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Archive for 28 dicembre 2008

Ecco la New Line dell’A.C. Vitellaro: un comunicato-stampa di cui non è citata la fonte, un pò di scontata propaganda e una botta agli avversari… Ma é tutto vero quanto affermato nell’articolo?

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MILENA. Milena in piazza nella giornata di martedì prossimo, dalla mattina fino a sera, per presentare e far conoscere a tutti, milocchesi e non, i prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato del luogo.

Milena, la fontana di Piazza Garibaldi

Milena, la fontana di Piazza Garibaldi

Riempiranno la piazza ed alcune strade principali, numerosi stand, in cui sarà possibile ammirare oggettistica artigianale, insieme ad una vasta ed ampia varietà di generi alimentari.  Stand non solo da ammirare, ma anche e soprattutto per degustare in modo gratuito le tante prelibatezze che l’economia locale è in grado di mettere in vetrina.

«Ottima occasione per fare una passeggiata – si legge in un comunicato – in un tipico ed unico paesino del vallone, per ammirarne la sua toponomastica, unica del genere, fatta di villaggi (robbe), per visitare l’antiquarium, ricco di reperti archeologici e per ammirare i tanti artisti “ di strada “ presenti per l’occasione.

L’iniziativa si deve all’Amministrazione Vitellaro. Milena in quest’ultimo periodo sta sprigionando energie sopite da qualche decennio di apatia ed abbandono: merito di questo risveglio economico culturale va dato per intero alla cittadinanza milenese che ha saputo riappropriarsi della sua autonomia e all’energia mai sopita dagli assessori di questa Giunta che non finisce mai di stupire per iniziative ed attivismo».

Merito particolare per questa iniziativa va dato all’assessore Curto, affiancato in questa occasione da un volontario d’eccezione, Giuseppe Magro.

Da La Sicilia di oggi

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INCREDIBILE MA VERO!

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alle 22:28

CENTOMILA  !

QUOTA CENTOMILA

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Un martedì da incorniciare, anzi imperdibile!

La Locandina delle incomprensioni

La Locandina delle incomprensioni

ANCHE UN MANIFESTO APPARENTEMENTE PERFETTO NASCONDE SORPRESE!

Milena Libera, che non si limita a dare le notizie ma cerca di comprenderle e farle comprendere, vi guida oggi in questa particolare “Lettura del Manifesto”.

Per l’eccezionale “evento”  di un Martedì Grasso invernale fuori stagione, sono scesi in campo ben Tre Attori: 2 sindaci e 1 assessore comunale. Un 4° non è stato adeguatamente pubblicizzato, come vedremo.

Trattasi: del Presidente di Terre di Collina (dott.  Michele Ricotta) del nostro sindaco (dott. Giuseppe Vitellaro) e del nostro assessore al ramo (dott. Carmelo Curto). Questi sono i 3 noti Attori che potremmo anche chiamare i 3 Dottori senza cambiare il senso della storiella che vi raccontiamo nei particolari più nascosti.

L’incontro di Lor Signori con la popolazione avverrà in piazza Garibaldi (ancora per poco, poi sarà intitolata ad un altro Giuseppe), dopo di che la scena si sposterà via via lungo la via principale di Milena.

Dopo le 10 di mattina si esibiranno altri Attori, i famosi ARTISTI DI STRADA. Gentilmente “offerti” dalla Provincia Regionale di Caltanissetta, che è uno dei 3 Sponsors della Manifestazione.

Orbene, per il rappresentante della Provincia Fabiano Lo Monaco, che è l’assessore prov.le allo sport spettacolo e turismo, non hanno trovato alcuno spazio nell’invitante manifesto. Forse perchè appartiene al PDL, come sostengono le malelingue, che citano l’esempio del manifesto della cena con gli Anziani alla Lanterna in cui era stato “nominato” giustamente l’assessore prov.le Gianluca Miccichè, del MPA.

Noi di queste incomprensioni e beghe politiche però ce ne freghiamo, c’interessa il prodotto finale che è la Degustazione! E preghiamo i cittadini di essere puntuali, in caso contrario: chi arriva tardi, poco mangia.

Abbiamo per certo che illustri e capacissimi personaggi, non meglio identificati (per ora), cureranno direttamente la messa in scena della degustazione di prodotti tipici del posto.

Non essendo meglio specificati, vuol dire che praticamente potremmo correre il rischio che mangeremo quello che gustiamo tutto l’anno e tutti gli anni…

Per chi non s’accontenta di degustare, ecco la Fiera che prevede l’esposizione e la probabile vendita di prodotti dell’Artigianato.

chi1La sorprese comunque non mancheranno.

Una ve l’anticipiamo: a gestire l’evento, per la prima volta nella storia, non sarà l’associazione normalmente deputata a svolgere promozione turistica e dei prodotti tipici.

Non sarà la Proloco, ma del personale altamente specializzato…!

Indovinatelo da voi.

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Andrea Mantegna "San Luca Evangelista"

Andrea Mantegna "San Luca Evangelista"

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,22-40.

"Presentazione di Gesù nel Tempo" - olio su tela di David Cliffert

"Presentazione di Gesù nel Tempo" - olio su tela di David Cliffert

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore,
come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore;
e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele;  lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.
Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret.
Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

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caraffaPer chi fosse interessato

ho realizzato una guida sulle caraffe filtranti

bere l’acqua del rubinetto,

l’indirizzo è

http://caraffafiltrante.blogspot.com/

ciao!

