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Archive for 16 giugno 2009

theAbbiamo avuto tempo fa occasione di partecipare, ai frequentatori del blog, le nostre considerazioni riguardo alcuni comportamenti ed atteggiamenti di noi milenesi; si parlava di etichette e poi ancora di psyco-etichette.

A distanza di tempo ci ritroviamo a scrivere di qualcosa che, similmente, ha a che fare con il modo di essere nostrano; non vogliamo ripeterci né tantomeno ribadire, ma alcuni commenti apparsi recentemente su queste pagine ci inducono a dire ciò che pensiamo in ordine al “nostro” modo di agire. Va da se che non tutti si è uguali, nella sostanza e nella forma, che l’analisi può non essere condivisa, che deve esserci perdonata la crudezza (speriamo).

Ci riferiamo in particolare a ciò che emerge riguardo la (non) partecipazione delle cariche istituzionali di Milena alla processione del Corpus Domini; prendiamo spunto dall’articolo, e dai commenti susseguenti, per evidenziare come certi atteggiamenti facciano parte del nostro retaggio culturale; come alcuni comportamenti siano talmente insiti in noi; come certe espressioni formali ci siano oramai connaturate tanto da “meravigliarci” se, senza neanche provare a chiederci il motivo, non si ottempera a quell’abitudine. E si, perché proprio di abitudine si tratta, magari abusata nel tempo tale da essere entrata nel costume, ma sempre abitudine è. A quanto pare mancavano il sindaco, il vigile, il carabiniere; diversamente da prima, sconvolgendo il sistema, snaturando il significato.

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bollet1Pubblichiamo i vostri post migliori

Posta tu che posto anch’io…

E GLI AVVOCATI STANNO A GUARDARE !

acqua rub– di Gaetano –

Con l’invio delle bollette Caltaqua ci manda a dire che non glie ne frega niente se l’acqua non è potabile, con grave rischio per la nostra salute, la vuole pagata per potabile, e pure con l’aumento.

A Milena ci sono tanti avvocati, alcuni impegnati in politica, e mi meraviglia il fatto che nessuno di loro abbia ancora preso qualche iniziativa, sarà perchè le elezioni sono ancora lontane?

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Scheda S

GRUNT

GRUNT (Sì) - OINK (No)

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municipioIL COMUNE INFORMA

IL PAGAMENTO DELLE FATTURE CALTAQUA DEL I° TRIMESTRE 2009 E’ STATO PROROGATO AL 04 LUGLIO 2009;

INFORMA ALTRESI’ CHE NON VERRA’ APPLICATO ALCUN COSTO A TUTTI I CAMBI DI TITOLARITÀ DEI CONTRATTI STIPULATI CON LA CALTAQUA CHE SARANNO EFFETTUATI ENTRO IL 31 AGOSTO 2009 .

acqua_denaroPER CHIARIMENTI CONTATTARE OGNI LUNEDI’ L’UFFICIO DELLA CALATAQUA DI PIAZZA EUROPA (PRESSO ASILO NIDO)  O TELEFONARE A 0934 993457 – 3386724492

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Ronde nere, indagine procura di Milano Msi: "Nessun reato. Andiamo avanti"

L’uniforme della Guardia nazionale italiana, presentata ieri dal Msi

La procura di Milano ha disposto accertamenti da parte degli agenti della Digos sulle cosiddette ronde nere, il gruppo che vorrebbe collaborare con le forze dell’ordine in tema di sicurezza e che è stato presentato ieri a Milano, durante un convegno del Nuovo movimento sociale italiano.
“Noi andiamo avanti, a meno che i tribunali non dimostrino che abbiamo commesso dei reati”, ribattono i diretti interessati.
Non ci sono indagati. Non c’è nemmeno una ipotesi di reato che, comunque, potrebbe essere quella di una violazione delle legge Scelba che punisce la ricostituzione e l’apologia del fascismo. Le divise delle ronde nere, infatti, richiamano simboli di età fascista.

Come vede Uber l'iniziatica ronde nere

Come vede UBER l'iniziativa ronde nere

La Guardia nazionale italiana è una onlus regolarmente registrata, come prescrive la legge e non crediamo ci possa essere alcun tipo di reato – ribatte vicepresidente della ‘Guardia nazionale italiana’, Maurizio Monti – Noi andiamo avanti, a meno che i tribunali ci dimostrano che abbiamo commesso dei reati. E’ giusto che la magistratura indaghi, ma l’importante è che lo faccia con senso di giustizia. Aspettiamo di vedere come si svolgeranno i fatti. Se dovessimo avere avvisi dalla procura i nostri legali prenderanno le dovute cautele del caso”.

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Calciatori d’altri tempi /1

G

25 gennaio 61 Gioacchino Pellitteri con un amico

Calcio che passione !

Aderendo con partecipazione fattiva alla Polisportiva mi pare doveroso fare rivivere ai nostri lettori il tempo in cui il calcio era solo passione; non per un nostalgico ritorno al passato, ma per fare riferimento ad una esperienza che possa servire da stimolo per conservare al calcio la priorità di un interesse dopolavoristico atto a “preservare il cuore dal vizio e la mente dall’errore”.

Ai contadini che sotto il cocente sole mietevano il grano, in quelle afose domeniche estive, quel gruppo di giovani sembrava uno sparuto gregge tosato. Si andava a torso nudo inseguendo l’irrequieta palla tra stoppie e covoni o nelle polverose trazzere.

A Bompensiere si era attesi da un gruppo di giovani della locale squadra e da qualche “pensionato” spettatore. Si giocava inseguendo la palla sospinta per il campo – si fa per dire – o in porta – si fa sempre per dire – vociando, esultando e, il più delle volte, imprecando. La colpa della segnatura degli avversari era sempre addossata a qualcuno. Si perdeva, ma la gioia di avere giocato superava la vergogna della sconfitta e si tornava a giocare.

Di sera, al ritorno, i contadini ritrovavano nel gruppo qualche figlio o parente e, dopo essersi informati dell’esito della partita, non senza la promessa di una sonora lezione, commentavano: “Chi v’avissiru arricchiri!… Cuamu putiti vinciiri si stancati prima d’arrivari?”. Ma non c’era alternativa: pur di giocare bisognava fare buon viso a cattivo gioco… e qualche volta si vinceva pure.

Giovanni Cipolla jr, Nonuccio Raimondi, Enzo Scibetta

Estate del '64 - Chiana dei Tona / caserma - (in piedi) Giovanni Cipolla jr, Nonuccio Raimondi, Nino Cipolla, Pippo Ganci, Filippo Angilella, (accosciati) Giovanni Cordaro, Gianni Cipolla, Totò Scibetta, Alfonso Cipolla

Erano i tempi in cui a delimitare le porte bastavano due pietre e solo atti di autentico eroismo consentivano di giocare tra i pali: famoso è rimasto nella nostra memoria Gioacchino Mantione che andò a sdradicare quattro pali dal proprio orto sfidando la dura reazione del padre che, mentre lui correva a rotta di collo, imprecando gli diceva di attenderlo a casa per la cena.

Il problema vero era comunque rappresentato dal riuscire a mettere su una squadra che consentisse di disputare qualche partita con i comuni del Vallone ed anche quì non mancano esempi di eroismo:

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