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Archive for 1 febbraio 2014

Scoop di Libero: Mister 25 poltrone ha la laurea falsa.

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ob_0c566a_1Antonio Mastrapasqua si è dimesso dalla presidenza dell’Inps dopo una settimana di scandali e polemiche.
Infine, l’ultima perla: come svela l’articolo di Giacomo Amadori su Libero in edicola oggi, Mastrapasqua fu condannato negli anni Novanta a 10 mesi di carcere per aver comprato esami universitari mai sostenuti.
La laurea falsa (“Poi ho rimediato”, si difende lui sempre su Libero) non gli ha impedito prima di venir premiato dall’università La Sapienza e poi, come noto, di fare una grandiosa carriera a suon di cariche pubbliche.
1622652_600426923367573_1048697250_nIn una nota, il ministro del Lavoro Enrico Giovannini fa sapere che “il governo ha deciso di accelerare il processo di ridisegno della governance dell’Inps e dell’Inail e ha approvato un disegno di legge per disciplinare l’incompatibilità per tutte le posizioni di vertice degli enti pubblici nazionali, prevedendo, per quelli di particolare rilevanza, un regime di esclusività volta a prevenire situazioni di conflitto d’interesse”.
“Il ministro – prosegue Giovannini -, nell’esprimere, anche a nome del governo, apprezzamento per la sensibilità dimostrata da Mastrapasqua, lo ringrazia per il lavoro svolto in questi anni per il rinnovamento dell’Inps e il complesso processo di riorganizzazione dell’Ente derivante dall’incorporazione dell’Inpdap e dell’Enpals”.
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Mentre da oltre 10 anni viene tutelato quello di Totti, Marino fa cancellare il graffito del Papa supereroe per motivi di… decoro!

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L'ABBRACCIO LETALE

L’ABBRACCIO LETALE DI MARINO

“Qui oggi tutti adorano Francesco. Proprio per l’empatia che riesce a creare intorno a sé, il Papa è molto pop, e pop come un fumetto l’ho voluto disegnare. I superpoteri di cui l’ho dotato rappresentano l’enorme potere di cui dispone, che lui usa, unico leader al mondo, per fare del bene. È l’unico che fa quel che dice e dice quel che fa”.

Era tranquillo e soddisfatto dei complimenti ricevuti Marco Pallotta, pittore per professione e street artist per passione, ma soprattutto autore del graffito apparso nel centro di Roma.

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Il murales è stato cancellato a tempo di record e scoppia la polemica contro il Comune di Roma “strabico”

Il murales che ritraeva Papa Francesco in versione Superman sembrava essere piaciuto proprio a tutti, Vaticano compreso. La foto del graffito, infatti, era stata addirittura pubblicata dall’account Twitter del pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali e le immagini del SuperPope hanno velocemente fatto il giro del mondo.

untitledMa a Borgo Pio, il quartiere papalino per eccellenza, dell’opera non c’è più traccia: dopo appena ventiquattro ore, nella zona di fronte alla città leonina sono intervenute le squadre dell’Ama, l’azienda capitolina dei rifiuti, che per supposti motivi di decoro hanno ripulito la facciata del palazzo imbrattato. Via Bergoglio dal muro di via di Porta Castello quindi, senza se e senza ma. “Ci ho messo più tempo a trovare il muro giusto sul quale appenderlo che a disegnarlo”, aveva ammesso lo street artist Pallotta, prima di spiegare le ragioni di questa sua iniziativa: “L’idea mi è venuta una sera di qualche settimana fa, stavo sfogliando un giornaletto di supereroi quando alla tv hanno cominciato a parlare del Papa. Nella mia mente c’è stato come un corto circuito. Ehi, il Papa è un supereroe!». C’è delusione quindi per la decisione di far rimuovere questo graffito originale e divertente, anche se da fonti vicine al Vaticano circola la voce che il writer sarebbe pronto a raffigurare un super Papa in versione ancora più grande, realizzando l’opera su un altro edificio della capitale.

