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Archive for 3 settembre 2013

dalla_chiesa3300bordIL MISTERO DALLA CHIESA

Giorgio Petta

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Il mistero, trentun anni dopo, è più fitto che mai.

Chi e perché istruì il supertestimone bergamasco Giuseppe Spinoni ad offrire ai pm palermitani, Agata Consoli e Domenico Signorino, la «diretta» dell’eccidio di via Isidoro Carini poi risultata del tutto infondata grazie ad un semplice éscamotage investigativo?

Il camionista, pochi giorni dopo l’uccisione del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, disse ai carabinieri di Bergamo che si trovava a Palermo la sera del 3 settembre 1982 e proprio in via Isidoro Carini. Aggiunse di avere riconosciuto, tra i killler che sparavano, crivellandola di colpi, contro la «A112», il pregiudicato calabrese Nicola Alvaro. Quest’ultimo fu subito arrestato e le indagini portarono all’individuazione di tre pregiudicati siracusani legati al clan catanese dei Santapaola. L’inchiesta sembrava avere imboccata la pista definitiva e grazie al supertestimone. L’impianto accusatorio resse finché l’allora giudice istruttore, Giovanni Falcone, venne a sapere che a sostenere le spese per l’assistenza legale di Spinoni erano i servizi segreti. Non solo, ma che il camionista era stato, in precedenza, utilizzato più volte dai carabinieri come testimone ad hoc.
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La prima prova della inattendibilità di Giuseppe Spinoni la si ebbe il giorno in cui gli fu mostrato l’album fotografico dei volti di parecchi pregiudicati. Il camionista, tra le decine di foto, riconobbe e indicò il boss etneo Benedetto Santapola tra i partecipanti alla strage. Commise, però, un errore madornale: la foto riportava sul retro il nome del capomafia ma riproduceva il volto di un’altra persona.

A tagliare la testa al toro fu l’allora comandante del Nucleo operativo dei carabinieri di Palermo, il colonnello Tito Baldo Honorati. Prese Spinoni e lo accompagnò in via Porta Carini a poche decine di metri dal Palazzo di Giustizia, invitandolo a ricostruire, “in loco”, le fasi dell’agguato mortale.

imagesIl camionista si dilungò in descrizioni di ogni genere, attentamente verbalizzate dai carabinieri presenti, parlando della sparatoria, della «A 112» guidata da Emmanuela Setti Carraro e del generale Dalla Chiesa seduto accanto. Al termine, Honorati gli domandò: «E’ sicuro della sua ricostruzione? ». «Sì. Ero qui la sera del 3 settembre», gli rispose. «E allora – aggiunse l’ufficiale – lei mente: questa è la via Porta Carini e non la via Isidoro Carini». Alvaro venne scarcerato. Per Spinoni, che a Palermo non c’era mai stato, fu la fine. Imputato al maxiprocesso, fu condannato per falsa testimonianza.

Ma non si è mai saputo chi e perché organizzò quel clamoroso depistaggio che resta, ancora oggi, uno dei misteri irrisolti del «caso Dalla Chiesa».

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Uomimi veri/ Toscanini

Nell’archivio storico del Quirinale il gran rifiuto di Toscanini della nomina a Senatore a vita

di Dino Pesole

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Arturo_Toscanini_francobollo_san_marinoDalla gran mole di documenti emerge ora anche il telegramma che Arturo Toscanini inviò al presidente Luigi Einaudi che poco prima, il 5 dicembre 1949, lo aveva nominato senatore a vita «per aver illustrato in Patria con altissimi meriti nel campo artistico».

«È un vecchio artista italiano turbatissimo dal suo inaspettato telegramma – scrive Toscanini – che si rivolge a lei e la prega di comprendere come questa annunciata nomina sia in profondo contrasto con il suo sentire».

Toscanini confessa a Einaudi il desiderio di finire la sua esistenza «nella stessa semplicità» in cui l’ha sempre percorsa. Altri tempi, si potrebbe dire.

