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Archive for 13 luglio 2011

Come la penso…

Raimondo Mattina

di Erika Diliberto

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Raimondo Mattina, classe 1975, è il nuovo assessore della Giunta Comunale di Milena. Il primo cittadino Giuseppe Vitellaro lo ha nominato in sostituzione del dimissionario Paolino Rosalino Di Marco, assessore quest’ultimo con la delega ai Lavori pubblici.

Il neo assessore Raimondo Mattina si dice entusiasta dell’incarico affidatogli:

“Sono felice e onorato di questa nomina. Finalmente in politica potrà essere fatta politica seria basata sulla concretezza e non sul semplice apparire. La politica a Milena ha bisogno di giovani leve che s’impegnino seriamente per un futuro migliore della nostra comunità. Metterò a disposizione le mie conoscenze ed esperienze nonchè il mio impegno per il bene del paese”.

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Il sindaco blinda il centro

Oltre 40 giorni di “festi e passìu”

di c.l.)

E’ quanto ha deciso il sindaco Giuseppe Vitellaro. In particolare, il primo cittadino ha motivato questo suo provvedimento in considerazione che nei mesi di luglio ed agosto, in concomitanza con il rientro, per le ferie, degli emigrati, avranno luogo le manifestazioni nell’ambito di “Estate 2011 nel paese delle Robbe” per cui c’è la necessità di consentire il regolare svolgimento di queste manifestazioni in sicurezza.

In particolare, è previsto che dal 15 luglio al 28 agosto è previsto il divieto di circolazione, sosta e fermata a tutti i veicoli, nella Via Nazionale, in Piazza Garibaldi e nella via Ugo Foscolo dalle ore 21:00 alle ore 24:00. Riguardo alla giornata del 14 Agosto 2011, festa di San Antonio, è previsto il divieto sarà valido anche dalle ore 10,00 alle ore 13,00.

Dunque, dopo il discusso provvedimento con il quale, dallo scorso 1 luglio il sindaco ha istituito il senso unico in Via Nazionale, dall’incrocio di via Fratelli Cervi all’incrocio con la Via Rimembranza e in Via Gioberti, dall’incrocio con la via Rimembranza all’incrocio con Viale della Vittoria, che tante polemiche ha innescato, ora un’altra ordinanza sindacale per la chiusura delle strade interessate allo svolgimento delle manifestazioni dell’estate milocchese 2011.

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Mamma li turchi!

“MAMMA LI TURCHI” – detto ancora diffuso

by Raisi

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Nell’estate del 1799 approda nel porto di Palermo, la flotta turca, fiore all’occhiello del potente impero Ottomano, che dominavano il Mediterraneo dal Bosforo alle colonne d’Ercole. Durante la sosta nel porto di Palermo, le navi turche furono oggetto di visite di molte famiglie nobili palermitane. La più visitata era la nave ammiraglia, dove gli aristocratici visitatori, furono ricevuti con molta cortesia e disponibilità dall’Ammiraglio ottomano, che li ospita offrendo loro dolci e rinfreschi.

Uno di questi nobili visitatori, il barone Miccichè, colpito da grande cortesia e signorilità dell’Ammiraglio, volle ricambiare la cortesia, invitandolo a palazzo Comitini, ossia il suo palazzo di città, sito in via Maqueda.

L’Ammiraglio turco con gli alti ufficiali, giunsero al palazzo Comitini all’ora di pranzo. Dopo i convenevoli di rito e le presentazioni di tutta la famiglia, gli ospiti e invitati, passarono nel grande salone per il banchetto.

Mentre i commensali, mangiavano e bevevano di gusto, nel salone arrivo l’eco di grida di aiuto, provenienti, dagli appartamenti interni del palazzo. Dopo pochi secondi di sbigottimento, quasi tutti i commensali si levarono dalla tavola, per accorrere verso la camera, da dove provenivano le grida. Giunti, nella stanza, che era adibita alla servitù, sorpresero un marinaio turco al seguito dell’Ammiraglio che cercava di usare violenza a una giovane serva di casa Miccichè, che non godendo di ottima salute, quel giorno era stata lasciata a riposo. La scena agli occhi dei soccorritori, apparve, con connotati tragico-comici, con la povera serva che si dimenava e urlava e il marinaio turco assalito da un moto di libidine, che non voleva mollare la preda. Ci vollero, quattro robusti servi per far desistere l’energumeno dal suo proposito. Condotto nel cortile del palazzo fu punito dai marinai turchi, di scorta all’Ammiraglio, con dieci vergate, sulla pianta dei piedi, come di usanza mussulmana.

