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Archive for 27 agosto 2013

Lo sfregio

RIASSUNTO DELLA PUNTATA PRECEDENTE

https://milocca.wordpress.com/2013/06/08/i-maghi-che-fan-sparire-le-panchine/

pan8613.

A Masaniello alcuni mesi fa, era “scomparsa” una panchina. Un brutto giorno fu prontamente rimossa, caricata sul furgoncino comunale, sotto la direzione di un non-dipendente comunale al quale un sindaco troppo “liberale” permette di fare e disfare alla faccia delle regole.

Alle vibranti proteste dei locali, fu risposto di non temere, chè si trattava solo darle una pitturata, poi sarebbe stata riportata in una quindicina di giorni. I residenti di Masaniello pensarono che “quella” comoda panchina non l’avrebbero più rivista perchè i quattro “buchi” che la fissavano al suolo erano stati sepolti sotto quattro colatine di cemento.

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Arroganti e maramaldi

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Iniziata male, è finita peggio. Siamo infatti  in grado di ricostruire la seconda parte della brutta storia della panchina di Masaniello, tolta con la scusa che doveva essere migliorata e dipinta per venire riposta entro 15 giorni. Allora quando la panchina “sparì” erano gli inizi di giugno, ora che è “riapparsa” siamo a fine agosto.

L’amministrazione comunale tardu-tardu ha mantenuto la promessa. Ma guardate come! Ha rimesso sullo spiazzo di Corso dei Mille, una panchina “brutta, sporca e cattiva” abbandonandola sul posto senza fissarla a terra con i bulloni, come quella di prima. Questi i fatti.

Questa non è la stessa panchina che era stata tolta

La “NUOVA” panchina! Brutta, storta, spittata e buttata lì! Senza bulloni, a fissarla ci pensino i robarannisi!

Le voci ascoltate raccontano la seguente versione dei fatti: “sono venuti a portare questa brutta panchina che vedete in che stato è, l’hanno lasciata lì senza fissarla, dicendo a bullonarla pensateci voi”. Manco fosse una panchina dell’Ikea!

Da notare, oltre alla panchina sollevabile perchè non bullonata a terra, anche le erbacce incolte.

Notare oltre alla panchina sollevabile perchè non bullonata, anche le erbacce

I commenti non sono per niente favorevoli, anzi molto pesanti. Anche i nostri perchè non sopportiamo le angherie, le prepotenze e soprattutto atteggiamenti guappeschi. Non si possono trattare i cittadini in questo modo incivile e vergognoso.

Questa volta si sono superati i limiti della decenza. E’ necessario che si conosca tutta la filiera di nomi di quanti (operai, sopraintendenti, dirigenti, amministratori) si possano essere resi responsabili di questa sopraffazione. Invitiamo anche tutte le forze politiche e i consiglieri comunali ad intervenire.

Ci attendiamo che il funzionario responsabile faccia un’indagine interna e riferisca al sindaco e che questi rimedi ad un simile “sfregio” facendo togliere l’indecente panchina e sostituendola con una in buono stato e ben fissata a terra.

E, se riscontrasse comportamenti irregolari, dovrebbe punire i responsabili, oltre a chiedere scusa ai cittadini di quel villaggio, cercando di riparare in parte ad un’azione indecente,  prepotente e vile: della serie forti con i deboli e deboli con i forti.

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I dottori Vitellaro e Gattuso al ristorante soccorrono un cliente

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GATTUSO

GATTUSO

VITELLARO

VITELLARO

E’ domenica notte. Alcuni si recano in un noto bar ristorante di Milena. Tra questi il signor Giuseppe Palumbo, un concittadino emigrato al nord e ora ritornato in paese, forse per restarci per sempre. E, per un improvviso malore, ha rischiato di finirci per sempre lasciandoci la pelle.

Gli avventori, ognuno affaccendato con la sua compagnia, chi chiacchierando, chi guardando la tv, all’improvviso hanno sentito il rumore di un corpo che cade a terra, un grido, poi un accorrere a capire cosa fosse accaduto.

imagesCAOYUI7IPer terra un uomo senza coscienza, pallido e sudato. Sembrava morto, ha poi raccontato qualcuno dei presenti. Ma, nonostante il grave malore, la fortuna ha sorriso al malcapitato. Nel Convivio si trovavano due cognati medici, il dottore Salvatore Gattuso che fu sindaco di Sommatino e il dottore Giuseppe Vitellaro, attuale sindaco di Milena i quali hanno prestato il primo soccorso al malcapitato.

L’emigrato era in stato d’incoscienza, si era anche sporcato addosso segno di grande sofferenza cerebrale. Poteva trattarsi di un ictus o di un attacco epilettico, o di altro. Non aiutava il fatto che  nessuno conosceva il suo stato di salute ed eventuali malattie. Di sicuro c’era un arresto cardiaco in atto e i due medici hanno cercato di far riprendere il cuore.