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LEGGI UN INTERESSANTE ARTICOLO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/30/senatori-avita-su-47-nominati-due-hanno-rifiutato-toscanini-e-montanelli/696891/

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Il genio «carnevalesco» del catanese Domenico Tempio

Il poeta che si fa il clistere sul Monte Parnaso

di Maria Nivea Zagarella
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Micio Tempio, poeta catanese

Micio Tempio, poeta catanese

La satira e la risata buffonesca e dissacratoria trovano nel Carnevale terreno fertile e naturale. Ma la letteratura non è da meno, se in autori di genio il «carnevalesco» si fa chiave di interpretazione della realtà e cifra originale della loro arte, come nel catanese Domenico Tempio (1750/1821).

La sua Musa «stravaganti» e «’mpurtuna», rovesciando gerarchie e tabù, trasforma oscenità e asinitati in grimaldelli sociali, fantasiosamente eversivi di convenzioni letterarie, abusi di classe, ipocrisie del costume. Come in una grottesca sfilata carnevalesca attraversano i testi feticci sessuali, parodie mitologiche, allegorie che visualizzano tensioni fra i ceti, tare individuali, storture politiche.

Un gioco beffardo della verità che denuda la «crita» e l’animalità bruta dell’uomo (tutti ha li qualità animalischi / dormi, mangia, coisci, ama li trischi), l’inossidabile corruzione dei corpi sociali (riccu è sulamenti ogni frustatu / campari nun si po’ senza li corna), l’emarginazione di chi ha fame (s’un mischinu nun ha chi spenniri / guarda, spinna e nenti è sò) nonostante le teorie ugualitarie: «ma in chistu dottu seculu / pri li presenti lumi [illuminismo] / farmi muriri in siziu [digiuno] / è grossa, amici Numi!».

E vediamo sfilare la Musa che, data la nuova moda «di li latri manzi», canta le glorie di Sant’Accarpau (Santo Ladro) che se ne sta «loccu e mutu / e tuttu carità divotu e piu»; don Fannenti, figlio della Fortuna e dell’Ozio, che nel suo principato dispensa privilegi e esenzioni ai più infingardi; e ancora, ‘Mbrugghieri facci-tosta, figlio di Farfantaria e del Vento, che con la maschera di merda sul volto resta sempre a galla grossu e tunnu; l’Abunnanza a cavallo di un porco, «orrenda e chiapparuta», che da un campanaru rovescia in basso una ricca cuccagna / masticogna che tutti «adugnanu» (arraffano) con risse feroci tranne l’affamato poeta svegliatosi dal sogno pantagruelico.

frau-und-mann-schieleCoiti, erezioni, pulci impudiche sbeffeggiano gli amori arcadi e bene marcano le «aure» dei peti «evapuranti a strisci» miseria corporale e morale degli umani. Una fantasia arguta e colta, linguisticamente scaltra quella di Tempio, onesto nella vita ma lascivo nella pagina, perché crudamente scettico.

Anche l’asino/popolo, sceccu pazienti e bastonato, ha sui suoi bastonatori momenti di piccante e sprezzante rivincita, simili alle tre «sgricciunati di pisciazza» del cane mastino al cagnetto arrogante: «Quantu esprimi ed è sucusu / stu disprezzu ginirusu!». Ma la rivolta non va oltre, frenata dal disincanto per gli «scagghiuni» del tempo divoratore e per l’immobilità del mondo storico dove l’avidità «lu drittu chiantau di lu chiù forti» e una «ria pulitica nun cura / pri sustiniri soi progetti assurdi / suffucari li liggi di natura».

Donde l’immagine/acme forse del carnevalesco tempiano che è pure autoironica: un Poeta sul monte Parnaso si fa un clistere. Apollineo e scatologico insieme.

