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Archive for 24 settembre 2013

Morte tragica

Raffaele Provenzano muore sul lavoro

di Antonino Ravanà

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opeUn urlo e poi un tonfo, alcuni residenti hanno raggiunto un palazzo di via Alcide De Gasperi. A terra il corpo senza vita di un operaio, Raffaele Provenzano, 54 anni, di Milena, precipitato da un ponteggio mobile in quel momento posto al quarto piano dell’edificio. Il tragico incidente sul lavoro ha scosso l’intera zona alta della città e privato una moglie e figli del loro capofamiglia.

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L’arrivo dei soccorsi

L’uomo, che lavorava per una ditta di costruzioni, nel primo pomeriggio di ieri, stava operando tra il prospetto esterno e un ringhiera, quando per cause ancora da accertare ha perso l’equilibrio, precipitando da un’altezza di quindici metri. Nella caduta ha sbattuto la testa sullo spigolo in marmo del balcone al secondo piano, che si è letteralmente spezzato, per poi fermarsi tra il marciapiede e l’asfalto. Nel cantiere, c’erano al lavoro altri operai, immediatamente è scattato l’allarme.

Tra urla e scene di pianto degli inquilini del palazzo oggetto di lavori di rifacimento del prospetto, sul posto sono giunte due ambulanze. Il personale medico, per strapparlo alla morte, ha messo in atto tutte le possibili pratiche rianimatorie sotto gli occhi di decine di residenti, colleghi di lavoro, carabinieri.

(Foto del luogo dell'incidente di Sandro Catanese)

(Foto del luogo dell’incidente di Sandro Catanese)

Tutti in silenzio, sconvolti e impietriti per quanto successo e aspettando in un miracolo. Dopo oltre mezz’ora i sanitari si sono dovuti arrendere, non c’era altro da fare. Il cadavere dell’operaio è stato coperto con un telo di colore bianco, come a ricordare che ancora oggi per evitare altre morti bianche bisogna fare molto di più per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro.

«Ero a tavola con mia moglie quando all’improvviso ho sentito un gran botto – ha raccontato Domenico Pistone, che abita di fronte al palazzo della tragedia -. Poi la gente che gridava è morto, e quando sono arrivato lì ho capito che non c’era più nulla da fare». Come la sua altre testimonianze, tutte simili, dei fratelli Nino e Lello Casesa, anche loro residenti nella zona. Con qualche dettaglio in più, invece, quella dei lavoratori della ditta, che parlavano di sistemi di sicurezza applicati. Sulla vicenda indagano i carabinieri della stazione di Agrigento e del Nucleo operativo e radiomobile che si sono recati sul posto per un sopralluogo. Poi è stato il turno della Scientifica, del personale dell’Ispettorato del Lavoro e del medico legale.

imagesCA78TEB5Lutto cittadino per i funerali

di Carmelo Locurto
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Ieri pomeriggio ha destato una profonda commozione a Milena la notizia della morte dell’operaio edile Raffaele Provenzano.

Sposato con Concetta Schillaci e padre di una figlia, Enza, 19 anni, operava da tempo nel mondo dell’edilizia, settore nel quale aveva maturato una significativa esperienza lavorativa.

La tragedia sul lavoro che ieri l’ha visto purtroppo protagonista e vittima ha scosso tutti in paese.
Quanti lo conoscevano non riuscivano infatti a capacitarsi che il loro Raffaele potesse essere rimasto vittima di una tragedia sul lavoro.I parenti della vittima, appresa la tragica notizia, si sono prontamente portati tutti ad Agrigento.

Il sindaco ha annunciato che in occasione dei funerali dello sfortunato operaio milocchese sarà proclamato il lutto cittadino.
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Perquisizioni nella notte

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defenderAncora di primo mattino Milena si è svegliata piena di carabinieri. In divisa e in borghese. I volti tirati di chi fa notte tarda e ha lavorato sodo.

