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Archive for 4 settembre 2013

Bravata oltraggiosa ai danni di San Padre Pio

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DSC_0005-350x233Una lattina di thè nella mano di San Padre Pio da Pietrelcina la cui statua si trova nel centro abitato campofranchese.
E’ lo spiacevole ritrovamento fatto da alcuni cittadini qualche giorno fa. I devoti, trovandosi a passare davanti alla statua, hanno notato che nella mano del santo era stata collocata una lattina. Una bravata, secondo alcuni, un oltraggio in piena regola secondo altri.
Di certo, un episodio che i fedeli e devoti del santo pugliese non hanno affatto gradito.
Nel frattempo, mentre in tanti hanno gridato all’oltraggio e al sacrilegio nella considerazione che la statua di San Padre Pio è quotidianamente oggetto di preghiere e devozione da parte di tantissimi campofranchesi, molti cittadini si sono augurati che, sulla zona attorno alla statua, possano insistere più controlli da parte delle autorità competenti per evitare il ripetersi di simili accadimenti e tutelare uno spazio di religiosità e meditazione come quello in cui si trova la statua di uno dei santi al quale i campofranchesi sono più devoti.
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Uomimi veri / Montanelli

Quel «no» all’ amico Cossiga che lo voleva senatore a vita

Breda Marzio

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francobollo-montanelliIL GRAN RIFIUTO

Il 19 maggio 1991 Indro Montanelli rifiuta la nomina di senatore a vita e scrive al Quirinale «in perfetta coerenza con il modello di giornalista «assolutamente indipendente, anzi estraneo al Palazzo che per sessant’ anni ho perseguito e, spero, realizzato».

E’ proprio l’ integrità con cui ha sempre interpretato il mestiere di un bastian contrario fedele a posizioni marginali e perdenti (perché tali apparivano le sue, nell’ Italia del compromesso permanente).

Certo, c’ è orgoglio, nella lettera al presidente della Repubblica con cui l’ allora direttore del Giornale si autoesclude. Ma c’ è soprattutto, sottintesa eppure chiarissima, una quasi genetica riluttanza ad adornarsi di medaglie e pennacchi, a incassare prebende e ricoprire alte cariche, a trasformarsi in grande papavero.

Un’ ipotesi che gli sembra tanto più intollerabile sapendo che «i lettori, i miei unici padroni, la giudicherebbero un tradimento». E confessa: «In questo mondo dove tutti si scannano per ficcarsi in, io sono nato out, e out devo restare».

Il tormentone sul Montanelli «politico onorario» nasce e muore nello spazio di poche settimane, in quella primavera di dieci anni fa. Tutto nasce da un’ idea di Francesco Cossiga.  «Con Giovanni Spadolini, allora presidente del Senato, pensammo che in lui si dovesse premiare l’ indomabile spirito di libertà e il simbolo del giornalismo italiano nominandolo senatore a vita».

La notizia trapela in fretta, con l’ elenco di altri «eminenti» papabili, e che comprende Gianni Agnelli, Giulio Andreotti, e appunto Montanelli. Il quale vive già l’ indiscrezione con disagio. Perciò, prima che la nomina sia formalizzata, prende carta e penna e scrive a Cossiga: «Ti ringrazio di tutto cuore della considerazione in cui mostri di tenermi, e che tu sai quanto ricambiata. Ma, prima che sia troppo tardi, ti prego di rinunziare a questo proposito per non mettere me nella spiacevole condizione di un rifiuto, che potrebbe apparire come segno di spregio o di tracotanza». «Niente di più lontano dal mio animo», aggiunge, con inaspettata diplomazia. «Mi sentirei profondamente onorato di venire accolto in una élite come quella dei senatori a vita, in cui figura il meglio della Nazione… purtroppo…». E a questo punto gli bastano tre righe per motivare il «no grazie», richiamandosi alla fedeltà verso la professione.

Quando la notizia della rinuncia preventiva ormai dilaga, Indro Montanelli spiega: «Io parlo e scrivo contro il Palazzo da mezzo secolo, anzi di più. Se avessi accettato, chiunque avrebbe potuto rinfacciarmelo: “ma come, proprio lei…, e invece niente. Resto insomma per conto mio. Un giornalista e basta, che guarda, racconta, e resta indipendente… Vorrei che mi venissero riconosciute poche cose. Una è questa. L’ altra è che ho sempre tenuto a debita distanza i politici e i privilegi della politica».

