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Archive for 13 luglio 2010

Quando eravamo noi terzo mondo

Venditore di "càntari" (vasi da notte)

di Antonio Vento

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Nel 1927 allora ero un ragazzo di prima elementare.

C’era in quegli anni nel nostro paese una situazione igienico-sanitaria a dir poco, da terzo mondo. Non c’erano le fognature e non c’era un efficente servizio di nettezza urbana. E lascio immaginare quale gravissimo problema costituiva la mancanza di un impianto igienico sanitario in un paese che si definiva civile.

Che cosa avveniva allora dentro e fuori le case? 

In casa c’era un apposito locale, o un angolo coperto da una tendina, dove era posto il càntaro o selletta, il contenitore dove si andavano a soddisfare i bisogni fisiologici di tutta la famiglia. Tali nuseabondi contenitori di buon mattino o sul far della sera, si andavano a svuotare in alcuni punti periferici del paese (munnizzara), ammorbando l’aria tutt’intorno e costituendo un pericolo per la salute pubblica.

Mi pare che fu il podestà Tutino che, nell’impossibilità di risolvere radicalmente il problema (come poi avvenne), cercò di attenuare la disagevole situazione, dotando il Comune di alcune botti di ferro che, trainate da muli, erano portate in giro per il paese a raccogliere il maleodorante contenuto delle sellette (cantari) per andare a svuotarle in un’apposita vasca costruita nei pressi della ex G.I.L. .

Contemporaneamente fu istituito il servizio della nettezza urbana, funzionante con carretti comnuni trainati da muli. L’istituzione di tali servizi importava una certa tassazione dei cittadini e ciò fu motivo di un certo malumore nei contribuenti.

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UN PO’ DI SELF SERVICE NON GUASTEREBBE

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Quando non ci pensano gli amministratori…

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Riassunti a confronto /1

Pubblichiamo il resoconto della minoranza raffrontato con il verbale ufficiale del consiglio comunale del 7/7/2010

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POLEMICA SULLA RINUNCIA ALLE INDENNITA’

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Consiglieri Comunali presenti: tutti tranne Di Marco che entra in aula  cinque minuti dopo l’appello dei presenti fatto dal Vice Segretario Comunale Dr. Lorenzo  Saia. Sindaco presente. Assessori presenti tra il pubblico: Nicastro, Ingrao,Curto che arriva in ritardo. Vengono nominati gli scrutatori nelle persone dei Consiglieri Comunali: Fausto Mantione, Giuseppe Vitellaro. Gioacchino Palumbo.

Valeria Vella

I lavori iniziano con le dimissioni del Consigliere Comunale Valeria Vella da Capogruppo della Lista del Cambiamento, e la successiva dichiarazione di indipendenza dai gruppi Consiliari regolarmente costituiti con le seguenti motivazioni “mancanza di comunicazione e condivisione nelle scelte operate dal Sig. Sindaco e dagli altri componenti la Giunta Municipale e lo scollamento tra le varie componenti amministrative e politiche, superati in passato grazie allo spirito di servizio che ha contraddistinto da sempre la mia azione amministrativa, con amarezza comunico le mie irrevocabili dimissioni da capogruppo e mi dichiaro da adesso indipendente in seno al Consiglio Comunale, dove continuerò a svolgere il mio mandato con coerenza e impegno, linearità e trasparenza”.

Dopo questo scossone iniziale si trattano i punti iscritti all’o.d.g

Punto n.1 – Approvazione Delibere Verbali Seduta precedente avvenuta in data 28.06.2010

  • n.  15   Approvazione Delibere Verbali Seduta del 26.05.2010. dal n.12 al n.14.
  • n.  16   Approvazione Piano alienazione degli immobili. Art.58 D.L. 112/2008.
  • Giovanni Randazzo

    n.  17   Servizi Pubblici a domanda individuale, determinazione costi complessivi e relative  tariffe. Nell’approvare questo verbale il gruppo S-S-L chiede la rettifica poiché  non è stata riportata la dichiarazione del Consigliere Giovanni Randazzo in merito alla rinuncia all’indennità di carica del Sindaco e degli assessori comunali siamo stanchi e stufi di sentire ripetere a ogni circostanza questa storiella, personalmente,  e come Gruppo Consiliare avremmo preferito che il Sindaco percepisse quel poco di indennità che gli spetta ma nel contempo dedicasse qualche ora in più all’espletamento del mandato sindacale che la cittadinanza gli aveva affidato.” A seguito di questa puntualizzazione si sono molto risentiti il sindaco stesso e il Consigliere Claudio Cipolla, i quali affermano che le parole dette dal Consigliere Randazzo non corrispondono al vero. Il Consigliere Randazzo ha cercato di far comprendere ai presenti che nel corso dell’approvazione dei verbali della seduta precedente non era possibile inserire nuove affermazioni e/o dichiarazioni, la delibera attiene solamente a quanto dibattuto nel corso della relativa seduta. Non c’è stato verso. C’è bisogno un po’ di ripasso del diritto amministrativo e di ordinamento degli enti locali.

