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Archive for 9 dicembre 2011

by Gianni Berti

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Stipendifici politici

Quanto guadagnano i governatori regionali?

yfin

di Marco Ratti

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Sarà pure un lavoro scelto per essere al servizio dei cittadini, ma i governatori delle regioni italiane si fanno pagare quanto i top manager di grosse società per gestire la cosa pubblica.

Ad andar male, il presidente di una giunta regionale intasca poco più di 7mila euro al mese, – netti, s’intende – ma la cifra può anche andare oltre i 14mila euro. E non c’è distinzione che tenga: a destra, a sinistra, al centro, al Sud come al Nord, si parla sempre e comunque di cifre decisamente consistenti.

Appollaiati in cima alla classifica, i soli capaci di abbattere la barriera dei 14mila euro netti, ci sono Ugo Cappellacci, Nichi Vendola e Raffaele Lombardo. Cappellacci (Pdl) è alla guida della giunta sarda dal febbraio 2009 e ogni mese gli spettano 14.644,42 euro tra stipendio base (7.289 euro) e il rimborso minimo delle spese fortettizzate (7.355 euro), quelle che peraltro sono esenti dal pagamento dell’Irpef (il valore massimo non è disponibile). In tutti i calcoli, inoltre, non rientrano i cosiddetti rimborsi “a piè di lista”, cioè quelli versati per spese effettivamente sostenute e documentate.

In seconda posizione troviamo il governatore della Puglia, Nichi Vendola, di Sinistra ecologia libertà (Sel). È al secondo mandato (guida la regione dal 2005) e si propone da tempo come alternativa alla politica della casta e dei burocrati. Eppure è tra i più strapagati. Calcolatrice alla mano, il totale può arrivare a 14.565,73 euro: poco meno di 5mila euro di stipendio base mensile, più un rimborso forfettario che può andare da 7.744 a oltre 9.600 euro. Come minimo, dunque, ogni mese può incassare 12.715,65 euro.

L’ultimo dei magnifici tre si chiama Raffaele Lombardo, a capo dell’esecutivo siciliano dall’aprile 2008 ed eletto con il Movimento per l’autonomia (Mpa), che oggi governa la regione con il centrosinistra (mentre si muove al centro a livello nazionale). Lombardo può aspirare a 14.193,25 euro, con la solita suddivisione tra retribuzione base (10.293,77 euro) e una forbice di rimborsi compresa tra 3.841 e 3.900 euro.

Dal Sud al Nord la situazione non cambia molto. Al quarto posto si classifica Roberto Cota, neopresidente del Piemonte (dal 9 aprile scorso). Leghista della prima ora, anche Cota può vivere senza patemi: anche questo mese può aspirare a mettersi in tasca 13.049,73 euro. La cifra di partenza, invece, è di poco inferiore agli 8mila euro (5.506 di stipendio e 2.422 di rimborsi forfettari minimi, che possono però arrivare fino a 7.543 euro).

A seguire troviamo Renata Polverini (Lazio), altra neoeletta del centrodestra (per la precisione, l’ex sindacalista dell’Ugl ha raccolto voti con la Lista Polverini Presidente). La governatrice può contare su uno degli stipendi base più alti d’Italia (secondo solo a quello di Lombardo), pari a 8.250 euro netti. E a fine mese può riscuotere complessivamente 11.753,11 euro (il rimborso fortettario minimo coincide con quello massimo, pari a 3.503,11 euro).

In sesta posizione troviamo invece uno dei governatori più “longevi” d’Italia, Roberto Formigoni, che guida la ricca Lombardia da più di tre lustri (è stato eletto nel 1995). Il politico del Pdl non se la passa niente male con 11.739,74 euro mensili, ripartiti tra un importo base netto di quasi 6mila euro e un forfait che in ogni caso è pari ad altri 5.800 euro circa.