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Can can in paese

La panchina in questione

La panchina in questione

I VOSTRI POST MIGLIORI SULLA PANCHINA DI MASANIELLO 

https://milocca.wordpress.com/2013/08/27/lo-sfregio/

BOTTA E RISPOSTA TRA “IO HO FATTO COSI’ E “PROTEZIONE ANIMALI”

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Lo strano caso del volontario factotum

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imagesCAL6WWFMIO HO FATTO COSI’ :

comunque si fa comandare solo chi si vuol si vuol fare comandare da questo volontario factotum. Io l’ho preso sin dal primo minuto a pedate e quando vede me ha paura e cambia strada.

Potreste seguire il mio esempio.

Se quelli di masaniello avessero preso quella panchina e gliela avessero scaricata sulla macchina avrebbe già finito di fare il gradasso

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PROTEZIONE ANIMALI

Penso che nessun vero uomo abbia paura dei cani “senza patruni”. Basta una pedata, una sassata, una legnata e il cane girerà per sempre alla larga e con la coda moscia tra le zampe.

untitledMa le cose cambiano se il cane ha un padrone e un bel collare al collo. Allora prendersela con il cane diventa difficile perchè diventa come prendersela col padrone. Se poi il padrone è qualcuno pieno di soldi, di cariche e di potere le cose cambiano ancora. E in peggio.

Ecco perché è assolutamente necessario l’intervento degli “acchiappa-cani” in divisa. Forestieri, considerato che quelli comunali non sono per niente all’altezza di fare rispettare la legge nè al cane nè al suo padrone.

Potrebbero intervenire alcuni eletti, ma sono pochi, quante le dita di una mano, che appare agli occhi della città come fosse paralizzata.

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Indennità a Serradifalco, il sindaco replica alla Strata Nova: «Falsi puritani»

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imagesCAFCADVPLe recenti dichiarazioni del coordinatore del movimento cittadino “A Strata Nova” sulla questione legata all’indennità di carica al sindaco, ha fatto registrare una dura replica del sindaco Giuseppe Maria Dacquì. «Mi lasciano esterrefatto le dichiarazioni di Grottadurea, perché svelano come per qualcuno spesso la questione morale incomba sempre e solo sugli altri, mai su se stessi. Grottadaurea ha sbagliato interlocutore e forse intendeva rivolgersi ad altri soggetti politici, poiché il Sindaco non ha percepito alcuna indennità di funzione ed in questa vicenda non può essere censurato in alcun modo».

Proseguendo nella sua analisi il sindaco ha considerato «Del tutto destituito di fondamento il problema della trasparenza. Affermando che “è stato un bene che ci sia stato chi ha sollevato la vicenda, ponendo precisi interrogativi, altrimenti sarebbe passata in silenzio e nessuno ne avrebbe parlato”, egli mostra di confondere la conoscibilità degli atti del Comune, che è garantita attraverso la loro pubblicazione integrale su internet, dalla loro conoscenza collegata alla volontà del singolo di partecipazione alla vita pubblica cittadina».
Il sindaco ha ricordato come «nel novembre scorso il Movimento guidato da Grottadaurea decideva di ritirare il proprio rappresentante in Giunta, poiché – in forza di “quella coscienza etica che il movimento ‘A Strata Nova non ha mai smarrito, soprattutto quando è rivolta alla gestione della cosa pubblica” – si ritenevano “indirettamente responsabili per quanto accaduto”».
Tuttavia «A distanza di quasi un anno bisognerebbe chiedersi: «Fu vera gloria? » Nel novembre del 2012 il rappresentante in Consiglio comunale del movimento ‘A Strata Nova, giovandosi della sua appartenenza alla maggioranza, veniva eletto Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni Terre di Collina, carica istituzionale per la quale è prevista una indennità di funzione pari a circa 1.600 Euro al mese; a partire dallo stesso momento in cui il movimento ‘A Strata Nova prendeva le distanze dal Sindaco, tacciato di immoralità per aver percepito il 50% dell’indennità senza averlo preventivamente comunicato alla cittadinanza, ‘A Strata Nova manteneva un ruolo politico derivante dalla appartenenza alla maggioranza ed il suo rappresentante maturava il diritto all’indennità di carica. In tutto questo arco di tempo in cui non è stata chiarita alla cittadinanza la sua posizione, molti si domandano: «Il rappresentante de ‘A Strata Nova ha percepito, percepisce o percepirà l’indennità? Vi ha rinunciato o intende rinunciarvi? Pertanto sarebbe il caso che questo chiarimento venisse fatto e qualcuno svestisse i panni del puritano».

