il Cinema, la Televisione e il Computer. In medicina: i vaccini e la penicillina, i raggi X, l’ecografia e la Tac tra le più importanti scoperte per curarci.

Sono nata durante il Regime Fascista del quale ho assistito alla fine, ho visto la 2° Guerra mondiale e la guerra fredda, la caduta del Comunismo, la distruzione delle Torri Gemelle e il terrorismo che ha avvelenato tutto quanto di buono è stato fatto nel dopoguerra quando tutti aspettavamo la pace nel mondo.

Così ritrovo serenità nei  miei ricordi. E penso a tante cose belle della mia fanciullezza.

Al mio primo lettino con le sponde e una testa di Angelo disegnata sulla testiera. Era collocato ai piedi del lettone che la mattina scavalcavo per rifugiarmi tra Mamma e Papà. In seguito venne trasferito nell’alcova, e li c’era al capezzale un quadro raffigurante un grande Angelo che seguiva un bambino che attraversava un torrente sopra un ponticello di legno. Di fianco al lettino c’era un arazzo con la Madonna che allattava Gesù, e sotto c’era la firma “Utrillo”.

v-elemAi giochi  a girotondo e nascondino con i cugini e le amichette. La bambola, l’armonica a bocca, il tamburino e il pupazzo che faceva le acrobazie, quando veniva caricata la corda a molle.

Al pollaio, con il gallo e le galline che accorrevano per il becchime. La raccolta delle uova e poi in primavera la chioccia con tanti pulcini che beccava nell’orto.

Al viaggio in campagna a dorso del mulo con Papà per andare a raccogliere la frutta.

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Cavalcavia SS189, bivio Milena: Fiume Platani in piena!

Cavalcavia SS189, bivio Milena: Fiume Platani in piena!

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Maltempo, ora scoppia il caso Roma città nel caos per soccorsi in ritardo Oggi allerta Tevere per un’altra piena

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1qwsssIl tratto di tangenziale che costeggia il Tevere, nella zona nord  della città, è la cartolina ideale di un fine settimana drammatico per la Capitale.
Fondo stradale disastrato, un intero tratto chiuso per uno smottamento e, al disotto della sede stradale, detriti di accampamenti abusivi, circoli sportivi sommersi. Con il fiume in piena che fa ancora paura, soprattutto nell’area di Ponte Milvio. Roma passa questo fine settimana a leccarsi le ferite.

20140202_soccorsi4Contando le centinaia di persone sfollate, i milioni di euro di danni – dieci secondo le prime, prudenti, stime – subiti da case, negozi e campi, le strade impraticabili o a rischio di chiusura, i trasporti pubblici a singhiozzo, la protezione civile e i vigili del fuoco impegnati in migliaia di interventi. La macchina dei soccorsi, però, è partita in ritardo: il bollettino meteo arrivato alla protezione civile parlava di «criticità ordinaria e piogge diffuse». Ma la realtà è stata ben diversa, e ne ha fatto le spese proprio la tempestività dei soccorsi. Il conto definitivo lo si potrà fare soltanto da domani: quando Roma, meteo permettendo, cercherà di tornare verso la normalità.

Fonte: Il Messaggero

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Debiti, purghe e “muti giummi”

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  • staino_emperorQuando ci imbattiamo in individui che mostrano in tutto il loro splendore l’aria di sufficienza, abbiamo la conferma di essere anime purganti.
  • Quando incontriamo esseri costruiti per servitù, capiamo che siamo anime purganti.
  • Quando ci accorgiamo di cose palesemente storte e non possiamo fare niente per cambiarle, siamo ancora anime purganti.
  • Quando davanti al silenzio assordante dei famosi “muti giummi” (localmente dicasi di persona notoriamente e puntualmente zitta, quando ci sarebbe da parlare) e non riusciamo a sganciare quattro ceffoni salutari, siamo anime purganti!
  • Quando davanti ad umanoidi in preda a deliri di onnipotenza, riusciamo a guadagnare l’uscita (scelta obbligata, ma grandiosa!) … siamo anime purganti.
  • Quando per la strada riusciamo ad evitare di stirare qualcuno è quello il momento un cui scopriamo di avere volontà di ferro, autocontrollo e buon gusto … , pur rimanendo anime purganti.
  • Quando ci accorgiamo che la via di fuga è l’ultima spiaggia, non c’è dubbio siamo anime purganto!!
  • animeQuando incontriamo dei “fenomeni danzanti” seppur con una tonnellata di chili di troppo, ma con sette lame, sette coltelli rotanti e l’alabarda spaziale al posto della banale lingua … e “ fu sera e fu mattino” siamo anime purganti. Senza appello.
  • Se a colpo d’occhio, senza cercare dettagli inutili, vedi che gli amministratori sono sempre gli stessi da qualche anno … non porti altre domande … stai anche tu tra le anime purganti.

