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Archive for 28 settembre 2013

Oggi i funerali di Raffaele

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LUTTO CITTADINO DALLE 15 ALLE 18

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Il risveglio dopo la morte

Gli uomini dormono. Quando muoiono si risvegliano.

di Pietrangelo Buttafuoco

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segnalato da Sergio Cipolla

segnalato da Sergio Cipolla

Come l’acqua fredda viene tratta al calore dal fuoco, l’anima diventa vivente in atto senza perdere la vita dall’incendio della morte.

Tutto ciò che fu esistente in potenza diviene in atto. Il corpo è una protesi dell’anima, è una sorta di cucchiaio attraverso cui la natura purissima della persona trova il proprio destino conoscendo.

Ed è perciò che non si deve temere neppure il venir meno delle forze, il deperire, proprio perché gli uomini hanno due sostanze: la prima di esse è viva per natura, ed è l’anima, mentre la seconda è morta per natura, ed è il corpo.

E fu così che i saraceni, rapiti dai tramonti del Monte Etna, cominciarono a tramandare Empedocle.

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Qui Radio Londra

Buonasera: qui Radio Londra…


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colonnello-Stevens-BBC-Radio-LondraCosì iniziava le sue trasmissioni, interamente in lingua italiana, il “colonnello Buonasera” altresì noto come il colonnello Harold Stevens, ex addetto militare presso l’ambasciata inglese di Roma e persino in grado di vantare lontane presenze italiane (pare napoletane) nel suo albero genealogico.
Negli anni che precedettero l’entrata in guerra dell’Italia, l’Europa viveva momenti di assoluta tensione, mista ad un fermento popolare di rara intensità: dall’entusiasmo in Italia per l’espansione colonialista conseguita, allo stupore dell’apparente inarrestabile supremazia delle dittature europee, fino allo sconcerto determinato dalla violenta trasformazione dei confini degli stati nel centro Europa riconducibile alle mire espansionistiche di Germania ed Unione Sovietica.

Le industrie militari producevano a pieno regime e armamenti sempre più moderni e perfezionati, sperimentati soprattutto durante la guerra civile spagnola, erano i protagonisti assoluti nelle parate militari italiane e tedesche. Soprattutto per l’Inghilterra e la Francia, il timore di una nuova guerra mondiale si era ormai trasformato in una certezza assoluta, e la consapevolezza di futuro imminente di tragedie e di orrore spingeva le due potenze verso l’identificazione di sistemi di difesa ad ampio spettro.
Tuttavia le armi e gli eserciti non potevano essere gli unici mezzi di contrasto alla prepotenza delle potenze totalitariste. Era indispensabile colpire anche ciò che alimentava quello straordinario alone di potenza e di invincibilità che circondava gli eserciti dell’Asse. In funzione di ciò, alla macchina bellica alleata venne ad affiancarsi la macchina della propaganda persuasiva, grazie soprattutto alla maggiore innovazione di prodotto conseguita nel settore delle comunicazioni: la radio.
imagesCA35BO7MNel giugno del 1940, la radio di stato trasmette il discorso del Duce sull’entrata in guerra della nazione.
Negli stessi giorni una piccola radio locale (Radio Bari) trasmette in lingua araba comunicati e notiziari indirizzati soprattutto ai residenti delle zone mediorientali occupate dagli inglesi. Nata in sordina, questa piccola radio ottiene un successo rilevante al punto tale da essere notata dall’emittente radiofonica più famosa in Europa: l’inglese BBC (British Broadcasting Corporation).
A questo punto i britannici hanno una formidabile intuizione che si rivelerà vincente, e che produrrà conseguenze reali (a volte inimmaginabili persino per gli stessi inglesi) sulle vicende del conflitto bellico. Per quanto concerne lo scenario dell’Italia, la BBC decide di creare un programma radiofonico in lingua italiana, affidandone la gestione al colonnello Stevens, che oltre ad una padronanza indiscussa della lingua italica possiede anche una buona conoscenza degli usi e dei costumi del popolo italico, essendo vissuto per diversi anni nel “Bel Paese”.
In realtà le trasmissioni in italiano di Radio Londra erano iniziate molto prima del 1940.

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Hanno sfilato da piazza Marina a Palazzo dei Normanni, oltre 300 sindaci provenienti da tutta la Sicilia accompagnati da circa 400 tra assessori e consiglieri comunali con tanto di gonfaloni.

