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Archive for 8 febbraio 2012

Alemanno contro tutti

Il ministro: «Ora non servono polemiche, bisogna solo lavorare». Il sindaco: «Tardivi i suoi appelli, forse anche lei male informata»

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Sono costretto a navigare a vista, non mi hanno saputo dare le previsioni. Ma i Comuni non possono essere abbandonati. Il Dipartimento torni sotto il Viminale

di Massimo Nesticò

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«Ora lavorare in silenzio ed evitare le polemiche. Dopo, nelle sedi giuste, le istituzioni si difenderanno dalle accuse». È l’invito del ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, finita anche lei nel polverone sollevato dal sindaco di Roma Gianni Alemanno contro il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, dopo la nevicata che ha paralizzato la Capitale.

Cancellieri – fresca della sua esperienza come commissario prefettizio al Comune di Bologna – ha ricordato che «il sindaco è sempre il primo responsabile degli interventi di Protezione civile, lo prevede la legge», ma «non dò giudizi sui sindaci, non ho titolo per ergermi a giudice».

Alemanno, da parte sua, ha continuato a “picchiare” sulla Protezione civile. «Il ministro Cancellieri – ha ricordato – ha fatto appelli alla popolazione solo sabato, due giorni in ritardo, quindi anche lei è stata male informata». Chiamata in causa, la titolare del Viminale ha subito puntualizzato: «Non sono stata male informata, la situazione è stata seguita momento per momento». Per poi precisare che la sua intenzione era quella di valorizzare «il grande sforzo collettivo» fatto per l’emergenza maltempo, invitando alla «coesione istituzionale, senza alcuna polemica personale con il sindaco di Roma o altri rappresentanti delle istituzioni».

Anche ieri, però Alemanno ha ripetuto le sue critiche al Dipartimento retto da Gabrielli. «Dobbiamo – ha sottolineato – far tesoro di quello che è successo, non ritrovarci più in una situazione di questo genere, dotarci di una protezione civile nazionale all’altezza di questo nome, perché anche oggi non sono riusciti a dirmi cosa succederà domani, quali sono le previsioni meteo. E io anche questa volta sono costretto a navigare a vista. Ma i Comuni non possono trovarsi in prima linea abbandonati. La Protezione civile deve tornare sotto il ministero dell’Interno».

Sul tema, la diretta interessata ha rimandato la palla a Monti, osservando che spetta al premier decidere se continuare ad incardinare il Dipartimento sotto la presidenza del Consiglio o farlo passare al Viminale. «La Protezione civile – ha rilevato Cancellieri – ha dato prova di essere efficacissima, ora attraversa un momento di riflessione per motivi legati alla capacità di spesa, ma è un ottimo sistema». E c’è da lavorare, secondo il ministro, anche sulle fragilità messe allo scoperto dall’ondata di gelo che ha investito il Paese. L’Italia, ha ammesso, «ha bisogno di forti interventi di ammodernamento, alcuni impianti necessitano di investimenti».

Sul tema Protezione civile, non sono mancati gli interventi politici.

Per il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, «è sbagliato scaricare sulla protezione civile le colpe. Dopo i tagli anche la beffa! Non mi sembra giusto».

La radicale Emma Bonino si è augurata che «questa polemica non abbia come conclusione la riattribuzione di tutti i poteri speciali alla Protezione Civile».

A difesa di Alemanno il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. «La Protezione civile guidata da Bertolaso – ha ricordato – fu smontata da una delle leggi Milleproroghe di Tremonti e sottoposta a tutt’altre procedure e competenze. Da allora è iniziata una nuova fase, obiettivamente tutt’altro che brillante. Dunque, aldilà delle polemiche attuali, il tutto va ripensato perchè i problemi esistono e sono innegabili».

Duro invece contro il sindaco di Roma il leghista Matteo Salvini. «Se fossi romano – ha detto – sarei incazzato al 100%; penso ai 60mila dipendenti pubblici che se coordinati avrebbero potuto fare qualcosa. Il primo ad avere oneri è il sindaco come capo della protezione civile. Alemanno se si alza tardi è ovvio che non può fare molto».

(altro…)

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ELISABETTA II D’INGHILTERRA, 60 ANNI DA REGINA

I remember

di Franco Petraglia

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Caro Direttore, sono passati 60 anni da quando salì al trono il 6 febbraio 1952, alla morte del padre Giorgio VI, e si può dare atto a Elisabetta II d’Inghilterra di aver ricoperto il suo ruolo con il massimo dell’impegno e della serietà.

