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Archive for 29 febbraio 2012

Il No Tav insulta l’agente

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Il video pubblicato dal Corriere.it martedì pomeriggio in cui un manifestante No Tav insulta un carabiniere sull’A32 Torino-Bardonecchia sta facendo discutere il web, le televisioni, le radio (guardane un estratto trasmesso da Ballarò).

Nel filmato un manifestante continua a bersagliare di insulti l’agente, definito più volte una “pecorella”. Il carabiniere viene poi sfottuto per lo stipendio troppo basso. E ancora, il No Tav gli chiede se quando bacia la sua fidanzata tiene indossa la mascherina, “così non le attacchi le malattie”. Il balordo continua a provocarlo, gli dice “pezzo di m…” guardandolo dritto negli occhi, compiacendosi della presenza delle telecamere, gli chiede se “vuoi sparare”. Il No Tav, che si sente protetto da una sorta di impunità, arriva anche a svelare il suo nome. Il tutto sotto gli occhi attenti e rabbiosi del carabiniere, che però non dice nulla, non può dire nulla, non può e non deve alzare un dito, altrimenti passerebbe dalla parte del torto, verrebbe etichettato come la causa delle violenze, anche se quella che ha dovuto subire è una violenza verbale inaccettabile. Secondo voi chi è la vera vittima, il carabiniere o il manifestante? 

Il comandante generale dell’Arma, Leonardo Gallitelli, ha personalmente telefonato al militare per complimentarsi “per la fermezza e la compostezza professionale dimostrate, che hanno impedito a una situazione delicata di degenerare in ulteriori incidenti”. Per il “lodevole comportamento tenuto a fronte della grave provocazione”, il comandante generale ha tributato al carabiniere un formale “encomio solenne”. Sulla vicenda si è espresso anche l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: “Quel carabiniere è il simbolo dell’Italia migliore” ha detto.

Altre violenze – Questa mattina intorno alle 12 gli operatori di Corriere.tv sono stati aggrediti da un gruppo di militanti No Tav nell’aiuola del presidio sull’autostrada Torino-Bardonecchia all’altezza di Chianocco. Un ragazzo è stato colpito al naso. Al loro furgone sono state tagliate le gomme e sono stati costretti ad andare via su un’altra auto.

Da Libero-news

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Femen arrestate al Chiambretti Night, trucco salva ascolti?

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Piero Chiambretti cosa farebbe per risollevare gli ascolti del suo deludente “Sunday Show“?

Forse anche fingere un arresto di alcune sue ospiti in diretta tv.

E’ successo ieri sera con le Femen, tre ragazze provenienti dall’Ucraina che sono arrivate alle sfilate di moda di Milano per protestare contro “questo business che usa le donne”.

Praticamente nude, si sono intrufolate nelle passerelle milanesi, al grido di “Fashion Fascism” per dire no al mondo della moda e del malaffare che secondo loro gira intorno.

Chiambretti non si è fatto sfuggire questa ghiotta occasione e le ha invitate in studio dove si sono presentate a seno scoperto, proseguendo nella loro proteste davanti alle telecamere. Chiaro il messaggio che hanno voluto trasmettere: “Noi siamo contro l’industria della moda – hanno ribadito in più di una occasione – perché oggi le grandi marche guadagnano sulle giovani ragazze facendole diventare vittime della moda. L’80% di quelle ragazze che vogliono diventare modelle diventano vittime della moda. Le donne non sono merce, non sono schiave. La bellezza salverà il mondo. Ma la bellezza deve manifestare contro questo genere di cose. Noi amiamo gli uomini che ci amano così come siamo, che non rilegano in cucina e che ci supportano nelle nostre battaglie”.

Poi è intervenuta Selvaggia Lucarelli per un’intervista, in una posizione di forte criticità nei confronti della Femen. Ma il bello deve ancora arrivare. Improvvisamente irrompono in studio agenti della Guardia di Finanza che arrestano le tre ragazze e le portano fuori, lontano dalle telecamere, con l’accusa di aver interrotto le sfilate della mattina. Tra il caos generale Chiambretti, in apparenza scosso, manda la pubblicità.

Tutto vero o una  montatura? Secondo alcuni siti si tratterebbe di uno scherzo, fatto ai danni di un inconsapevole Pierino, con gli agenti che in realtà sarebbero attori.

Qualunque sia la verità non è dato ancora saperlo, in ogni caso si tratta di una pagina di brutta televisione. Peccato che il protagonista sia Chiambretti, che in più di una circostanza ha offerto momenti di spettacolo ad alti livelli.

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Via al processo per il film porno nel castello di Mussomeli

di Roberto Mistretta
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Sembrava dovesse chiudersi con la remissione della querela da parte del sindaco, la vicenda correlata al film porno gay di cui alcune scene furono girate nel castello manfredonico-chiaramontano.

Ed invece, se alcuni reati penali ascritti agli autori di quell’incredibile e spiacevole pagina della storia locale sono decaduti, è rimasto in piedi un altro reato per il quale si procede d’ufficio. Si tratta di vilipendio della religione che in Italia è punito penalmente. E poiché i protagonisti di quel film porno erano vestiti da frati, si applica l’articolo 403, offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone che recita: «Chiunque pubblicamente offende una confessione religiosa, mediante vilipendio di chi la professa, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000, o da euro 2.000 a euro 6.000 se c’è vilipendio di un ministro del culto».

