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Archive for 6 luglio 2010

L’articolo che riportava le considerazoni del signor Enzo Scarlata in merito al comportamento del sacerdote di Bompensiere sta avendo una vasta eco, com’è comprensibile. La sua proposta al vescovo, diffusa da MML, di punire il presunto colpevole mandandolo su per la catena montuosa dei Nebrodi è giunta fin da quelle parti. Dove il blog “parcodeinebrodi” ha commentato la notizia con spiccato orgoglio misto a notevole sens0 dell’umorismo.

Ma i Nebrodi non sono il ‘confino’, non sono luogo di soggiorno obbligato, dove inviare i nemici del regime o per provvedimento giudiziario, con l’obbligo di abitarvi, di non tenere contatti col mondo esterno. Non conosciamo, né sono chiari i fatti per i quali monsignor padre Francesco Novara da Bompensiere, comune collinare in provincia di Caltanissetta, meriterebbe il confino, vale a dire una misura di prevenzione, per punizione, per avere commesso un ‘reato’.

Ora, è chiaro che non intendiamo prendere niente in ‘criminale’, né tanto meno le parole di Enzo Scarlata, ma chiarire che i Nebrodi non sono luoghi da confino ma di villeggiatura, per amanti degli ambienti ad alto indice naturalistico, abitati da gente assai ricca di tradizioni e rapporti col mondo esterno e circostante.

I NEBRODI NON SONO IL CONFINO NÉ I GULAG DI SICILIA

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 COME IL CUBO DI RUBIK

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Un vecchio modo di dire era quello che, a conclusione di un discorso articolato concernente dei fatti poco piacevoli, si dicesse come chiosa: …e all’urtimu ci misi lu crupiecchiu, modo di dire tipicamente milocchese che stava, e sta ancora oggi, a significare di  “completare”  l’opera, il che equivale all’italiano del mettere la ciliegina sulla torta. Noi che siamo milocchesi, però,  preferiamo esprimerci nel modo in cui abbiamo sentito parlare i nostri genitori ed anche i nostri nonni, dunque la prima espressione è quella che più ci assomiglia e che comunque ci piace usare.

Nel nostro paese di opere incompiute se ne annoverano tante, non entriamo nel merito delle colpe, ma architettonicamente parlando non abbiamo di che vantarci; basta fare un giro per accorgersi che nulla è cambiato, nonostante le promesse sbandierate dai palchetti dei comizi e dalle brochures corredate da fotografie, distribuite dai giovani supporters d’occasione. Le incompiute rimangono li e testimoniano un pesante passato ed un triste ed ineluttabile, a quanto pare, presente e futuro.

La vicenda della mancata nomina dell’assessore pensiamo sia da inserire tra le opere incompiute, promesse mai mantenute; ai comuni cittadini sorge il dubbio che questo lungo silenzio possa essere foriero di buone nuove, o frutto di una valutazione attenta  e certosina tra i pro e i contro, nonché di analisi approfondita delle professionalità cui affidare il delicato ruolo. Non vogliamo ipotizzare altre motivazioni, tuttavia siamo costretti a ricordare all’amministratore preposto: “ca nun ci ava a mittiri lu crupiecchiu”, ovvero che non completi l’incompiuta, che non si avveri ciò che da più parti udiamo; Milena non merita “dilettanti allo sbaraglio”; non ne facciamo una questione di  presunzione geografica, ma siamo convinti che in  loco ci siano a disposizione “indigeni” ben preparati ad assolvere tutti i compiti che il sindaco vorrà affidargli.

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LA PRIMA GRANDE EMIGRAZIONE

di Antonio Vento

L’argomento è di particolare interesse per la nostra comunità perché quasi tutte le famiglie sono coinvolte nel fenomeno emigratorio. Infatti è difficile trovarne una che non abbia un suo componente trapiantato in terra straniera.

E’ diffusa opinione, ma non da tutti condivisibile, che il fenomeno costituisca un sollievo per quei paesi che, come il nostro, non hanno sufficienti risorse e strutture economiche per risolvere il grave problema, sempre vivo ed attuale, della disoccupazione.

Non è certamente la soluzione migliore, ma è l’estremo rimedio di molte famiglie per uscire dal loro grave stato d’indigenza. Non è da dire che sia un rimedio indolore perché provoca seri sconvolgimenti nelle famiglie interessate e non solo affettivamente. Erano i lavoratori più intraprendenti che cercavano di dare una svolta al loro miserevole e umiliante stato di disoccupato anche se non mancava l’ambizioso che partiva in cerca di avventura.

