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Archive for 3 luglio 2010

Lino Giusti

Grande attestazione di stima per il mio caro amico Rob

 

Un altro Primo Premio, a meno di una settimana di distanza da quello di Rigomagno.
Un concorso il cui tema era l’Airbus A380, il gigantesco quadrireattore a due piani, costruito dal consorzio europeo Airbus …

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Il sottozero politico

Ho realizzato in proprio un video a cartoni animati che ha come soggetto le vergogne del nostro attuale Parlamento. L’utilizzo del video per scopi commerciali è soggetto a preventivi accordi con l’Autore, Stelvio Sciuto; l”originale AVI in alta risoluzione è disponibile scrivendo a info@stelviosciuto.it

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Italia da tifare e rifare

di Giancarlo

Piola con il ct Pozzo

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Due semplici proposte ( frutto di esperienza e di fatti,­ ricordate il C.T. POZZO 1934 -36 – 38? ):

1- obbligare tutte­ le squadre ad avere un vivaio giocatori;
2-limitare il­ numero dei giocatori non italiani a 3 (tre) eliminando­ tutti i trucchi per tenerli “di riserva”.

Se­ poi nemmeno così riusciremo a vincere qualcosa, vuol­ significare che non siamo in grado di farlo e che gli­ altri sono migliori e meglio organizzati di noi! ­

Comunque reputo che valga la pena di tentare.

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Busto marmoreo dello scultore Frattallone a Villa Amodeo

 Ultimo appuntamento con l’epopea garibaldina per come fu vissuta a Caltanissetta e provincia    

Il discorso dell’eroe contro «il gran prete di Roma» e il prefetto che invitandolo a cena si gioca il posto      

Il 10 agosto 1862 dal balcone di Casa Benintende (l’edificio su corso Umberto nel tratto a salire verso il viale Margherita, di fronte il palazzo Trabonella), all’epoca sede della Società Unitaria, a Caltanissetta il Generale ha modo di ribadire, a quella folla che lo vede per la prima volta, il fine e lo spirito della sua nuova impresa che, al motto di «O Roma o morte», si propone di completare l’unità nazionale liberando la città dal dominio papale.
Ecco alcuni passaggi del discorso, per come riportati dal giornale palermitano «Il Precursore»:
«Vi saluto, popolo di Caltanissetta, prima d’ora vi ho salutato e più volte scrivendo ad egregi patrioti di qui. Bramaste vedermi e ve ne ringrazio. Eccomi fra voi lieto di vostre liete accoglienze e di trovare in voi un popolo che sente italianamente. (…) Sono due anni che promettono darci Roma, che ci pascono di vane speranze. Ma poiché la diplomazia persiste nella sua ostinazione e le preghiere non giovano ed avviliscono un popolo quale è l’italiano, è tempo, è necessità che si ricorra al ferro. E col ferro la diplomazia diventerà liscia e pieghevole: e col ferro otterremo Roma. Essa a noi appartiene! E’ la capitale dataci da Dio, nessuno ce la può torre».    

«Son sicuro che questo popolo sarà costante nel suo principio di nazionalità. Però non vi lasciate ingannare da coloro che hanno interesse di falsarlo. Tra costoro sonovi i preti e precisamente il gran prete di Roma e i suoi cardinali, ruffiani di superstizione e dei governi tirannici. Hannovi però preti buoni e preti cattivi. I buoni sono i poveri; son quelli che in ogni maniera aiutano e soccorrono (…), che siedono al capezzale degli infermi, che confortano con parole di speranza, che istruiscono gli ignoranti; (…) i cattivi sono i preti ricchi ed egoisti che si pappano tutto, che non hanno altro idolo che il ventre, che ingrassano come maiali e pei tribolati non hanno parole che schernitrici e bugiarde. A questa stregua distinguerete facilmente il prete secondo Cristo da quello che è servitore del diavolo». «Cittadini, io vi saluto e a nome d’Italia vi raccomando la concordia fraterna, la saldezza nei patriottici propositi. Addio».  Conclude.    

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Arriva dopo sette mesi il «Daspo» per un dirigente e per un giocatore del Real Suttano rimasti coinvolti negli incidenti verificatisi nel corso della gara di Terza Categoria tra Real Suttano e Caterinese del 22 novembre 2009 (risultato finale 0-1).

Ieri infatti il questore Guido Marino ha emesso i due provvedimenti di divieto di accesso nei luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive (ai sensi dell’art. 6 e seguenti della legge 401/89). In particolare, il «Daspo» colpisce il dirigente Dario Rovelli per due anni e il giocatore Giuseppe La Lima per un anno.
La partita si giocò nel campo di Resuttano tra due squadre che in quel momento erano al comando della classifica del campionato di Terza Categoria.

In base alla ricostruzione fatta dalle forze dell’ordine, in seguito all’espulsione di un giocatore del Real Suttano, il dirigente Dario Rovelli (che aveva il compito di assistente arbitrale) assunse un atteggiamento aggressivo e e provocatorio nei confronti dei giocatori della Caterinese, cercando il contatto fisico e pronunciando frasi ingiuriose e minacciose.

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La miniera di Cozzo Disi /2

La Miniera di Cozzo Disi

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Si tratta di un vasto complesso industriale, la cui attivazione risale a circa due secoli fa, con strutture che affiorano fuori dal livello di campagna, le quali attestano la coltivazione dello zolfo, che ha rappresentato, come è noto, attività profondamente significative sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista sociale.

Il paesaggio è contraddistinto da due grandi aree ciascuna delle quali in stretto rapporto alle diverse tecniche di escavazione e di utilizzazione del minerale che si sono succedute nel corso degli anni.

La prima area, corrispondente a quella utilizzata degli inizi dello sfruttamento fino agli anni ’50, nella quale affiorano i resti di ciò che ha caratterizzato la produzione per fusione, mentre nell’altra si conservano le strutture che hanno segnato il passaggio al trattamento per flottazione. Il luogo, infatti, costituisce quella parte della Miniera COZZO DISI, maggiormente assimilabile all’immagine tradizionale della zolfara. E in questa area che si apprezza la sequenza di tutti gli apparati tecnologici che si sono succeduti per l’estrazione e la coltivazione del materiale solfifero.

La storia delle prime strutture produttive, inizia con le “calcarelle” (piccoli cavei ricavati in siti naturali dove la fusione dello zolfo avveniva a cielo aperto con gravi danni sia per la salute dei minatori che per l’ambiente circostante).

I “calcheroni” sono gia delle strutture tecnologicamente più avanzate, avendo delle porzioni costituite in muratura soprattutto in prossimità delle “bocche”, murate durante l’accensione, dalle quali defluiva lo zolfo fuso che veniva poi confezionato in forme chiamate “pani”; alcuni calcheroni, erano dotati di camini – adagiati sui crinali delle colline di gesso circostante – dai quali scaricavano l’anidride solforosa prodotta dalla combustione.

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