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Archive for agosto 2011

TUTTI CONTRO

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La sintesi del consiglio “sospeso” ieri sera a metà dei lavori consiliari è in una breve parola: caos, confusione, che non promette niente di buono.

La maggioranza – che non è più maggioranza, per la fuga del presidente del consiglio Tona e della consigliera Vella (ex capogruppo della maggioranza) – accusa di irresponsabilità la minoranza e i due indipendenti, che ormai costituiscono da tempo la maggioranza “di fatto”.

Questi rispondono al sindaco (e alla ex maggioranza) che, appunto perchè non ha più una maggioranza in consiglio, prudenza e acume politico avrebbero dovuto consigliare di fare un incontro preliminare precedente il consiglio per esaminare insieme gli argomenti all’ordine del giorno, in particolare il bilancio.

In effetti gli argomenti all’ordine del giorno non sono stati oggetto d’incontro, per cui non si capiscono le lamentele del sindaco (per altro intervenuto in consiglio molto tardi) e della sua ex maggioranza.

A completare il caos e il clima di non dialogo si sono aggiunti anche alcuni pareri negativi espressi da parte dei responsabili degli uffici sulle proposte della nuova maggioranza  che, si ricordi, comunque non sono vincolanti. La maggioranza, dopo aver fatto notare che di questi pareri non è stata avvista in tempo e solo all’ultimo momento, ha comunque contrastato questi pareri e tirato dritto votando e approvando le sue mozioni, e lasciando irritati gli avversari.

Dopo di che la riunione è stata sospesa e il consiglio rinviato di 24 ore a questo pomeriggio quando l’atmosfera sarà torrida in quanto in discussione è il più importante argomento del giorno, il bilancio comunale.

Spunterà un barlume di dialogo o si andrà a testa bassa gli uni contro gli altri? In attesa di questa risposta che riferiremo in nottata, se ci informeranno, l’unica cosa certa a questo punto è la la scomparsa e la latitanza della Politica nel nostro paese rimasto purtoppo in mano a dei praticanti, da bocciare o comunque da rimandare alle prossime elezioni.

Lo chiede il paese che non può continuare ad essere amministrato da un sindaco che ha poco tempo da dedicare al municipio, ma molto alle manifestazioni spettacolari, rimasto senza maggioranza.

Buon senso vorrebbe che, se non si addiviene ad un accordo tra le due parti, si ponga fine a questa esperienza dell’amministrazione Vitellaro rivelatasi insufficiente ed inferiore alle aspettative.

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Convegno sul “pani scanutu”

di c.l.)

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Il pane “scanatu”, uno dei prodotti tipici più significativi della tradizione milocchese, sarà oggetto di un convegno.

Ad annunciarlo è stato il sindaco Giuseppe Vitellaro assieme alla dott.ssa Cinzia Militello, presidente della sezione provinciale dell’Accademia Nazionale della Cucina in occasione della sagra del pane “scanatu” che si è tenuta sabato scorso nella centralissima Piazza Garibaldi. Una sagra per confermare la bontà di un prodotto genuino che, assieme all’altrettanto caratteristica ‘mbriulata, ormai è parte integrante della cultura alimentare locale.

Il convegno sarà organizzato dalla stessa amministrazione comunale in collaborazione con l’Accademia della Cucina. La dott.ssa Militello presente alla sagra del pane “scanatu” assieme al vice presidente della Provincia, l’avv. Pietro Milano, ha anche ricevuto una forma artistica di pane “scanatu” da uno dei panificatori che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.

Una kermesse, quella di Piazza Garibaldi, che ha visto la presenza del presidente del consiglio provinciale Michele Mancuso, del sindaco di Sommatino Gattuso, del vice sindaco di Milena Enzo Nicastro e di numerosi tra assessori e consiglieri comunali che, in maniera unanime, hanno apprezzato la bontà di un pane “scanatu” che ora si appresta a diventare anche argomento di un convegno in vista di una sua promozione e valorizzazione.

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Pagano: “Le mie ragioni”

«Il rancore dei professionisti dell’antipolitica»

Alessandro Pagano

di Alessandro Pagano

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In questi giorni le pagine dei giornali nazionali e del web sono state concentrate sulla notizia del ricorso alla Corte dei Conti di alcuni parlamentari, fra cui il sottoscritto, a seguito delle decisioni da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana di non riconoscere il vitalizio agli ex deputati regionali attualmente in carica alla Camera o al Senato.