Nella sua vita ci sono stati momenti burrascosi: le traversie sentimentali dei figli Carlo (con la tragica morte di Diana), Andrea e Anna. In tutto ciò la sovrana ha sempre mostrato comportamenti dignitosi in qualsiasi circostanza. Una dignità che ha trasmesso all’intera Corona. Per la sua prestigiosa immagine pubblica rimane il sovrano più importante al mondo. Non si è mai sottratta alle sue responsabilità e di essersi adattata al mutare dei tempi rimanendo sé stessa e al suo posto.

In altre parole, ha fatto prevalere ovunque il suo tratto costitutivo: l’autocontrollo inglese e regale. L’altro ieri, 6 febbraio, era “business as usual” (i soliti affari), come si dice in inglese. Nessun festeggiamento in grande stile (tutto rimandato al prossimo giugno). Elisabetta seguirà la routine di tutti i giorni. Della sovrana si apprezzano il forte attaccamento al lavoro ed il senso del dovere che ha ereditato dal padre. 

Ed ora un mio ricordo personale che mi ha accompagnato per tutta la mia esistenza: l’incontro con Sua Maestà al Teatro Royal Albert Hall di Londra, nel 1969, quando fui invitato dal Consolato Generale d’Italia in Londra per la visita di Stato dell’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. ”Gli italiani sono i miei migliori ospiti” .Testuali parole che la Regina pronunciò in quella occasione e che mi risuonano ancora nella mente e nel cuore, oggi, con morbida nostalgia e immensa gioia. Basti pensare che ho trascorso circa 10 anni in questa stupenda nazione. Long Live the Queen! (Lunga vita alla Regina)

Ringrazio vivamente della cortese accoglienza e porgo molti cari saluti.

Franco Petraglia -Cervinara (AV)

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LO SCANDALO DEL TRENO BLOCCATO

di Dino De Luca

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Sono un viaggiatore rimasto intrappolato nel treno fermo in mezzo a una campagna innevata perchè la linea elettrica era congelata.

Ma è possibile che nel 2012 un treno non preveda, nei casi di emergenza, dei sistemi atti ad evitare disagi ai viaggiatori?

Per ogni carrozza dovrebbe essere previsto un condizionatore gestito da un piccolo gruppo elettrogeno che intervenga qualora il treno si fermi per imprevisti di questo genere.

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ADRIANO SOLIDALE COI SOLDI NOSTRI

di Gerry Bardack

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Se lo “smolleggiato” (vista l’età) voleva fare beneficienza ai kompagni di Emergenzy o alle famiglie bisognose, avrebbe potuto mettere benissimo mano al suo portafoglio.

Invece lui farà la bella figura e magari qualcuno ne invocherà la beatificazione, ma a metterci i soldi saremo noi fessi, visto che l’ingaggio viene preso dal canone.

Almeno il suo coetaneo Morandi sta avendo il buon gusto di mettersi il malloppo in tasca in silenzio!

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Margherita scippata

LA MARGHERITA PERDE TUTTI I PETALI

di Rita Muscardin

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A forza di sfogliarla questa Margherita rischia di perdere tutti i petali smarriti nel vento impetuoso che soffia dalla Procura di Roma.

Le indagini si stanno allargando a macchia d’0lio e rischiano di coinvolgere altri irreprensibili personaggi che avrebbero fatto volentieri a meno delle luci di questa ribalta.

I compagni potrebbero avere diversi scheletri negli armadi e certo questo è un duro colpo per il loro smisurato ego, soprattutto perchè vorrebbero gettate ombre sull’aureola di perbenismo di cui amano circondarsi e farsene vanto come se fosse loro esclusiva caratteristica.

ANCHE RUTELLI HA LE SUE COLPE

di Oscar Fenu

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Rutelli è stato coinvolto nello scandalo dei fondi rubati.

Dice che la sua colpa è di essersi fidato di una persona disonesta: troppo comodo.

Nelle società che funzionano è il capo che controlla e che ne risponde. E lui che fa? Chiede una legge che regoli e controlli i fondi dei partiti.

Ma di che cosa parla? Invece di mostrarsi in tv a discettare sul sesso degli angeli, controlli le note spese e i rendiconti.

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Gatto spinoso

Una spedizione scientifica diretta nel sud ovest del Suriname ha scoperto nuove specie, 46 nuove specie di rana e vari altri animali sono stati registrati grazie a questa “missione”

Un Pseudacanthicus, un pesce gatto con delle piccole formazioni ossee all’esterno del corpo, fotografato durante il Rapid Assessment Program in southwest Suriname

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