L’emigrazione più mirata per i nostri era quella di oltreoceano, con preferenza assoluta verso gli Stati Uniti, chiamati l’America ricca, dove, però, solo pochi vi entravano con regolare permesso, mentre altri ricorrevano all’emigrazione clandestina, pagando molto per un viaggio disagiatissimo nelle stive dei mercantili.

Più facile era, invece, raggiungere l’America Latina, detta l’America povera, che non opponeva restrizioni di sorta: Brasile, Argentina, Venezuela. Erano terre lontane e per raggiungerle occorreva un viaggio di parecchie settimane con l’incertezza di trovare il lavoro redditizio che si cercava.

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Il Vallone senza strade

PROGETTO STRADA FECENDO 

Mancuso Michele

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«Molto si è detto a proposito delle potenzialità del territorio nisseno e delle sue ricchezze; abbastanza è stato detto del suo non ottimale sfruttamento; nulla viene mai detto sulle potenzialità di sviluppo del Vallone, una zona vasta che comprende paesi quali Mussomeli, Campofranco, Acquaviva, Sutera, Milena, Vallelunga, Villalba, Bompensiere». 

Comincia così una nota del presidente del consiglio provinciale Michele Mancuso a proposito delle condizioni della viabilità nel Vallone nisseno che continua: «Si tratta di un territorio che conta quasi 30.000 abitanti e che, sparsi per tutta la zona nord della provincia, si trovano a vivere in condizioni di disagio dovute alla viabilità. La mia convinzione è sempre la stessa: la nostra terra ha la chiave di volta per far decollare lo sviluppo economico, ma ci devono garantire gli strumenti per farlo. Invece ci ritroviamo cittadini di paesi isolati dal resto della provincia a causa di frane e smottamenti, lavoratori dipendenti che devono raggiungere il posto di lavoro, rappresentanti industriali e commerciali che non possono raggiungere le aziende, ammalati che per arrivare in ospedale devono percorrere strade dissestate o fare giri chilometrici con il rischio di non arrivare in tempo. Occorre un intervento risolutivo». 

un'auto subito dopo il Giro del Vallone

Durante la sua visita pre e post elettorale, l’on. Gianfranco Miccichè si è dimostrato indignato nel constatare il grave disagio dei residenti nel Vallone ed ha assunto l’impegno di sollevare la questione ai massimi esponenti nazionali e soprattutto di attivare le procedure necessarie al Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, di cui è delegato dal Presidente Berlusconi. E su input dell’on. Miccichè, gli aderenti al Pdl Sicilia hanno deciso di attivare una raccolta firme, che coinvolgerà tutti i paesi del comprensorio.
«Non possiamo permetterci di continuare a subire – aggiunge il presidente del consiglio provinciale -. Ognuno di noi avrà contribuito alla soluzione del problema se deciderà di non continuare a stare con gli occhi chiusi. Tutti coloro che decideranno di firmare, lasceranno un’impronta per la realizzazione del “Progetto strada facendo”. 

PIANTIAMOLA QUA’ ! 

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Salute e bellezza

Melone amico della pelle e nemico dello stress

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Uno studio dell’Istituto nazionale francese per la ricerca agricola ha messo in evidenza che il frutto estivo per eccellenza, sinora noto soprattutto per l’alto contenuto di betacarotene alleato dell’abbronzatura, può essere molto utile anche per superare le tensioni della vita quotidiana

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Diabolica_mente

IL 17° GIORNO BRANCHER SCESE DALLA POLTRONA

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Berlusconi condivide le dimissioni di Brancher…

Adesso deve scoprire chi è stato a nominarlo ministro.

 

Il Poeta

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I refusi nella Manovra finanziaria, le insidie del caso Brancher, le contraddizioni della legge bavaglio sembrano quasi seminate ad arte per fiaccare la resistenza (sia pure sovrumana) del Premier. Se non fossero il frutto della stessa maggioranza di centro-destra.

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Le squadre italiane potranno acquistare solo un giocatore extracomunitario nella prossima stagione.

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Lo ha deciso il Consiglio Federale della Figc in seguito al flop degli azzurri ai Mondiali. Continua a leggere questa notizia

Finora, le squadre potevano acquistare due giocatori extracomunitari per stagione.

La decisione ha suscitato le critiche della Serie A.

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