Mortificato per l’accaduto l’Ammiraglio turco presentò le proprie scuse e si congedò insieme al suo seguito. L’incidente sembrava chiuso senza che avesse lasciato spazio a ulteriori strascichi.

Ma il giorno dopo, a Palermo, successe il finimondo. Nel primo pomeriggio alcuni marinai turchi, in libera uscita, fecero irruzione con armi in pugno nella bottega di un calzolaio, sita nella strada di Mezzomonreale; e mentre un paio di loro tenevano a bada i garzoni, con la minaccia delle armi, gli altri afferrarono la moglie del padrone della bottega cercando di violentarla. I garzoni per nulla intimoriti, reagirono gettandosi sopra i marinai turchi, menando colpi di trincetto e di martello. Sorpresi, da tanta furibonda reazione, i marinai turchi, sanguinanti e malconci, cercavano salvezza nella fuga.

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PANNELLI SUI TETTI DI PROPRIETA’ COMUNALE

di Valerio Cimino
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Il dirigente del Servizio 4 del Dipartimento della famiglia e delle politiche sociali della Regione Siciliana ha finanziato interamente il progetto del Comune di Serradifalco per la realizzazione di un impianto fotovoltaico nel Centro diurno per minori, disabili e anziani.
L’ammontare complessivo del finanziamento ammonta a 35 mila euro.

Il progetto si è qualificato al 16° posto nell’apposita classifica regionale.

Per finanziare il progetto è stata utilizzata la quota dei ribassi d’asta di precedenti finanziamenti a favore di comuni singoli o associati e delle Ipab destinati alla costruzione, all’acquisto, alla ristrutturazione e all’adeguamento di edifici destinati o da destinare a presidi socio – assistenziali aperti o residenziali.

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Stranadonna

Si vede che in me c’è  qualcosa che non va

di Elisa Merlo

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“Chi la visto?” (Rai 3): 4.196.000 spettatori, pari a 19,86% di share. Si farà una puntata più del previsto.

E Federica Sciarelli, bella e sempre mestamente sorridente, è tutta soddisfatta per il successo, e ieri sera è stata persino invitata a Linea Notte Estate (sempre Rai 3). Così brava, e poi donna, la si può mai criticare di condurre una trasmissione che non ha rispetto per le donne straziate, violentate, uccise?

Come una litania, un rosario, un mantra, il racconto illustrato, ben illustrato, di come le donne, spesso ragazzine, vengano uccise, di come s’infierisca sul loro corpo, si ripete in ogni trasmissione ineluttabilmente, senza misericordia. A raccontare, mentre si mostrano particolari raccapriccianti,  è un giornalista dalla voce calda suadente, quasi allettante, il quale ogni tanto, per far vedere che prova pena per la vittima, intercala un “poveretta”.

Ieri ho girato canale appena ho visto che cominciava l’allegro racconto, ma faccio male, lo so che faccio male, non posso essere diversa da milioni di spettatori. Si vede che in me c’è qualcosa che non va.

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Preti in giro

Il vescovo Russotto

Il vescovo della Diocesi di Caltanissetta  mons. Mario Russotto, ha disposto i trasferimenti di alcuni presbiteri ad altro incarico. I provvedimenti entreranno in vigore a decorrere dal prossimo 1 settembre.