Sindaci con l’acqua alla gola

di Onorio Abruzzo

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LaIMO040220420130927CTNella manifestazione di ieri il volto di un’Isola dove i Comuni sono ormai al collasso. Lungo il corteo il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il renziano Marco Zambuto, sindaco di Agrigento, e il sindaco di Enna Paolo Garofalo. A seguire tanti primi cittadini dei comuni più piccoli cioè quelli con meno di 5 mila abitanti a cui la Regione ha ridotto i finanziamenti da 140 a soli 56 milioni

L’obiettivo era quello di ottenere risposte precise dal presidente della Regione, Rosario Crocetta, che però si trovava a Catania trattenuto da motivi di sicurezza a causa di un allarme lanciato dal ministero degli Interni. A quanto pare, secondo la notizia riportata su di un sito on-line, il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza gli ha consigliato di non raggiungere il capoluogo siciliano per il rischio di violenze in vista della manifestazione nazionale No Muos che si terrà domani a Palermo e dove è previsto l’arrivo di 200 agenti per le misure di controllo.
L’assenza del presidente Crocetta ha comunque provocato la delusione dei sindaci, che ritrovandosi davanti il portone dell’Ars sbarrato, hanno dato vita ad una serie di slogan contro il Governo regionale.
Al fianco dei sindaci, intenti anche a voler chiudere gli uffici comunali per un giorno in segno di protesta, alcuni parlamentari del Pd in rottura con il presidente.
A ricevere i primi cittadini, con tanto di fascia tricolore addosso, alla fine, sono stati l’assessore all’Economia Luca Bianchi e il vicepresidente dell’Ars Salvo Pogliese. “Alla manifestazione – hanno spiegato Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente vice presidente vicario e segretario generale dell’Associazione dei comuni siciliani – era presente tutta la Sicilia e mancava solamente il presidente della Regione, uno sgarbo istituzionale che ha lasciato i nostri sindaci molto amareggiati e che non aiuta ai fini di una ripresa delle normali relazioni istituzionali. Per questo motivo, abbiamo deciso, assieme agli amministratori, che non vi erano le condizioni per aprire un confronto. Riteniamo, infatti, che dopo mesi di trattative l’unico interlocutore veramente autorevole sia il presidente della Regione”.

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snoopy domenica noto angela cordaro

by Domenica Noto e Angela Cordaro

Anna Fabiola Palumbo

Anna Fabiola Palumbo

by Gerlando Noto

by Gerlando Noto

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BUM! BUM!! BUM!!!

Dottor Panunzio

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imagesCA4AZFRMMelania, la contessa del pratello, questa mattina ha preso un caffè d’orzo, l’ha bevuto molto lentamente, è uscita dal Barazzo e ha sparato ad una macchina della polizia.

Per finta, chiaramente. Ha fatto come i bambini: ha allungato l’indice, alzato il pollice, premuto il grilletto e fatto BUM. Tre volte. La macchina della polizia si è fermata, il poliziotto si è girato e ha guardato Melania. Melania non ha abbassato lo sguardo, ha rimesso la pistola nella fondina immaginaria e ha detto: “Siete contromano, stronzi!”.

Effettivamente erano in contromano.

Il poliziotto ha sorriso, ha ingranato la marcia ed ha girato per via Pietralata. Melania invece se n’è andata per la sua strada.

FINE

http://dottorpanunzio.wordpress.com/2013/09/19/barazzo-5-storia-brevissima/

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Il Pd di Serradifalco ritira sostegno alla giunta Dacquì

di Carmelo Locurto

Lillo Speziale

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Fuoriuscita del Pd dalla coalizione che sostiene il sindaco e pugno duro nei confronti del gruppo “Generazione Democratica” composto, tra gli altri, dall’ex assessore Giuseppe Lucchese, dall’assessore Francesco Valenti e dai consiglieri Totò Caramanna, Graziano Cipollina e Carmelo Magro Malosso. E’ quanto ha deciso Lillo Speziale. Il segretario cittadino del Pd, oltre a non riconoscere più come propri rappresentanti in seno al Pd l’assessore Francesco Valenti e i consiglieri di Generazione democratica, ha anche annunciato la fuoriuscita del Pd dalla coalizione che sostiene l’amministrazione Dacquì.

«Qualche settimana fa il nostro partito ha sentito l’esigenza di proporre al Sindaco e all’Udc un rilancio dell’azione politico amministrativa attraverso un nuovo patto politico; a distanza di mesi, tuttavia, la nostra proposta non ha trovato riscontro alcuno, sia nell’Udc che ci ha fatto sapere di voler rimanere fermo sulle posizioni di non nominare un proprio rappresentante in giunta, che da parte del Sindaco, che non ha ritenuto dire nulla sulla nostra iniziativa».

Premesso ciò, il segretario del Pd ha rilevato: «Di contro il Sindaco “legittima” la nascita di un nuovo movimento politico “Generazione Democratica” senza farne menzione con gli alleati e non ponendosi il problema che i rappresentanti di questo nuovo movimento politico sono le stesse persone che dovrebbero rappresentare il Pd in giunta e consiglio; appare perciò evidente che, con questo atteggiamento, il sindaco sceglie la sicurezza dei numeri in consiglio e, di fatto, contribuisce a far mutare l’alleanza politica che ha contribuito ad eleggerlo e che i cittadini hanno votato».

