Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 14 luglio 2011

Morto Dell’Utri

Si è spenta un po’ la Fiamma

.

L'on.le Salvatore Dell'Utri

E’ morto a 87 anni il camerata Salvatore Dell’Utri, uno degli storici esponenti del Movimento Sociale Italiano e della Destra.

Un uomo. Un galantuomo.

Docente di filosofia, pedagogia e psicologia al Magistrale e primo deputato del centrodestra a Montecitorio nelle fila di Alleanza Nazionale dal ’94 al ’96 eletto con 35mila voti.

Fascista per bene della prima ora, aderì alla Repubblica di Salò. Poi una lunga militanza nel MSI. Fu per tre legislature consigliere comunale e per altrettante consigliere provinciale.

A Fiuggi aderì ad Alleanza Nazionale. Fu dirigente politico nella buona e  nella cattiva sorte del partito. Eletto deputato nazionale di An, poi se ne distaccò per ritornare alle origini, alla sua indimenticata Fiamma Tricolore. Poi la vecchiaia e una lunga malattia che se lo è portato via.

Grintoso e mai disfattista, il motto che ribadiva sempre alla gente e agli amici, soprattutto ai giovani, era di essere

cittadini in piedi e mai sudditi in ginocchio!

Per molti nisseni , ex allievi e aspiranti amministratori della nuova generazione, è stato un punto di riferimento per la sua preparazione politica e culturale.

Resta per sempre nel cuore di amici e avversari e di quanti ne hanno apprezzato la cultura, l’esempio e l’umanità. Totò Dell’utri ripeteva spesso e tenne nella sua segreteria la massima di Ezra Pound:

Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui.

Alla moglie e ai figli stanno giungendo tantissimi attestati di condoglianze, tra cui il cordoglio del sottosegretario al Lavoro Nello Musumeci. Le più sentite condoglianze anche da parte di MML.

I funerali si sono svolti oggi a Caltanissetta alle ore 16 nella Chiesa di San Pietro.

cliccare sulle foto per ingrandirle

Pubblicità

Read Full Post »

COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLA PREVENZIONE ONCOLOGICA A MILENA

Pubblicato il 13 luglio 2011 da pdcimilena

.

Il  “ paese delle robbe “,  ha cambiato spesse volte il nome : partendo dall’originario “ Milocca “, è passato per  Littoria Nissena, per fermarsi all’attuale Milena, e, nonostante lo sforzo evidente di rinnovamento e di adeguamento alle varie epoche storiche, rimane sempre, di fatto, uguale all’immaginario paese descritto da L. Pirandello nella novella : “ Le sorprese della scienza “, contenuta nella raccolta   – Novelle per un anno -.
In quella novella si racconta di un meraviglioso e spettacolare consiglio comunale tenutosi nel Comune di  Milocca, circa i metodi di illuminazione cittadina, alla cui lettura rimando, chiunque abbia voglia di leggere qualcosa di bello, divertente e paradossale.
Ahimè, a volte,  la realtà supera la fantasia.
La Milocca raccontata da Pirandello era frutto della fantasia immaginifica dell’autore, ma quello che accade oggi a Milena,  [ ex milocca, ex Littoria Nissena, forse paese delle robbe  ( perché stanno scomparendo anche queste ) ],  supera la fantasia del grande drammaturgo agrigentino, per portarci verso spettacoli, non meno blasonati, che più si avvicinano alla farsa.
Il Consiglio Comunale di Milena, il giorno 15 luglio 2011 alle ore 18.00 andrà a discutere su tre punti all’ordine del giorno, tra cui la: “  Costituzione commissione ad oggetto: mozione in materia di attività di prevenzione del rischio oncologico nel territorio comunale … “.

Per quel che mi è dato conoscere, tra i consiglieri comunali di Milena, in carica, non c’è alcun medico e a pensarci bene, neanche un infermiere e credo nemmeno un portantino, con qualche rudimento scientifico in tema di oncologia, specie nel ramo preventivo.
Eppure, questo emerito Consiglio Comunale costituirà una commissione che andrà ad occuparsi delle attività preventive in tema di rischio oncologico .
Ognuno è libero di occupare il proprio tempo come meglio crede : ma se ci sono consiglieri comunali novelli “ dott. Veronesi “ con delle conoscenze certe in tema di prevenzione oncologica facciano pure.
Ci sono tanti argomenti e tante materie per costituire commissioni di indagine, non capisco,  come un minuscolo gruppetto di incompetenti ( per materia ) ma eletti, possa indagare, spero con serietà, di un qualcosa che sconoscono del tutto !
Non riderà nessuno all’atto di costituzione della commissione.
Ma alla fine saremo curiosi di leggere quello che avranno prodotto, forse la scienza, e l’intera umanità, come ai tempi di Pirandello, da Milocca riceverà un serio contributo per il miglioramento della durata e delle condizioni di vita.

