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Archive for 17 dicembre 2008

Gioacchino Pellitteri - " Il Vangelo secondo San Remo "

Chi non conosce “il professore” Pellitteri alzi la mano. Alzi la mano come si faceva a scuola. E uomo di scuola innanzi tutto è il poliedrico Gioacchino.

Diplomato a Patti, si laurea in pedagogia a Palermo nel 74.

Apprezzato professionista della organizzazione scolastica e anche indiscusso  “formatore di formatori”.

Altre “passioni” sono quelle per il calcio, fu un grande del centrocampo;  e per la politica, percorse tutto l’iter: da consigliere comunale di Milena, suo paese natìo (75/80 e 90/94) a Senatore della Repubblica (94/96). Sempre schierato al centro.

Dal 1983 vive e lavora a Gela. Proprio in questa città, nell’Auditorium del liceo Dante Alighieri, alle 6 di sera del 18 dicembre, Gioacchino Pellitteri presenta IL VANGELO secondo SAN REMO.

Si tratta di brani del Vangelo parodiati su musica di 271 notissime canzoni che hanno fatto la storia del Festival di San Remo. Non arricciate il naso: sul rispetto e la fedeltà al testo evangelico c’è la garanzia di Mons. Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina, che ne ha curato la prefazione.

Siamo davanti a un mix tra musica, cultura e religione, che mira di proseguire nell’evangelizzazione tramite nuovi mezzi comunicativi.

Lo conferma lo stesso autore che scrive, regalandoci un aforisma alla Arbore:

si prega in chiesa, ma è meglio pregare parodiando canzoni di musica leggera che non pregare affatto.

Chi non potrà essere presente non disperi: potrà gustarsi alcuni brani dell’opera, intonati dalla brava Maria Rita Scarantino, cliccando sul seguente indirizzo:

http://www.vangelosecondosanremo.it/


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amalgama di antico e moderno /Foto Logan

Amalgama di antico e moderno /Foto Logan

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Trendafil

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scheda2

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TIAMPU D ‘ILIZIONI

TEMPO D’ ELEZIONI

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‘N tiampu d’elezioni è ‘nu spettaculu. -Tempo di elezioni, è spettacolo.

Mi fazzu quattro passi ‘ni la via -Faccio quattro passi nella via.

parino jurnati di miraculu -Sembrano giorni portentosi

tutti siammu trattati a la parìa. – tutti siam trattati alla pari.


Tutti l’antri cosi su’ scurdati, -Tutte l’antipatie sono scordate,

s’arridi fina si nun c’è allegria. -si ride anche se non c’è allegria.

Caminanu schirati. Su’ accurdati, -Camminano schierati e accordati,

ogni partitu cu la so’ compagnia. -ogni partito ha la sua compagnia.


Nni li strati succedi a carusellu: -Per le strade scoppia un carosello:

russi, bianchi, niuri e comu sia, -rossi, bianchi, neri e d’ogni colore,

pari ca si sfidanu a duellu -sembra che si sfidano a duello

nni l’appizzari carti pi la via. -a chi incolla più manifesti nella via.


Parla macari cu nn’è capaci, -Parla pure chi non ne è capace,

ognuni dici la ragioni sua. -ognuno vanta le sue ragioni.

A tutti ci facimmu un gran salutu, -A tutti dimostriamo grandi saluti,

pinsannu: dici puru socchi vua… -ma pensando: dì pure ciò che vuoi…


C’è puru cu’ di mistiari è ruffianu, -Non manca chi è ruffiano di mistiere,

conza, riporta e un si ferma mai: -concorda, riporta e non si ferma mai:

lu classicu intriganti sicilianu, -il classico intrigante siciliano,

unni c’è iddru sunnu liti e guai. -che dove c’è lui, sono liti e guai.


Si sciarriuanu cu lu suli e cu la luna -Litigano pure col sole e la luna

cuomu l’armari pi la stessa tana. -come fannu gli animali per la tana.

Ogni famiglia passanu a tutt’ura -Visitano tutte le famiglie ad ogni ora

e siddru sbagli, nuddru ti pirduna. -e se straparli, non c’è perdono.


Arriva l’ura ca si va a vutari, -E viene il giorno che si va a votare,

ognunu ci l’avi lu pinsiri -ognuno ha in mente questo pensiero

ma fin’all’urtimu un sapi soccu fari -anche se fin’all’ultimo è indeciso

e va taliannu davanti e narriari. -e scorre i nomi presenti nelle liste.


Cu acchiana quasi sempri spatruneggia. -Spesso chi vince fa il padrone.

Ognunu dici: lu votu ‘u detti a tìa, -Ognuno gli dice: il voto a te lo diedi,

ora pua pì mia lu scuru si feddra! -ma tuttora io  il buio lo taglio a fette!

Cu avi mangia e cu unn’avi talìa. -Chi ha, mangia e chi non ha lo guarda.

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E pinsari ca lu voti detti, ia! -E pensare che il voto a te lo diedi, io!

TRENDAFIL

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posta-elettronicaGentile Uno Che Sa,
abbiamo deciso di non pubblicare la sua mail. Non per censurarla, ma perchè coinvolge personalità politiche (Mancuso, Miccichè, Vitellaro, Ingrao) che, sulla viceda, se vogliono possono intervenire con un comunicato ufficiale sul ruolo avuto.
La invitiamo, per il futuro, a seguire questa linea di responsabilità. La ringraziamo per la collaborazione.
Chiaro è che le sue personali opinioni, lei è libero di esprimerle nei dovuti modi.
Milocca – Milena Libera

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Paolo Tona: “Amori”

AMORI

Milena - Tholoi micenee /Foto Proloco

Milena - Tholoi micenee /Foto Proloco

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T’amò il Greco, penso

O l’Arabo infido

Salvatore di civiltà

O il biondo Normanno

Che eresse anime di pietra

O il Francese perfido

O l’Uomo di Madrid stretto dal cilicio

Io, per me ero il Miceneo

Che se ne sta sulla Rocca del Parco

A guardare il sole calarsi nel mar d’Africa.

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Paolo Ivan Tona

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