Questi i movimenti disposti:

  • Salvatore Asaro parroco in solidum a Montedoro assistente diocesano Gruppi Padre Pio e Apostolato della Preghiera;
  • Ignazio Carrubba parroco in solidum a San Giovanni e Rettore Santuario diocesano della Madonna dei Miracoli di Mussomeli;
  • Onofrio Castelli parroco moderatore a Santa Flavia Caltanissetta e delegato episcopale per la Vita Consacrata e Canonico del Capitolo della Cattedrale;
  • Salvatore Falzone a Palermo per la Licenza in Teologia, docente presso l’Istituto Teologico diocesano e vicario parrocchiale a Sommatino;
  • Ivan Graci vicario parrocchiale a San Giuseppe Caltanissetta;
  • Gino La Placa parroco in solidum a Santa Flavia Caltanissetta;
  • Domenico Lipani arciprete-parroco a Sommatino e docente presso l’Istituto Teologico diocesano;
  • Francesco Lomanto docente ordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica di Sicilia di Palermo e presso l’Istituto Teologico diocesano;
  • Francesco Mancuso parroco a Sant’Enrico Mussomeli;
  • Calogero Milazzo arciprete-parroco a Bompensiere e docente presso l’Istituto Teologico diocesano;
  • Luca Milia vicario parrocchiale a Milena e docente presso l’Istituto Teologico diocesano;
  • Francesco Novara arciprete-parroco ad Acquaviva Platani e docente presso l’Istituto Teologico diocesano;
  • Marco Paternò vicario parrocchiale a Sommatino;
  • Vincenzo Valenza vicario parrocchiale alla Madrice Santa Caterina Villarmosa.

Alla luce dei suddetti trasferimenti, si registrano novità in alcune parrocchie della provincia che assumono la seguente composizione:

  • ad Acquaviva Platani arciprete-parroco Francesco Novara;
  • a Bompensiere arciprete-parroco Calogero Milazzo;
  • nella chiesa Santa Flavia di Caltanissetta parroco moderatore Onofrio Castelli, parroco in solidum Gino La Placa: a San Giuseppe Caltanissetta parroco Salvatore Lovetere, vicario parrocchiale Ivan Graci.
  • E ancora: a Milena arciprete-parroco Rosario Castiglione, vicario parrocchiale Luca Milia;
  • a Montedoro arciprete-parroco Amedeo Duminuco (affari amministrativi, comitati festa, ammalati), parroco in solidum Salvatore Asaro (catechesi, pastorale familiare e giovanile);
  • a Sant’Enrico Mussomeli parroco Francesco Mancuso; a San Giovanni Mussomeli parroco moderatore Sebastiano Lo Conte (affari amministrativi, Rettoria Santa Maria, ammalati), parroco in solidum Ignazio Carrubba (catechesi, confraternite, pastorale familiare e giovanile, Rettoria Madonna dei Miracoli);
  • a Santa Caterina Villarmosa Chiesa Madre arciprete-parroco Antonio La Paglia, vicario parrocchiale Vincenzo Valenza;
  • a Sommatino arciprete-parroco Domenico Lipani, vicari parrocchiali Marco Paternò e Salvatore Falzone.

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Quel che ne pensa il giornalista Roberto Mistretta su “L’ultimo chiuda la morta”

Roberto Mistretta

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Un libro scoppiettante per divertire e divertirsi, attraverso un arguto gioco di  parole come già suggerisce il sottotitolo “Uforismi-battute dell’altro mondo”.
Suddiviso per categorie quali “Mari monti e valli…a capire”,  “Cartelli…in aria” e molti altri ancora tra cui “Dalla pagella alla brace”, “Qui  si sta uscendo fuori dal seminario”, “La gazzella dello sport” “Motti…di fame”,  questo libro si caratterizza per le eccezionali e funamboliche  trovate.

Alcuni esempi:

Il cardiochirurgo disonesto: io sono un rubacuori! 

Polifemo ad Ulisse: cerca di non dare nell’occhio.

Cristoforo Colombo alla vista  dell’America: Coste dell’altro mondo!

La madre di Maria Antonietta: mia figlia  non sa tenere la testa a posto.

L’eroina: sono spacciata.

Il calendario: ho i  giorni contati.

Ed ancora:

il becchino che dice “L’ultimo chiuda la morta”, 

il metalmeccanico infastidito che sbotta: “Levati di tornio”

e il gessaio stupito commenta: “Sto rimanendo di stucco”.

Non mancano i riferimenti al sesso,  con battute scanzonate come:

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