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Archive for 13 dicembre 2011

San Michele batte Milena

Il risveglio dell’Aquila

di Martino Geraci

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L’Aquila Sammichelese ritorna alla vittoria dopo oltre due mesi di astinenza.

La squadra giallorossa si è imposta per 1-0 contro un modesto Milena. Il gol vittoria è arrivato al 12′ con il neo acquisto Spitale, bravo a battere su punizione il portiere ospite.

La gara è stata giocata all’insegna della pridenza da entrambe le compagini.

Prima Categoria: il Serradifalco fa undici. Milena ancora sconfitto. Pari per l’Atletico

di Vincenzo Pane

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Il Serradifalco vola, le altre nissene camminano. A un turno dal termine del girone d’andata sembra sempre più scritto il destino del girone H di Prima Categoria. I falchetti hanno infatti centrato la vittoria numero 11 in 12 gare contro la modesta Accademia Empedoclina (3-0) grazie a Vecchio e alla doppietta di Parrinello.

Con 33 punti e 10 lunghezze di distacco dal terzetto agrigentino formato da S. Angelo Licata, Libertas e Sporting Racalmuto sembrano davvero remote le possibilità che la squadra del tecnico Bruno possa incappare in una debacle che avrebbe del clamoroso.
Sembra aver esaurito la spinta delle giornate migliori il Mussomeli, fermo a 22 punti e senza vittorie ormai da 5 partite. I ragazzi di Gero Valenza, nel match del “Palmintelli” pareggiato 1-1 contro l’Atletico Caltanissetta, hanno fatto vedere di saper giocare un buon calcio soprattutto nel primo tempo, ma non sono stati capaci di cogliere l’attimo per chiudere la gara dopo il gol del giovane Mangiapane e hanno permesso ai nisseni di pareggiare grazie a un’ingenuità difensiva e hanno pure rischiato di perdere nel finale.

Il pari del “Palmintelli” ha un sapore diverso per l’Atletico CL (sesto a 16 punti), soprattutto alla luce del buon secondo tempo giocato dai ragazzi di Peppe Colombo, che hanno pure sfiorato la vittoria. In settimana, inoltre, dovrebbe tornare a far parte dei nisseni il difensore centrale Andrea Di Carlo.

Battuta d’arresto del Milena, (settimo a 15 punti) superato in trasferta (1-0) dall’Aquila Sammichelese.

Marcatori.13 reti: Tummarello (Serradifalco). 10: Galluzzo (Mussomeli), 8: Parrinello (Serradifalco)

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SANTA LUCIA A MILENA

Chiesa madre di Milena - Simulacro di Santa Lucia di Luigi Santifaller

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Nel nostro paese si è sempre avuta una grande devozione per questa Santa che si invoca per le malattie degli occhi.

In tutte le famiglie si preparava la cuccìa e al mattino si mangiava solo quella, condita con lo zucchero, mentre a mezzogiorno riso.

Alcuni per voto si cibavano tutta la giornata solo di “cuccìa”.

Qualche giorno prima si metteva a bagno il grano e la vigilia della festa si bolliva con l’aggiunta di un pugno di ceci e alcune foglie di alloro.

Per i poveri  era giorno di festa, con la raccolta che facevano presso le famiglie degli agricoltori il grano non solo bastava a preparare la cuccìa ma ne avanzava anche per il pane.

Nel dopo guerra, con la donazione del Simulacro della Santa da parte di un nostro compaesano emigrato in America e la collaborazione di alcuni del paese, non si faceva solo festa in Chiesa ma anche la processione per le vie del paese.

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Sempre più caro costruire

AUMENTATI I COSTI DI COSTRUZIONE

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Il sindaco Giuseppe Vitellaro ha deciso, con proprio provvedimento sindacale, di disporre l’adeguamento del costo di costruzione.

Un adeguamento che è stato determinato sulla base dei dati dell’Istat. Nel 2011 il costo di costruzione per il rilascio delle concessioni edilizie era pari a 231,33 euro. Il sindaco ha provveduto all’aggiornamento del costo base di costruzione per l’anno 2012 portandolo a 239,89 euro.

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A proposito di cellulari con la batteria semiscarica

di Roberto Mistretta

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Ancora una dritta segnalata dall’amico Enzo Tulumello circa la riserva nascosta della batteria

Immaginate che la batteria del telefono sia molto bassa.

Per attivare, premere i tasti *3370#

Il cellulare ripartirà con questa riserva e il display visualizzerà un aumento del 50% in batteria.

Questa riserva sarà ripristinata alla prossima ricarica del vostro cellulare.