In giro si dice di perquisizioni e un arresto. Qualcuno fa pure dei nomi. Non c’è comunque concordanza tra le voci dei soliti saputelli di strada. Ci si mette poco per capire che non c’è stato alcun arresto, dato che il presunto arrestato viene poi visto circolare libero.

Confermate invece le perquisizioni. Gli inquirenti si trincerano dietro il massimo riserbo, ma la notizia viene confermata da alcuni che li avrebbero visto in azione da dietro le imposte.

ccIn giro si dice che l’attività notturna inarrestabile dei carabinieri sia il sèguito dell’operazione “Jamaica” tutta incentrata sulla coltivazione, lo spaccio e il consumo della cannabis in paese.

La preoccupazione è per il consumo di canne da parte di una clientela sempre più fatta di giovanissimi e di buone famiglie, con i genitori per lo più all’oscuro della vita e dei vizi dei figli e per nulla colpiti da alcuni segnali premonitori: il maggiore nervosismo, gli occhi spesso rossi, frequenti incidenti, la mente altrove.

A supplire ai doveri genitoriali che dovrebbero sorvegliare e prevenire non c’è nessuna associazione o struttira. Resta allora l’arma della repressione affidata ai carabinieri e alle forze dell’ordine, utile ma da sola non basta.

In giro si dice che stanno facendo un polverone per un po’ di fumo che non ammazza nessuno. A chi sottovaluta il fenomeno giova ripetera che è stato dimostrato che la cannabis pur essendo una droga leggera, non è innocua. Ma la sua maggiore pericolosità risiede nel fatto che costituisce il primo passo verso il mondo delle droghe pesanti in mano a delinquenti senza scrupoli che non si limitano a spillare i soldi a giovani squattrinati impoverendo le loro famiglie, ma coinvolgono i ragazzi per farli divenatare spacciatori, aumentando lo spaccio, i guadagni e il numero dei drogati indebolendo la sacietà che deve ad ogni costo reagire ad ogni livello.

Non facciamoci rubare (la salute e l’avvenire de) i nostri figli.

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Pulci su Vaccaro

bugiedi Vincenzo Pane

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ricottoneTra i compiti che Calogero Pulci, ex affiliato di Cosa Nostra ed ex collaboratore di giustizia, aveva all’epoca della sua militanza in Cosa Nostra c’era quello di custodire e consegnare una carabina calibro 22 quando ce n’era bisogno e tra le persone a cui l’avrebbe consegnata ci sarebbe stato anche Domenico “Mimì” Vaccaro, di Campofranco, accusato assieme a Giuseppe Madonia e Salvatore “Giuvannazzu” Termini di essere responsabile dell’omicidio di Giuseppe Ricottone di Milena, ucciso con un colpo di fucile il 2 maggio ‘90 mentre era seduto sul balcone della sua casa di campagna.

O almeno è quello che Pulci, ex assessore comunale di Sommatino, ha sostenuto ieri, in Corte d’Assise d’Appello a Catania, deponendo nel nuovo processo d’appello per l’omicidio del milenese Giuseppe Ricottone, aggiungendo di essere anche un uomo di fiducia del boss Giuseppe “Piddu” Madonia.

«Con Madonia – ha raccontato Pulci – avevo un rapporto di fiducia. I fatti che riguardano il delitto Ricottone sono lontani nel tempo ed ho difficoltà a collocarli, io posso solo dire che avevo in custodia una carabina calibro 22 e la consegnavo quando mi veniva detto di farlo. Quando mi recavo a Campofranco consegnavo sempre questo fucile a Mimì Vaccaro».

Calogero Pulci

Calogero Pulci

Da capire se questo dettaglio può essere collegato con l’omicidio Ricottone; dalle perizie finora eseguite si è parlato di un fucile di precisione e di grosso calibro, anche se non si è mai stabilito con certezza assoluta quale arma abbia sparato.
Pulci è arrivato in auto dalla Germania ed ha riferito in aula di avere beneficiato, al momento, della sospensione dell’esecuzione della pena in quanto soffre di turbe psichiche.