Io, nella qualità di consigliere comunale di Milocca, incompetente di prevenzione oncologica, non parteciperò a questa seduta, dichiarando pubblicamente che la mia assoluta ignoranza in materia, non volendo associare il mio nome tra i consiglieri più famosi del comune di Milocca.

Salvatore Ferlisi

Read Full Post »

La sezione comunista di Milena
Comunica

.

La segreteria dei comunisti di Milena, sapeva, perché era stata informata dal sindaco di Milena delle prossime dimissioni dell’assessore Di Marco, per ragioni attinenti la sua sfera personale, a cui rivolgiamo il più grato ringraziamento per l’attività svolta e per lo spirito con cui ha affrontato l’impegno amministrativo. Non abbiamo conoscenza della lettera di dimissioni, ma speriamo che venga resa pubblica al più presto.

In merito alla nuova nomina, dobbiamo affermare in maniera candida e senza giri di parole che nulla sapevamo fino al momento della nomina, con il giuramento di rito. Nulla sappiamo circa le competenze specifiche del soggetto e niente circa le attribuzioni ( le deleghe ) che il Sindaco vorrà affidargli .

In attesa di una comunicazione ufficiale del Sindaco, non esprimiamo alcun apprezzamento, ma ci limitiamo ad una semplice presa d’atto.

La linea indicata, da sempre, da questa parte politica, in tema di nomine assessoriali è sempre stata lineare e semplice allo stesso tempo. Abbiamo sempre indicato un metodo. Prima si sarebbe dovuto attingere nell’area delle forze politiche che hanno sostenuto la lista dei candidati, sia che esse abbiano rappresentanza politica in Consiglio sia che non l’abbiano. In alternativa, tra i non eletti o eletti della lista, ove ci sono delle belle persone, capaci ed oneste. Le ragioni di questa nomina ci sfuggono. Non rientra in alcun metodo, ma sembra una scelta dettata dall’intuitu personae del sindaco, che se vorrà potrà e dovrà spiegare ai cittadini.

Per quel che ci riguarda, non possiamo muovere alcun rilievo alla persona, è persona certamente onesta, tecnicamente preparata, nel suo ramo e politicamente sconosciuta, dal nostro punto di vista. Chi scrive conosce perfettamente la sua famiglia di origine, a partire dai suoi nonni, ai suoi genitori e poco il diretto interessato, che non potrà che essere, in linea con le caratteristiche di appartenenza.

Nel porgere i migliori auguri di un buon lavoro al nuovo assessore, ed in attesa delle dovute spiegazioni del Sindaco, auguriamo a tutta la squadra amministrativa, di nominati e di volontari attivi una proficua attività nell’interesse collettivo.

Salvatore Ferlisi

Read Full Post »

LE STRAGI DEGLI ALLEATI IN SICILIA

Con massacro di Biscari si intendono in particolare due episodi accaduti durante la seconda guerra mondiale, configurabili come crimine di guerra, nel quale truppe dell’esercito degli Stati Uniti uccisero senza giustificazione giuridica 76 prigionieri di guerra tedeschi ed italiani. Entrambi gli episodi avvennero nell’aeroporto di Biscari. Le vittime accertate furono 73

.

Sicilia 1943, l’ ordine di Patton «Uccidete i prigionieri italiani»

/ Gianluca Di Feo

.

  1. «Il capitano Compton radunò gli italiani che si erano arresi. Saranno stati più di quaranta. Poi domandò: “Chi vuole partecipare all’ esecuzione?”. Raccolse due dozzine di uomini e fecero fuoco tutti insieme sugli italiani».
  2. «Il sergente West portò la colonna di prigionieri italiani fuori dalla strada. Chiese un mitra e disse ai suoi: “E’ meglio che non guardiate, così la responsabilità sarà soltanto mia”. Poi li ammazzò tutti».