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Il murales con Totti

Il caso – Per un Papa che viene cancellato, c’è un Pupone che invece resiste da più di dieci anni. E’ infatti curiosa e emblematica la storia del murales dedicato nel 2001, in occasione della vittoria dello scudetto, al calciatore romanista Francesco Totti. Il graffito, rigorosamente non autorizzato, si trova nello storico Rione Monti e alcuni mesi fa è stato sporcato con delle bombolette spray. Apriti cielo.

Anche se gli imbrattamenti di muri storici, fontane, monumenti e resti archeologici a Roma sono all’ordine del giorno (e nessuno se ne fa un grande problema purtroppo), quando qualche vandalo ha preso di mira l’immagine del capitano giallorosso la reazione dei politici è stata immediata e decisa. “Stiamo cercando di contattare l’autore o gli autori del murale per ricrearlo a spese nostre. Vogliamo contattare Francesco Totti per chiedergli se vuole la stessa immagine o un’altra diversa”, si era affrettato a dichiarare Orlando Corsetti (Pd), presidente del Primo Municipio.

Una vera e propria mobilitazione la sua, in favore di un murales che poco o nulla ha a che fare con un’opera d’arte. Bisognerebbe far notare ai politici che gli urgenti interventi di restauro sono altri e che il patrimonio “da restituire alla città” non è certo l’immagine di Totti. Soldi pubblici spesi per cancellare l’immagine del Papa e per restaurare quella di Totti, questa la paradossale decisione delle autorità capitoline in nome della riqualificazione urbana.

Fonte: Libero

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Per i fratelli Allegro, Falcone e Modica pene definitive

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ll procuratore Asaro

ll procuratore Asaro

Diventano definitive le condanne per quattro soggetti ritenuti affiliati a Cosa Nostra. Questo perché tutti e quattro avevano rinunciato all’appello nel processo “Grande Vallone” e ieri la prima sezione penale della Corte d’Appello (presidente Letterio Aloisi, consiglieri Andreina Occhipinti ed Aldo De Negri) ha messo il sigillo sulle condanne per associazione mafiosa a 4 anni e 4 mesi per Rosario Allegro, a 4 anni per Carmelo Allegro (entrambi di Serradifalco), a 4 anni e 6 mesi per Nicolò Falcone di Montedoro ed a 4 anni e 4 mesi per Giuseppe Modica di Campofranco, inflitte loro dal giudice per le udienze preliminari Francesco Lauricella al termine del processo di primo grado. A queste pene venne applicata la continuazione con le condanne per mafia già inflitte loro nel processo “Leopardo”.

I fratelli Allegro

I fratelli Allegro

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Modica e Falcone

Tutti e quattro sarebbero esponenti delle cosche mafiose dei loro comuni di appartenenza gestendo le attività illegali delle “famiglie” del Vallone, e scelsero di essere processati con il rito abbreviato. La rinuncia all’appello era già stata ufficializzata all’apertura del processo d’appello dagli avvocati difensori Giuseppe Dacquì, Antonio Impellizzeri, Emanuele Limuti e Diego Guadagnino ed il sostituto procuratore generale Fernando Asaro non si era opposto.
Tutti vennero arrestati nell’aprile 2011 dai Carabinieri e sono in carcere da allora; avendo quindi scontato buona parte delle pene a breve torneranno liberi.
Nel processo d’appello sono imputate altre dieci persone per le quali il procuratore generale Fernando Asaro ha già chiesto la condanna e che torneranno davanti ai giudici il mese prossimo, quando a prendere la parola saranno i difensori. Si tratta di Paolo Falcone, Gaetano Caltabellotta (gli unici due assolti in primo grado), Antonino Calogero Grizzanti di Sutera, Angelo Losardo di Bompensiere, Salvatore Pirrello, Ambrogio Vario, Angelo Schillaci, Alfredo Schillaci, Angelo Modica – tutti accusati di associazione mafiosa – e Rosalia Nicastro (moglie di Angelo Modica che risponde solo di intestazione fittizia di beni) di Campofranco.
Vincenzo Pane

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Ospedale dei bambini, nuova ludoteca grazie a Ficarra & Picone

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Un nuovo spazio gioco per i bambini ricoverati all’Ospedale Di Cristina. A inaugurare la ludoteca del quarto piano c’erano Salvo Ficarra e Valentino Picone che con la onlus Maredolce sono riusciti a realizzare questo progetto.

