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Archive for 18 settembre 2013

Operazione “Jamaica”: arrestato per droga operaio del Comune di Milena

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Maurizio Vitellaro

Maurizio Vitellaro

I Carabinieri di Milena, sotto la direzione del maresciallo Vincenzo Butera, gli stavano da tempo addosso e, dopo una serie di appostamenti, in collaborazione con il Nucleo Operativo di Mussomeli comandato dal capitano Filomeno Montinari, lo hanno tratto in arresto per coltivazione e spaccio di marjuana,

Si tratta di Maurizio Vitellaro di 39 anni, impiegato presso il comune di Milena che in una serra nella campagna adiacente alla sua casa aveva impiantato una vera e propria coltivazione di cannabis e, dopo averla prodotta, la spacciava.

I Carabinieri ne hanno sequestrato per quasi 8 chili per un valore allo spaccio di circa 80 mila euro, tutti provenienti da ragazzi per lo più di buone famiglie all’oscuro del vizio dei figli. I genitori dovrebbero seguire meglio i figli invece di abbandonarli al loro destino tra alcoolici e spinelli, anticamera delle droghe pesanti.

Convinti di questa realtà, i Carabinieri, che conoscono l’identità dei ragazzi di Milena e paesi vicini che fanno uso di canne, hanno concentrato la loro azione su chi è fonte del loro avvelenamento e, dopo l’operazione, non hanno nascosto la loro “soddisfazione per aver seccata la fonte inesauribile di contaminazione dei giovani”.

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Il m.llo Vincenzo Butera e il carabiniere Vincenzo Russo

L’intervento risolutivo questa mattina alle 7 quando i carabinieri hanno fatto irruzione nell’abitazione di Maurizio Vitellaro in via G. Galilei, l’arresto alle 9 dopo aver trovato tutte le prove, praticamente c’era cannabis in ogni buco, anche sulla macchina. I militari dell’Arma si sono trovati davanti una serra dove avvenivano tutte le fasi della coltivazione. Hanno trovato alcune piantine alte fino a due metri e mezzo, una pesava addirittura circa due chili e mezzo.

FOTO-PIANTE-ESSICATE-RINVENUTE-NEL-MAGAZZINOPer l’arresto del Vitellaro che è ritenuto anche dedito allo spaccio, i carabinieri di Milena e Mussomeli hanno avuto l’elogio dei superiori dell’Arma, convinti che la lotta alla droga deve cominciare proprio da quella che è ritenuta “leggera”. Sostengono infatti che “nell’ambiente malavitoso si parte dalla “cannabis” coltivata nei piccoli paesi per arrivare alla cocaina nei container che arrivano nella grande città”. Motivo per cui “bisogna colpire all’origine”.

FOTO-PIANTAGIONE

C’è anche un risvolto economico non indifferente perchè il costo di farsi uno spinello di tre grammi si aggira sui 20 euro e, come si sa, la maggior parte dei ragazzi non ha un lavoro e pesa sull’economia familiare.

Mentre il Vitellaro è stato rinchiuso nel carcere di Caltanissetta, in attesa dell’interrogatorio di garanzia alla presenza dell’avvocato Giuseppe Dacquì, le operazioni dei carabinieri continuano. Sotto indagine decine di giovani che avrebbero acquistato cannabis dal presunto spacciatore. Molti di loro sono di buona famiglia, alcuni oltre a consumatori, sarebbero diventati spacciatori sia a Milena che nei paesi vicini.

E’ il momento giusto per tirarsi fuori da questa droga erroneamente definita leggera. E’ il momento giusto per i loro genitori di aumentare la sorveglianza sui figli, abbandonati nelle notte ai rischi dell’acool e delle canne. E’ arrivato il momento che anche le istituzioni locali dispongano controlli per vedere cosa succede di notte in paese ai ragazzi.

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Agguattati come vigili

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Il martedì mattina è il loro giorno preferito. Per non annoiarsi cambiano invece la location. Questa volta hanno cambiato il posto dove tendere la loro trappola, volgarmente chiamata autovelox.

I soliti vigili del Vallone in cui scorre il Platani tendono agguati acquattati, praticamente agguattati, come i gatti con i topi. Fanno il servizietto fotografico standosene ben nascosti alla vista degli automobilisti, comodamente distesi all’interno della loro vettura di servizio, in un lungo riposo operoso.

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martedì 17-9-13 ore 9 – Non si vede nè autovelox nè vigili urbani

Mai lavoro inventato nei millenni fu meno faticoso e più produttivo. Meno faticoso per i poliziotti comunali, più produttivo per i loro comandanti, i sindaci del paese. Ripetiamo: nessuno è contrario al lavoro dei vigili quando agiscono per farci rispettare le regole del codice della strada e per evitarci brutti incidenti.