E’ una piccola Cefalonia: le vittime sono soldati italiani che avevano combattuto con determinazione. I carnefici non sono né delle SS né della Wehrmacht: sono fanti americani.

Quella avvenuta in Sicilia tra il 12 e il 14 luglio 1943 è la pagina più nera della storia militare statunitense. Una pagina sulla quale gli storici negli Stati Uniti discutono da un lustro, mentre nel nostro Paese la vicenda è pressoché sconosciuta. Nelle università del Nord America ci sono corsi dedicati a questi eccidi, come quello tenuto a Montreal sul tema «Dal massacro di Biscari a Guantanamo». E negli Usa in queste settimane gli esperti di diritto militare valutano le responsabilità dei carcerieri di Abu Ghraib anche sulla base delle corti marziali che giudicarono i «fucilatori di italiani». Perché – come risulta dagli atti di quei processi – i soldati americani si difesero sostenendo di avere soltanto eseguito gli ordini di George Patton. «Ci era stato detto – dichiararono – che il generale non voleva prigionieri».

I FATTI –

Nessuno conosce il numero esatto di uomini dell’ Asse uccisi dopo la resa. Almeno cinque gli episodi principali, con circa duecento morti. Di due, quelli avvenuti nell’ aeroporto di Biscari, nel Ragusano, si conosce ogni dettaglio. Nel massimo segreto, nell’ autunno ‘ 43 la corte marziale Usa celebrò due processi: il sergente Horace T. West ammazzò 37 italiani, il plotone d’ esecuzione del capitano John C. Compton almeno 36.

Gli atti del tribunale recitano: «Tutti i prigionieri erano disarmati e collaborativi». Altri due eccidi sono stati descritti da un testimone oculare, il giornalista britannico Alexander Clifford, in colloqui e lettere ora divulgate. Avvennero nell’ aeroporto di Comiso, quello diventato famoso mezzo secolo dopo per gli euromissili della Nato. All’ epoca era una base della Luftwaffe, contesa in una sanguinosa battaglia. Clifford disse che sessanta italiani, catturati in prima linea, vennero fatti scendere da un camion e massacrati con una mitragliatrice. Dopo pochi minuti, la stessa scena sarebbe stata ripetuta con un gruppo di tedeschi: sarebbero stati crivellati in cinquanta. Quando un colonnello, chiamato di corsa dal reporter, fermò il massacro, solo tre respiravano ancora. Clifford denunciò tutto a Patton, che gli promise di punire i colpevoli. Ma non ci fu mai un processo e il cronista si è rifiutato fino alla morte di deporre contro il generale.

Infine l’ ultima strage nella Saponeria Narbone-Garilli a Canicattì contro la popolazione che la stava saccheggiando. Secondo i resoconti stilati in quei giorni confusi del ‘ 43, la polizia militare Usa dopo avere intimato l’ alt ed esploso dei colpi in aria, sparò una raffica sulla folla uccidendo sei persone. Ma i verbali scoperti nel2002 dal professore Joseph Salemi della New York University – il cui padre fu testimone oculare dell’ eccidio – riportano il racconto di alcuni dei soldati americani presenti: «Appena arrivati, il colonnello urlò di sparare sulla folla che era entrata nello stabilimento. Noi rimanemmo fermi, era un ordine agghiacciante. Allora lui impugnò la pistola ed esplose 21 colpi, cambiando caricatore tre volte. Morirono molti civili: vidi un bambino con lo stomaco sfondato dalle pallottole».

L’ ORDINE –

Ma gli atti dei processi per «i fatti di Biscari» accreditano la possibilità che le vittime siano state molte di più. Tutti i crimini sono stati opera della 45ma divisione di Patton, i «Thunderbirds»: reparti provenienti dalla Guardia nazionale di Oklahoma, New Mexico e Arizona. Vengono descritti come cow boy, con elementi d’ origine pellerossa. Ma presero parte con coraggio ad alcune delle battaglie più dure del conflitto.