Dacquì

Dacquì

Speziale ha pertanto ribadito: «Il Pd non può più tollerare questo stato di cose; è opportuno ricordare che il Pd si è battuto al suo interno perche venisse rispettato ciò che i cittadini hanno stabilito con il proprio voto; inoltre in barba alla tanta sbandierata trasparenza della politica e in disprezzo di quelli che dovrebbero essere i comportamenti corretti e coerenti soprattutto verso i cittadini che li hanno eletti, apprendiamo che quelli che dovrebbero essere i rappresentanti del Pd in giunta e in consiglio agiscono ormai apertamente in nome e per conto di “Generazione Democratica” facendo venire meno, di fatto, la nostra rappresentanza in giunta e in consiglio».

Pertanto, preso atto di ciò, Speziale ha annunciato che Il Pd di Serradifalco è costretto a non riconoscere più come propri rappresentanti sia l’assessore Francesco Valenti, che i Consiglieri. Inoltre «Tenuto conto che questi eventi hanno fatto venire meno in maniera definitiva la coalizione che fin qui ha sostenuto l’amministrazione Dacquì, il Pd non si sente più legato da nessun patto, nè politico, nè amministrativo». Il Pd pertanto, d’ora in avanti porterà avanti una azione politica “propositiva”, facendo emergere e denunciando «tutte le inadempienze di questa amministrazione» facendo in modo che il consiglio, «oggi ridotto solo a sede di ratifica», possa «tornare a svolgere un ruolo alto di dibattito politico».

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Generazione Democratica replica al segretario del partito: «Vertici da azzerare»

«Ma qui il Pd siamo noi»

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Francesco Valenti

«Fatichiamo a nascondere l’imbarazzo nel trovarci costretti a commentare la surreale “bufala” di un nostro immaginario allontanamento “forzato” dal Partito Democratico di Serradifalco». E’ iniziata con queste dure parole la replica di Generazione Democratica all’altrettanto dura presa di posizione del segretario cittadino del Pd Lillo Speziale che il giorno prima, oltre ad annunciare la fuoriuscita del Pd dalla coalizione a sostegno dell’amministrazione Dacquì, ha anche reso nota l’intenzione di non riconoscere più come propri rappresentanti i componenti istituzionali di Generazione democratica l’assessore comunale Francesco Valenti, e i consiglieri comunali Graziano Cipollina, Carmelo Magro Malosso e Totò Caramanna.

Questi ultimi ieri in una nota hanno ribadito lo strappo insanabile con il segretario cittadino. «Lo sparuto gruppetto di militanti guidati dal segretario “pro tempore” non ha alcuna autoritá, nè regolamentare nè tantomeno politica, per emettere sentenze; inoltre il Pd di Serradifalco siamo noi; siamo noi ad aver ricevuto il mandato popolare di rappresentare il PD nelle sedi istituzionali e negli organismi dirigenziali regionali e provinciali, siamo noi ad aver stravinto le primarie del novembre 2012 doppiando i voti raccolti dallo “sparuto gruppetto”, siamo noi ad avere aperto il cantiere politico per fare del Pd una forza vincente ed utile al territorio».

Graziano Cipollina

Graziano Cipollina

Proseguendo nella sua analisi politica, il gruppo di Generazione democratica ha poi rilevato: «In condizioni normali questa decisione del segretario sarebbe stata accolta solo con una sonora risata, tuttavia non possiamo non rilevare le ragioni da cui essa muove e cioè la volontà dello “sparuto gruppetto”, frustrato dalla palese condizione di irrilevanza, di lanciare al mondo segnali della propria esistenza attraverso un gesto di pirateria politica che sfiora il ridicolo».

Nel far notare «la totale mancanza di progettualitá politica» del “gruppetto facente capo al segretario cittadino Lillo Speziale, Generazione Democratica ha poi sottolineato: «Nel momento di peggiore crisi economica mai attraversato dalla nostra comunità, con tutte le emergenze ancora sul tavolo, tra cui il tema dei rifiuti legato alla nostra precisa volontà di riportare nuovamente la gestione del servizio al Comune, o l’emergenza “scuola” che in queste settimane stiamo affrontando con determinazione ed energia, riteniamo di non aver tempo da perdere per assistere al replay di un grande classico del passato: l’autolesionismo di certa sinistra locale».

Generazione Democratica, pertanto, alla luce di quanto accaduto, ha annunciato di aver già richiesto l’immediata convocazione degli organismi di garanzia provinciali del Pd «per la ratifica dell’azzeramento di tutti i vertici del partito locale, per la manifesta incapacitá di condurre un’azione politica efficace, riconoscibile e coerente e per aver tentato, senza fortuna, di trasformare il più grande partito italiano nella dependance di altri soggetti politico/associativi, salvo poi venire scaricati, una volta diventati inutili, pure da quest’ultimi».

 

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In…tolleranza

intoll

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