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Archive for 11 agosto 2013

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Tutti con le mani in pasta… a fare ‘mbiulate

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Il presidente della Proloco Giuseppe Tona tra la vicepresidente Anna Cassenti e Giuseppe Vitellaro sindaco di Milena

Anna Cassenti, Giuseppe Tona, Giuseppe Vitellaro

Quando un’associazione funziona lo vedi da tante cose, principalmente dalle idee innovative, come quella proposta quest’anno dalla vice presidente della Proloco Milena Anna Cassenti, condivisa da tutto il direttivo.

L’idea che possiamo definire “geniale” è stata quella di non limitarsi a distribuire le famose ‘mbriulate, ma di prepararle in diretta in piazza, descrivendo passo passo il procedimento.
Si è fatto anche di più. si è data la possibilità a chi volesse di poter mettersi alla prova.
Rita Collura impartisce lezioni di 'mbriulata

Rita Collura impartisce lezioni di ‘mbriulata

E ‘ successo così che è arrivato il successo della serata organizzata dalla Proloco Milena: alcune nostre concittadine residenti ed emigrate ritornate per le vacanze, e altre donne dei paesi vicini hanno potuto mettere le mani in pasta e preparare loro stesse le famose ‘mbriulate sotto l’occhio attento dei soci e degli attivisti dell’associazione. Ma la preparazione della ‘mbriultata ha visto anche la partecipazione maschile, come potrete vedere nelle foto, anche il sindaco non ha voluto essere da meno!

In coda per la degustazione

In coda per la degustazione

Vanno lodati tutti i componenti del direttivo presieduto dal presidente Giuseppe Tona: Anna Cassenti, Piino Tona, Franco Tona, Paolo Tona, nonchè Giusy Ingrao ed altri bravi collaboratori che hanno messo la loro fiirma in calce alla riuscita XVIII edizione, in particolare: Gino Mantione, la moglie Rita Collura e il figlio Salvatore con la fidanzata Simona Sorce, Lina Cannella, Enzo Tona e Rosa Pia Raimondi. instancabili.

La serata è iniziata alle 20,30 per concludersi alla 00.30, dopo l’esaurimento di oltre 1200 ‘mbriulate! .

La piazza gremita. Buona parte dei partecipanti erano dei paesi limitrofi e anche di Caltanissetta, ma la parte del leone come sempre l’hanno fatta i campofranchesi, un folto gruppo. Molti i nostri compaesani venuti dall’estero.

I suonatori del guppo folk Gallodoro

I suonatori del guppo folk Gallodoro

Il presidente dell’associazione ci tiene a ringraziare particolarmente gli sponsor che hanno donato le materie prime per fare e condire le mbriulate: Ingrascì Calogero per frutta e verdura, patate e cipolle; le ditte di prodotti cereali dei fratelli Cassenti e Cipolla per la farina;  le macellerie Stefano Oliva, Totò e Claudio Ferlisi, e Marianna Arnone per il trito di carne, il proprietario della Conad Calogero Mancuso per il formaggio e le olive; i baristi Salvatore Palumbo e Mario Latino per l’appoggio logistico; il Comune di Milena per la grande disponibilità.

Un grazie particolare è stato poi espresso ai soci della Proloco e ai volontari che hanno abbracciato e condiviso con entusiasmo questa rivisitazione della sagra.
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Roberto Arganello, scaraventato fuori dall’auto, è deceduto sul colpo. Feriti i suoi due amici

Schianto notturno, muore giovane

di Roberto Mistretta

L´auto fotografata subito dopo l´incidente notturno

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Alba tragica ieri mattina a Mussomeli. La città s’è svegliata con la ferale notizia di un incidente autonomo avvenuto poche ore prima, poco dopo le 4, nel quale ha perso la vita Roberto Arganello, 29 anni, molto noto perché sin da bambino faceva parte del gruppo dei lamentatori della Madrice, dove suonava la tromba. Ferite lievi per gli altri due amici che si trovavano in auto con Arganello, tra cui il conducente.
Un incidente banale nella dinamica ma devastante nell’epilogo, avvenuto alle porte di Mussomeli, lungo la strada provinciale che da Acquaviva Platani porta in città, nei pressi di un impianto di calcestruzzo ed un vivaio.