Praticamente siamo anime purganti sulla terra che hanno guadagnato il paradiso! Convinti e contenti di avere scontato il peccato “X” sulla terra.

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Grande Milocca Milena, successo e zona play-off

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matteo vitellaro

Matteo Vitellaro

Vittoria e quinto posto. Il Milocca Milena raggiunge così l’obiettivo che si era prefissato alla vigilia della gara con il Real Unione.

Successo sofferto ma non per questo immeritato quello della compagine di mister Gero Valenza.

Questo il tabellino della gara:

MILOCCA MILENA – REAL UNIONE 2-1

MILOCCA MILENA: Pellitteri, Salvaggio, Rapisarda, Di Franco, Granone, Lo Giudice (75’Alessi), Ojeda, Vitellaro M. (78’Cacioppo), Cane, Vitellaro P. (75’Maiorana), Badagliacca. All: Valenza

REAL UNIONE: Allegro, Di Leo, Parisi, Musso, A., Barrile, Abruzzo, Tramuta, Musso G., Di Salvo, Chiarello (85′ Di Graci), Cusumano. All. Parisi.

ARBITRO: Giovanni Guli di Palermo MARCATORI: 12’Ojeda (rig.), 52’Cane, 60′ Chiarello (rig.)

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Teseo ammazza il figlio

Silvana Grasso

Silvana Grasso

Uomo e padre, Teseo assassino del figlio Ippolito

di Silvana Grasso

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Era Fedra, matrigna di Ippolito, nell’audace e spudorata sensualità della sua rappresentazione, il punctum dolens che aveva inquinato l’ intera fabula, di per sé interessantissima.
L’immagine di una donna-femmina, più che d’una donna-madre e moglie devota, una donna senza scrupoli che della libido faceva l’unica arma di seduzione verso chiunque, compreso il proprio figliastro, era intollerabile per una società cosiddetta «democratica», cui il potere politico ammanniva, come esemplare unico, quello di una donna timorata, fedelissima allo sposo, materna con i figli.

images6Perché torniamo sulla tragedia di Ippolito, figlio devoto, che respinge la passione della matrigna, tradita dal troppo amore della sua nutrice? Perché è dramma nel dramma che un padre, Teseo, invochi la morte del proprio figlio innocente, e la invochi in assoluta buona fede, credendo che abbia tentato violenza sulla propria sposa.

La tragedia di Euripide è “tragedia” di tutti i tempi: dovere scegliere tra una moglie e una madre, un figlio di primo letto e un figlio di secondo letto, un figlio e una matrigna, e il Mito, ancora una volta, se ne fa carico in metafora. Al figlio che invano invoca la fiducia del padre «padre, pura è la mia anima come quella di una vergine» non crede Teseo, lo maledice, ne chiede la morte o l’esilio. La parola d’un figlio contro un “biglietto” accusatore nella mano d’una giovane moglie suicida, d’una giovane madre che si è impiccata, lasciando due figlioletti orfani.
Un’onda anomala, un prodigio fatale di Poseidone, invocato da Teseo, atterrisce i cavalli del carro che guida Ippolito «a quel laccio è trascinato dai cavalli, il capo batte sulle pietre… ha le membra spezzate e grida o imprecazione di mio padre, o sciagura, chi mi aiuta? Chi salva un uomo come me?».
E’ questo lo sconvolgente racconto del messo al padre di Ippolito e conclude il servo, sfidando il proprio re in nome della castità, dell’innocenza del giovane «sono solo un servo, mio signore, ma non crederò mai che tuo figlio sia disonesto, anche se tutte le donne si impiccassero e ogni pino dell’Ida fosse pieno di scritture».