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Non abbassiamo la guardia

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Il presidente del Consiglio provinciale di Caltanissetta Michele Mancuso interviene sulla problematica rilanciata in questi giorni all’attenzione generale, relativa allo stato in cui versano alcuni ex siti minerari del nostro circondario, con particolare riferimento alla situazione di Pasquasia e dell’ex miniera Bosco in territorio di Serradifalco.

“Non si può rimanere indifferenti – esordisce Mancuso – di fronte a quanto ricordato in questi giorni da articoli di stampa, che riferiscono come nel dimesso sito di Pasquasia siano presenti ben 910 mila chilogrammi di amianto e oltre 15 mila tonnellate di terreno contaminato dalla fuoriuscita di olio dialettrico, mentre nel sito di Bosco si ipotizza addirittura l’interramento di scorie nucleari o comunque di rifiuti ad elevato indice di inquinamento e pericolosità”.

Michele Mancuso

“Siamo stati, e siamo tuttora molto preoccupati per le condizioni di tali siti, tanto da aver più volte sollevato la questione com’è stato il caso di Pasquasia, sulla cui problematica abbiamo promosso vari incontri con i sindaci dei territori interessati, così come un consiglio provinciale straordinario congiunto con Enna ed Agrigento, proprio per focalizzare al meglio la situazione, considerati i rischi di un elevato inquinamento ambientale di un’area che coinvolge anche il nostro territorio. Apprendiamo che sono tutt’oggi in corso i primi interventi di bonifica, ma richiamiamo ancora una volta l’attenzione degli amministratori dei territori più direttamente interessati affinché non si abbassi la guardia e vengano anzi sollecitate nuove risorse finanziarie per il completo recupero del sito, anche da un eventuale punto di vista lavorativo e, quindi, occupazionale”.

“Parimenti –prosegue Mancuso – sollecitiamo la massima attenzione sulla questione Bosco, chiedendo che anche qui si facciano le opportune indagini per appurare le reali condizioni dell’ex miniera, e quindi se abbiano concreto riscontro gli allarmi lanciati circa la presenza di scorie altamente tossiche, alle quali sarebbe anche da addebitare l’incremento delle malattie tumorali registratosi nel circondario serradifalchese. Anche su tale fronte, dunque, lanciamo un appello a che si faccia la massima chiarezza, nell’interesse primario della salute pubblica e della salvaguardia del territorio”.

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Lucia, la fede e il coraggioIl saggio biografico sulla santa della giornalista Maria Calvagno

Lucia, quell’esemplare ragazza «sarausana», simbolo di luce e di salvezza

di Sergio Sciacca

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La biografia di una santa non si conclude con la umana vicenda: prosegue, non meno vitale e intensa, nel corso dei secoli, diventa nostra contemporanea.

Così la storia di Santa Lucia, assunta nel novero dei Santi il 13 dicembre del 304 continuò fervida da subito, come attestato dalla celebre iscrizione di Euskia (“Ombretta”) che già nel IV secolo faceva menzione del culto per la martire siracusana, e progressivamente quel culto si è diffuso in varie città e cittadine di Sicilia, risalendo la penisola per approdare in Scandinavia dove i festeggiamenti per la santa della Luce sono ancora oggi il centro delle tradizioni invernali.

Maria Calvagno (giornalista e apprezzata narratrice, menzione d’onore al premio Martoglio) ha dedicato alla santa siracusana un saggio (Lucia, la fede e il coraggio), in cui si raccolgono attentamente i documenti del passato, proseguendo fino alle espressioni più intense della fede popolare nei nostri giorni.
Chi non ne fosse frequentatore scoprirebbe che il tratto più intenso del suo culto è il riconoscimento come concittadina. “Sarausana è” esclamano i devoti durante i rituali e questo significa che la riconoscono come una concittadina, cioè come una ragazza esemplare, ma in ogni caso simile a noi, eroica, ma di un eroismo non distante, di cui si possono cogliere i tratti e seguire le orme.

Nel corso del libro sono riportati i martirologi il cui elemento essenziale è la Fede che ci sia qualcosa di meglio oltre le malizie e le sofferenze di questa terra, che si possa guardare oltre le macerie che travolgono gli imperi, sommergono i regimi, ma non la storia umana. Nelle catacombe di Siracusa prima, durante le invasioni barbariche, nelle interminabili difficoltà di un Medio Evo straziato dalla guerra e dalla miseria, l’esempio della Santa dava coraggio. Anche Dante se ne fece forte nella vicenda allegoricamente rappresentata nella Commedia Divina.
La Fede in qualcosa che superi le effimere esperienze umane e le strette di ogni tempo è continuata nelle opere umane e ne segue il corso nei santuari e nelle opere d’arte che sono state ispirate da Lucia.

