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Archive for 3 ottobre 2013

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L’era di Silvio Berlusconi si è chiusa con un ultimo, malinconico bluff . Il suo voto a favore di un governo che voleva abbattere è l’estrema finzione di vittoria di fronte a una disfatta politica e personale: col paradosso che viene certificata col suo consenso. Ma è anche il sigillo finale su una fase nella quale era cresciuto il distacco del fondatore del centrodestra dalla realtà, italiana e internazionale: al punto da non avere più antenne per captare l’emancipazione davvero moderata dei suoi ministri e di molti parlamentari. (Massimo Franco, Corriere della Sera)

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OMODEI ZORINI GIANVINCENZO:

Quando il medico era “condotto”


«Arte più misera, arte più rotta / Non c’è del medico che va in condotta»…

untitledQuesto distico relativo alla sua professione, mio padre lo ripeteva spesso nei più pesanti momenti del lavoro: forse non ne conosceva neppure il nome dell’autore, ma aveva la consapevolezza e la continua conferma del suo contenuto. Morì senza potere vedere crescere i propri figli, e fu pure additato “post mortem” a modello di una categoria professionale che stava anche lei per morire.

Col suo lavoro mio padre non si arricchì, proprio come quel suo antico collega che fu il padre del Carducci, e proprio come quel dottor Leonzio Sartori, veneto di Schio, che aveva stimolato la vena poetica dell’amico Arnaldo Fusinato nel comporre quella famosa “ode” così ben rappresentativa della vita del medico condotto, di poco cambiata nel corso dei tempi fino a quando la benemerita categoria non fu soppressa d’ufficio.

Ma “condotto” dove e da chi era questo povero medico? Da un contratto di “condotta” (parola derivata dall’antico significato di “condurre” inteso come “stipendiare”) che lo impegnava all’assistenza continua (diurna e notturna) di una comunità e con due sole settimane all’anno di possibile (e neppure sicuro!) riposo, con l’obbligo però di trovarsi (e pagarsi) un sostituto adeguato.

visitRideva bonario il Fusinato ricordando all’amico Sartori l’“epopea” della quotidianità della sua professione: «E senza tregua, senza respiro / Come la posta sei sempre in giro». Coglieva poi, pur se con faceta ironia, tutte le vicende della sua vita, quando, ricordandogli “la dolce antifona del sei pagato”, lo chiamavano nel cuor della notte per correre al capezzale di chi era ben più sano di lui. Senza poi dimenticare le rare occasioni di qualche visita a persona forestiera e “importante” che regolarmente gli sfumava poiché egli era ritenuto troppo modesto per potersi accostare a chi si emergeva dal volgo.

Infine, con altri versi che mai hanno perso di attualità, concludeva il poeta: «Se tu guarisci qualche ammalato / È Maria Vergine che l’ha salvato; / Ma per disgrazia s’egli ti muore / T’urlano dietro: Can d’un dottore!».

A conclusione del tutto restava, immancabile, il martellante distico autoconsolatorio: «Arte più misera, arte più rotta / Non c’è del medico che va in condotta».

Ma allora, oltre che a lavorare, come ha ben raccontato in una rima allegra il Fusinato, il medico condotto era anche “uno di famiglia”, capace di spendere sempre una parola buona di conforto e di bontà, molte volte più efficace di molti farmaci, coi bambini come coi vecchi, che a quei tempi ancora non si chiamavano “anziani”.

(FILEminimizer) Dott_ Onofrio PalamaraCome anche venivano chiamati “clienti” quelli che oggi più urbanamente si chiamano “pazienti”; certo è che il medico condotto era lui “paziente” coi “clienti”, mentre il medico-burocrate di oggi è invece proprio diventato “cliente” (nel senso latino di “tributario”, “dipendente”) dei suoi “pazienti”, dal momento che spesso obbedisce loro in servile ossequio… Tra le tante “riforme”, quella del linguaggio è di gran lunga la più bella… e la più ipocrita.

Tanti i compiti che svolgeva non contemplati dal contratto di “condotta”, ma egli non se ne ritraeva affatto; poiché nei paesi di campagna era, col parroco e il segretario comunale, tra le poche persone che avevano studiato, e non di rado gli toccava persino di correggere i compiti di latino di qualche ragazzo che era andato a visitare, lui che il latino l’aveva studiato sì, ma chissà quanti anni prima.

Come un parente faceva poi da padrino di qualche bambino che aveva fatto nascere e spesso era invitato come testimone di nozze, poiché, di tutti i conoscenti degli sposi, era la persona più di riguardo.

Aveva studiato per tanti anni e, per necessità di lavoro, possedeva un suo mezzo di trasporto (prima il calessino o la bicicletta, poi l’utilitaria), ma, anche se indossava dignitosamente giacca e cravatta, non era più ricco di quelli che curava nel fisico e nello spirito; e lo scarso stipendio che gli passava il Municipio non gli consentiva di vestire i propri figli meglio degli altri bambini; anzi essi, a mano a mano che crescevano, passavano i loro abiti ai fratellini più piccoli.

Le uniche entrate “extra” erano in natura: bottiglie di vino, qualche uovo, alcuni salamini, frutta e insalata. A volte, per Natale, un paio di capponi, addirittura consegnati vivi come quelli di Renzo, per i quali nella casa del dottore si creava poi il problema… dell’assassinio rituale.

imagesCAHT374XNel suo lavoro faceva l’internista, il dentista, l’ostetrico, e talora anche trovava il tempo di farsi divulgatore di scienza, come un tal dottore Domenico Marchetti che, nell’anno 1872, pubblicò in appendice al Giornale di Vicenza i suoi “Bozzetti d’igiene”, poi raccolti in volume.

Anche se i colleghi specialisti spesso lo guardavano con sufficienza dal lato del loro presunto sapere, il medico condotto sapeva quanto fosse importante la sua opera, in un certo senso paragonabile a quella del soldato di truppa, senza il quale le battaglie non si vincono.

E questi medici di campagna, modesti e solitari, aiutati da scarse attrezzature e pochi farmaci, ma sorretti da volontà, coraggio e simpatia della gente, vinsero veramente la loro lunga battaglia per la salute anche contro tanti pregiudizi popolari rimasti vivi fino a pochi decenni fa.

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cani

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COMUNICATO STAMPA JUVENTUS CLUB DOC MUSSOMELI “GIGI BUFFON”

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logo-doc-300x198Lo Juventus Club DOC Mussomeli “Gigi Buffon”, presieduto da Gaetano Di Raimondo, rinnova con orgoglio l’affiliazione al Centro di Coordinamento Juventus  e può nuovamente fregiarsi del marchio DOC, requisito essenziale che vale il riconoscimento ufficiale della società Juventus FC Spa, la società calcistica torinese più seguita d’Italia che vanta 14 milioni di tifosi sparsi in tutta la penisola.

Il Club Doc Mussomeli, che si adopera durante l’anno alla partecipazione e all’organizzazione di numerosi eventi aiutati dalla fantastica sede allestita in c/da Bosco, da inizio al suo secondo anno di affiliazione ufficiale anticipando, date le numerose richieste, la scadenza della campagna tesseramenti 2013/14.

Fondato nel 2012 sotto forma di associazione culturale e sportiva senza fine di lucro, è luogo di raccolta, di discussione, di attività, di incontro e iniziative dei tifosi bianconeri di Mussomeli e  provincia e ad oggi vanta più di 100 iscritti. Già da luglio sono iniziati i tesseramenti, che permette ai soci di sfruttare i molteplici vantaggi che l’affiliazione alla prestigiosa società bianconera offre, tra tutte la prelazione sui biglietti per le partite della Juventus allo Juventus Stadium e la possibilità di incontrare dal vivo calciatori e dirigenti Juventus.

Juventus club doc di Mussomeli "Gigi Buffon"

Juventus club doc di Mussomeli “Gigi Buffon”

Il presidente Gaetano Di Raimondo e tutto il Consiglio Direttivo commentano così: “L’obiettivo è quello di allargare sempre di  più la nostra grande famiglia juventina diventando il punto di riferimento di ogni tifoso e simpatizzante juventino, dando a Mussomeli, e al suo territorio, una nuova voce sportiva, sana, vera e organizzata. Varie sono le attività in progetto per questa stagione calcistica. Già si sta lavorando per organizzare, a prezzi modici, varie trasferte a Torino per seguire le emozioni di una gara dal vivo della nostra amata squadra allo Juventus Stadium. In più ci saranno diversi altri importanti eventi, comunicati durante la stagione, che faranno vivere ai nostri soci Doc sensazioni mai provate.

 Infine ci preme ringraziare di cuore tutti i soci per aver creduto ancora una volta  a tale iniziativa  e che con il loro supporto ci gratificano del duro lavoro compiuto.

Il presidente, inoltre, invita quanti lo vorranno a fare parte di questa bellissima realtà iscrivendosi e partecipando alle molteplici attività. La scadenza dei tesseramenti, fissata dal Centro di Coordinamento Juventus, è Gennaio 2014.

Per info: www.juventusclubdocmussomeli.it – cell:329/8057532 – e-mail: info@juventusclubdocmussomeli.it oppure recarsi presso la parruccheria di Tanino Di Raimondo (piazza Umberto I – Mussomeli (CL))”.

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Acqua livellata

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