Sfonda il tetto degli 11mila euro anche Stefano Caldoro (Pdl), governatore della Campania da poco più di un anno e mezzo. Per la precisione, la busta paga di Caldoro è composta da 5.247,11 euro come cifra base e da altri 6.085,89 euro come rimborso fortettizzato, per un ammontare complessivo di 11.333 euro tondi tondi.

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UNA SOLUZIONE POSSIBILE E AUSPICABILE

di Luigi Migliore

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Negli anni ’70 durante un periodo di difficoltà della economia americana, in tutti gli stati uniti ogni centro commerciale esponeva la bandiera americana con un grande scrtiscione sul quale era scritto un semplice messaggi. “Americans buy now, buy american”.

Mi sembra che il semplice concetto di “comperate ora, comperate americano” non sarebbe male se venisse divulgato alla schizzinosa esterofila popolazione italiana, ad iniziare da coloro che utilizzano denaro pubblico per acquistare auto blu straniere.

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Perché alla Chiesa non piace il profilattico?

di Renato Pierri

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Fiorello, scherzando sul profilattico, cerca di comunicare ai telespettatori l’utilità dello stesso, e a Famiglia Cristiana la faccenda non va giù. I pregiudizi dei giornalisti di Famiglia Cristiana, ancora oggi, nel terzo millennio, riguardo ai contraccettivi, sono i pregiudizi della Chiesa.

Ma perché la Chiesa è contraria all’uso del profilattico se questo ha due scopi entrambi buoni? Serve, infatti, a evitare malattie anche mortali, e serve a evitare di mettere al mondo bambini non desiderati. E il Catechismo raccomanda la cura della salute, e raccomanda la paternità e maternità responsabili (N. 2288 e N. 2368).

Allora perché la Chiesa è contraria al suo uso? Forse perché ancora oggi, nel terzo millennio, ritiene peccaminosa l’unione carnale tra un uomo e una donna al di fuori del matrimonio (N. 2353)? La risposta vera è che la Chiesa, anche se non lo ammette, in realtà ritiene sempre peccaminosa l’unione carnale, nell’ambito o al di fuori del matrimonio.

Infatti, proibisce l’uso del profilattico anche agli sposi, giacché teme che, senza la preoccupazione di procreare, essi possano usufruire del bel dono “peccaminoso” (il piacere sessuale) offerto agli uomini da Dio. E allora ordina agli sposi: se non volete procreare, dovete unirvi carnalmente solo  nei giorni non fecondi (N. 2370). Generosa concessione!

Ma non procreare ricorrendo ai periodi infecondi, oppure al condom, non è la stessa cosa? No, risponde la Chiesa, non è la stessa cosa, giacché “nel primo caso i coniugi usufruiscono legittimamente di una disposizione naturale; nell’altro caso essi impediscono lo svolgimento dei processi naturali” (Paolo VI). Capito? Ragionamenti che farebbero perdere la pazienza persino al Cristo, se scendesse oggi sulla terra.

 

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Vede Gesù nelle analisi della risonanza magnetica

di superadmin

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Tammie Cohrs è una donna del South Carolina a cui da tempo è stato diagnosticato un cancro alla bocca. Ultimamente si è sottoposta a una risonanza magnetica e ha fatto una scoperta per lei sensazionale: ha riconosciuto nei risultati della risonanza il volto di Cristo.
Tammie ha rilasciato un’intervista ai media in cui ha dichiarato: “Non appena sono entrata in ospedale ho pregato intensamente il Signore di stare con me“.
Ma tutto avrebbe immaginato tranne di vedere il volto di Gesù apparire nelle sue analisi. “Appena ho visto i risultati della risonanza non potevo credere ai miei occhi, ma il profilo, gli occhi, le sopracciglia, il naso e la bocca sono proprio quelli di Cristo“.Secondo Tammie questa è la prova che il Signore è sempre stato accanto a lei durante le analisi e nel corso di tutta la malattia. In ultimo ha ribadito: “So che questa è una cosa incredibile, ma credo che sia un modo per dirmi che era veramente lì con me. E non mi interessa quello che pensa la gente“.

 
 

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