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Archive for 2 agosto 2013

Isolati anche dopo la morte

nicosia adriano.

Si toglie la vita lanciandosi dal quinto piano dell’assessorato del Lavoro di Palermo.

Si chiama Riccardo De Lisi, archittetto, 44 anni, dipendente dell’istituto di formazione Cefop di Palermo. Subito dopo la morte la notizia: Suicida disoccupato si lancia dal 5 piano… E ancora in un passaggio dell’articolo leggo: soffriva di crisi depressive.

Una durezza di linguaggio giornalistico che avvilisce e mortifica la dignità di Riccardo. Un titolo che lascia trasparire una rappresentazione della persona come qualcosa di emarginato, di second’ordine, di basso profilo, di un poveretto che non avendo niente da fare toglie il disturbo annientando la propria vita e quella dei familiari: una moglie e due figli piccoli.

suicCaro giornalista, o cari giornalisti, dovresti fare un corso accelerato per capire che Riccardo non era un disoccupato, ma persona di tutto rispetto, con degli studi seri alle spalle, una famiglia, un lavoro e che aspettava da tempo, circa 8/9 mesi, lo stipendio per mantenere la famiglia. La sua estrema sensibilità lo ha portato a togliersi la vita invece d’incendiare tutto l’assessorato o peggio ancora uccidere venti o trenta politici, vera cancrena della società italiana.

E poi, perché lo hai subito identificato come una persona che soffriva di crisi depressive? Io mi chiedo: come ti è arrivata questa notizia? Specialmente subito dopo la sua morte? Non me ne rendo conto… Oltre ai politici (naturalmente non faccio di tutta l’erba un fascio, qualcuno di buone intenzioni lo salvo), molta della cancrena sta anche nella stampa! Invece di rappresentare, e di trasferire, un gesto come occasione per riflettere, di commentare e ricercare i motivi per cui si è tolto la vita, nonché la disperazione che lo ha portato a questo atto, raccogliete l’occasione per sminuire, attraverso i vostri titoli e descrizioni varie,  un evento così drastico con un significato così importante.

Vi ricordo che la primavera araba ebbe origine dal gesto compiuto di un semplice ambulante, Mohamed Bouazizi, che, il 17 dicembre 2010, in segno di protesta, si diede fuoco in piazza per non avere avuto la possibilità di vendere la propria merce e sostentare la famiglia. La sua storia era simile a tante altre: la povertà e l’assenza di speranze per il futuro erano gli elementi che dominavano la sua vita. Da lì ebbe l’origine la rivoluzione. La rivolta contro l’offesa della dignità umana, la democrazia, lo Stato di diritto.

imagesQuesto servirebbe a noi, e Riccardo non ha resistito, ha dato l’ennesimo segnale forte che il popolo ancora non riesce a cogliere, non riesce a svegliarsi da questo torpore, dallo sfruttamento continuo di quattro signori che meriterebbero l’esilio. Loro non hanno la sensibilità di capire. Ci saranno uno, dieci, cento, mille, un milione di persone che si toglierà la vita per senso di protesta, ma loro non capiranno, la politica non c’è.

Cominceranno a capire solo quando avremo la forza di togliere loro qualcosa, quando avremo la forza di cacciarli via senza pietà!

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Le nozze omosessuali spiegate ai miei figli (età media 9 anni)

di Costanza Miriano

Costanza Miriano

Costanza Miriano

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Cari ragazzi, come sapete nella nostra casa è vietato parlare male delle persone, o almeno ci proviamo, a non farlo. Se qualcuno sbaglia sono affari suoi, tra lui e Dio.

A meno che non ci sia un compagno, che so, che si sporge troppo dalla finestra, o che attraversa la strada con gli occhi sull’iPod mentre passa un motorino. In quel caso, visto che rischia di farsi male, potete dirgli qualcosa, direttamente a lui, e possibilmente senza frantumarvi nessun osso.

C’è un solo caso in cui del male degli altri bisogna proprio per forza parlare, anche a costo di prendere un palo in testa, ed è quando rischia di andarci di mezzo qualcuno più debole, che non può difendersi da solo.