Quando Pulci ha terminato la deposizione il capomafia Giuseppe Madonia, collegato in videoconferenza da L’Aquila, ha chiesto di fare una breve dichiarazione spontanea e non ha risparmiato attacchi a Pulci, dicendo: «Questo signore dice bugie, ricordiamoci che ha fatto fare venti anni di carcere ad una persona innocente, accusandola di avere preso parte alla strage di via D’Amelio in cui morì il giudice Borsellino». Pulci, attualmente, è imputato per calunnia nel quarto processo per la strage di via D’Amelio in corso davanti alla Corte d’Assise di Caltanissetta.
A metà ottobre l’Assise d’Appello etnea – che sta processando Madonia, Termini e Vaccaro dopo l’annullamento in Cassazione della condanna all’ergastolo in appello e in primo grado ed il rinvio ad altra sede perché a Caltanissetta c’è una sola sezione di Assise d’Appello – ascolterà le conclusioni della Procura Generale. Poi sarà la volta degli avvocati difensori Antonio Impellizzeri, Flavio Sinatra, Danilo Tipo e Claudio Testa. Secondo l’accusa Ricottone sarebbe stato ucciso perché avrebbe denigrato Nino La Mattina, ex boss campofranchese, in quanto possedeva un night-club osé sulla statale Palermo-Agrigento.

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Crisi ufficiale – I democratici siciliani approvano con soli 7 voti contrari la mozione del segretario Lupo

Il Pd toglie il sostegno a Crocetta: “Via i nostri assessori”

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130913121311La direzione del Pd siciliano molla il governatore Rosario Crocetta. E’ stato infatti approvata, con soli sette voti contrari, la relazione del segretario Giuseppe Lupo. 

“Il Pd non si sente vincolato al sostegno alla giunta”, aveva detto prima del dibattito e del voto Lupo nella sua relazione, con la richiesta del ritiro della delegazione del partito dall’esecutivo regionale. La strada prospettata è quella del sostegno “provvedimento per provvedimento, atto per atto”. Nella relazione anche l’aut aut a Crocetta sulla sua formazione: “Scelga, o con noi o con il Megafono”.

Di fatto, è l’ufficializzazione dell’apertura della crisi di governo. Una crisi annunciata sin dall’elezione di Crocetta. Il governatore non è mai stato digerito dal Pd siciliano e nemmeno da quello nazionale. Già durante la campagna elettorale gli stessi dirigenti del Pd siciliano avevano boicottato la sua corsa verso palazzo d’Orleans. Poi è arrivata una vittoria strana, figlia del grande astensionismo dei siciliani. A quel punto Crocetta si è ritrovato al governo senza essere un uomo di partito.

1, 2 e 3?

CROCETTA TRA BATTIATO E ZICHICHI, VITTIME ILLUSTRI CACCIATE VIA DAL GOVERNATORE. SE NE ANDARONO AUGURANDOGLI: IN BOCCA AL LUPO?

Così i dem siciliani lo hanno disarcionato a meno di un anno dalla sua vittoria alle urne. Il sì al Muos di Comiso, ma anche le beghe in giunta con Zichichi e Battiato hanno completato il quadro instabile di Crocetta che ora è giunto al capolinea.

Ma il governatore comunque manda un messaggio al suo partito, il Pd: “Sono esterrefatto. In uno dei momenti piu’ dolorosi della mia vita, con due agenti di scorta in rianimazione, mi trovo davanti al muro di gomma di un pezzo dei dirigenti del Pd. Mi tolgono sostegno?Si assumano responsabilita’ storica, io vado avanti, ho il mandato del popolo siciliano e della base del partito”.

Fonte Libero

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Pene. Di morte!

imagesCACNJR8G«Referendum per introdurre la pena di morte»

Enzo Scarlata

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“La strangola nel gioco erotico e fa sesso col cadavere”. Così titola un articolo pubblicato il 9 Settembre scorso e non passa giorno senza sentire o leggere notizie
di femminicidi, tanto per usare un termine divenuto oggi di orrenda attualità.