Roberto Arganello

Roberto Arganello

Tre amici, tre ragazzi di buona famiglia, tutti di Mussomeli, avevano deciso di trascorrere la serata ad Acquaviva Platani dove in un locale cittadino era stata autorizzata una serata discoteca con apertura sino a tarda notte.
Con la Fiat Panda condotta dal ventenne Giovanni Misuraca (figlio del noto scultore Phil Kay), viaggiavano Roberto Arganello, che si trovava accanto al guidatore, e dietro c’era Giuseppe Fasino, 23 anni, che vive a Torino dove ha studiato all’Istituto europeo di design (mamma Maria e papà Mario a Mussomeli gestiscono un forno).
Tre amici come tanti, con tanta voglia di divertirsi e trascorrere una serata diversa, in compagnia e all’aperto per combattere l’afa agostana. Quando l’alba era ormai alle porte, l’epilogo tragico.
A conclusione della serata, Roberto Arganello e Giuseppe Fasino hanno aspettato fuori dal locale Giovani Misuraca che era andato a prendere l’utilitaria (intestata al padre), parcheggiata un po’ più lontano. Quindi hanno preso posto nell’abitacolo, Roberto davanti e Giuseppe dietro. E si sono messi in viaggio verso Mussomeli, che dista non più di 6-7 km da Acquaviva. Una manciata di minuti dopo, tre chilometri più avanti in territorio Monticelli tra Acquaviva e Mussomeli, la tragedia.
Giovanni Misuraca, ancora sotto shock, ha dichiarato ai carabinieri che mentre viaggiavano in leggera discesa, l’auto s’è trovata una pietra sulla strada ed ha perso il controllo. La «Panda» impazzita è quindi schizzata verso un basso muretto a sinistra che delimita un terreno sovrastante, quindi ha proseguito la sua corsa per diversi metri per poi ribaltarsi in mezzo alla strada. Il povero Arganello è stato sbalzato fuori dall’abitacolo ed è morto pressoché sul colpo. Al Pronto soccorso del vicino ospedale è arrivato infatti già cadavere, anche l’elettrocardiogramma era piatto, e i sanitari di turno non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Pressochè illeso l’autista che ha riportato lievissime ferite e un profondo stato di prostrazione. Ferite lievi anche per il terzo passeggero con un paio di tagli alla testa e contusioni varie nella regione lombo-sacrale (15 giorni di prognosi) e la perdita della memoria. Il giovane infatti dell’incidente non ricorda nulla, soltanto che erano partiti dal locale e poi s’è ritrovato in ospedale. I due feriti non hanno necessitato di ricovero.

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Come le mamme si liberavano dei figli fastidiosi

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Ci fu un un periodo non tanto lontano in cui la mamme si erano inventate un sistema infallibile per liberarsi per qualche ora dei figli più fastidiosi che impedivano loro di svolgere un’attività o di ragionare di qualche problema serio che non doveva essere ascoltato dai minori: l’ “addimura”, da “addimurari, ritardare quindi il “ritardo”.

Così, previa preventiva intesa, pregavano / incaricavano il malcapitato figlio di recarsi presso l’amica vicina di casa o meglio ancora dalla parente più prossima ma più distante in termini metrici a chiedere “l’addimura” un qualcosa che si faceva intendere essere era molto utile e non indipensabile.

Il figlio o la figlia, si compenetravano dei bisogni della casa e così stimolati a rendersi utili, correvano a svolgere l’incarico materno.

Giunti all’indirizzo si trovavano a fare i conti con l’amica/parente della mamma che li riceveva con tanta premura e, nell’attesa di cercare e trovare quanto richiesto, intavolavano una discussione fatta di tante domande e altrettante premure.

Alla fine di quella lunga e inutile ricerca, per trattenere ulteriormente, si ricorreva ad un vero peccato di gola, irrinunciabile in quei tempi in cui non esistevano nè il frigorifero nè i negozi di dolciumi: il pane con lo zucchero. Che lecconeria quella fettina di pane ricoperta da granellini di zucchero che si attaccavano al palato e poi si scioglievano pian piano a scoppio ritardato in bocca.

Così venivamo rispediti al (com)mittente delusi per ritornare a mano vuote, ma contenti per la ghiottoneria e con la bocca dolce…

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Il miracolo di Santa Rosolia del 1970

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Correva il campionato 1969-70, quello in cui il Cagliari vinceva lo scudetto. Lo squadrone di Riva sceso a Palermo perse 1-0 segnato con un bellissimo goal di testa in tuffo di Tanino Troja, centravanti-bandiera del Palermo. Quel giorno ebbi modo di assistere ad un vero e proprio miracolo: non alla salvezza del Palermo che purtroppo, nonostante la vittoria, scese in B.

miraIl miracolo fu un altro. E che grandioso miracolo di massa! Grazie a Santa Rosalia protettrice della città, riacquistarono l’uso delle gambe decine di invalidi entrati allo stadio sulle loro carrozzelle schierate a bordo campo, nel lato tribune.

Al goal di Troja una ventina di presunti invalidi scattarono in piedi  contemporaneamente, gridando con entrambe le braccia alzate verso il Monte Pellegrino: “Gual! Guaaal!! Guaaaal!!! Santa Rusulìa fici u miracolu!!! (Goal! Goaal!! Goooal! Santa Roslaia ha fatto il miracolo!!!)

Chiaro che il “miracolo” per loro fu il gol della vittoria del Palermo.

Una scena indimenticata e indimenticabile, che si avvicina senza eguagliarla, a questa che potete vedere nell’esilarante video.

https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=72uMCL21l_0

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Treni/1 I serbatoi

IL SERBATOIO DI ACQUA

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E’ stata una delle costruzioni ferroviarie per eccellenza per il considerevole consumo d’acqua richiesto dalle locomotive a vapore e ciò presupponeva un importante sistema di captazione dell’acqua. In generale servivano 15.000 litri per 100 km. Lo spazio di approvvigionamento doveva essere di 30 e 20 km a seconda che il percorso era normale o impervio ed in salita.

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Era necessario avere quattro componenti: la fonte d’acqua. spesso una sorgente o un fiume; la condotta; il serbatoio; e la distribuzione con o senza una gru idraulica. La cisterna cilindrica in genere conteneva 100 metri cubi ed era posta su una costruzione in muratura o su una impalcatura metallica. Bracci mobili di una gru, con tubo flessibile favorivano il trasferimento veloce dell’acqua nella locomotiva.

L’acqua doveva essere pura per evitare pericolose incorostazioni. Il problema, incubo della trazione a vapore per due secoli,  fu risolto dopo la I Guerra Mondiale con il TIA (Trattamento Integrale Armand) ideato da Louis Armand.

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 12,32-48

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pensiero061111_4Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno.
Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma.
Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa.
Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo?
Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro.
In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse;
quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.

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