E’ mia intenzione non sottrarmi al dibattito in corso perché penso che la mia posizione debba essere resa nota alla gente e anche perché ciò è una delle caratteristiche della funzione pubblica, a cui nessuno si può sottrarre men che meno, un rappresentante del popolo.
Desidero chiarire la mia posizione affrontandola da 2 punti di vista: quello della logica giuridica e quello dell’etica.

Partiamo con il primo punto. Ho deciso di presentare tale ricorso non per la pretesa di ottenere un privilegio ma perché per 13 anni, ogni mese, ho versato all’Ars i miei contributi previdenziali. A seguito di questi oneri da me sostenuti, dopo un certo numero di anni, doveva seguire la controprestazione, da parte dell’Ente, con il riconoscimento del suddetto vitalizio. Orbene, se l’Ente in questione, cioè l’Assemblea Regionale, decide ad un tratto di non adempiere più ad una prestazione previdenziale a cui era obbligata, lo stesso Ente non può che restituire tutti i contributi previdenziali legittimamente pagati dal soggetto interessato. Perché delle due l’una, o viene riconosciuta una rendita all’avente diritto per i contributi versati, oppure, quantomeno, gli deve restituire quanto lo stesso gli ha versato per anni in termini di contributi previdenziali. In tale modo la persona interessata (nel caso specifico il sottoscritto ) potrà farsi un altro piano previdenziale presso un altro ente privato. Nel caso ciò non dovesse avvenire si tratterebbe di un vero e proprio esproprio.
Non aggiungo nulla al buon senso quando dico che questa non è la battaglia personale di un parlamentare, ma un fatto che riguarda tutti, perché ricordo che se dovesse passare questo principio non ci sarebbe in Italia più un lavoratore, dal più grande al più piccolo, che non rischierebbe analoga fine. In altre parole sto parlando di diritti costituzionali, cioè diritti che se venissero lesi porterebbero i detentori del momentaneo potere ad accanirsi oggi con qualcuno, domani con tutti.

Passo adesso al punto etico, che poi è quello che mi interessa maggiormente. Specie in questi giorni ho toccato con mano quanto violento e folle sia il rancore verso il proprio avversario politico. Si ! Perché, al di là della vicenda in questione, emerge chiaro che ci sono i “professionisti” dell’antipolitica, cioè persone che sul web o sui giornali strumentalizzano i fatti, non per nobili motivi, ma perché hanno anch’essi ambizioni politiche.

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BunkerItalia

Servire la  Patria? Non serve! Studiare nemmeno…

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L’ultimo accordo nella maggioranza di governo prevede, per la manovra correttiva dei conti pubblici, di eliminare gli anni di servizio militare obbligatorio prestato e quelli del corso di laurea dal computo dell’anzianità utile a pensione.

Per questi anni gli interessati hanno generalmente già versato i relativi contributi confidando ed avvalendosi di una norma di legge che viene ora cancellata.

I “patti” e le “regole” che governano la gestione, le scelte e le aspettative della vita dei cittadini vengono regolarmente disattesi ed annullati rendendo assolutamente inaffidabile il nostro rapporto con l’istituzione “Stato”.

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IL SADISMO DI TREMONTI

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Regalatevi questo libro, ma leggetelo dopo aver preso un antiulcera…

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C’è il pensionato Inps più ricco d’Italia: 90000 euro al mese.

Ci sono i tre onorevoli che sono stati in Parlamento 1 solo giorno e prendono la pensione da parlamentari per tutta la vita.

C’è l’ex presidente del Consiglio che ha tagliato le pensioni altrui e ne ha ottenuta per sé una da 31000 euro al mese.

C’è l’ex presidente della Repubblica che, oltre al vitalizio, incassa 4766 euro netti al mese come ex magistrato, pur avendo lavorato come magistrato solo 3 anni.

Ci sono le baby pensioni, le pensioni ai mafiosi, le doppie, triple e quadruple pensioni: mentre ai cittadini comuni vengono chiesti continui sacrifici sul fronte previdenziale, mentre l’Europa insiste per allungare la vita lavorativa e i giovani non sanno se potranno mai avere una vecchiaia serena, la casta dei pensionati d’oro mantiene i suoi privilegi, anzi, se ne riserva sempre di nuovi.

