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Archive for 27 luglio 2011

QUOTA 41 

di Elisa Merlo

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Un altro giovane italiano ucciso in Afghanistan.
E c’è il cordoglio di Napolitano e anche il cordoglio di Berlusconi, e certamente anche il profondo dolore del ministro La Russa.
E poi c’è il dispiacere di tutti gli italiani.
Però da una parte c’è anche soddisfazione, diciamo la verità, giacché ogni bara segna un punto d’onore in più per l’Italia nel mondo.
Quindi cordoglio, sì, ma anche orgoglio, tanto orgoglio per questi giovani che muoiono per amor di patria.
Anche se la patria che difendono, a dire il vero, non è la loro patria.
Sono certa del dolore degli uomini politici, anche se non capisco perché, se provano dolore, non li facciano tornare a casa, i soldati.
Io al loro posto proverei un grandissimo rimorso, giacché mi chiederei: “Chi mi dà il diritto morale di mettere a repentaglio la vita di tanti giovani per il bene della patria altrui? Posso fare il generoso sulla loro pelle?”.
Oppure: “Chi mi dà il diritto morale di mettere a repentaglio la vita di tanti giovani per mantenere alto il nostro prestigio nel mondo?”.
Però poi, se penso che qualcuno per il prestigio dell’Italia, di giovani ne ha sacrificati a milioni, mi dico: “In fondo, a confronto, che sono appena quarantuno bare?”.
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IL TRUCCO C’E’ MA NON SI VEDE

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“C’è chi possiede un macinino che percorre 10 Km con un litro di
carburante.
Ma, per dimostrare agli altri che possiede una Rolls Royce, una  Cadillac etc, monta sopra una seconda carrozzeria.
Il suo macinino, ulteriormente appesantito, percorrerà 4 Km con un litro di carburante.
Così facendo, sicuramente, il nostro amico finirà per chiedere l’eLimousine davanti la Chiesa.

Così disse il dentista al falegname, aggiungendo alla fine:
“Molare della tavola: mai fare il passero più lungo del gambero”.

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Tra due anni i tagli programmati per la sanità arriveranno a 8 miliardi di euro. A ciò bisogna aggiungere i 5 previsti dalla precedente finanziaria. Questo significherà che gli attuali livelli di assistenza minimali non potranno essere garantiti e che talune prestazioni saranno in parte o in toto a carico del cittadino e quindi taglieranno fuori le classi economiche più deboli.

Sanità e spesa sociale sono i garanti in un Paese democratico nella solidarietà e nella sussidiarietà. Quando la scure si abbatte su queste voci la crisi è profonda e coinvolge la stessa “ideologia” del legislatore, la cultura della garanzia ad ogni cittadino in caso di malattia o disagio.
La salute è un bene prezioso, primario: progressi scientifici e tecnologici garantirebbero oggi una qualità e quantità di vita fino a pochi anni fa insperata.
Eppure non tutti ne fruiranno e non in tutte le regioni italiane vi saranno analoghe opportunità. Perché le regioni indebitate e strozzate dalla politica rozza e clientelare resteranno sempre più indietro a quelle  più sane e coraggiose. C’è chi sarà curato meglio, chi peggio, chi affatto.

Il coraggio è oggi quello di affrontare comunità locali avviluppate nella tradizione del nulla, di un ospedale con cento posti letto, che non serve a nessuno e che assorbe risorse al bacino ove insiste quel comune che, a qualche chilometro, potrebbe fruire di una struttura più capiente ed efficace. Quando le lotte riguardano interessi personali spacciati per nobili profili sociali, lì è la politica che ha fallito e che ha viziato i cervelli, assecondando l’idiozia.
I tagli sono doverosi laddove per lustri gli sprechi hanno eroso il danaro pubblico e favorito concentrazioni di potere di bassa lega con la capacità di incidere o influenzare scelte strategiche che i governi della regioni talvolta rimandano per timore di una perdita di consensi.
Voti elettorali promessi un cambio del proprio tornaconto, comitati d’affari inclusi. I numerosi processi sulle varie mafie degli ultimi trent’anni hanno nostrato la contiguità con la sanità e le lobby per appalti, forniture e convenzioni con privati onerose e inutili. Questo mentre il servizio pubblico diventava per i mass media luogo di malasanità e malaffare.
Non è solo la carenza di medici, infermieri o di altri sanitari o la mancanza di assunzioni del personale, quanto il loro cattivo utilizzo, la difficoltà a operare spostamenti o scavalchi per coprire più servizi. Rifunzionalizzare per molti operatori è subire scossoni ad una vita professionale ormai appiattitasi ed è per questo che per reggere l’impatto della decurtazione dei fondi , politici e sindacati dovrebbero seriamente ripensare al loro ruolo, diventare più responsabili e difendere la funzionalità dei servizi più che gli interessi del singolo. Molte aziende sanitarie sperperano denaro in consulenze di ogni tipo, talvolta frutto di input politici. Non basta la scure della Corte dei Conti se e quando vi si abbatte.

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Una storia ambientata nell’entroterra siculo. Il campiere e il «cuntu» d’altri tempi

di Roberto Mistretta

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A chi conosce il consigliere provinciale Salvuccio Bellanca, da quasi vent’anni impegnato in politica, non verrà certo facile immaginarlo nelle vesti di uno scrittore. Eppure, con “Il campiere di Terracotta” (Editori Associati Sampognaro & Pupi, pag. 170, € 16), storia ambientata nel dopoguerra, nella terra di Manfrida, porzione geografica dell’entroterra siciliano che non si fa fatica a individuare nel Vallone di Mussomeli, Salvuccio Bellanca, smette i panni dell’uomo politico per regalarci un cuntu d’altri tempi.

Un cuntu che ha il sapore del pane messo a lievitare con la criscenti e arroventato dal forno in pietra per poi essere addentato con appetito che sapeva di fame. Con morsi che scacciavano la miseria nera e la fame del dopoguerra, quando nei feudi diventati latifondi da oltre un secolo, padroni e campieri ancora dettavano legge.

Nel 1812 il Parlamento siciliano aveva approvato la legge che aveva posto fine, sulla carta, ai feudi, disponendo che la terra passasse ai viddrani che vi si spezzavano la schiena. Ma come ci ricorda nel “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa, don Fabrizio, principe di Salina, quando volgendosi al cavaliere Chevalley sceso in Sicilia per cercare la classe dirigente del costituendo Regno d’Italia profferì: “Tutto cambia affinché nulla cambi”. E ovviamente in Sicilia non cambiò nulla dal 1812, tranne il nome: il sistema rimase in piedi e i baroni si ricomprarono le terre. La parola feudo venne sostituita da latifondo, e le stesse identiche enormi estensioni di terra rimasero in mano ad un solo proprietario. E i campieri continuarono a gestire gli interessi dei padroni.

Le lotte per la conquista delle terre da parte dei contadini rossi però sono ancora di là da venire in questo cuntu, che l’autore dedica al nonno Vincenzo, di cui tanto sentì parlare nell’infanzia e seppure non l’abbia mai conosciuto, è cresciuto con accanto la sua ombra benevola. A lui e alla sua figura è ispirato “Il campiere di Terracotta”, storia che pesca nei cunti degli anziani che seduti attorno al fuoco nelle giornate di tramontava, catturavano l’attenzione dei ragazzini con aneddoti di monaci e truvatura, di pentole d’oro e sortilegi da sciogliere per vivere una vita ricca e felice. L’aspirazione che ognuno coltiva nel suo intimo.

La trama è semplice e lineare: in una notte di luna piena, il giovane Minicu Firrera, aitante campiere di don Michele Cusenza (che ha sposato una bellissima dama di cui il campiere è innamorato perso), viene ferito gravemente a colpi di lupara. Si salverà per un pelo ma durante i prolungati giorni di coma, sarà visitato in sogno da un monaco di cerca, uno di quei monaci che nascondono una truvatura, un tesoro. Il tesoro sarà suo a patto che….