È proprio per questo motivo che il babbo e io ce la prendiamo tanto per i cosiddetti matrimoni omosessuali, che poi matrimoni è una parola che in questo caso non si può dire perché viene da munus e mater, cioè il dono che si fa alla madre, e tra due uomini o due donne non può comunque esserci una mamma.

imagesaQuindi di cosa facciano gli omosessuali nel privato non ci occupiamo proprio, non è una cosa che ci riguarda, e tra l’altro pensiamo che anche loro non la dovrebbero sbandierare troppo, come facevano quei signori che avete visto a Parigi l’estate scorsa, con le piume e i sederi di fuori. Tra l’altro, avete mai visto me e il babbo andare in giro in mutande? Comunque, se loro lo vogliono fare noi ci limiteremo a passare da un’altra parte, visto che non erano proprio eleganti i signori con le banane gonfiabili e le signore senza reggiseno. Capiamo anche che se sentono il bisogno di farsi vedere vestiti in quel modo forse non sono tanto felici, e quindi se ci capiterà di averne uno vicino, che ne so, al lavoro o in vacanza, cercheremo, se lui o lei vuole, di farci amicizia.

imagesbisIl problema che ci preoccupa tanto però è quello dei bambini e delle famiglie. Noi crediamo che le leggi, come vietano alle persone di ammazzare, rubare, ma anche di parcheggiare sulle strisce pedonali o mettere la musica altissima alle tre di notte, cioè di fare quello che può danneggiare gli altri, debbano impedire assolutamente di confondere la famiglia con tutti gli altri modi di stare insieme. Modi liberi e magari bellissimi, per chi vuole, ma diversi dalla famiglia.

La famiglia è il luogo in cui devono crescere i bambini, e infatti in Italia sono stati chiusi gli orfanotrofi, e si cerca di far vivere i bambini senza genitori in case famiglia, che non saranno il massimo, ma è meglio di prima.

imagesCA3HRK9HUn babbo e una mamma sono la condizione minima per i bambini per crescere bene. Certo, ci sono anche tanti genitori che non sono sempre bravi, infatti abbiamo detto minima: non basta che ci siano, devono anche impegnarsi un pochino per essere buoni genitori. Ma se non ci sono, per un bambino è impossibile crescere in modo sano, equilibrato, felice. Vi immaginate se il babbo non ci fosse più, e io mi fidanzassi con una signora? Non fate quelle facce terrorizzate, sto dicendo per dire. O se invece di me ci fosse un amico del babbo? (Siete meno terrorizzati? Già vi figurate pomeriggi senza ripasso di grammatica e niente crisi isteriche per i fumetti scaraventati a terra?)

Comunque, tanti dottori che studiano le teste delle persone dicono che è normale che la cosa vi sembri tanto strana, perché è giusto che voi vogliate un babbo maschio e una mamma femmina, anche se a scuola cercano di dirvi il contrario (va di moda, ma non vi preoccupate).

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IO HO BISOGNO DI UN PAPA’ E DI UNA MAMMA!

Vi diranno che non siete d’accordo perché andate in chiesa, ma noi pensiamo che sia solo buon senso. Sono le regole di funzionamento delle persone (è vero, le ha fatte Dio, ma funzionano comunque tutte allo stesso modo, non è questione di credere: se non credi nella benzina e metti la Fanta nel serbatoio la macchina si rompe).

Noi non siamo contro nessuno, ma come diciamo al compagno di non sporgersi dalla finestra siccome siamo cristiani dobbiamo continuare a dire, quando ci è possibile, senza offendere o attaccare nessuno, qual è il modo per non farsi male, nella vita.

imagesCART0ZPIIl progetto di Dio sul mondo è la famiglia, un meccanismo faticoso ma affascinante, in cui si mettono insieme le differenze, prima di tutto quelle tra maschi e femmine, e si cerca di funzionare tutti al meglio. Questo è l’uomo a denominazione di origine controllata. Poi ci sono gli ogm, ma i loro semi sono sterili (i semi delle piante create in laboratorio vanno ricomprati ogni anno): allo stesso modo due maschi e due femmine non possono riprodursi. Quando cercano di ottenere dei bambini, non per dare una famiglia a dei bambini, ma perché li desiderano loro, devono fare delle cose che fanno stare male tante persone: le mamme che prestano la pancia, quelle che danno l’ovetto, i babbi che danno il seme da mettere dentro, e soprattutto i bambini che non sapranno mai da quale storia vengono, non sapranno che facce avessero i nonni e che lavoro facessero i bisnonni, e poi avranno due mamme, due babbi, insomma una gran confusione, dove a rimetterci sono i bambini.