118_ambulanzaPoi l’arrivo celere del 118 allarmato da qualcuno. In ambulanza e via verso l’ospedale San giovanni di Dio. Pare che tutto si sia risolto bene perchè il concittadino emigrato, lunedì mattina è stato visto in piedi e in buone condizioni fisiche, qualche accertamento ulteriore e un breve periodo di osservazione e martedì tornerà al suo amato paesello, pronto a ringraziare la fortuna di aver avuto un malore in un posto dove si trovavano non uno ma ben due medici.

Quando si dice la fortuna nella sfortuna!

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fav“Investiamo nella bellezza. Portiamo le esperienze più belle del mondo a Favara”

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Questa l’idea alla base del progetto iniziato tre anni fa dal notaio catanese Andrea Bartoli e da sua moglie Florinda Saieva.

Nasce per fare la rivoluzione con la bellezza il Farm Cultural Park di Favara.

A sei chilometri da Agrigento, nel bel mezzo della provincia abbandonata, dove trionfa l’abusivismo edilizio e la speculazione mafiosa , questi due mecenati, convinti che il futuro sia nella condivisione, con un investimento di 350 mila euro, hanno comprato e ristrutturato alcune case del centro di Favara e le hanno trasformate in spazi espositivi, residenze artistiche e laboratori.

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La loro crociata per la bellezza ha contagiato amici e parenti che hanno rilevato altre proprietà per metterle a servizio di un obiettivo comune: bellezza e conoscenza. Dall’iniziativa di Bartoli e della Saieva hanno preso coraggio i giovani di Favara che tornano in paese per scommettere sulla rinascita e lavorano come volontari per il Park.

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Da quest’anno il Farm Cultural Park cura anche l’allestimento del Castello Chiaramonte, dove ogni sabato ci si riunisce per discutere i migliori modelli al mondo in merito a: orti urbani, architettura a bassa definizione, design degli spazi pubblici. E da qui si progetta il futuro di Favara.

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(altro…)

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Abbigliamento nel mondo arabo tra passato e presente

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La Cabilia è la regione dell’Algeria abitata dai Cabili, popolo di origine berbera che ha conservato, attraverso i secoli, le proprie caratteristiche.
E’ la donna la custode delle tradizioni, della lingua, dei rituali e dei valori ed anche il suo costume tradizionale ha subìto, nel corso degli anni, pochissimi cambiamenti.
All’ inizio, il vecchio abito cabilo, era confezionato in lana bianca tessuta in un unico pezzo ed era accompagnato dal cosiddetto axellal, una specie di cappotto invernale che veniva appoggiato sulle spalle ed era senza cuciture. Nel 20 ° secolo, il tessuto industriale di cotone stampato ha sostituito la lana, dando origine all’ abito tradizionale che la donna cabila ancora oggi indossa   e che  ha ispirato molti artisti, poeti e pittori.
L’ elemento base di questo abbigliamento è la djebba cabila, detta anche “thaqandourth”.
Solitamente in raso è caratterizzata da elaborate passamanerie che ornano i bordi del vestito e impreziosiscono la scollatura arrotondata, ha volants e maniche lunghe. Sul petto vi sono ricamati motivi berberi.
Sopra la gonna  viene indossata la foudha ( o foutah), un grembiule, che scende fino alle caviglie ed è legato  sui fianchi.
Tessuto a larghe strisce nere, gialle, viola, e rosse ha uno stampato berbero diverso per ogni tribù. Indossato quotidianamente sopra gli abiti, permette di mantenerli puliti durante i lavori casalinghi e dei campi (raccolta olive).
La cintura utilizzata si chiama h’zam e, in questo tipo di costume, è costituita da un insieme di fili di lana multicolori intrecciati che terminano alle estremità con dei pompons.
Sul capo si usa il m’harma , un foulard  che si nota soprattutto per i suoi motivi floreali dalle calde tonalità. E’ un quadrato (misura un metro per lato), che la donna piega a triangolo per metterlo dietro la nuca riportando poi le estremità  al di sopra della fronte.
In questi ultimi anni il vestito della Cabilia si è modernizzato diventando più leggero e con ricami più fini, ma questa nuova versione non è ancora pronta a detronizzare il vestito tradizionale che non può mancare nelle occasioni speciali, nelle danze e nei matrimoni accompagnato dai caratteristici gioielli cabili. Molte sono anche le donne che, provenienti da altre parti del paese, non esitano ad acquistare un abito della Cabilia per il loro corredo.