Di questa fede che ha unito la Santa ai suoi devoti e di cui questo studio sottolinea i dettagli, una delle pagine più coinvolgenti è la sepoltura della Santa martire, dipinta dal Caravaggio nel 1608, conservata nella Galleria di Palazzo Bellomo a Siracusa e meritevole di una pensosa riflessione: la santa giace cadavere a terra tra la costernazione dei credenti.

In primo piano due spalatori dai tratti tozzi. Sono inondati di luce. Nello sguardo di uno di loro si scorge una certa affinità con lo stesso pittore che era frequentatore di equivoche amicizie: egli si ferma un istante prima di eseguire il suo funesto lavoro. Come il coevo becchino dell’Amleto è stupito: C’è qualcosa che supera le occasioni della morte? E la vita può avere altre regole che quelle dell’avidità personale e del cieco materialismo? Caravaggio che stava tra i delinquenti qui fa l’autoritratto del proprio stupore. L’uomo anche più bruto che riflette sulla condotta di vita e sul termine della morte, come il ladrone evangelico, si salva, illuminato dalla Luce di cui Lucia è il simbolo e anche la sostanza spirituale.

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Dittator cortese

LA DITTATURA TRIBUTARIA MONTI

di Pietro Munori

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Sembra sia stata presentata la proposta di obbligare le banche a trasmettere per via telematica agli enti preposti al controllo tributario, tutti i movimenti di capitale eseguiti dalla clientela.

Viene proposto inoltre l’obbligo al cittadino di utilizzare moneta elettronica o assegni per pagare importi superiori a 500 euro.

Insomma una delazione vera e propria in regime di dittatura tributaria.

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I VOLTI MASCHERATI VANNO FERMATI

di Lorenzo Durante

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A proposito dei manifestanti No Tav, penso che bisognerebbe far rispettare la legge che prescrive che tutti devono essere riconoscibili.

Quei dimostranti con il volto coperto perché non vengono subito identificati? O la legge serve solo per le donne musulmane?

Non si può bloccare il progresso solo per alcuni retrogradi che vogliono menare le mani.

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LA VAMPA DI SANTA LUCIA

di Lillo Paruzzo

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A Montedoro si è rinnovata la tradizionale Vampa di Santa Lucia, Vergine siracusana, la sera della vigilia, nella piazza Europa antistante la chiesa.

La VAMPA di Montedoro

Alle ore 19 dopo la celebrazione dei Vesperi in onore della Santa martire, il sacerdote don Salvatore Asaro ha benedetto il cumulo di legna, rami e paglia, preparati nella mattinata, ed Enzo Zaccaria e Giuseppe Salvo hanno dato ”luci” provocando un iniziale colonna di fumo che ha fatto indietreggiare tutti gli spettatori bambini, giovani ed anziani.

Alcuni bambini hanno acceso “le fanare” con l’assistenza dei papà e dei nonni dando adito alla fantasia di andare, ancora negli anni intorno al 1950, quando le Vampe venivano realizzate dai ragazzi in molti crocevia del paese. Allora erano i ragazzi i protagonisti che, nel pomeriggio, andavano a recuperare la paglia dalle “paglialore” delle case dei contadini, legna, rami secchi, cartoni per realizzare un grande cumulo che sarebbe stato acceso la sera. La gran parte dei ragazzi avevano “le fanare”, lunghi steli secchi che i genitori avevano avuto la cura di raccogliere nel tempo debito lungo i corsi d’acqua del territorio.

Dopo l’accensione della Vampa davanti alla chiesa i ragazzi procuravano di accendere “le fanare” e, poi, di corsa raggiungevano la propria Vampa e l’accendevano. Le mamme del vicinato di ogni Vampa distribuivanola Cuccija, mentre le donne anziane recitavano il Rosario e, quando si spegnevano le fiamme, prendevano la brace riempiendo gli scaldini – maritiaddru e tancinu – ed anche “li braçeri”.

Qualcuna diceva: “All’ottu pi Maria, a lu tridici pi Lucia, a lu vinticincu pi lu veru Musia”,  le ricorrenze religiose che, nei tempi andati, erano segnate dalle Vampe.

Luisa Hamilton Caico, nel libro Vicende e costumi siciliani, pubblicato nel1910, a Londra, scrive:

” Una folla di uomini, ragazzi e bambini si riversava per le strade, nel più grande strepito e totale confusione. Ciascuno reggeva una manciata di lunghi steli di paglia in fiamme, che brandiva e agitava alta sulle teste, e correva come un’invasato, gridando. E, nella corsa, tutti formavano una ressa selvaggia, inciampando uno sull’altro come gente che fugge da un pericolo. Il buio della notte era rischiarato, a tratti, dal fiume danzante delle primitive fiaccole e dai grandi falò che ardevano agli angoli delle strade: l’intero villaggio sembrava preda del fuoco.”

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