Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 4 luglio 2010

PAURA A PALERMO

.

Ormai a Palermo è allarme serio. E’ intervenuto anche il corpo forestale. 
La pantera che si aggirerebbe a Palermo da circa una settimana, non è caduta in ”trappola” e la gabbia montata nella pineta sopra via Bronte, in cui è stato sistemato un maialino come esca vivente, è rimasta vuota.

Giuseppe Chiarelli

Evidentemente – ha spiegato il dirigente della Forestale, Giuseppe Chiarellli originario di Milena – questa notte la pantera si è spostata. Infatti abbiamo avuto una segnalazione nella strada che collega San Martino a Boccadifalco, mentre stamattina altri due avvistamenti ci dicono che è tornata dalle parti di via Bronte e in particolare nei pressi di via Erice”. Il maialino, intanto, è tornato a ”casa” all’istituto zooprofilattico. L’esca sarà piazzata nuovamente, sempre in una gabbia più piccola all’interno di quella che dovrebbe catturare il felino. ”Non vogliamo stressare il maialino – ha proseguito Chiarelli – vogliamo che stia lì solo il tempo necessario per tentare la cattura della pantera”. Attorno alla gabbia sono state sistemate delle telecamere per riprendere l’animale anche se dovesse non cadere nel tranello e anche stanotte ci saranno degli operatori della forestale pronti ad agire. 

Di oggi la notizia che c’è anche un pitone, grosso e lungo serpente, a far paura ai palermitani e a quanti vi soggiornano. TgCom stamattina parla testualmente di” un pitone probabile (e già questo ci fa sorridere un pò) di 2 metri per una circonferenza di 25 cm”. Cosucce, se una balla ma cavoli nostri se notizia vera. 

Il pitone non è poi così pericoloso quanto la pantera che da giorni terrorizza Borgo Nuovo e le pendici di Monte Cuccio. Se questa preferisce i monti, il pitone ama la zona marina, lo avrebbero avvistato a San Nicola. Non è veloce come una pantera e forse manco ci prova ad inseguirci se proprio non lo provochiamo oltremodo. Certo se ci stringe troppo tra le sue spire rischiamo di spirare, ma basta tenersi alla larga dal biscione troppo cresciuto. 

Ci preoccupa di più la pantera che se c’è, non si fa vedere.

Alcuni giurano di averne viste le orme, altri stragiurano di averla vista scura in volto e terribile. E’ stata attivata la protezione civile che tenta di adescare il felino offrendogli una porcellina. Si spera che la recinzione tenga duri e che la pantera non ne faccia un sol boccone. Comunque, dovessimo scegliere, meglio offrirle carne di maiale che umana. 

(altro…)

Read Full Post »

CON 5.000 LIRE PASSAVI LA FRONTIERA

di Giuseppe Virciglio

.

Da Milena nel dopoguerra diversi partirono verso il nord, e principalmente verso la Francia, seguendo un flusso che aveva avuto qualche precursore tra le due guerre.

Ovviamente l’attraversata delle Alpi era notturna, pagando L. 5.000 ad una guida, e se non si veniva presi dai gendarmi, si diventava clandestini nella Savoia.

Questo secondo il racconto di un emigrato, Salvatore Chirminisi, che diceva di aver fatto il manovale a Brides-les-Bains, dove già c’erano altri compaesani, ma essendo senza “carte di lavoro”, dopo pochi mesi fu arrestato a Chambéry e dopo il processo a Belville rimpatriato con “foglio di via”.

Il fratello di quest’ultimo, Giuseppe Chirminisi, anche lui clandestino, nel 1949 a St. Etienne fa per circa un mese il mandriano, poi, in un paesino vicino, il manovale nell’edilizia; ma non potendo nella sua condizione fare il libretto postale, unico mezzo per inviare soldi alla numerosa famiglia, decide dopo sei mesi di ritornare al paese.