Dal dirigente della Banca d’Italia che va a riposo a 44 anni con 18000 euro al mese, al burocrate che ancora nel 2009 va in pensione a 47 anni con 6000 euro netti (e l’incarico da assessore), dal commesso del Senato che prende 8000 euro al mese, alla bidella pensionata a 29 anni, ecco il primo viaggio negli scandali, negli inganni e negli abusi della previdenza italiana: un buco nero che grava sulle spalle dei contribuenti e che mette a rischio il loro futuro.

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VENDO_LA REPURAZIONE

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La ricetta anticrisi di Vendola: un ufficio ad hoc per la sua portavoce, Susanna Napolitano, e il raddoppio della task force per l’occupazione (5 esperti che diventano 10.

Tutto a spese nostre.

I giornali locali zittiscono l’opposizione che grida allo scandalo!

Libero

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Il precariato questa brutta rogna che qualche leader combatte per davvero, non a ciance.

Prendete Nichi Vendola. Anche ad agosto, invece di aprire ricci e cozze in riva al mare, si occupa di lavoro. Eccome se ne occupa.

Ha persino raddoppiato la task force sull’occupazione in Puglia (5 esperti che diventano 10) e ha creato un ufficio ad hoc per la sua portavoce, Susanna Napolitano.

Tra presidenze illustri ci sarà pure del feeling, ma la parentela è solo un caso, una coincidenza che la bravissima nipote del presidente della Repubblica lavori per il presidente della Puglia.

Un governatore che prometteva primavere che però tardano a sbocciare.

L’allenatore nel pallone Oronzo Canà ormai lo stacca di molte posizioni nella classifica dei pugliesi più amati da quelli che tweettano, cliccano «mi piace» su Facebook e Youtube. Nichi Vendola, il poeta con la «s» sifula, il governatore nel pallone, è ormai «tallonato» – riporta famecount.com – pure da certa Emma, una salentina che cantava ad Amici (ecco forse Vendola farà un salto dalla De Filippi, come fece Fassino, per ingraziarsi le massaie conservatrici pro domo sua?).

«Vendola e la rete, il feeling è più soft» riassume morbidamente il Corriere del Mezzogiorno, solitamente tenero col governatore, che gode di molta stampa amica. Nessuno dei giornali pugliesi ha dato spago all’opposizione in Regione che da qualche giorno mitraglia comunicati stampa sulle ultime «duplicazioni» del mago Vendola.

Più trasparente di così...

Due raddoppi, come si diceva: quello della comunicazione della regione Puglia, e quello della «task force per l’occupazione», cioè gli esperti chiamati ad aiutare chi cerca lavoro, e che nel frattempo hanno risolto il loro.

«Poche migliaia di euro – dice l’assessore di Vendola – per affrontare con professionalità crisi aziendali difficili». Ma il Pdl pugliese fa l’ironico: «Il raddoppio della task force contribuisce direttamente alla soluzione della questione che dovrebbe affrontare…».

L’altra polemichetta pugliese riguarda la comunicazione. Il 3 agosto scorso il direttore dell’«Organizzazione» della Regione Puglia ha vergato una «Determinazione» che «configura» «due uffici non dirigenziali, stampa del Presidente e stampa della Giunta regionale, con il sottoelencato contingente per ciascuno di essi: n. 1 caporedattore, n. 2 giornalisti».

Da uno, due. Di nuovo l’ironia del Pdl locale: «Vendola istituisce ex novo un Ufficio stampa, previa onerosa scissione di quello già esistente, tutto e solo per il Presidente, al quale pure non si può dire manchi l’attenzione continua ed adorante dei mass media».

Susanna Napolitano

I due capiredattori per i due uffici sono già belli e pronti. Chi altri mettere alla guida dell’Ufficio stampa del Presidente Vendola, se non la sua attuale portavoce (già inquadrata come caporedattore a 91.701 euro lordi l’anno), Susanna Napolitano? Che ci va per tre mesi, fino a «disegno normativo ad hoc».

Per gli altri 4 posti così creati (due giornalisti per ognuno dei due uffici stampa) invece «si provvederà con successiva disposizione alla copertura dei posti vacanti», chiarisce il dirigente.