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Governo perso

«Il governo senza navigatore satellitare»

Angelo Cardella

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imagesCAHLD6GHFinalmente si è diradata la robusta coltre di mistero che copriva le attività dei nostri parlamentari nelle loro inconcludenti riunioni legislative. Lo squarcio nel muro di omertà è stato aperto dalla confessione del neo eletto presidente della vigilanza Rai l’onorevole Fico dei Cinquestelle, che ha voluttuosamente descritto, con la dovuta dovizia di particolari, il rapporto erotico estremo, chiamato bondage, praticato da PdL e PD nelle istituzionali Camere… da letto.
Secondo quando denunciato dall’Esponente politico, invece di provvedere al loro mandato legislativo e quindi di risolvere gli annosi e gravosi problemi della nostra società, i rappresentanti delle larghe intese sono invece soliti dedicarsi all’insano rapporto affettivo consistente nello stringersi reciprocamente ed alternativamente un cappio al collo, tirandolo fino a rasentare i limiti dell’effettivo soffocamento dell’amante.

Nell’era della comunicazione riesce davvero difficile comprendere e dare il giusto significato a quanto i politici dichiarano. I loro arzigogolamenti mentali non sono funzionali al loro operato o a quello che realmente praticano, ma piuttosto quello che ci vogliono far credere.  Al di là della realtà o del paradosso proviamo a redigere un seppur minimo resoconto sull’operato e sui risultati ottenuti dai maggiori partiti e dal governo in questo inizio di legislatura.

thFino a qualche giorno fa sicuramente bicchiere mezzo pieno per il PdL, che era riuscito nell’unico ed imprescindibile interesse elettorale: posticipare l’IMU ai più ricchi. La situazione è completamente precipitata con la condanna in Cassazione del proprio Leader. Il palco davanti a Palazzo Grazioli, nel sancire la condanna a morte del PdL e la presunta resurrezione di Forza Italia, era presidiato solo da una minima parte delle bandiere preparate, (non c’erano abbastanza sostenitori da farle garrire tutte, qualcuno ne sventolava addirittura due), ha provocato la sgradita sensazione agli osservatori neutrali, di assistere all’ultima passerella, opportunamente organizzata, per gratificare e far commuovere il vecchio eroe. Tenuto miseramente in mostra per accanimento terapeutico da parte dei suoi sodali che contavano di gratificarsi avidamente dell’effluvio del carisma rimasto e vampirescamente dell’ultima goccia vitale del suo sangue.

Per l’area di centro, invero esigua, rappresentata da Udc e Lista Civica, non si può parlare male… anche se dobbiamo ammettere che i numeri talmente esigui non ci permettono di parlarne bene. Dilapidato l’esiguo avviamento di Monti, l’aggregazione si è arenata in cifre talmente misere da rasentare i… millesimali di un sottoscala di un lussuoso palazzo. Diciamo con franchezza che sarebbe opportuno definire che più che in bilico tra i contendenti al governo, sono in bilico… punto.

imagesCALGW47HL’area del Pd è scossa da continui terremoti. Non passa giorno che qualcuno emuli, senza malcelata goduria, il personaggio di Tafazzi. Solo che a differenza della macchietta, il protagonista di turno è privo di sospensorio e martella gli attributi propri e quelli dei colleghi, non con una bottiglia di plastica, ma con un robusto ed adeguato bastone. L’elezione del Presidente della Repubblica è la pietra miliare della stupidità e dell’inettitudine parlamentare.
Le normali correnti sono indici di salute all’interno dei partiti ma non nel Pd, dove rappresentano gruppi armati di ottusa incoerenza, che orgogliosi della propria provenienza insistono su dispute esauste da lustri.

Il Governo sembra procedere tentoni, come se fosse senza navigatore satellitare, ma in realtà è probabile che si fermi prima ancora che abbia avuto il tempo di scegliere ed inserire la destinazione da raggiungere.

imagesCAR7M2CBGrillo continua ad annunciare e… a spararle sempre più grosse, dà la sensazione di aver preso coscienza di essere arrivato ai titoli di coda. I suoi rifiuti ed i suoi ultimi atteggiamenti, comunicati dal blog o dai comizi, hanno qualcosa di ancestrale con il masochismo più becero. Un autodafé che lo costringe ad auto crocefiggersi ogni qualvolta che, parlando dei politici, è costretto a nascondersi sotto una falsa e spregiudicata verginità parlamentare che ormai ha ignominiosamente perso. Annaspando, come qualsiasi altro leader di partito, nei meandri della solita e inconcludente politica… annunciata.

Un economista del secolo scorso, (Galbraith) ha affermato che “La politica non è l’arte del possibile. Consiste nello scegliere tra il disastroso e lo sgradevole. ”

Non scegliendo si rischia di cadere nello stupido. Provate ad ammortizzare con rate di 46.000.000 di € annuali, quelli risparmiati dai Cinquestelle, il nostro debito pubblico di 2.080.000.000.000 (duemilaottantamiliardi) di euro.
I nostri antichi senza l’ausilio di carta penna e far di conto avrebbero detto: Scrusciu di carta assai e cubaita nenti.
L’IMU del Pdl, la restituzione della diaria di M5S ed il Decreto del fare (melina) sono figli della stessa madre. Sono sfacciatamente e spudoratamente messi in bella mostra per nascondere tanti vergognosi fallimenti.

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