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Eccoli invece dove se ne stanno. Nascosti come briganti della strada.

Ciò che non ci convince è il modo in cui lo fanno: nascosti come briganti!

E ancor di più ci fa “rabbia” pensare che i soldi prelevati dalle tasche degli automobilisti vadano a finire nelle casse dei loro sindaci che, con questo sotterfugio, ingrossano i loro bilanci. Ora che i soldi degli autisti indisciplinati del loro paese (es. Campofranco) vadano al comune di residenza è anche logico e naturale.

Ma perchè i vigili di questi comuni che confinano con la scorrimento veloce Agrigento – Palermo, devono arricchire i loro sindaci con i soldi di cittadini che risiedono altrove?

Ciò ci sembra profondamente ingiusto.

I vigili vadano a vigilare i loro comuni e lascino alla Polizia Stradale il compito di vegliare su di noi: almeno i soldi delle multe vanno allo Stato e non ai comuni che ne regalano gran parte a ditte private affittattrici delle macchinette mangia-soldi dette anche autovelox.

Vergogna per loro. Vergogna per gli  automobilisti e le forze politiche che non intervengono. E che dire di chi dovrebbe far rispettare a tutti la legge?

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A Racalmuto le “assessoresse” della giunta Crocetta per parlare di sviluppo e della “Strada degli scrittori”

da Regalpietra Libera

(Foto di Alessandro Gudice Jyoti)

979774_598450533529971_1232959099_nIeri al castello Chiaramontano si è svolto un’interessante incontro dove hanno partecipato tra gli altri cinque assessori regionali. Un tavolo tecnico per fare il punto su un’idea del giornalista Felice Cavallaro che mette assieme diversi comuni dell’agrigentino e numerosi enti per approntare un progetto dedicato ai percorsi turistico-culturali. Trenta chilometri di cultura, rappresentati dalla nuova SS 640 costruita dalla Cmc di Ravenna tramite Contraente generale. Presenti Nelli Scilabra (Assessore regionale alla Formazione), Linda Vancheri (Assessore regionale Attività produttive), Michela Stancheris (Assessore regionale al Turismo), Mariarita Sgarlata (Assessore regionale ai Beni culturali) e Mariella Lo Bello (Assessore regionale Territorio e Ambiente).

1082400_598450586863299_2054176298_nAccanto a loro i Commissari straordinari del Comune di Racalmuto Enrico Galeani, Emilio Saverio Buda e Maria Salerno e numerosi amministratori tra cui il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, il sindaco di Porto Empedocle Lillo Firetto, il sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo, l’assessore alla Cultura del Comune di Grotte  Angelo Collura. Presenti anche Giuseppe Catanzaro, vice presidente regionale di Confindustria, Vittorio Messina, presidente della Camera di Commercio di Agrigento, Francesco Forgione, presidente della Fondazione Federico II, Aldo Scimè e Antonio Di Grado della Fondazione Sciascia, Salvatore Picone, in rappresentanza dell’Ufficio comunicazione della Cmc di Ravenna in Sicilia, imprenditori locali come Lillo Sardo ed Emanuele Farruggia, rappresentanti del Fai e quindi del giardino della Kolimbetra, giovani professionisti come Giuseppe Catania e Luigi Scibetta, direttore dello stabilimento Italkali di Racalmuto.

1372890_598450490196642_1619884092_nSi è parlato della necessità di aiutare i giovani a rimboccarsi le maniche affinché riescano a costruire lungo quei percorsi legati a Sciascia, Pirandello e Camilleri, progetti in grado di offrire loro redditizie occasioni di lavoro. Fuori dalla diffusa logica dei contributi improduttivi, dalla deriva di sostegni e fondi pubblici o, peggio, dalla distorsione sfociata nella platea di precari, cooperative fittizie, lavoratori socialmente utili e così via. Si è parlato anche della necessità di coinvolgere le scuole della Sicilia a conoscere queste città letterarie attraverso anche un “Premio Sciascia” da destinare ai giovani lettori. Un premio che consiste nel far visitare i ragazzi i luoghi legati a questi grandi scrittori nati in questi paesi. Un’idea che adesso prende corpo grazie all’intuizione di Cavallaro e il sostegno di tutti questi enti che hanno aderito al Progetto. I trenta chilometri di cultura cui idealmente si affianca la statale 640, i cui lavori di ampliamento da parte della società “Empedocle” sono in via di definizione – come specificato dal project manager Ing. Pierfrancesco Paglini – rendono veloci e sicuri, ravvicinando in pochi minuti le tappe del percorso legato non solo a Sciascia, Pirandello e Camilleri, ma anche ai giudici Saetta e Livatino e alle innumerevoli “cose” da vedere e offrire ai turisti. Per creare sviluppo e nuove opportunità di lavoro.