Chi ristabilisce la verità agli occhi del padre, è, nella qualità di «deus/ dea ex machina», Artemide. Quando la situazione era insolubile per gli esseri umani, si faceva ricorso, nel Teatro, al deus ex machina. Si affidava, cioè, la lysis della vicenda a un dio che appariva dall’alto, sorretto da un meccanismo elevatore (in latino: machina). E’ Artemide, che il giovane ha sommamente onorato, ignorando Afrodite, a rivelare la terribile verità al padre «Teseo… hai creduto alle false parole della tua donna… godi d’aver ucciso tuo figlio? Tra gli uomini che hanno gentilezza e virtù non c’è più posto per te… tuo figlio fu giusto, non si lasciò sedurre… Cipride arse la tua sposa del desiderio di tuo figlio… per il timore d’apparirti colpevole ella scrisse la sua lettera falsa…».
Basta la «rivelazione» d’una dea per far di Teseo, pio e saggio re, il più spregevole degli uomini, l’assassino del proprio figlio, innocente e colpevole, a un tempo, ma come abbiamo già detto altre volte sta proprio in questa ossimorica connivenza di innocenza /colpa il sentimento del tragico.

morte-ippolito-joseph-196058Padre e figlio si incontrano, morto il primo, ucciso dalla terribile verità «o figlio, caro sopra ogni cosa al mondo… il tuo animo è di un grande, in te ogni virtù, non mi lasciare figlio… sii forte», morente il secondo «per quello che ho potuto sono stato forte, e muoio, padre». Ma come dice Artemide, e in questo è il senso più profondo della Tragedia greca, «agli esseri umani, quando gli dei lo vogliono, è difficile non sbagliare».

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Casini

 es“Ormai il terzo polo e’ Grillo. Addio al sogno centrista, torno con Alfano e Forza Italia. Non ostacolero’ Renzi”.

(AGI)

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Lo dice in una intervista alla Repubblica Pier Ferdinando Casini.”Oggi la partita che stiamo giocando e’ un’altra – ha spiegato – quella contro un populismo anti-europeo e anti-istituzionale, che mette a soqquadro il Parlamento  e attacca in maniera dissennata il Capo delloStato. Le forze responsabili, centrodestra e centrosinistra, sono chiamate a serrare le file. Non c’e’ piu’ spazio per procedere in ordine sparso, non servono a niente le battaglie di retroguardia”. Casini sottolinea: “io per costruire il centro ho rischiato, ho rotto con Berlusconi, sono passato all’opposizione, ho combattuto accanto a Monti, mettendoci la faccia da solo, mentre Berlusconi e Bersani si sono defilati.
Ma la sera delle elezioni ci siamo accorti che il nostro terzo polo era evaporato. Anzi, lo aveva fatto Beppe Grillo”.

1qwwwwRiferendosi alla legge elettorale, l’ex leader Udc afferma: “sia chiaro: io votero’ un emendamento sulle preferenze, penso che ci sia ancora spazio per migliorare questa legge ma vada come vada, meglio l’Italicum che continuare cosi’. E’ in corso una ristrutturazione  drastica delle forze politiche, Vendola l’ha gia’ capito e punta a mettersi d’accordo con Renzi.

A noi moderati invece, spetta il compito di lavorare sullo schema del partito popolare europeo. E dobbiamo fare in fretta perche’ il centrodestra e’ molto indietro sul piano dei contenuti rispetto alla carica innovativa rappresentata da Renzi”.

Parlando proprio del segretario del Pd, Casini ammette: “puo’ sembrare uno smargiassone e io stesso non gli ho risparmiato critiche.
Ma non voglio mettergli i bastoni fra le ruote. Ci siamo parlati e ci siamo intesi”. Perche’? “Perche’ e’ un politico e sono i politici non gli apprendisti stregoni che producono le reali innovazioni. Renzi e’ un prodotto del laboratorio politico, esattamente come Casini. Solo che a differenza mia, ha vent’anni di meno e per questo lo invidio”. Casini ha spiegato che il nuovo Ppe italiano sara’ costruito “con Alfano  ovviamente. Ma da Toti a Fitto, insieme a slogan del passato, ho sentito anche cose sensate. Per noi quella di Berlusconi e’ una grande questione che esiste. Le divaricazioni drammatiche che ci sono state non possono essere ricomposte con una battuta ma con un dibattito politico serio”.

dodo casini
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giovani dove

Piazza Garibaldi /Foto Giovanni Schillaci

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tre alberi

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uto

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