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Start vacanze!

Controllare ruote e filtri per avere bassi consumi

di Paolo Amato

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Spesso si acquista un’autovettura perché si è “sedotti”, anche, dai bassi consumi di carburante. In realtà i consumi reali su strada sono almeno il 40% in più di quelli dichiarati dalle case costruttrici.
Differenze di consumo nate dal metodo di misura. Poiché l’omologazione (che attesta i consumi) viene effettuata al banco secondo specifici cicli, quindi è virtuale, per cui difficilmente ripetibile nel percorso stradale.

Per non peggiorare i consumi di carburante del veicolo è indispensabile che determinati elementi (pneumatici, filtro aria e catalizzatore) abbiano le seguenti caratteristiche: – la giusta  pressione dei pneumatici contribuisce non poco a migliorare i consumi in quanto facilita, anche, il rotolamento sull’asfalto dello stesso.

– Si consiglia di controllare la pressione delle ruote almeno una volta al mese e aumentarla dello 0,2 – 0,3 Bar qualora si va in vacanza o fuori sede, poiché migliora anche la stabilità;

– il filtro dell’aria se è sporco diminuisce la quantità d’aria aspirata nei cilindri dal motore e di conseguenza modifica il rapporto stechiometrico (aria – carburante) e di conseguenza la combustione risulta più “grassa”, cioè più benzina o gasolio rispetto il rapporto stechiometrico;

– il catalizzatore se ha effettuato oltre 100 mila km va controllata la sua efficienza, poiché i materiali “nobili” che contiene all’interno se danneggiati impediscono la corretta fuoriuscita dei gas di scarico e di conseguenza un aumento dei consumi oltre ad un abbassamento del rendimento del veicolo.

Inoltre per chi si appresta a compiere un viaggio, si consigliano altri controlli.

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Summer School Giovani UDC: Preparati per governare il nostro futuro

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Si svolgerà dal 29 al 31 luglio, a Selinunte, la Prima Summer School Regionale dei Giovani dell’Unione di Centro verso il Partito della Nazione.

Il tema della manifestazione sarà: “Preparati per governare il nostro futuro”.

Il programma della Scuola di Formazione Estiva prevede degli incontri tematici su: legalità, sicurezza, immigrazione, legge elettorale, terzo polo e modello Sicilia, federalismo, energia, liberalizzazioni e nuove questioni ambientali.

Fra i diversi relatori ci saranno: Piero Aiello (Responsabile Dipartimento Formazione UDC Sicilia), Paolo Alibrandi (Coordinatore Regionale Giovani UDC Sicilia), Giulia Adamo (Capogruppo ARS UDC), Giampiero Zinzi (Coordinatore Nazionale Giovani UDC), Lorenzo Cesa (Segretario Nazionale UDC), Andrea Piraino (Assessore Regionale Famiglia e Politiche sociali), Achille Serra (Responsabile Nazionale Sicurezza UDC), Roberto Rao (Capogruppo Commissione Giustizia), Salvo Andò (Rettore Università Kore di Enna), Antonino Recca (Rettore Università di Catania), Gianluca Galletti (vice – capogruppo UDC Camera dei deputati), Roberto Occhiuto (vice – presidente Commissione Bilancio), deputati dell’UDC all’ARS e diversi amministratori locali dell’UDC.

Della provincia nissena interverranno: Tonino Gagliano (Presidente Provinciale UDC Caltanissetta), Filippo Misuraca (vice-sindaco di Mussomeli) e Giovanna Candura (Coordinatrice Regionale UDC Pari Opportunità). I lavori saranno conclusi da Gianpiero D’Alia (Coordinatore Regionale UDC e Capogruppo UDC – Autonomie al Senato).

Alla Summer School parteciperà una delegazione di diciotto giovani del movimento giovanile dell’UDC nisseno.

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