Quello sulle coste siciliane fu il loro battesimo del fuoco: avevano l’ ordine di conquistare entro 24 ore i tre aeroporti più vicini alla costa, strategici per trasferire dal Nord Africa gli stormi alleati. Invece la disperata resistenza di due divisioni italiane e di poche unità tedesche li fermò per quattro giorni. Molti G.I. persero il controllo dei nervi. Ed erano tutti convinti che il generale Patton avesse ordinato di non fare prigionieri.
Decine di soldati, graduati ed ufficiali testimoniarono al processo: «Ci era stato detto che Patton non voleva prenderli vivi. Sulle navi che ci trasportavano in Sicilia, dagli altoparlanti ci è stato letto il discorso del generale. “Se si arrendono quando tu sei a due-trecento metri da loro, non  badare alle mani alzate. Mira tra la terza e la quarta costola, poi spara. Si fottano, nessun prigioniero! E’ finito il momento di giocare, è ora di uccidere! Io voglio una divisione di killer, perché i killer sono immortali!».

L’ ORRORE –
Il primo a scoprire e denunciare gli eccidi fu il cappellano della divisione, il colonnello William King. Alcuni soldati americani, sconvolti, lo chiamarono e gli indicarono la catasta dei corpi crivellati dal sergente West: «E’ una follia – gli dissero -, stanno ammazzando tutti i prigionieri. Siamo venuti in guerra per combattere queste brutalità non per fare queste porcherie. Ci vergogniamo di quello che sta accadendo». King corre a cercare il comando del reggimento.

Ma lungo la strada per l’ aeroporto vede un recinto di pietra, probabilmente un ovile, pieno di italiani catturati. Recita il verbale del cappellano: «Quando mi sono avvicinato, il caporale di guardia mi ha salutato: “Padre, sei venuto per seppellirli?”. “Cosa stai dicendo?”, replicai io. Il caporale rispose: “Loro sono lì, io sono qui con il mio mitra Thompson, tu sei lì. E ci hanno detto di non fare prigionieri”». A quel punto King sale su un masso, chiama tutti gli americani presenti e improvvisa una predica per convincerli a risparmiare quegli uomini: «Non potete ucciderli, i prigionieri sono una fonte preziosa di notizie sul nemico. E poi i loro camerati potrebbero vendicarsi sui nostri che hanno preso. Non fatelo!».

Altrettanto drammatica la testimonianza del capitano Robert Dean: «Venni fermato da due barellieri disarmati. Mi dissero: “Abbiamo due italiani feriti, mandate qualcuno ad ammazzarli”. Io gli urlai di curare quei soldati, altrimenti gliela avrei fatta pagare”».

(altro…)

Read Full Post »

Fine vita. Perché vi agitate?

di Renato Pierri

La Camera ha approvato il ddl che regolamenta il fine vita. E tanta gente si agita. Ed io non riesco a capire perché.
Non siete stati tutti bambini piccoli? Vi dispiaceva forse avere una mammina che pensava a imboccarvi, a cambiarvi i pannolini, a farvi il bagnetto e via di seguito? Eravate infelici forse?
Ebbene, se dovesse capitarvi di trovarvi in stato vegetativo per molti interminabili anni, come accadde ad Eluana Englaro, ci sarà mamma Stato ad occuparsi di voi come se foste piccolini. Non siete contenti che la nuova mammina pensi al vostro nutrimento e al vostro pannolone, e giacché costretti a letto, anche a rigirarvi ora di qua ora di là per evitare le piaghe da decubito?
Anni e anni come neonati, nutriti, lavati, e coccolati. Davvero non capisco il motivo di tanta agitazione.
Ma se proprio la cosa vi spaventa, bene, mettetevi d’accordo con i familiari: se state male, tanto male, niente medico e niente ospedale.

Read Full Post »

Attenti alla lingua!!!

Troncamenti equivoci

.

di Homing Pigeon
.
Forse varrebbe la pena suggerire a questi signori, importatori di cibi e bevande di pregio dalla vecchia Europa, che se si vuole dare al proprio negozio un nome contenente un tocco di raffinata allusione ai termini meno consueti ma più identificativi del vero gourmet, allora prima di perfezionare la scelta sarebbe saggio consultare qualche italiano.
.
Perché se no, nel tentativo di evocare la scienza culinaria, si ottengono questi spassosi risultati.
Non solo: fanno pure proseliti.
Come gli autori di questo ricettario, visto negli scaffali di una libreria di Singapore.

Read Full Post »

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: