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Archive for 25 settembre 2013

In attesa di Raffaele

Non ancora consegnata ai familiari la salma dell’operaio

Forse domani i funerali

Raffaele Provenzano

Raffaele Provenzano

Carmelo Locurto

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Si svolgeranno con ogni probabilità nella giornata di domani i funerali di Raffaele Provenzano, 54 anni, l’operaio di Milena morto tragicamente sul lavoro l’altro ieri ad Agrigento cadendo da un ponteggio in via de Gasperi nel quale stava lavorando al rifacimento di un prospetto per conto di una ditta che lo aveva assunto.
La magistratura, che in queste ore sta procedendo all’acquisizione di ogni elemento utile alle indagini per accertare l’eventuale esistenza o meno di responsabilità per quanto accaduto, dovrebbe consegnare la salma alla famiglia solo nella giornata odierna, per cui è presumibile che solo domani si potranno svolgere i funerali.
Per tale circostanza è stato proclamato dal sindaco Peppuccio Vitellaro il lutto cittadino.
In queste ore la comunità di Milena s’è stretta attorno alla famiglia Provenzano formata dalla moglie Concetta e dalla figlia Enza che frequenta l’ultimo anno di Liceo Classico.
Commosso il ricordo di tanti suoi amici che su Facebook hanno voluto ricordarlo con parole semplici ma significative. «Educato, lavoratore e con la battuta sempre pronta! Riposa in pace Raffaé! », si leggeva in uno dei tanti post dedicati alla sua persona.
Intanto, sul fronte sindacale, ieri la Filca Cisl, tramite il segretario generale Franco Iudici, ha prodotto una dura nota nella quale, esprimendo cordoglio e vicinanza alla famiglia Provenzano, ha sottolineato: «Nel riporre la massima stima nel lavoro delle forze dell’ordine che chiariranno la dinamica dell’accaduto, il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro resta uno dei punti nevralgici del settore edile. Nonostante infatti i reiterati appelli per il rispetto e la scrupolosa applicazione di tutte le norme che disciplinano la materia della sicurezza nei cantieri, si continua drammaticamente a morire».
Un grido d’allarme forte, quello del segretario della Filca Cisl, che ha aggiunto: «Il tema della sicurezza non può essere soltanto un mero slogan per manifestazioni più o meno varie, ma deve semmai diventare parte integrante del lavoro, per tutelare la vita e la dignità delle persone che lavorano in cantiere. La politica deve alzare il livello di attenzione verso i problemi che attanagliano il mondo del lavoro, si devono allargare i cordoni della borsa affinché gli enti di vigilanza come gli Ispettorati provinciali del Lavoro, siano posti nelle condizioni per assicurare una presenza costante nei cantieri. Il taglio, semmai, deve interessare tutti quei capitoli di spesa inutili».
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Ancora una tragedia sul lavoro

da Piazzetta Comunista

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(Foto del luogo dell'incidente di Sandro Catanese)

(Foto del luogo dell’incidente di Sandro Catanese)

Raffaele Provenzano, operaio di 54 anni, è morto ad Agrigento mentre stava lavorando al rifacimento del prospetto di un edificio, precipitando dal quarto piano di uno stabile di via De Gasperi. La vittima, originaria di Milena (Caltanissetta), lavorava per conto dell’impresa Fazio Costruzioni. I carabinieri, che stanno conducendo le indagini per accertare la dinamica dell’incidente, hanno posto sotto sequestro il cantiere. 

Dall’inizio dell’anno sono documentati 428 lavoratori morti per infortuni sui luoghi di lavoro e oltre 860 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere. Fino ad oggi Il 39 % sono morti lavoratori dell’ agricoltura dei quali, oltre 100 schiacciati dal trattore. Il 23,6% in edilizia, il 16,6% nei servizi, il 5,9%nell’industria (compresa la piccola industria e l’artigianato), il 5,4% nell’autotrasporto, molti altri morti sono in altre categorie che sono percentualmente più basse.

imagesCAW84GM1La cosiddetta ” morte bianca ” non è una iattura che arriva all’improvviso, come un fatto naturale, come un temporale o un fulmine. Sul lavoro si muore o ci si infortuna, perchè, molte volte, quasi sempre, vengono ignorate le norme di sicurezza !

A quindici metri di altezza, con tutte le precauzioni possibili, dov’erano le imbracature che dovevano garantire la sicurezza  lavoro di questo operaio ? E che gli avrebbero impedito di fare un salto scomposto da quella altezza.

Ci chiediamo sempre, passando per strada, quando ci sono cantieri che operano sulle facciate dei palazzi, in condizioni di rischio: possibile che nessuno della tanta gente preposta e pagata per  vigilare  e prevenire le attività criminali non vede queste cose ? Eppure sono sempre sotto i nostri occhi !

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Rapporto dell’Aifa. Cala la spesa farmaceutica complessiva. Il ministro Lorenzin: «Prescrizioni più appropriate»

In Sicilia consumo record di farmaci

di Manuela Correra

LaIMO090030920130925CT Sempre più antidepressivi, utilizzati soprattutto dalle donne e segno, secondo gli esperti, della crisi economica perdurante, in un contesto generale che vede aumentare il consumo di farmaci da parte degli italiani, tra i quali primeggiano i siciliani.

Diminuisce invece l’utilizzo di antibiotici, anche se in una percentuale consistente si continua a farne un cattivo uso impiegandoli anche laddove non necessari. E se le dosi giornaliere di medicinali prescritti sono aumentate del 2,3% rispetto al 2011, nel 2012 ogni italiano ha consumato 30 confezioni di farmaci.

È l’istantanea scattata dal Rapporto “L’uso dei farmaci in Italia”, realizzato dall’Osservatorio sull’impiego dei medicinali dell’Agenzia del farmaco (Aifa).
Il Rapporto fa innanzitutto un quadro dell’andamento della spesa: nel 2012 la spesa farmaceutica totale in Italia è stata pari a 25,5 miliardi di euro, facendo registrare consumi sostanzialmente stabili rispetto al 2011. In media, per ogni cittadino, la spesa per farmaci è stata di circa 430 euro. La spesa farmaceutica territoriale complessiva è in riduzione rispetto all’anno precedente del 5,6%.

La spesa per l’acquisto di medicinali da parte, invece, delle strutture sanitarie pubbliche, nel 2012 ha fatto registrare un incremento del +12,6% rispetto al 2011. Consumi dunque sostanzialmente stabili, sia pure con un incremento (+2,3%) nella prescrizione di dosi giornaliere.

Un dato commentato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: «Nonostante l’aumento del consumo di farmaci, la spesa farmaceutica è rimasta sotto controllo. Questo – ha spiegato – grazie ad una maggior appropriatezza nella prescrizione, ma anche all’immissione di farmaci a brevetto scaduto e di generici». Tuttavia, ha rilevato, «c’è ancora forte disomogeneità tra le regioni e bisogna ancora lavorare per una maggior appropriatezza delle prescrizioni».

imagesCAPU1IEMA consumare più medicinali sono i più piccoli e gli anziani: il 50% dei bambini e oltre il 90% degli over-75 ha ricevuto almeno una prescrizione durante l’anno. Gli over-74 presentano anche consumi e spesa rispettivamente 22 e 8 volte superiori a quelli di un paziente tra i 25 e i 34 anni.

Il Rapporto conferma inoltre il peso della “differenze di genere” rispetto al consumo dei farmaci: le donne consumano più farmaci antitumorali (sempre maggiori le prescrizioni per il cancro alla mammella per maggiore frequenza della patologia e migliore capacità di diagnosi), e sempre nelle donne la frequenza di utilizzazione dei farmaci attivi sul sistema nervoso centrale prevale di circa il 6% rispetto agli uomini. Italiani bocciati, invece, nell’uso degli antibiotici: l’impiego inappropriato di tali farmaci supera il 20% in tutte le condizioni cliniche, ma al contempo si registra una diminuzione del 6,1% nei consumi rispetto al 2011.

Un capitolo a parte è poi rappresentato dai farmaci antidepressivi: il loro uso è cresciuto facendo registrare un +4,5% rispetto al 2004. E nel 2020, ha avvertito il direttore generale Aifa Luca Pani, «la depressione, dopo le malattie cardiovascolari, sarà la patologia responsabile della perdita del più elevato numero di anni di vita attiva e in buona salute».
Resta la forte disomogeneità sul territorio nell’utilizzo di farmaci. Nella “classifica” dei consumi di farmaci a livello regionale in regime di assistenza convenzionata, la Sicilia è la Regione che registra il maggior consumo di farmaci nel 2012 (con 1.110 dosi giornaliere ogni 1000 abitanti), mentre la Provincia autonoma di Bolzano e la Liguria si collocano tra le regioni più “virtuose” con i minori consumi.

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Chiara Cumella rientra dopo l’intervento in America

di Valerio Martines
chiara cumella durante la festa per il suo rientro a caltanissetta

chiara cumella durante la festa per il suo rientro a caltanissetta

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È ritornata martedì a Caltanissetta, da dove mancava dal 31 luglio, la studentessa nissena di 14 anni affetta dalla malattia di Arnold-Chiari e che a New York ha subìto due delicati interventi nella zona cranico-cervicale e al midollo spinale. Operazioni per le quali la città e la Diocesi si sono mobilitati, avviando una raccolta fondi per sostenere le spese.

Chiara dunque ritorna verso la normalità della sua vita da adolescente. Ora è il tempo della riabilitazione e di riposo per la ragazza. Passerà ancora un po’ prima che possa tornare sui banchi di scuola e conoscere i suoi compagni del primo anno dell’Itas “Luigi Russo”.
Il rientro di Chiara è stato davvero un momento di gioia per tutti. Che è stato celebrato con una festicciola con i familiari, gli amici più stretti e i compagni. Niente folla per evitare stress alla ragazzina, che in questi mesi ha avuto al fianco la madre Cettina Celestre, papà Damiano e la sorellina Laura. Gli interventi eseguiti dallo specialista Paolo Bolognese sono riusciti, ma ora Chiara dovrà affrontare la terapia riabilitativa alla muscolatura in un centro specializzato. Non ha mai smarrito il sorriso Chiara, nè la grinta in questi mesi difficili. Tant’è che ha abbandonato il girello trovando la forza di camminare con le sue gambe. Dovrà ancora tenere il collare per cinque mesi.

«È stato un grande miracolo. Chiara è felice, è rinata, soprattutto perché ha percepito la solidarietà di chi le è stato vicino», dice Emilia Celestre, zia di Chiara. «Sono stati mesi difficili, ma oggi abbiamo ritrovato la serenità – aggiunge la madre della ragazza – perché Chiara ha ritrovato le funzioni fondamentali e questo grazie alla bravura del professore Bolognese che non l’hai lasciata sola. Voglio ringraziare tutta la città, il vescovo, il sindaco e la Regione per avere permesso che nostra figlia ritornasse ad avere una vita normale. I nisseni hanno dimostrato di essere generosi e di ciò la nostra famiglia è grata».

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«Sicilia nu cori» di Campofranco ha portato il folk nelle piazze

di Rino Pitanza

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dsc_0010Continua il giro per le piazze siciliane per il gruppo folkloristico “Sicilia ‘nu cori” di Campofranco, in occasione delle feste paesane e delle numerose sagre che affollano l’estate siciliana.

Il gruppo, nato con l’intento di svolgere attività di ricerca e divulgazione di danze, musiche, canti e tradizioni della gente di Sicilia, è stato ideato e guidato dalla caparbietà della professoressa Franca Taibi, collaborata in maniera costante e precisa dalla collega Maria Galioto.

Il gruppo sta portando in giro per l’Italia il folklore siciliano, “ricco di suggestivi elementi di canti, leggende, racconti, proverbi, colori e suoni, custoditi gelosamente da tanti campofranchesi. Il gruppo vuole rivalutare e salvaguardare tradizioni, usi e costumi appartenenti al nostro patrimonio locale”. In questi giorni, ragazzi ed adulti in abiti strettamente siciliani di un tempo, stanno girando le piazze del palermitano esibendosi a Vicari e prossimamente a Lercara Friddi. “Anche quest’anno – comunica Maria Galioto – siamo stati in numerosi centri della Sicilia e della Calabria e contiamo di rispondere a tutte le richieste che abbiamo in programma, anche se quelle dall’estero, come il Giappone e l’India, sono di difficile realizzazione”.

La passione per il folklore ha contagiato Loris Mendola, Francesca Nicastro, Salvatore Ferrante, Alessio Mantione, Francesco Giusa, Mattia Scroppo, Giuseppe Bordenca, Alessandro Pera, Carmelo Arnone, Isidoro Falletta, Eleonora Lo Piparo, Vincenzo Mazzara, Alessandro Lo Piparo, Leda D’Anna, Giovanni Lo Piparo, Elisa Costanzo, Elena D’Anna, Paola Salamone, Francesca Scifo, Roberta Giusa, Martina Provenzano, Sara Imbrici, Matia Falletta, Maria Rita Scozzaro, Rossella Mantello, Morena Adamo e Francesca Scozzaro, accompagnati dai musicisti Francesco Ippolito, Federico Scifo Daniele Priolo, Giuseppe Provenzano e Toti Macaluso con le coreografie di Mario Attardo.

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Overdose di calcio

sport donna tv

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