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La storia della Cucciniello

«Ho pure venduto casa per la mia battaglia legale e da 9 anni attendo giustizia»

La storia di un’aspirante preside

di Giuseppe Scibetta

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la prof. Maria Antonietta Cucciniello

«In tutti questi anni avrei voluto vincere il concorso di dirigente scolastico ed invece sono stata danneggiata professionalmente e discriminata come donna: ma non mi sono mai arresa. E non sarò certo io ad ammainare bandiera sino a quando non mi consentiranno di realizzare quello che per me può essere considerato il sogno di una vita… ».

La prof. Maria Antonietta Cucciniello è laureata in Filosofia, è sposata e madre di due figli (Salvatore di 29 ed Emilio di 27) ed ha ora 64 anni. Da quasi dieci anni si è ritrovata ad essere protagonista di una controversia di livello nazionale, “esplosa” nella primavera del 2007, quando la docente nissena è stata ospite del conduttore di “Mi manda Rai3” Andrea Vianello e denunziò pubblicamente le irregolarità verificatesi nel corso della valutazione degli elaborati scritti fatti dai candidati della Sicilia ed esaminati dalla commissione per il concorso per presidi bandito nel 2004.

In quella circostanza la prof. Cucciniello, che non era stata dichiarata idonea a partecipare alla prova orale successiva, dimostrò davanti alle telecamera della storica trasmissione che la Commissione aveva impiegato un tempo irrisorio (“quasi un minuto” ricorda ancora adesso, “quasi in un battito di ciglia”) a valutare gli elaborati ed ad ammettere o escludere i candidati. Nella stessa circostanza la candidata esclusa, che aveva nel frattempo chiesto ed ottenuto l’accesso agli atti del concorso, mostrò ai telespettatori di tutta l’Italia alcuni compiti scritti di suoi colleghi che avevano avuto dalla Commissione regionale il giudizio di “eccellente” e che erano stati ammessi agli orali dove erano contenuti persino dei grossolani errori di grammatica.

imagesCAWWREWMIl Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo poi accolse il ricorso presentato dalla Cucciniello assieme ad una sua collega e annullò il concorso a cui parteciparono quasi 1.500 docenti aventi diritto, anche se nel frattempo 375 concorrenti dichiarati vincitori avevano nel frattempo ricevuto l’incarico ed avevano cominciato ad espletare le loro nuove mansioni.
La vicenda è andata avanti per tutti questi anni a colpi di carta bollata e persino con una legge nazionale (la nr. 202/2011, denominata la “salva presidi”) che ha consentito ai vincitori di concorso di rimanere al loro posto dopo aver rifatto una prova scritta ed ha previsto il riesame dei compiti dei 950 concorrenti bocciati inizialmente agli scritti: tra questi solo in 41 furono “ripescati” e ritenuti idonei quindi messi in condizione di frequentare (a partire dal gennaio scorso) il corso semestrale per sostenere gli esami orali per aspiranti presidi.

Solo nei giorni scorsi la prof. Cucciniello ha sostenuto e superato la prova orale.
Ma anche questo risultato rischia adesso di tramutarsi un “una grande beffa”, perchè – nel frattempo – la responsabile dell’Ufficio scolastico regionale Maria Luisa Altomonte ha emanato un decreto che prevede i candidati del concorso a preside dichiarati vincitori nel 2011 «precedono nell’assegnazione dei posti i loro colleghi che sono stati riammessi e che nei giorni scorsi hanno superato la prova orale». Un provvedimento (giudicato da alcuni esclusi un’iingiustizia e l’illegalità sul diritto e la corretta applicazione della legge) che ha indotto la piccola pattuglia di “ripescati” e che aspetta da anni il reintegro nelle nuove mansioni a protestare ed ad organizzare una manifestazione che avrà luogo a Roma.

Ma per la prof. Maria Antonietta Cucciniello, che è assistita dai legali Caterina Giunta di Palermo e Giuseppe Nicoletti di Licata, non è finita qui.