A noi dispiace tanto se le persone dello stesso sesso che si vogliono bene non possono avere bambini, e rispettiamo e capiamo la loro tristezza, ma è la natura, e noi abbiamo il dovere di difendere quei bambini che non possono farlo da soli. Ci sarebbe da dire poi che lo stato dovrebbe aiutare le famiglie, che sono moltissime moltissime di più (e forse per questo non ci aiutano, è più difficile risolvere qualche problema alla maggioranza), ma questo è un discorso che abbiamo fatto tante volte… (Tanto si sono già alzati tutti da tavola, e sto parlando da sola come al solito).

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Pruriti e polemiche: il sexy car wash “accende” Militello

LUCIO GAMBERA

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CAR

L’effetto pruriginoso c’è stato. E non solo sulla pelle di chi ha assistito, a Militello val di Catania, alla prima uscita ufficiale del sexy car wash. Sono state due avvenenti ragazze, in abiti succinti, con “fiumi” di acqua e bolle di sapone, a esibirsi tra scooter e auto in pieno centro.

Sono bastati pochi minuti per spostare la “movida” militellese ai margini della villa comunale, nelle vicinanze di locali notturni e chioschi, provocando ammirazione e godimento, ma anche aperte contestazioni e indignazioni, tra adulti e minori, nuclei familiari e adolescenti.

Non sono nemmeno mancate, in una “cornice” surreale, le spasmodiche attese di alcuni giovani, che hanno perfino invocato, dinanzi agli agenti della polizia municipale, un epilogo più “caldo” (e meno provocatorio) dell’inedita manifestazione, che ha aperto, dopo un breve cocktail e un raduno di cani randagi, il “Festival della gioventù” dell’Assessorato comunale alle Politiche giovanili e allo Sviluppo economico.

L’evento avrebbe dovuto introdurre elementi di novità nella kermesse degli appuntamenti estivi, archiviando i soliti stereotipi dell’aggregazione serale e dei punti d’incontro. Alla resa dei conti, invece, la serata ha prodotto un effetto boomerang sull’assessore Giuseppe Matteo Amenta, che non si è limitato a difendere le finalità del sexy car wash: «Non è questo – ha dichiarato – il male peggiore del nostro paese. I veri nemici sono soltanto i pessimisti, i disfattisti, i maleducati e gli arroganti. A Militello abbiamo toccato il fondo quando centinaia di tonnellate di amianto hanno inquinato le nostre terre, quando sono state abbattute le ciminiere e quando sono state chiuse le scuole. Non adesso».

L’amministratore locale ha poi respinto le accuse di chi ha parlato di «operazione anticulturale e onerosa. Non corrisponde al vero – ha detto – l’indiscrezione secondo cui sarebbero stati spesi 800 euro. Il Comune non dovrà corrispondere nemmeno un euro alle modelle, che mi sono sembrate meno nude delle ballerine che hanno partecipato agli ultimi due saggi di danza, che ho sinceramente apprezzato. Non c’è stato da parte mia, infine, alcun inno in favore del consumo di alcolici».

LaIMO1001a1020130731CTL’opportunità dell’evento non ha mancato di scatenare commenti contrastanti e reazioni sui social-network. Secondo Tiziano Pittari, che con il suo profilo Facebook promuove l’immagine del centro storico, pubblicando foto dei decenni passati, «un’istituzione dovrebbe dare sempre l’esempio civile e morale. Militello ha nobili tradizioni che non possono essere calpestate».

Per Salvo Cannata Galante, che per primo ha acceso i riflettori sull’accaduto, «l’assessore dovrebbe adesso trarre le conseguenze della sua infelice iniziativa, rassegnando al primo cittadino le sue personali dimissioni dalla carica di amministratore. Lo scandalo non risiede nello spettacolo, ma nell’assurda provenienza di una proposta che ha perfino bloccato il traffico pedonale».

Altri echi sono giunti da residenti in altre parti d’Italia e da emigrati in America e in Svizzera, che hanno espresso stupore e preoccupazione per lo sviluppo locale dell’avvenimento. L’avvocato Joseph Cirnigliaro ha chiesto da New York una maggiore cooperazione per le azioni di pubblica utilità e per il sano sviluppo. Nello Frazzetto ha espresso l’auspicio di messaggi di ben altro tenore per «i nostri giovani. Non si può vivere sempre di cultura, ma almeno aiuta il cervello a crescere in altre direzioni».

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rock

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