Queste due storie di clandestini si risolvono con un ritorno più o meno forzato, mentre altri milocchesi rimasero in Francia, concentrandosi in un piccolo villaggio della Savoia, Brides-les-Bains. Da lì la maggior parte degli emigrati, dal 1960 circa, si spostò verso Aix-les-Bains, una cittadina termale di medie dimensioni (oggi circa 25.000 ab.) sempre nella Savoia.

(altro…)

Read Full Post »

Notte di danza

(altro…)

Read Full Post »

Napoli contro Milano

Quelli della doccia e quelli della vasca da bagno

.

“Dice il professore che l’umanità si divide in quelli che si fanno la doccia e in quelli che si fanno il bagno.”

“Veramente” interrompe Saverio “ci sono pure quelli che non si fanno né la doccia né il bagno.”

Statte zitto Savè, dunque vi dicevo che secondo il professore l’uomo produttivo, il milanese, preferisce la doccia: consuma meno acqua, meno tempo e si lava meglio. Il napoletano invece, se si decide, preferisce il bagno: s’installea come si dice a Napoli, cioè si attarda e tiene tutto il tempo che vuole per pensare, e già perché se ci riflettete un momento, per potere pensare, voi dovete stare contemporaneamente comodo e solo, ora in casa c’è sempre qualcuno che vi dà fastidio e che vi chiama o per una cosa o per un’altra. Nella stanza da bagno invece no: uno si chiude dentro, si sdraia nella vasca e aspetta che l’acqua diventa fredda.”

(altro…)

Read Full Post »

PANZER travolgono TANGHÉRI

 

Read Full Post »

Presentazione del Grest 2010

Responsabili del Grest: Sopra da sinistra: Marta Mulè – Padre Salvatore Randazzo – Sofia Antinoro – Melissa Provenzano – Carmelo Luca Ingrao – Giovanni Scalzo. Sotto da destra: Nicolò Carlino – Stefano Cassenti – Eduardo Capobianco

Domenica 20 giugno ’10 dopo la celebrazione della Santa Messa delle 10.30, presso l’oratorio parrocchiale “SS Salvatore”, Padre Salvatore Randazzo, collaborato da Padre Rosario Castiglione e dai giovani responsabili del Grest, coinvolgendo più di duecento bambini guidati da una sessantina di animatori, come ogni anno ha dato il via al Grest, dal titolo «SottoSopra. Come in cielo così in terra». A scandire questo momento, la consegna delle magliette con i colori di ogni squadra. 

A far da filo conduttore in quest’esperienza estiva ci sarà soprattutto il tema della Terra come dono che Dio ci ha fatto non perché la dominassimo, ma perché la custodissimo. Il tema del Grest di quest’anno richiama la  preghiera del Padre Nostro che Gesù stesso ci ha insegnato e che esprime la volontà di ricreare il cielo in terra, cosa che siamo sempre chiamati a fare.

(altro…)

Read Full Post »

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 9,9-13.

.

In quel tempo, Gesù passando, vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli.
Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Gesù li udì e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.
Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Read Full Post »

Padre Francesco Novara

Un gesto da dimenticare

Sfogliando la mia piccola emeroteca fatta di tanti ritagli di articoli che ho trovato particolarmente interessanti, ne ho estratto uno dal titiolo: “Bompensiere, parroco rifiuta comunione ad alcuni fedeli e poi si pente” a firma Roberto Mistretta, giornalista e scrittore che stimo, pubblicato il 4 maggio scorso.

Privo come sono di adeguata cultura in materia e leggendo ancora una volta attentamente l’articolo, come cattolico credente (anche se poco osservante e praticante) trovo che l’atteggiamento assunto dal parroco di Bompensiere esula da quelli che sono i principi di carità cristiana per i quali un uomo chiamato Gesù si fece crocifiggere. E leggo ancora che per un certo modo di predicare, questo parroco sia stato anche contestato e il nostro Vescovo è stato messo a corrente.