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Il gruppo folk nato come laboratorio scolastico

di Rino Pitanza
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SICILI~1E’ piena di risorse Campofranco con la sua cultura e soprattutto con le sue tradizioni. Sei anni fa nasceva come laboratorio scolastico dell’Istituto Comprensivo di Campofranco diretto da Carolina Taibi, il gruppo folkloristico “Sicilia ‘nu cori” con l’intento di svolgere attività di ricerca e divulgazione di canti, danze, musiche e tradizioni della gente di Sicilia.
L’iniziativa ha visto prendere corpo grazie alla caparbietà della professoressa Franca Taibi che collaborata egregiamente dalla collega Maria Galioto stanno portando il gruppo in giro per il mondo.
«Il folklore siciliano – commenta la presidente Franca Taibi – è ricco di suggestivi elementi di canti, leggende, racconti, proverbi, colori e suoni. I campofranchesi hanno gelosamente custodito numerosi aspetti delle tradizioni etniche, dandoci la possibilità di riproporli ancora oggi immutati nella loro immagine. Vogliamo rivalutare e salvaguardare tradizioni, usi e costumi appartenenti al nostro patrimonio locale». Numerose le partecipazioni ad eventi regionali come quella del “Mandorlo in fiore” agrigentino e poi in giro per le provincia di Agrigento, Caltanissetta e Palermo. E non poteva certo mancare, oltre alle partecipazioni a numerose trasmissioni televisive, una “puntata” all’estero con l’esportazione del folklore siciliano in Ungheria.
“Quest’anno – annuncia la vicepresidente Maria Galioto – abbiamo toccato numerosi centri siciliani e calabri e altri ancora ne abbiamo in programma, come gli inviti per il Giappone e per l’India ma che purtroppo non possiamo onorare perché le manifestazioni si svolgono nei nostri periodi scolastici e i nostri ballerini sono tutti studenti. Da evidenziare che i genitori sono parte integrante del gruppo e seguono i loro figli nella manifestazioni”.

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«Rifiuti, innovazioni per fermare i debiti»

Emanuele Gallo

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E’ positivo che l’assemblea dei sindaci intenda rendere operativa la SRR entro settembre, per dismettere finalmente l’Ato CL1. Positiva è anche la proposta di una delibera condivisa per tutti i comuni, da sottoporre ai consigli comunali, chiamati ad approvare i debiti prodotti dall’Ato per 27 milioni di euro, e accedere così al fondo regionale di rotazione.

discarica, sommersi dai rifiutiOra però è necessario che i sindaci e le istituzioni mettano al centro del dibattito la progettualità e la programmazione del servizio, eliminando le zavorre che hanno creato il debito milionario. Senza innovazioni e progetti per nuovi impianti, le SRR continueranno a produrre debiti, e a pagare saranno sempre i cittadini”.

La Ust Cisl di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, lancia un appello ai primi cittadini che compongono la SRR di Caltanissetta, in vista dell’assemblea del 5 settembre in cui si definirà la gestione del nuovo servizio rifiuti. Per la Ust Cisl, bisogna dotarsi di una nuova impiantistica, attingendo ai finanziamenti europei.

“I punti irrinunciabili sono la riduzione dei costi a carico dei cittadini, stop al caro bollette, mantenimento dei livelli occupazionali e la creazione di impianti polivalenti tramite progetti di caratterizzazione delle discariche con impianti moderni, eco compatibili e sostenibili economicamente”.
“Laddove le discariche pubbliche oggi inutilizzate (come la discarica di contrada Martino a Serradifalco o di contrada Stretto a Caltanissetta) lo consentano, bisogna convertirle in strutture tecnologicamente moderne, capaci di trasformare i rifiuti in risorse ed energia proveniente da impianti di compostaggio, bio gas, impianti “tal quale”, come avviene in tutta Europa”. 1279695590_discaricheAnche la Ust Cisl è contraria al sistema delle discariche, ma l’uso dei finanziamenti europei da parte della Regione e dei comuni per questi progetti, avvierebbe una seria raccolta differenziata, veramente conveniente, con l’obiettivo di ridurre le bollette e abbandonare le discariche.