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FOTO DI IGOR PETYX

“Ci siamo accorti  –  dice Ficarra  –  che mancava una ludoteca perché i bambini giocavano per i corridoi dell’ospedale. È stata realizzata col contributo di tutti i palermitani che sono venuti allo spettacolo del 6 gennaio dell’anno scorso e grazie a tutti gli sponsor. Hanno donato i materiali per realizzare questo spazio, gli arredi, i giocattoli e anche la videosorveglianza. Adesso abbiamo raccolto 6 mila euro dall’ultimo spettacolo al Teatro Biondo, ma ancora non sappiamo in quale progetto li investiremo. A breve ne daremo notizia”.

E Picone: “Speriamo  –  dice  –  di migliorare la struttura in seguito e di trovare altre risorse affinché possa rimanere aperta tutti i giorni 24 ore su 24”.Per l’ospedale e per tutti i bambini è stato un giorno di festa. “Oggi si realizza un sogno  –  dice il direttore sanitario Giorgio Trizzino  –  e per questo ringrazio Salvo e Valentino. L’idea è nata casualmente durante una chiacchierata e adesso è diventata realtà. Sono orgoglioso, specialmente perché spesso l’attenzione va ad altri ospedali pediatrici d’Italia”.

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Condannato per il contratto di un Pon

D. V.
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Gioacchino Pellitteri

Gioacchino Pellitteri

Otto mesi con la sospensione condizionale della pena perchè riconosciuto colpevole di abuso d’ufficio. E’ il verdetto emesso l’altro ieri dal Tribunale per il prof. Gioacchino Pellitteri finito nelle maglie della giustizia perchè da direttore del secondo circolo didattico firmò a se stesso, nell’ambito dei progetti Pon assegnati alla scuola, un contratto di dirigente scolastico esperto in pedagogia. In quell’anno, su delega della Procura, la Polizia Municipale effettuò dei controlli sui progetti che si tenevano nelle scuole e chiese a tutte l’invio dei documenti. Anche sui Pon. Cosa che il secondo circolo fece subito.

Secondo l’accusa, il prof. Pellitteri non avrebbe potuto nominare se stesso esperto esterno nei Pon in quanto era già dirigente scolastico. La difesa, sostenuta dall’avv. Giuseppe Panepinto, ha invece evidenziato che quel contratto al massimo poteva avere un vizio forma, che nel bando non era previsto alcun esperto esterno in pedagogia e non ci fu. Il dirigente siglò quel contratto per acquisire la quota del 5 per cento che, per legge, spetta ai capi d’istituto nell’ambito dei Pon. Allora la normativa europea non era ben definita nelle procedure come oggi che, il 5 per cento, lo calcola direttamente la piattaforma europea dei Pon. Per l’accusa, rappresentata in aula dal procuratore Lucia Lotti, nella condotta del dirigente c’era stato dolo. Perciò ha chiesto di condannarlo ad 8 mesi. Istanza accolta dal collegio preisieduto dal dott. Paolo Fiore che lo ha condannato anche all’interdizione dai pubblici uffici per 8 mesi ed ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti.

“Sono sereno – ha dichiarato il preside Pellitteri – so di non aver rubato, ma di aver usufruito di ciò che mi era dovuto per legge come dirigente per il Pon, cioè quelle 1.500 euro. Purtroppo non abbiamo fatto capire in aula che quel contratto non produceva risultati e che non c’è stato nessun esperto in pedagogia in quel Pon. Conto fiducioso nell’appello”.
L’ufficio scolastico regionale al processo non si è costituito.

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