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" giovane donna antica " /Foto Logan

" giovane donna antica " /Foto Logan

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vota-donna

UNA TAPPA FONDAMENTALE VERSO L'EMANCIPAZIONE - Le bisnonne rivendicavano il voto per le donne

A fronte della miriade di poesie e di canzoni dedicate all’altra metà del cielo, a fronte di convegni e simposi dei quali giornalmente si ha notizia, a fronte di ministeri appositamente inventati alla fine ciò che intimamente emerge, ciò che sentiamo ma soprattutto ciò che manifestiamo è sempre quella atavica idea di donna-madre, donna-moglie (capace di soddisfare tutte le esigenze…) a pervadere la mente del maschio, a volte anche quella dell’uomo.

Si ha tanto da dire sulle pari opportunità che per legge devono essere date, sulla pari dignità che deve essere riconosciuta se poi l’animo e la mente di chi dovrebbe concedere non è pronto al confronto leale e paritario con chi dalla natura è stato dotato di un attributo necessario per la continuazione della specie; fin quando non riusciremo a considerare le persone uguali fra loro, in quanto tali, continueremo a vedere differenze di colore di pelle, di sesso, di condizione sociale, di condizione economica, di condizione professionale, finanche in virtù della collocazione urbanistica della propria abitazione.

Nel passato, oltre all’aiuto lavorativo domestico, era concesso alle donne il lavoro dei campi o comunque di fatica sempre a supporto e a contributo di quello dell’uomo; un pò più recentemente ci siamo abituati a vedere le donne dietro il bancone della “putia” e, da qualche decennio, anche titolari di stipendio proveniente dalla pubblica amministrazione.

donna moderna

donna moderna

In questa fattispecie è diventato quasi normale veder assumere alle donne lo stesso ruolo degli uomini, prima erano delegate a svolgere al massimo le funzioni di segretaria.

Dopo il boom economico degli anni sessanta-settanta, dopo il 68 è stato gioco-forza dover mandare anche le figlie a scuola e da li la necessaria assunzione di ruoli e funzioni prima tipicamente maschili.

Da un punto di vista formale, oggi, assistiamo ad una parità professionale totale che, per certi aspetti, si traduce anche in parità sociale… a parole!

Eh si, a parole perchè poi ,all’atto pratico, chi deve continuare a cucinare, a pulire la casa, chi deve badare ai figli, chi deve accollarsi il compito di mediare all’interno delle famiglie, ricoprendo il ruolo “secondario” di chi la propria opinione la può cambiare, è sempre lei: la donna.

Capita a volte, molto sporadicamente dalle nostre parti, che la cosiddetta mosca bianca riesca a tirarsi fuori dal nugolo di moscerini all’interno del quale a forza è stata relegata; sono quelle le situazioni in cui emerge l’invidia da parte di chi quella posizione se la vede usurpata.

Sindaco, titolare di azienda, dirigente di pubblica amministrazione, leader politico, professionista affermato sono tutti ruoli e funzioni che pare facciano parte solo ed esclusivamente del DNA dell’uomo; non facciamo neanche lo sforzo, neanche una prova fittizia per immaginare che ognuno ha quel che si merita che si va avanti attraverso sforzi e capacità, che le conquiste sono frutto di fatiche …a prescindere dal sesso che ci si porta appresso (solo la chiesa, nella sua millenaria storia, è riuscita a relegare le donne ad un ruolo formale secondario imponendo dogmi e interpretando “ idoneamente” le sacre scritture); quando ciò succede diamo sfogo alla fantastica capacità di immaginare, sproloquiare, screditare e deridere. Riusciamo in maniera semplice, ma incisiva, ad inventarci storie, a pubblicizzare fatti realmente accaduti che possano ledere la sacralità del ruolo.

Ci ergiamo a giudici con la presunta onnipotenza di chi , attraverso la propria bocca, possa discernere il bene dal male.

In quelle occasioni la tanto declamata funzione positiva del ruolo femminile viene messa da parte ed al suo posto compaiono le invettive e le ingiurie, i pettegolezzi orditi da chi riesce a trasformare l’invidia in risentimento e rancore. Attribuiamo capacità di “entreneuse” anche alla donna più onesta, casalinga e ligia ai doveri familiari pur di riuscire nell’intento di dimostrare che le donne, a qualsiasi titolo, non meritano di uscire fuori dal ghetto in cui l’ancestrale mentalità maschilista che ci portiamo appresso le ha relegate.

In un momento di dichiarata innovazione sociale, in cui si vuol far coincidere il cambiamento con l’evoluzione del pensiero, appare necessaria la revisione di quanto ci spinge a comportarci da maschi; uomini (a prescindere dal sesso) si diventa attraverso un sentire umano e paritario, attraverso l’eliminazione di tutti quei sentimenti che portano al pettegolezzo, attraverso l’accettazione della propria condizione. Riuscire a riconoscere i propri limiti, accettando i successi degli altri, ci fa crescere e ci fregia di quella dignità che deve essere alla base di ogni nostro pensiero.

Alle donne screditate, derise e oltraggiate … “non ragioniam di lor ma guarda e passa” (Dante – Divina Commedia – Inferno – canto III – verso 51)

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