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Giunta: sì alla decadenza di Berlusconi. Tutto come previsto: bocciata con 15 voti a 1 la relazione di Augello. Azzurri e Lega abbandonano i lavori per protesta contro il Pd.

Stretto in una morsa

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FUORI DI TESTA

FUORI DI TESTA

Gli ingranaggi della macchina lavorano a pieno ritmo. L’assedio a Silvio Berlusconi è continuo.

Dopo la freschissima sentenza sul Lodo Mondadori e la risposta arrivata con il videomessaggio, il travaglio del Cavaliere prosegue con la Giunta immunità del Senato.
La seduta è iniziata poco dopo le 20.30 e alle 22 c’era già il verdetto.
Tutto come previsto: la relazione del Pdl Andrea Augello nel procedimento di decadenza a carico dell’ex premier è stata bocciata con 15 voti contrari (unico voto contrario quello di Augello stesso, l’unico a non aver abbandonato i lavori). La Giunta, dunque, vuole far decadere Berlusconi. Tra le conseguenze del voto, anche la “decadenza” di Augello stesso: il novo relatore, ora, sarà il presidente della Giunta, il vendoliano Dario Stefàno.

L’aria era molto tesa, tanto che i membri di Pdl, Lega Nord e Gruppo grandi autonomie, come si vociferava, già dopo la bocciatura delle prime due questioni pregiudiziali sollevate dal relatore Pdl (tutte e due bocciate con 14 no e 9 sì) hanno abbandonato i lavori. Il capogruppo Pdl in Giunta, Nico D’Ascola, ha spiegato che la decisione dei membri del suo partito è stata presa “non in segno di protesta ma perché, essendo state bocciate le pregiudiziali, abbiamo ritenuto inutile la nostra presenza”. In precedenza fonti interne agli azzurri avevano spiegato che il gesto sarebbe stata una  una protesta contro il Pd, che ha negato ogni tipo di mediazione, compreso l’ultimo tentativo, il cosiddetto “lodo Buemi“. Augello, nella sua relazione, aveva chiesto la convalida dell’elezione di Berlusconi e, dunque, il mantenimento del seggio di senatore, nonostante la condanna a quattro anni nel processo Mediaset.

Al termine dei lavori Stefàno ha confermato che “ho ritenuto di assumere personalmente” la responsabilità di incarico di relatore “perchè si continui sulla strada di un’impronta istituzionale” e “scevra da condizionamenti e appartenenze politiche”. Quindi il presidente-relatore ha fatto chiarezza sul calendario: “Da questo momento si apre la cosiddetta procedura di contestazione che prevede una seduta pubblica, da non realizzare prima di dieci giorni da oggi, nella quale il senatore Berlusconi potrebbe presentarsi con i suoi legali” per illustrare le sue ragioni. Si dibatterà la questione, “con la possibilità che anche il senatore subentrante possa presentarsi con i propri legali per dibattere, e il mio prossimo passo sarà di recarmi dal presidente Pietro Grasso per fissare il calendario della seduta pubblica, cosa che farò domattina”.

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Arabica/ Il modo e la scusa

PROVERBIO PALESTINESE

Chi vuole fare qualcosa trova sempre il modo, chi non vuole fare nulla trova sempre una scusa.

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I presidi che vorremmo

Un preside che sia preparato

di Nuccio Palumbo

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imagesCA1GPOEJQuali referenze si debbono richiedere a uno che voglia fare – e oggi sono migliaia e migliaia – il preside (di una scuola)?

In primo luogo, tra le altre, quella di essere un buon insegnante, preparato e aggiornato nella propria disciplina, severo e umano nello stesso tempo nei rapporti con i suoi allievi; e in più, aspirando alla direzione di una scuola, deve essere dotato di un certo naturale carisma, di autorevolezza e di una propensione al comando, alla progettualità, alla organizzazione, alla coordinazione, alla amministrazione e, insomma, alla pluripromotorietà, che gli derivano proprio dal fatto di essere provveduto di cultura quanto più varia ed ampia e aggiornata possibile.

Perché fare scuola, essere uomo di scuola, e porsi a capo di una scuola e volerla dirigere, significa, innanzi tutto, saper promuovere e fare cultura, educare mediante la cultura. Che cos’è la cultura? Tutto ciò che rimane dopo aver dimenticato tutto.
Sulla base di quanto sopra detto, non vi sembra risibile una preselezione al concorso per dirigente scolastico, che si affidi ai quiz e alle crocette, ecce ecc? Danno, forse, essi garanzia? e di quale cultura?
Di nessuna. Perché di tutto l’imparaticcio mnemonico , non rimane nulla degno di essere assimilato.