«Nomina Gibaldi per fax»

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Alaimo: «Il sindaco l’ha fatta sotto l’ombrellone»

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«Miracolo a Serradifalco! »

È stato il grido, ieri, di Totò Alaimo, dopo l’avvenuta nomina, l’altro ieri, di Cettina Gibaldi a vice sindaco ad opera del sindaco Giuseppe Maria Dacquì. Una nomina il cui provvedimento è stato pubblicato nell’albo pretorio on line del Comune già nel tardo pomeriggio dell’altro ieri. Tuttavia, su quella nomina, l’ex assessore ha avuto molto da ridire.
«Forse il sindaco possiede il dono dell’ubiquità? Questo dubbio – ha spiegato – m’è sorto considerato che l’altro ieri si trovava sia in vacanza a prendere il sole nelle rosse spiagge della Calabria sia nelle grigie stanze del palazzo comunale a firmare il provvedimento di nomina del vice sindaco; in realtà – ha rimarcato Alaimo – quella nomina il sindaco l’ha fatta sotto l’ombrellone tramite fax (sarebbe la prima della storia di Serradifalco) e che l’abbia maturata solo dopo che qualcuno lo aveva avvisato del fatto che il sottoscritto, dopo essersi più volte recato al Comune nei giorni scorsi, aveva lamentato l’assenza, oltre che del sindaco, anche del segretario comunale e del vice sindaco».
Totò Alaimo, alla luce delle sue considerazioni, ha poi sottolineato: «Di certo, in tutta questa vicenda chi mente non sono certo io; come nel caso dell’indennità, mi si consenta di dubitare che i partiti che continuano a sostenere questa fallimentare amministrazione fossero realmente a conoscenza dell’intenzione del sindaco di nominare Gibaldi vice sindaco». Totò Alaimo ha poi posto la questione legata alla possibile non autenticità del provvedimento di nomina: «se la nomina del nuovo vice sindaco è stata fatta via fax, può essere considerata veramente autentica? Mi risulta che fax e posta elettronica non abbiano valore di prova dal momento che non esistono, per come vengono comunemente utilizzati, modi adatti a garantirne l’autenticità e l’integrità del contenuto».
il sindaco dacquì e il vicesindaco gibaldi

il sindaco dacquì e il vicesindaco gibaldi

Il sindaco, interpellato al riguardo, ha tuttavia ribattuto a questa tesi sottolineando come, a suo modo di vedere, il sistema di trasmissione di documenti via fax non inficia quella che è la legittimità ed autenticità degli atti nell’ambito della Pubblica amministrazione. «Ho voluto adottare questo provvedimento di nomina del vice sindaco, per cui ho spedito al Comune il documento anticipandolo tramite fax; in ogni caso, nulla di illegittimo, ma tutto in perfetta regola: c’è una costante giurisprudenza, in tal senso, che parla chiaro e che conferma la validità e l’efficacia di documenti trasmessi tramite fax; queste indicazioni sono in linea con il Dpr n. 445/2000».Il sindaco ha poi proseguito nella sua analisi facendo rilevare: «La validità e l’efficacia della trasmissione via fax di documenti è stata affrontata e risolta da parte del Consiglio di Stato; il fax, infatti, rappresenta uno dei modi con il quale si può svolgere concretamente la comunicazione tra i soggetti in quanto essa viene ottenuta mediante l’utilizzo di un sistema basato su linee di trasmissione di dati che consentono di documentarne sia la partenza che la sua ricezione; pertanto, in termini di legge, il fax è stato considerato strumento idoneo a garantire l’efficacia e la validità della documentazione trasmessa».

Carmelo Locurto

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Grazie mille

1qwwewssVUOLE LA GRAZIA

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Da anni un noto pregiudicato sta tenendo in ostaggio una nazione intera, bloccandone la vita politica.
Appelli provenienti da ogni parte del mondo non sono bastati a convincerlo alla resa, causa anche l’intensa attività di supporto dei suoi irriducibili fedelissimi.