Caro Pannella io non so qual’è la tua opinione sulle donne ma per me le donne sono gli esseri più belli del creato e quindi invece di includere tra i tuoi dodici referendum l’abolizione dell’ergastolo perché non proponi l’introduzione della pena di morte?

femmfemmini

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Cantieri 2 x 20

Due cantieri di servizi a Milena, bando per venti assunzioni

di c. l.)

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imagesIl sindaco Peppuccio Vitellaro ha reso noto che è stato approvato e pubblicato il bando per la selezione di soggetti da utilizzare nei Cantieri di servizi da istituire presso il Comune di Milena. Tali cantieri sono finalizzati ad integrare o ampliare i servizi comunali, allo scopo di mitigare le condizioni di povertà ed emarginazione sociale scaturenti dalla carenza di opportunità occupazionali.

Due i cantieri previsti, ognuno di dieci persone. In ogni caso, il sindaco ha fatto sapere che, qualora il finanziamento dovesse risultare superiore, la graduatoria potrebbe scorrere consentendo anche ad altri soggetti di essere inseriti in questi cantieri. I cantieri si occuperanno di manutenzione stradaldale e verde pubblico.
Il primo cittadino ha spiegato che non è stato chiesto finanziamento per il cantiere relativo ai servizi sociali in quanto l’amministrazione comunale già propone un servizio di assistenza agli anziani e alle persone bisognose, per cui s’è deciso di puntare su manutenzione e verde pubblico. «Si tratta di una boccata di ossigeno che, nel momento in cui i cantieri saranno finanziati dalla Regione, consentirà a diversi soggetti di lavorare e di essere retribuiti».
Il bando prescrive che le istanze di partecipazione alla selezione pubblica dovranno essere consegnate o dovranno pervenire a mezzo servizio postale entro il prossimo 18 ottobre. Potranno presentare istanza i soggetti di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Le richieste andranno avanzate alla Regione e riguarderanno varie attività.

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Troppi neonati abbandonati

 Gaetano Bonaventura

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imagesCAOCKT7LSono circa 3000 i neonati che ogni anno vengono abbandonati in Italia e il 73% di loro sono italiani. La denuncia arriva dalla Società Italiana di Neonatologia (Sin), che mette in guardia sul fatto che spesso i piccoli vengono ritrovati morti, anche perché su 3000 abbandoni, solo 400 avvengono in ospedale.

Da dati disponibili, si apprende che ad abbandonare i figli sono soprattutto le mamme italiane tra i 20 e i 40 anni (le minorenni sono circa il 6%). Esperti e neonatologi ritengono urgente e fondamentale rafforzare l’aiuto alle neomamme, così da riuscire a prevenire le situazioni di pericolo.

imagesCA1N4K2AIn particolare, si potrebbe offrire loro un supporto concreto attraverso 3 strumenti: la possibilità di partorire in ospedale senza riconoscere il proprio figlio che verrà immediatamente avviato a un percorso di adozione (progetto “Madre Segreta”), la “ruota degli esposti” e l’assistenza domiciliare alle puerpere. In Italia una legge assicura a tutte le donne la possibilità di partorire in ospedale e avere la opportunità di non riconoscere il proprio figlio che verrà immediatamente avviato ad un percorso di adozione (progetto “Madre Segreta”), ma probabilmente questa possibilità dovrebbe essere promossa con maggiore enfasi ed incisività.

Otre a cause di natura psicologica, molti abbandoni si possono ricondurre oggi a problemi di natura economica: la crisi che stiamo affrontando coinvolge anche le famiglie che iniziano a vedere il figlio come un pesante fardello insostenibile per i loro portafogli.
Per questo motivo secondo la SIN , oltre ad assicurare assistenza pre e post partum è fondamentale divulgare il più possibile la pratica, prevista dalla legge, di partorire in ospedale senza dover riconoscere il figlio: questo permette ogni anno di salvare la vita a decine di bambini e assicurare loro un futuro migliore tramite l’adozione.
                                                                            

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