Giovanni Tagliavia alias Angelo Nigro

L’avvocato Piero Sorce, difensore di uno degli imputati ci ha confermato: «Il mio assistito è accusato di vilipendio a ministro di culto ed ha ricevuto ad ottobre notifica del decreto circa l’avvio del procedimento per il quale al dott. Alessandro Aghemo, pm, abbiamo già chiesto di patteggiare la pena pecuniaria prevista. La data di udienza è fissata al prossimo mese di aprile, mentre con la remissione della denuncia da parte del sindaco Salvatore Calà, sono venute meno tutte le altre accuse per quali si procede a querela di parte. Per questo tipo di reato invece si precede d’ufficio».

Lo scandalo scoppiò nel dicembre del 2009, quando un internauta segnalò alla stampa l’esistenza in rete di un film, “Le ragioni della carne”, messo in vendita su internet, nel blog del porno attore amatoriale Angelo Nigro (Il film fu in seguito sequestrato dalla polizia postale), dove per altro compariva un mussomelese col nome d’arte Horo Neakhau.

Della vicenda se ne occuparono i media anche nazionali e l’allora sindaco Gigi Mancuso, per tutelare il buon nome della città e il castello, presentò un’articolata denuncia contro i protagonisti del film.

(altro…)

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La tassa più evasa

[E’ IL BOLLO LA TASSA PIU’ EVASA]

di Emiliano Caretti

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Un miliardo di Euro, ovvero quasi duemila miliardi delle vecchie Lire: è questa la cifra che costa allo Stato il mancato pagamento del Bollo Auto.

A rivelarlo è stata l’UNRAE, l’associazione che raggruppa i costruttori esteri, con un rapporto che si basa sui dati dell’ACI, riferito all’anno 2010; ma come si è arrivati a questa cifra, e quali sono le possibilità di migliorare il risultato?

Nel 2010 l’ACI ha calcolato che le vetture sottoposte al pagamento di questa tassa sarebbero dovute essere circa 34,65 milioni, tolte quelle esentate come le auto “storiche”, per il trasporto di disabili o quelle circolanti in aree private, tanto per citare alcuni esempi di categorie “protette”; la brutta sorpresa è arrivata quando si sono tirate le somme: su 6,6 miliardi di Euro teoricamente dovuti all’Erario ne erano arrivati solo 5,6, con una perdita del 15%.

Come si potrebbe quindi combattere questo fenomeno, oltre che con il senso civico dei cittadini? Tra le tante proposte molti chiedono il ritorno all’esposizione obbligatoria del contrassegno di pagamento, abolita nel 1997: sarebbe un modo veloce e praticamente senza costi per poter migliorare i controlli, direttamente su strada senza ricorrere ad accertamenti particolari.

D’altronde, se in questo modo si può controllare la validità delle assicurazione RC Auto e combattere anche in quel caso l’evasione, si fa fatica a capire per quale motivo lo stesso ragionamento non dovrebbe valere per il Bollo Auto.

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Censimento OK

Liquidate spettanze censimento

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L’amministrazione comunale ha disposto la liquidazione delle spettanze ai due dipendenti che hanno effettuato il censimento.

I due dipendenti sono stati Calogero Mulè e Carmelo Palumbo. Per ognuno di loro è prevista la liquidazione di 1.459 euro a testa.

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Angeli e Demoni

“Nel principio Dio creò il cielo e la terra” (Gn1,1).

di Elisa Merlo

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Nel principio Dio creò il cielo e la terra” (Gn1,1).

Io credo che l’autore biblico non ci abbia detto tutta la verità sulla Creazione.

Quando il diavolo vide il Signore intento a creare le meraviglie che ci circondano, certamente lui si adoperò per creare le brutture che ci circondano. Il Signore creava le rose, e lui, il drago infernale, creava le spine; dal cielo scendevano sulla terra nugoli di farfalle dalle ali variopinte, e dagli inferi salivano cortei di scarafaggi fetidi e neri.

E quando il Signore creò uomini a sua immagine a somiglianza, anche Satana creò uomini a sua immagine e somiglianza.

E per questo la terra è popolata da persone buone e sante, e da persone capaci di progettare strutture per eliminare innocenti. Per questo sulla terra esistono uomini capaci di uccidere una bambina di pochi mesi con un colpo di pistola alla testa. Per questo esistono essere assurdi di soli diciannove anni, capaci di uccidere la fidanzata sbattendole la testa contro il muro, soffocandola, sgozzandola. Assurdi, questo è il termine giusto per definire questi esseri creati dal demonio. Questi strani esseri ottusi e malvagi spesso tormentano per una vita intera persone deboli e innocenti, senza ucciderle. Non le uccidono, solo perché ritengono non gli convenga.

Voglia Iddio che un giorno il diavolo torni a essere un angelo, che gli esseri assurdi si trasformino in uomini, veri, normali, e le schifose blatte in farfalle o eteree libellule.

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