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Porte spalancata, donna svegliata dai carabinieri

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POSTO DI BLOCCO AI PIEDI DEL CASTELLO

POSTO DI BLOCCO AI PIEDI DEL CASTELLO

r. m.) Quando in piena notte s’è vista presentare i carabinieri in casa, ha temuto il peggio e s’è portata le mani ai capelli. Sono però stati gli stessi militari dell’Arma a tranquillizzarla ed a dirle che non era successo nulla di grave, tranne che la sua porta di casa era completamente spalancata.
A raccontarci l’accaduto è la stessa protagonista di questa storia a lieto fine. La signora, che preferisce mantenere l’anonimato, ha deciso di rendere noto l’accaduto perché intende fare un pubblico elogio ai carabinieri ed al prezioso servizio di controllo del territorio che svolgono.
Questo il racconto della signora che risiede nel centro storico. “Da qualche tempo, la serratura del nostro portone di ingresso faceva i capricci ed avevamo già deciso di farla riparare. Quella sera siamo andati a letto normalmente. Senonché alle 2.30, ho sentito suonare il campanello, mi sono affacciata al balcone ed ho notato due carabinieri davanti la porta. Avendo figli che per lavoro vivono fuori, ho temuto subito il peggio e mi sono messa le mani nei capelli, ma i carabinieri con molta professionalità mi hanno tranquillizzata dicendomi che non era successo nulla di grave e mi hanno invitata a scendere. In pratica era accaduto che nottetempo, forse per un colpo di vento, la serratura della porta, già difettosa, aveva ceduto del tutto e quindi la porta era spalancata. Transitando durante un normale giro di pattuglia notturna, i carabinieri hanno notato la porta aperta e pensando ad una malaugurata visita dei ladri, ci hanno svegliati. Voglio rendere il giusto merito al lavoro che i carabinieri svolgono per garantire la nostra sicurezza”.

Da un emigrato di Mussomeli i complimenti per l’Endoscopia

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Pasquale Amico con la moglie Marina Brivio

r. m.) Da quattro anni a questa parte, il maestro di musica Pasquale Amico (originario di Mussomeli) e sua moglie Marina Brivio, brianzola doc, trascorrono due mesi di vacanza in città, luglio ed agosto, per assaporare i ritmi della provincia e godere dell’aria salubre di Mussomeli e dei suoi cibi sapidi. Un’abitudine cominciata per caso, quando il cinquantaseienne maestro, che lasciò Mussomeli quando aveva appena sei mesi, decise di tornare alle sue origini per riscoprire le proprie radici. Da allora, torna a Mussomeli dove s’è fatto apprezzare per discrezione, signorilità e professionalità. Infatti, a chiunque glielo chiede, assicura delle serate musicali pescando nel suo vastissimo repertorio senza chiedere nulla in cambio.

ENDOSCOPIA MUSSOMELI

ENDOSCOPIA MUSSOMELI

Quest’anno il maestro però ha accusato dei problemi di salute ed è stato costretto a fare ricorso alle cure ospedaliere presso il neo servizio di Endoscopia digestiva. E s’è trovato bene, tanto che ieri mattina, prima di tornare in Lombardia, lui e la moglie hanno voluto pubblicamente ringraziare il dott. Antonino Bosco, professionista 57enne proveniente dal Sant’Elia e responsabile del servizio, affiancato nel suo lavoro dall’infermiere Calogero Saia.
Dice la signora: “Mio marito è andato in ospedale per sottoporsi a colonscopia ed abbiamo trovato un medico molto bravo e professionale, il dott. Bosco, che è stato disponibile e molto competente. Mi auguro quindi che tale eccellente servizio non venga mai chiuso, ma al contrario venga potenziato”.

Consegna delle benemerenze a due associazioni che raggruppano emigrati

«Hanno portato altrove la loro identità culturale ma senza dimenticare le radici e Mussomeli»

di CARMELO BARBA
cONSIGLIO-COMUNALE

Giunta e consiglieri comunali con i premiati

r.m.) Nel Palazzo Sgadari mercoledì sera, c’erano quasi tutti i consiglieri alla riunione del Consiglio Comunale, dove si è svolta la consegna della benemerenza civica alle Associazioni mussomelesi che hanno sede a Torino e a Milano, rispettivamente alla “Terra Manfridae”, rappresentata dall’Ing. Alfonso Lupo, ed alla “Mediterraneo” da Franco Mancuso. Presenti il segretario dottoressa Maria Nicastro, coadiuvata da Mariella Luvaro, il Sindaco Calà, il suo vice Sebastiano Sorce e gli assessori Enzo Nucera e Francesca Gelsomino.

Il saluto iniziale del Presidente D’Amico e l’appello dei consiglieri presenti, che hanno confermato la validità della seduta, hanno dato l’avvio alla cerimonia che ha visto le presenze non solo dei legali rappresentanti dei due organismi ma anche un significativo numero di soci. Aria delle grandi occasioni, dunque, nella solenne cerimonia.

(altro…)

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