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Archive for 31 agosto 2013

Location pericolosa

Storie e storielle del passato e del presente

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Totò Angilella

Totò Angilella

Terminate le manifestazioni estive, è tempo di riflessioni. Intendiano parlare di una serata dedicata alla cultura svoltasi al villaggio Cavour, meglio noto come Robba Farcuna,

Lo storico Carlo Petix ha intrattenuto un pubblico selezionato, pochi giovani ma colti, soffermandosi su due interessanti episodi storici. Il primo riguardava le lotte per l’Autonomia da parte di un agguerrito manipolo d’uomini coraggiosi, per formare dall’unione di due frazioni: Milocca (dipendente da Sutera) e San Biagio (dipendente da Campofranco) il comune unico ed autonomo di Milena, il 30 dicembre del 1923. Il secondo descriveva con dovizia di episodi l’entrata degli ‘Americani in paese quel 17 luglio del ’43.

petixTutto ok, tranne la location, cioè il posto scelto per la serata (secondo noi), sbagliato per due motivi, uno storico e l’altro diciamo strutturale.

“Milena 5 giugno 1941”.  Davide Gentile con i figli Vittoria, Giovanni e Virgilio

Davide Gentile

Sia le lotte per l’indipendenza che la II Guerra Mondiale ebbero come teatro non il villaggio Cavour ma in particolare la piazza principale del paese e la caserma dei carabinieri. Ne consegue che la sede più adatta, la lochescion più idonea avrebbe potuto e dovuto essere o il palco già allestito su quella piazza o anche lo spiazzo davanti la ex caserma di Milena ,accanto al Bar Latino. In quella caserma operò il famoso maresciallo Davide Gentile. Chissà se qualcuno che ha senso e rispetto della nostra storia un giorno proporrà di dedicare quella piazzetta o pur anche la stretta via Alloro, che porta al tabacchino Maida, al Gentile. Il maresciallo dei carabinieri è autore di un libro dedicato alla moglie che è una fonte inesauribile di notizie della Milena degli anni ’49. Abbiamo i recapiti della figlia e del nipote, nel caso si volesse prendere sul serio questa proposta…

rf3Che ci azzeccava dunque l’esibizione dello storico Carlo Petix con lo spiazzo di Robba Farcuna contiguo all’arco? Siamo convinti che semmai quella lochescion del martedì sarebbe stata più indicata per quella di giovedì in cui l’architetto Ilenia Cordaro trattava di sviluppo architettonico, considerando lo stato di massimo degrado e perfetta rovina in cui versano i ruderi di molte case.

rrNon è stato nè bello nè opportuno riunirsi tra quelle case in rovina a rischio crolli, dove abitano e s’ingrassano zecche, pulci e topi. Lo sanno bene gli abitanti della zona che ci hanno mandato alcune foto.

La realtà descritta, la triste realtà semmai suggerisce di poter organizzare in avvenire un’altra serata a Robba Farcuna nello stesso posto o nel villaggio Cavour invitando ingegneri, tecnici comunali, docenti universitari, architetti etc.

2013-07-30 12.20.58A far cosa? Ma un consiglio comunale straordinario all’aperto e aperto al pubblico, dove non dovrebbe mancare anche l’ufficiale sanitario per poter prendere atto della presenza di zecche e sorci che i vicini a queste case fatiscenti lottano con il solito sistema “fai da te”.  Altro che farci in quel posto Robba Rock!

Ci chiediamo infine come si possano autorizzare manifestazioni in questi posti pericolosi per la pubblica incolumità: non è un caso che passando l’arco, sia stata chiusa ma mesi via Meli e non è un caso che una mezza dozzina di vecchie abitazioni abbiano le imposte divente e i tetti crollati.

Anche di queste storie ci si dovrebbe interessare, piuttosto che usare il degrado del villaggio Cavour come lochescion.

GUARDA ALTRE FOTO SIGNIFICATIVE

DI ALCUNI SCORCI DI ROBBA FARCUNA TRA VIA MELI E VIA VERGA

(altro…)

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IL 3 SETTEMBRE ALLE ORE 19 A DELIA

CONVOCATI I CONSIGLI COMUNALI DI  BOMPENSIERE, DELIA, MILENA, MONTEDORO E SERRADIFALCO

«Comuni in ginocchio»

di SEBASTIANO BORZELLINO

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Delia - Municipio

Delia – Municipio

Delia. Novità in merito al consiglio comunale aperto convocato per il 3 settembre per protestare contro i tagli dei trasferimenti ai Comuni sotto i 5.000 abitanti e al quale l’amministrazione di Delia ha invitato anche i dipendenti per illustrare la situazione finanziaria attuale e le possibili conseguenze dei minori trasferimenti statali e regionali.

I sindaci dei comuni di Serradifalco, Montedoro, Bompensiere e Milena, rispettivamente Giuseppe Maria Daquì, Federico Messana, Salvatore Gioacchino Losardo e Giuseppe Vitellaro, hanno annunciato che prenderanno parte al Consiglio di Delia. Lo hanno deciso durante l’ultima riunione dell’Unione “Terre di Collina” di cui i quattro Comuni, insieme a Delia, fanno parte.

