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Archive for 27 giugno 2009

stemma-comune-milenaVerbale di deliberazione n.18 de 10 giugno 2009.
Mozione in materia di servizi scolastici.

DISCUSSIONE E PROPOSTE A SEGUITO DELL’INTERRUZIONE ANTICIPATA DEL SERVIZIO MENSA PER LE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO PRESENTI NEL TERRITORIO COMUNALE.

ASSENTI:  Vella V., Palumbo G. – Si da atto che partecipa il Sindaco Vitellaro Giuseppe , il Vice Sindaco e l’Assessore Ingrao.

IL GRUPPO SOLIDARIETA’ SVILUPPO LEGALITA PROPONE AL CONSIGLIO COMUNALE DI ESPRIMERE il proprio netto, chiaro e risoluto dissenso alla chiusura anticipata del servizio di mensa scolastica per l’anno scolastico in corso.  DI IMPEGNARE gli organi amministrativi del comune: SINDACO, GIUNTA COMUNALE, ad assicurare il proprio intervento per intraprendere tutte le iniziative necessarie nei confronti dell’istituzione scolastica per raggiungere l’obiettivo di far modificare l’orario delle attività didattiche, per consentire l’immediata riapertura del servizio di mensa scolastica.

…………….

Favorevoli n. 6 – contrari n. 7 (Carlino, Cipolla, Di Marco, Mattina, Mantione, Vitellaro e Ferlisi )

LA MOZIONE NON VIENE APPROVATA DAL CONSIGLIO COMUNALE

Leggi la copia integrale della delibera.

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POP MICHAEL

Lino Giusti "disegnato" da Luigi Alfieri

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Dentro i campi di calcio appena… mietuti!

Apriamo quest’altro capitolo sul calcio d’altri tempi fissando l’attenzione sui “campi”  di calcio in cui si sono formati i nostri eroi della pedata.

calcio 5

FINE ANNI 60, PIANA DEI TONA, TORNEO DEI VILLAGGI - Gioacchino Pellitteri (a dorso nudo) serve da sinistra una palla d'oro a Lillo Canalella (in canottiera) che si vede respingere il tiro da Alfonso Cipolla in tuffo. I difensori Nonuccio Raimondi (divisa con il n° 5) e Nino Cipolla tirano un sospiro di sollievo per il goal scampato.

Mai come in questo caso la parola “campo”  fu più appropriata: si pensi che si giocava sul campo il giorno dopo che il frumento era stato mietuto, e mentre era ancora caldo e fumante per le ristoppie appena bruciate! Nelle foto si vede pure come ci si vestiva (meglio dire “svestiva”) quando si giocava per la gloria della robba e l’onore del villaggio. Erano ancora lontani i tempi in cui tutti i giocatori della stessa squadra avrebbero indossato la stessa maglietta!

E a causa di questa carenza si poteva assistere a scenette troppo comiche! Come quella volta che -in seguito ad un violento scontro nella polvere che si sollevava nelle azioni corali (manco fossimo in epiche battaglie)- caddero a terra due fratelli e uno imprecò –era frequente il turpiloquio– contro l’altro: “ bagascia di tò mà! ”. La risposta del fratello minore fece ridere tutti e rischiò di fare ingoiare il fischietto all’arbitro Enrico Ingrao (l’unico che indossava una divisa!): “ picchì tu di cu si figliu? mamà non è puru tò mà? ”. Risero e poi s’abbracciarono: la mamma è sempre la mamma!

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