 

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riceviamo e pubblichiamo

Alcuni politici di cui conosciamo il nome, il cognome, il partito e che non dimenticheremo al momento giusto, dentro la cabina elettorale, hanno accompagnato i dirigenti scolastici “perdenti posto” dalla Sicilia a Roma e ritorno…

 

QUESTI SONO PIU’ DI 426!

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Che ognuno tiri acqua al proprio mulino ci pare logico, in una terra che continua ad essere quella del “gattopardo”, ma non quando questo comporta il calpestare i diritti degli altri.
Vogliamo essere più chiari onde evitare inutili equivoci: il popolo degli insegnanti e dei dirigenti è vasto, si spande lungo tutta la penisola e crediamo che tutti o quasi abbiano una sigla di riferimento, ciò significa che il popolo dei tesserati non si limita ai 426!
Vogliamo dunque ricordare ai signori rappresentanti le sigle sindacali, che oggi si sbracciano per costoro, che il mondo non termina con 426, ma comincia proprio da li. Il resto da 427 si aspetta lo stesso trattamento.
Il difendere una parte o il sostenere i cosiddetti diritti di alcuni non può scontrarsi con le legittime aspirazioni di quanti, parimenti ai congelati, hanno come aspettativa la possibilità di partecipare ad un concorso pubblico.

Il difendere una categoria, così come vogliono far diventare quella del “concorso annullato”, non deve ledere il comune senso di giustizia.

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Poiché il giorno tredici venne crocifisso Gesù, il numero fu considerato infausto.

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Nella società moderna il numero tredici risulta per alcuni fortunato, per altri sfortunato.

Il “tredici a tavola” è una superstizione ancora viva nella società, per cui sono in molti a evitare che tale evento si verifichi e, nel caso, a declinare l’invito.

Questa idea deriva dalla cena degli apostoli, cui presero parte tredici commensali.

Questa simbologia negativa e superstiziosa della cristianità presenta alcune analogie con altri miti: altre superstizioni sopravvivono in Francia, Inghilterra, Stati Uniti, dove il tredici è stato addirittura abolito nella numerazione delle camere d’albergo, nei numeri civici delle abitazioni e nei posti sull’aereo.

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Scafovelox

Anche se cambi Canale, questa foto colmerà le tue Lagune in materia di velocità.

  

Sei stato immortalato dall’occhio VIGILE e attento.

(Dal “Calendario 2.010” della Polizia Municipale di Venezia, vignettizzato da Roberto Mangosi).

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Attenti alle bufale !

Pubblicato il 9 luglio 2010 da pdcimilena

LE BUGIE, HANNO IL NASO LUNGO O LE GAMBE CORTE ! A MILENA I CERTIFICATI MEDICI SI PAGANO COME PER IL RESTO D’ITALIA, CON LE TARIFFE STABILITE DALL’ORDINE PROFESSIONALE DEI MEDICI E NON DALLE DELIBERE COMUNALI !!!!

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E’ un brutto vizio.
E’ proprio un brutto e cattivo vizio, duro a morire, quello in uso a Milena, con il quale si continua a prendere in giro la gente, che accetta sempre supinamente, ogni vessazione, senza battere ciglio , credendo ad ogni bufala che l’interlocutore di turno gli propina .
Gli interlocutori non sono sempre onesti ed affidabili, purtroppo !
In queste ore è circolata voce in paese, che il Comune avesse adottato una delibera, con il quale veniva stabilito un “ tichet “ pari ad euro quaranta circa, a carico di tutte quelle persone che avessero chiesto al proprio medico un certificato di idoneità a poter frequentare la piscina pubblica.
Niente di più falso e di più distorsivo !
AVVISO_PISCINA Per essere ammessi a frequentare la piscina viene richiesto questo certificato, il quale viene rilasciato dal proprio medico di fiducia, il quale vuole essere pagato ( il medico ) per questo servizio.
Non è una delibera comunale, è una indicazione dell’Ordine professionale dei medici !

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UNO SCIOPERO PER RISVEGLIARE L’ITALIA

di Salvatore Cassarà

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I Carabinieri non devono più essere mortificati con tagli iniqui e stipendi da fame.

L’Italia si renderà conto del valore e della necessità delle forze dell’ordine, quando per un solo giorno in tutto il territorio nazionale sciopererà il comparto sicurezza e sarà chiuso ogni ufficio di polizia e ogni stazione dei Carabinieri. Soltanto in quel caso l’Italia inizierà a rispettare seriamente i Carabinieri.

Ma ci vorranno gli attributi per fare un simile sciopero che educherebbe un’intera nazione al rispetto degli uomino che producono sicurezza.

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