Al consiglio comunale parteciperanno anche il vice presidente vicario dell’Anci Sicilia Paolo Amenta e il sindaco di Ferla (SR), Michelangelo Giansiracusa, che ha parlato recentemente di “situazione drammatica” annunciando, se non si salvaguarderanno i bilanci, una “protesta ad oltranza”. E anche i consigli comunali dei Comuni coinvolti.

Intanto i sindaci hanno emesso un comunicato congiunto: «Martedì – si legge – vogliamo essere presenti, insieme al sindaco Gianfilippo Bancheri, per elevare coralmente la nostra grande amarezza e il nostro grido di protesta contro la proposta regionale di tagliare pesantemente le risorse finanziarie ai piccoli Comuni. Una decisione che reputiamo rischiosa per i servizi ai cittadini e pericolosa perché mette una seria ipoteca sul futuro dei nostri territori. Condividiamo pertanto il grido di allarme dell’Anci Sicilia e la proposta di aumentare il fondo delle autonomie locali per i Comuni sotto i 5000 abitanti da 56 milioni di euro ad almeno 100 milioni per consentire quantomeno di riequilibrare i bilanci.
RIFLa nostra – continuano – non è solo una protesta ma vuole essere soprattutto una seria riflessione su quella che ci sembra una scelta distruttiva. I tagli prospettati, in questo momento di grave crisi, non favoriranno nessuna crescita e non daranno una boccata di ossigeno alle economie locali. Senza risorse sufficienti salta il ruolo e la funzione svolta dai “piccoli comuni”. Si affrontino i veri problemi della crisi e si favoriscano con serietà e determinazione quelle politiche in grado di risolvere veramente i nodi che attanagliano i nostri Comuni, come, ad esempio, lo smaltimento dei rifiuti che ha messo in ginocchio i comuni della nostra isola».

Anche sul tema dell’accorpamento dei Comuni i cinque sindaci lanciano un accorato grido di allarme e fanno capire che «sarebbe un duro colpo per la democrazia partecipata perché verrebbe meno la funzione di presidio e di vicinanza e quindi la continuità del rapporto diretto tra amministratori e cittadini, vero termometro della coesione sociale nei nostri territori».
«I Comuni – concludono – sono realtà complesse e i territori non possono essere rappresentati solo da un numero, quello degli abitanti. I Comuni hanno fatto la storia di questa nazione. Hanno dato un’ immagine positiva del paese. Hanno valorizzato le risorse artistiche e culturali. Hanno contribuito a promuovere i territori. E in materia di spending review sono stati proprio i Comuni, per primi, a ridurre il debito e la spesa pubblica al contrario di Stato e Regione che ora non sanno fare altro che tagliare loro le risorse e cercare di farli scomparire dalla carta geografica».

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Cat…tivissimo!!!

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Giufà e la pentola in prestito

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Giufà aveva nomea di essere uno sciocco. Forse lo era un po’, ma non troppo.

giufa pentolaUn suo vicino cercava di gabbarlo spesso chiedendogli cose in prestito, che sistematicamente non restituiva. Trovava sempre le scuse più banali o assurde quando Giufà rientrare in possesso dei suoi beni.
Stufo di essere preso in giro, Giufà un giorno decise di vendicarsi.
Incaricò la moglie di farsi prestare dal vicino una pentola e all’indomani la restituì ringraziandolo. Il vicino riprendendosi la pentola si accorse, però, che dentro la stessa vi era una pentola più piccola. Meravigliato della cosa, il vicino chiese a Giufà: – Di chi è questa pentolina? Perchè me la dai?
Giufà rispose: – La pentolina è tua! Di notte, la tua pentola ha partorito la pentolina. Ecco perché è tua!
A quelle parole il vicino di casa si prese le due pentole, senza dire altro, e dentro di sè si disse: – Giufà è proprio uno sciocco!
Dopo qualche settimana Giufà mandò di nuovo la moglie a chiedere una pentola al vicino, ma, dopo averla usata e lavata, non la restituì. Poiché aveva bisogno della pentola, il vicino di casa andò a cercarla a Giufà, pensando, magari, che avrebbe rimediato qualche altra pentolina.
Ma Giufà, che aveva messo in atto la sua vendetta, disse:
– Mi dispiace, amico mio! Non so come dirtelo, ma la tua pentola, dopo aver cucinato la zuppa di fagioli, si è sentita male. Ma, talmente male che è morta!
Il vicino preoccupato per la risposta di Giufà, inveì:
– Ma, come puoi dire queste scemenze! Non si è mai sentito che una pentola possa morire! Mi sa tanto che la tua è una scusa!
Giufà, con bagliore di furbesca lucidità, rispose:
– Se è vero che una pentolina può nascere da una pentola, potrà pur essere vero che una pentola possa morire? – così dicendo, chiuse la porta in faccia al vicino e si tenne la pentola grande in cambio della pentolina

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