L’assenza di una discarica pubblica, sotto il profilo economico, ha penalizzato l’Ato CL1. Visto che la Tares fa ricadere i costi interamente sulle tasche dei contribuenti, oggi più che mai è indispensabile eliminare i costi di trasporto e conferimento in discariche situate a centinaia di chilometri, come ha fatto l’Ato CL1 indebitandosi.
Senza infrastrutture adeguate, il sistema fallisce, sia esso Ato, Srr o Aro. Per rendere sostenibile la gestione dei rifiuti, le SRR non devono produrre debiti.
I sindaci non si illudano di poter affrontare tali questioni dopo l’entrata in funzione delle SRR, significherebbe perpetrare le stesse diseconomie prodotte dall’Ato. La progettualità e la programmazione siano invece condizione di partenza, sin dalla prossima riunione del 5 settembre.

*Segretario Ust Cisl, Agrigento, Caltanissetta, Enna

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Il tennis che passione!

Il sindaco premia Michele Barile per il corso gratuito

di c. l.)
Il sindaco Michelangelo Saporito e il presidente del Consiglio comunale Vncenzo Milazzo premiano Barile

Il sindaco Michelangelo Saporito e il presidente del Consiglio comunale Vncenzo Milazzo premiano Michele Barile

Una targa ricordo: un piccolo gesto per celebrare una meritoria opera di volontariato. E’ quanto ha fatto l’amministrazione comunale di Santa Caterina premiando Michele Barile. A consegnargli la targa sono stati il sindaco Michelangelo Saporito e il presidente del consiglio Vincenzo Milazzo.

Michele Barile, istruttore di tennis Uisp, grazie alla collaborazione con l’assessorato comunale allo sport retto da Michele Russo, ha organizzato l’ottava edizione del corso di tennis gratuito. Caterinese, ma da anni residente a Milano dove lavora, anche questa estate Michele Barile ha organizzato in collaborazione con il Comune la scuola di tennis. La partecipazione alla scuola è stata totalmente gratuita.

Emozionato ma soddisfatto per il riconoscimento da parte dell’amministrazione comunale, Michele Barile ha sottolineato: «Fare sport a certi livelli a Santa Caterina, purtroppo, non è facile; molto è affidato al volontariato che opera spesso in situazioni non semplici anche quando, come a Santa Caterina, l’amministrazione comunale mette volentieri a disposizione gli spazi disponibili». In questa ottava edizione s’è registrata un’ affluenza sostanziosa. Un corso che ha spopolato facendo registrare un consenso notevole tra i partecipanti, ma anche tra quanti hanno assistito alle partite.
Nell’ultima settimana sono stati disputati 3 tornei: Ragazzi, Giovani e Donne con 60 partecipanti. Si sono imposti rispettivamente Alfè Alarico, Ysef e Martina Inglisa.

Notevole anche lo stage della categoria pulcini con giochi ludici propedeutici al tennis molto apprezzati dai genitori presenti e partecipanti in prima persona. Inoltre, due allievi, provenienti dai corsi precedenti, hanno affiancato Michele Barile nella formazione dimostrando padronanza non solo nei gesti tecnici ma anche nella consapevolezza del metodo di formazione e gestione dei gruppi. Per racchette e palline ci ha pensato lo stesso Barile gratuitamente e a puro titolo di volontariato.

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Il sindaco di Montedoro scrive a Letta e Crocetta: «Nelle casse del Comune non c’è un centesimo»

«Non c’è più nulla da tagliare»

di C. L.

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messanaDal mese di settembre il Comune di Montedoro non sarà più in grado non solo di pagare gli stipendi ai dipendenti comunali, ma nemmeno di avere i fondi necessari per le spese più minute come acquisto del carburante degli automezzi, della carta e dei toner per i fotocopiatori. Una vera e propria autocertificazione di prossimo dissesto finanziario quella del sindaco Federico Messana in una lettera che ha inviato al presidente del Consiglio dei Ministri, alla Presidenza della Regione, al prefetto di Caltanissetta e ai vari capigruppo dell’Assemblea regionale siciliana.
Una lettera dai contenuti crudi, un misto di delusione rabbia ed amarezza per una situazione, quella dei piccoli Comuni, che appare ormai ai limiti sul piano della gestione economico finanziaria. Di certo, uno stato di cose che, al momento, appare drammatico nella misura in cui sta emergendo un dato oltremodo preoccupante: senza i trasferimenti regionali e statali, il piccolo Comune montedorese appare destinato inevitabilmente al dissesto.