Non abbastanza per l’opposizione, coadiuvata in altri casi anche da Idv e Udc, come nel terzultimo «raddoppio», la nomina (del 2 agosto, mese fervido per la Regione Puglia) di sette consulenti per il Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici regionali. Costo: un milione e mezzo in tre anni. E potevano farlo internamente.

Chiedere a Vendola? Sarebbe insensato. Come spiegò in un suo appassionante libro, «non sono la persona deputata alle risposte, posso solo allargare l’ambito delle domande».

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O grandi mani sottratte alle vanghe

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Noi non paghiamo le tasse per far fare la bella vita a loro e per dare lo stipendio a Renzo Bossi o alla Minetti che vadano a lavorare, c’è tanta terra che ha bisogno di essere lavorata, che imparino a farlo così sanno come ci guadagnamo i soldi che usiamo per pagare i loro stipendi e non per toglierlo alle vedove la cui reversibilità è stata già pagata anticipatamente dal marito.

Imparino a rispettare le esigenze dei cittadini altrimenti saranno destinati a scomparire come partito e come politici, perchè stanno esagerando con questa decisioni a ca..o di cane, va bene che sono ignoranti, ma a tutto c’è un limite e anche gli ignoranti dovrebbero avere un cervello che di ogni tanto pensa riflette e ne azzecca una, questi non ne hanno azzeccata una da quando sono al governo. Basta, andatevene! Siamo stanchi di mantenervi senza lavorare e a fare solo danni.

Stefano  

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Scrive l’ingegnere, architetto e docente  Giuseppe Pellitteri

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Prima di tutto, mi scuso per il ritardo con cui entro nei vostri commenti.

https://milocca.wordpress.com/2011/08/09/lintuito-del-sindaco-di-milena-porta-fuori-paese/

Non capita tutti i giorni visitare questo sito (!!!), ma, dato che ci sono stato tirato dentro a forza, ho il dovere di esprimere anche la mia opinione.

Chi scrive è il diretto interessato, Giuseppe Pellitteri che, prima di essere ingegnere ed oltre ad essere nato in un piccolo centro della provincia di Agrigento, è professore ordinario di composizione architettonica e urbana nell’Università di Palermo ed anche architetto iscritto all’ordine di Palermo, i cui trentennali titoli professionali, accademici e scientifici, nell’ambito della progettazione architettonica e urbana, sono consistenti e pubblicamente consultabili.

Non mi è dato di conoscere che a livello locale, a Milena, ci siano delle professionalità all’altezza e il parco urbano stesso non mi sembra affatto un vanto, né per i progettisti di allora né quindi per i cittadini di Milena, frutto più di una progettazione sbagliata ed un eccessivo spreco di risorse che di una consapevolezza ed una oculatezza che professionisti locali avrebbero dovuto avere, almeno solo per il fatto di presumere di conoscere meglio il territorio.

La limitatezza dell’approccio progettuale è agli occhi di tutti: un parco per niente integrato nella struttura urbana, retoricamente sovradimensionato rispetto agli usi della comunità milocchese, con un disegno anomalo ed avulso dalla cultura e dal paesaggio dell’entroterra siciliano, ricco nel cemento e povero nel verde, con elementi architettonici copiati ed inadatti alla realtà urbana e naturale dei luoghi, …. e potrei continuare all’infinito!

Giuseppe Vitellaro

Giuseppe Vitellaro

Penso invece che la scelta del vostro Sindaco di recuperare tale seppur eccessivo patrimonio, attraverso specifiche competenze esterne, a qualsiasi titolo, sia motivata proprio dalla sfiducia, visti i risultati pregressi, di potersi avvalere di professionalità locali.

E’ vero che in questi ultimi anni nuove figure di giovani, formatisi nelle facoltà di Ingegneria o di Architettura, dove insegno da anni, potrebbero avere una cultura progettuale ed una sensibilità diversa da quella passata, ma siamo sicuri che ciò sia avvenuto anche nel vostro comune?
Dai commenti in gioco mi pare tuttavia che le preoccupazioni dei giovani siano più di natura economica, alla ricerca di un’opportunità di lavoro qualsiasi (leggasi parcella!) piuttosto che di un interesse della collettività verso il paesaggio ed il recupero dell’identità del territorio, come bene comune da tutelare e valorizzare.
Per tutto questo, sono contento ed onorato di poter dare una mano all’Amministrazione comunale di Milena!

Giuseppe Pellitteri

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