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Bollo dimenticAto e io pago!

autocompattatoreTassa di circolazione compattatore

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Nel 2008 s’è registrato il mancato pagamento della tassa di circolazione del compattatore che provvede alla raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. L’automezzo risulta dato in comodato d’uso gratuito all’Ato Cl1 su cui gravano i costi, secondo la convenzione, derivanti dalla gestione e manutenzione. La società d’ambito per la gestione dei rifiuti però è in fase di liquidazione e non può al momento assolvere ai pagamenti per problemi di liquidità di cassa.

Alla fine è stato il Comune a pagare in via sostitutiva la cartella esattoriale impegnando la somma di 113,20 euro per il pagamento della tassa di circolazione dell’auto compattatore per l’anno 2008.

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Scoperta altra casa del sesso con “squillo” a 30 euro

Va. Ma.

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alcune ragazze cinesi all'interno di una casa d'appuntamento

alcune ragazze cinesi all’interno di una casa d’appuntamento

Cambia il colore della pelle, la nazionalità impressa sul passaporto.

Il business della prostituzione s’è globalizzato anche a Caltanissetta. La gamma delle “squillo” che bazzicano in città più o meno stabilmente annovera ora pure le minute donne con gli occhi a mandorla. Una scelta in più per i clienti del sesso a pagamento che in questi anni hanno conosciuto, ma sulla strada, le avvenenti africane che fanno su e giù per via Rochester, viale Stefano Candura e via Cavour.

I poliziotti della quarta sezione della Squadra Mobile hanno scovato l’ennesima alcova in un condominio di via Niscemi. Ad “amministrare” il sesso fra le quattro mura erano due orientali di 34 e 44 anni, approdate in città da qualche mese, già conosciute dalla Mobile dal “curriculum” criminale ad hoc. Già perché entrambe hanno precedenti penali per sfruttamento della prostituzione, solo che stavolta erano loro ad “offrirsi”. Quando è scattato il blitz, i poliziotti sono stati… accolti dalle due prostitute cinesi in abiti succinti. In quella casa del piacere, gli investigatori hanno trovato anche un cliente, che è stato identificato e rilasciato.

Tariffario economico quello proposto, forse effetto della spending review: per un rapporto completo le due cinesi chiedevano dai 25-30 euro e a giudicare dall’entità di persone che ricevevano – anche di etnie diverse come accertato – gli affari non andavano niente male. Anche stavolta sono stati gli altri inquilini dello stabile a segnalare alla Polizia il via-vai di uomini dall’appartamento regolarmente preso in affitto. Alcuni clienti, in attesa sotto casa del proprio turno, se la sono svignata quando hanno visto i poliziotti.

imagesCAHU0E13Da qualche settimana, nei pressi del terminal bus, sono spuntate tre romene domiciliate a Canicattì che vendono un’ora di sesso già dalla sera e fino alle tre del mattino, soprattutto nel weekend. Qualche automobilista più attento in queste sere s’è accorto però di un uomo, sempre lo stesso, colloquia con loro in auto e poi riparte. Potrebbe trattarsi del “pappone”. Sfruttatore che invece non sembrano avere le altre “signore della notte”, le formose africane che vivono nel centro storico del capoluogo o momentaneamente ospiti del Centro di accoglienza di Pian del Lago, che però a differenza delle prime entro un certo orario devono rientrare nella struttura.

Ma in questi anni in città sono spuntate decine di case del piacere dove colombiane, romene e persino le più vicine catanesi hanno aperto le porte ad una vasta clientela che ha risposto agli annunci pubblicati sui free-press e sui quotidiani.

Molti clienti locali, tanti dall’hinterland nisseno, ma anche provenienti dalla vicina Enna e dai centri dell’Agrigentino pur di concedersi momenti di puro godimento ad un prezziario conveniente: da un minino di 20, come il prezzo suggerito dalle africane che stazionano davanti al Pala Carelli, ad un massimo di 50 euro per quelle che ricevono a casa.
Sicuramente la prostituzione a domicilio è un affare meno rischioso per le “lucciole”, che sono meno esposte al contatto con la strada.

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L’arresa dei conti

IL CAVALIERE SCENDERA’ DA CAVALLO?

http://www.robertomangosi.com

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1qwwwwwwwSi vota o non si vota?

Va a casa o rimane ( a far danni ) ?

Nel mondo del voto segreto tutto è possibile.

Certo è che il voto palese fa paura a troppi.

Mentre quello segreto fa comodo a molti.

Meno che  mai alla giustizia.

L’ULTIMO (L’ULTIMO?) VIDEO DEL CAV

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messaggio17577 SilvioSpina 3 KS

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