«Nelle casse del Comune – ha detto Messana – a parte i debiti accumulati nel tempo, non c’è un solo centesimo. Senza i trasferimenti dello Stato e della Regione, almeno in misura pari agli anni passati, il Comune non può più garantire, come ha fatto finora, né gli stipendi né i servizi più indispensabili».
Il primo cittadino montedorese, a scanso di equivoci, ha chiarito che anche una politica di tagli alla spesa non è più percorribile in alcun modo: «Non si può tagliare più niente, perché tutto quello che si poteva tagliare è stato tagliato, dai compensi agli amministratori (non vengono corrisposti neppure i gettoni di presenza ai consiglieri), alle consulenze, alle spese di rappresentanza e alle missioni. Il Comune dispone di una sola macchina (una Fiat 600), che viene utilizzata da tutti (amministratori, vigili urbani, impiegati dei vari uffici). Non solo non si può tagliare più niente, ma non si possono aumentare le tasse, perché su 1650 abitanti almeno 900 sono anziani con pensioni minime, non sempre bastevoli a garantire la loro stessa sopravvivenza».

Un quadro drammatico, quello che il sindaco Messana ha fatto emergere attraverso una lettera che appare destinata a far discutere non poco, anche perché il primo cittadino ha lamentato la mancanza di punti di riferimento credibili a livello politico e istituzionale.

«Sappiamo che questa comunicazione, che probabilmente nessuno si curerà di leggere, non serve a nulla e che stiamo scrivendo solo per noi stessi, per sfogo o per sgravio di coscienza, consapevoli come siamo che il disastro è oramai inevitabile; ciò che tuttavia amareggia di più non è la drammaticità della situazione economica, ma la mancanza di punti di riferimento credibili, sia istituzionali che politici, il non sapere, cioè, a chi rivolgersi, con chi parlare. Mai, nel passato, gli amministratori locali si erano trovati in una situazione come questa, di totale smarrimento e di prostrazione – ha polemicamente concluso Messana – c’è ancora spazio per evitare il tracollo del sistema delle autonomie locali? Noi crediamo di no, a meno che chi ha il potere di decidere (si tratterebbe di un vero miracolo) non si renda conto che stiamo andando a sbattere e dia una sterzata decisa alla propria azione di governo».

Gita per anziani (e non)

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untitledL’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Federico Messana, ha reso noto che quest’anno la tradizionale vacanza per gli anziani si svolgerà dal 9 al 17 settembre a Castelvetrano con visite guidate a Gibellina, Salemi, Santa Margherita Belice, Marsala, Selinunte, Erice e Segesta, Mazara del Vallo e Castello di Partanna.

L’amministrazione comunale ha anche reso noto che la partecipazione comporta a carico dei partecipanti il versamento di un contributo commisurato al reddito familiare: 250 euro l’anziano con reddito fino a 5.681,02 euro, 300 euro l’anziano con reddito fino a 12.911,42 euro, 325 euro l’anziano con reddito oltre 12.911,42 euro. Potranno prendere parte alla gita coloro che hanno compiuto 65 anni di età, se maschi, e 60 anni di età, se donne.

Possono comunque partecipare alla vacanza anche i non anziani, purché versino una quota di 350 euro. Per le iscrizioni ci si deve rivolgere all’Ufficio dei Servizi Sociali del Comune, entro e non oltre il prossimo 4 settembre.

L’amministrazione comunale, infine, ha comunque inteso precisare che la vacanza in questione avrà luogo solo se si raggiungerà un numero congruo di partecipanti.

 

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