Non intendo addentrarmi oltre su un argomento così delicato e per quello che leggo mi pare di capire che Mons. Russotto non ha adottato alcun provvedimento contro questo parroco e, non senza temere di osare oltre ogni limite, potrei suggerire di trasferirlo in uno sperduto paesino sui Nebrodi dovrà potrà meditare sui suoi errori e rimettersi in salute.

(altro…)

Read Full Post »

Per la pace nel mondo urge abbattere il regime teocratico di Ahmadinejad.

 

Eravamo in 70.000 in uno stadio della periferia parigina. Esuli e  profughi iraniani provenienti da mezzo mondo si sono concentrati a Parigi assieme alle rappresentanze parlamentari di quasi tutto l’Occidente per manifestare contro il regime teocratico di Khamenei e di Ahmadinejad.

Gli iraniani dissidenti, che da trent’anni a questa parte fuggono dall’Iran per non essere uccisi, sono centinaia di migliaia e molti di loro lo scorso 26 giugno, come ogni anno, si sono riuniti al grido “Iran democratico, Iran libero”.

Per solidarizzare con loro, dal Parlamento italiano siamo arrivati in quattro: oltre a me, Carlo Ciccioli (capo delegazione e vero propulsore di questa straordinaria iniziativa), Elisabetta Zamparutti del PD e Massimo Romagnoli del PDL. Come si vede una iniziativa autenticamente condivisa da tutto il Parlamento italiano.

La manifestazione è stata organizzata così come ogni anno per commemorare la ricorrenza del 20 giugno del 1980 quando il regime massacrò uomini e donne dell’opposizione. Quel giorno oltre 500 persone furono uccise e all’epoca Ahmadinejad faceva parte dei plotoni di esecuzione avendo l’incarico di infliggere i colpi di grazia alle sventurate vittime.

Sono passati 30 anni ma nulla è cambiato. Da allora gli arresti arbitrari, le fucilazioni e i processi sommari sono stati la regola; il regime non si è fermato davanti a nulla e chi si è opposto è stato ucciso senza riguardo per nessuno, nemmeno per i bambini, le donne incinte e gli anziani. La dittatura di stampo islamico non ha mai avuto remore a usare la religione per giustificare omicidi e guerre (pensiamo alle minacce rivolte ad Israele, che secondo Ahmadinejad dovrebbe essere spazzato via dalla faccia della terra).

Ciò che è peggio è che questi misfatti vengono compiuti alla luce del sole e senza vergogna.

(altro…)

Read Full Post »

di Er Cicerò

Il 4 luglio l’America si ferma per celebrare se stessa.

E’ un giorno che gli europei ed, in particolare, gli italiani fanno spesso fatica a comprendere fino in fondo. Non è un semplice giorno di festa, non si tratta di “un giorno in più di vacanza” come, invece, è spesso per noi il 25 aprile.

E’ un giorno che ogni americano è orgoglioso di celebrare. E notate che si dice “celebrare” la festa del 4 luglio e non semplicemente “festeggiare” il 4 luglio, in quanto il verbo “celebrare” porta con se tutta una serie di significati profondi, quasi un alone di sacralità, che, invece, la semplice parola “festeggiare” non riesce ad evocare.

Banalmente, si può dire che il 4 luglio si celebra la festa dell’indipendenza (Independence Day) delle colonie americane, ottenuta dall’Inghilterra nel 1776. Questa è la data che, per un americano, segna la nascita della democrazia nel suo paese. Questa è la data che segna la vera nascita degli Stati Uniti d’America e, poiché gli Americani si sentono profondamente attaccati alla loro patria, tanto da identificarsi interamente con essa, si può dire che il 4 luglio è la festa anche degli Americani stessi. (Per conoscere meglio la storia della festa dell’indipendenza visita il sito: http://www.fourth-of-july-celebrations.com). Leggi la Dichiarazione d’Indipendenza.

Come festeggiano gli Americani il 4 luglio? Ci sono alcune “formule” ricorrenti: barbecue, pic-nic o pranzi di famiglia.

(altro…)

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: