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Archive for 13 dicembre 2008

Salvatore Pasqualetto

Salvatore Pasqualetto

Con vivo piacere, rispondo all’invito ad intervenire sul percorso di legalità che si sta portando avanti nella nostra realtà, cercando di fornire alcune precisazioni sulle “zone franche per la legalità.

Così inizia l’intervento di Salvatore Pasqualetto sul nostro blog. Molti ricorderanno quando venne a Milena, era la domenica 12 marzo del 2006, in occasione di un Convegno sulla legalità promosso dai gruppi consiliari d’opposizione. Il suo fu un intervento appassionato,  severo e impegnato, tra i più applauditi degli illustri intervenuti.

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Locandina del Convegno "Milena è il Paese delle Robbe, non della mafia"

Quel convegno era sul tema “Milena è il Paese delle Robbe, non della mafia” e avvenne a ridosso dell’Operazione Uragano del 13 dicembre 2005 che sconvolse il nostro piccolo paese perchè avvennero numerosi arresti di concittadini, incriminati per presunte estorsioni a danno di persone e ditte locali. Ma ritorniamo alla lettera di Pasqualetto.

Nel 2004 nel Palazzo della Prefettura di Caltanissetta, incontrammo il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in colloquio privato e nelle Sue mani consegnammo un documento programmatico, denominato:”Patto per il lavoro”, nel quale si cercò di rappresentare, all’illustre ospite, “l’idea” di realizzare un cammino per affrancare la Sicilia e la nostra provincia dalla prepotenza mafiosa.

Gli attori dello sviluppo, appena eletti ai vertici provinciali dei rispettivi organismi, ebbero l’impressione d’assistere ad un fatto “innaturale”. La mafia e il malaffare strozzavano l’economia del territorio (in ogni sua articolazione). Occorreva dunque, un’idea, un proposito, un progetto, un percorso capace di rendere fruibile il nostro territorio a quanti pensavano di realizzare attività produttive in grado di fornire benessere sociale ed economico alle nostre popolazioni.

Il progetto, così articolato, si proponeva di realizzare nel territorio delle “aree sicure” nelle quali è possibile far nascere investimenti produttivi, dando la possibilità alle realtà imprenditoriali esistenti, di sviluppare la loro missione.

Attraverso che cosa ?

Attraverso la valutazione dell’eventuale progetto che si intende realizzare, verificando l’impatto col territorio, la durata dell’iniziativa, la sua credibilità e la portata occupazionale.

Per arrivare a ciò, si è cercato di ampliare la sfera del consenso, sino ad arrivare alla costituzione di un soggetto promotore dell’iniziativa il:“Tavolo Unico di Regia per lo Sviluppo e la Legalità”. Vice Coordinatore lo scrivente, Coordinatore del Tavolo – Rosario Crocetta – Sindaco di Gela.

Parte integrante ed essenziale dell’iniziativa, la Confindustria, la Camera di Commercio, le Confederazioni provinciali e regionali di CGIL – CISL – UIL, alcune Istituzioni locali e regionali, le forze di rappresentanza dell’agricoltura, del Commercio, dell’Artigianato, i Consorzi ASI di Gela e Caltanissetta.

Quel tavolo, deliberò la richiesta d’istituzione di una “zona franca per la legalità”, con la partecipazione di Sua Eccellenza il Prefetto, individuando per tutto il territorio provinciale il perimetro ove allocare le iniziative imprenditoriali. Attraverso l’utilizzo delle misure previste dal PON Sicurezza si dovrebbe garantire la sorveglianza dei siti col presidio delle Forze dell’Ordine. L’area, per essere appetibile, necessita della fiscalità di vantaggio, elemento necessario per favorire gli investimenti, utilizzando il salario d’ingresso, per evitare che la Provincia continui ad occupare le prime classifiche nazionali sul “lavoro nero” e gli Istituti di Credito della nostra realtà, dovrebbero contribuire al progetto attraverso la concessione di finanziamenti a tasso agevolato per le aziende sane che intendono investire nel territorio.

Nella scorsa legislatura, il 22 gennaio 2008, l’On.le Angelo Lo Maglio, parlamentare della nostra Provincia, presentò alla Camera dei Deputati, un ampio e articolato disegno di legge sull’argomento. La legislatura si concluse ancor prima della scadenza naturale e la proposta non fu in grado di proseguire il suo corso. Il disegno di legge però, rimane utile riferimento per i percorsi futuri.

A tale proposito, il Presidente della Commissione Regionale Antimafia, On.le Lillo Speziale, parlamentare eletto nella nostra Provincia, ha presentato all’Assemblea Regionale Siciliana, un disegno di legge dal titolo: ”Misure di contrasto alla criminalità organizzata”. Il disegno di legge, è stato approvato, all’unanimità dal Parlamento Siciliano, il 20 novembre 2008.

Il disegno di legge approvato, si trasforma nella legge n. 15 del 20.11.2008, la quale all’art. 3, comma I, testualmente recita:”Il Presidente della Regione, d’intesa con il Ministero dell’Interno, istituisce per ogni provincia una o più zone franche per la legalità (ZFL), per un territorio avente popolazione residente non inferiore a cinquantamila abitanti”.

In questi giorni, il Senatore Giuseppe Lumia, sta predisponendo un disegno di legge da presentare al Senato sull’iniziativa di istituire “zone franche per la legalità”.

Il percorso inizia a trovare i primi riscontri, siamo nella fase più delicata quella cioè, d’individuare le aree cui allocare la “zona franca per la legalità”.

Occorre dunque, unire le nostre forze per fare in modo che tutta la Provincia, nelle sue diverse articolazioni, possa godere dei benefici di una legge regionale e, forse, nazionale in grado di ribaltare la storia della Sicilia e dei Siciliani”.

Cordialmente

Salvatore Pasqualetto

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PER SCARICARE/GUARDARE IL VIDEO CONTRO IL RACKET E L’USURA:

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morire così non capita solo ai figli degli altri...

ALCOL E DROGA NON AMMAZZANO SOLO I FIGLI DEGLI ALTRI !

l’80% dei giovani che fanno incidenti sono sotto l’effetto delle droghe e alcol.

ECCO COSA SUCCEDE CATANIA

 

In città non c’è strada con caratteristiche simili a una pista da corsa dove non vi sia almeno una lapide bianca con una foto e un mazzo di fiori. Che ricorda a tutti che qualcuno ha perso la vita per un incidente stradale.

Circonvallazione, lungomare, scogliera, Plaia, asse dei servizi,  tangenziale, sembrano cimiteri dove i familiari vanno a piangere i propri cari tragicamente strappati alla vita. Se ci si ferma, si nota che nella maggior parte dei casi le vittime sono giovani. Troppe volte le cronache ne hanno parlato ma solo da un paio d’anni a questa parte si sta prendendo coscienza di un fenomeno che sembra non volersi arrestare, anzi, che si sta allargando a macchia d’olio: l’uso di alcol e droghe, risultato essere spesso la causa degli incidenti.

Sala Rianimazione

Sala Rianimazione

La conferma arriva dalle analisi che vengono eseguite nei pazienti ricoverati negli ospedali cittadini in seguito a incidenti stradali. «Purtroppo da circa tre anni osserviamo un numero sempre crescente di casi con positività alla cocaina. Spesso si tratta di giovanissimi pazienti che hanno assunto anche alcol e fumato la cosiddetta canna» dice il dott. Rino Calabrese, 41 anni, dirigente medico nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Vittorio Emanuele diretto dal dott. Biagio Panascia. «Naturalmente, in questi casi avvertiamo le famiglie delle vittime. Superata la prima fase, sono i parenti stessi che ci chiedono un aiuto, un consiglio su come gestire la fase successiva».

conseguenzeChi guida un’automobile o, peggio ancora, un mezzo a due ruote sotto l’effetto di droghe e/o alcol ha le capacità cognitive compromesse. «La mancanza di lucidità e lo stato di esaltazione causati dalle droghe – ribadisce il dott. Calabrese – spingono a commettere imprudenze, fanno perdere il senso della realtà e annebbiano i riflessi. Un soggetto sott’effetto di una droga può causare incidenti e creare danno a se stesso e agli altri».

La percentuale dei giovani trovati positivi alla cocaina o ad altre sostanze che viene ricoverata in Rianimazione in seguito a incidenti sfiora l’80% e l’età media è tra i 20 e i 30 anni, dice Calabrese, «ma in alcuni casi ci sono minorenni di 16-17 anni». Gli esami tossicologici per evidenziare la presenza nel sangue delle droghe più comuni – cannabis, cocaina, alcol – e di tutti i sedativi, utili in caso di tentato suicidio, vengono eseguiti nel laboratorio di Chimica tossicologica del dipartimento di prevenzione dell’Asl 3 e nel laboratoriodi Analisi del Garibaldi in urgenza. «I dati in nostro possesso ci indicano che tutte e tre le droghe in questione sono diffuse sul nostro territorio».

VITTORIO ROMANO

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i regali del sindaco davanti un negozio

I "regali" del sindaco davanti un negozio

Stelle di natale e tappeti rossi validi 2 anni

Stelle di natale e tappeti rossi validi 2 anni

Buona iniziativa del sindaco.

Però quest’invito, consegnato ai commercianti di Milena, a conservare per il prossimo Natale 2 metri e poco più di tappeto, contenuto nel biglietto augurale di accompagnamento, pare un pò esagerato.

Il sindaco, dall’esperienza degli anni passati, dovrebbe sapere bene che un tappeto, esposto in questo periodo al vento e alle intemperie dura poco. Come dice il proverbio: da Natale a Santo Stefano.

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statua di Santa Lucia /Foto Enzo Scozzaro
Statua di Santa Lucia /Foto Enzo Scozzaro

Le fonti sulla vita di S.Lucia sono la Passio latina ed il più antico Martyrion greco, detto Codice Papadopulo.

S. Lucia nacque a Siracusa sul finire del III secolo da una nobile famiglia cristiana: rimasta orfana di padre sin da bambina, fu educata con dedizione dalla madre Eutichia, dalla quale apprese le verità del cristianesimo. Lucia, fanciulla bella, intelligente e virtuosa, meditava assiduamente le S. Scritture e si recava ai riti cristiani nelle catacombe di Siracusa: spinta dal suo amore per Gesù e dall’esempio delle prime vergini martiri, decise di consacrarsi a Dio con voto di perpetua verginità.

La madre soffriva da molti anni di un flusso di sangue ritenuto incurabile dopo innumerevoli e costosi tentativi dei migliori medici. Lucia, che si prendeva cura di lei, un giorno le suggerì d’andare in pellegrinaggio a Catania presso il sepolcro della vergine e martire S.Agata per implorare il miracolo della guarigione. La madre acconsentì e vi si recarono insieme: lì, durante la Messa, fu letto l’episodio del Vangelo in cui un’emorroissa guarì toccando la veste di Gesù. Ispirata da quelle parole, Lucia disse alla madre: “Se credi in ciò che è stato appena proclamato, crederai anche che S.Agata, che ha patito per Cristo, abbia confidente accesso al Suo tribunale. Tocca con fede il suo sepolcro, se vuoi, e sarai guarita”.

Allora Lucia ebbe in apparizione S.Agata che le disse: “Sorella mia Lucia, vergine devota a Dio, perché chiedi a me ciò che puoi tu stessa ottenere per tua madre? Ecco che ella è già guarita per la tua fede. Con la tua verginità tu hai costruito un santuario gradito a Dio, ed io ti dico che come grazie a me è sublimata la città di Catania, così per te avrà decoro dal Signore Gesù Cristo la città di Siracusa”.

Dopo quella visione, Lucia esclamò alla madre: “Per l’intercessione della Sua Sposa Agata, Gesù ti ha guarita”, e sùbito Eutichia constatò di essere del tutto risanata. Lucia continuò: “A questo punto desidero che tu non mi parli più di sposo terreno, perché da tempo mi sono consacrata a Gesù. Piuttosto dammi quello che avevi pensato come mia dote perché possa distribuirlo ai poveri”.

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Salvatore Pasqualetto

Salvatore Pasqualetto - segretario prov.le Uil e vice-presidente Camera Commercio CL

Pasqualetto «racconta» Simone emigrato e poi sindacalista al Sud.

Oggi pomeriggio presso il caffè letterario “L’800” a Roma viene presentato il libro “Senza titolo… un’altra storia” di Salvatore Pasqualetto.
La storia che racconta è “senza titolo”, perché è la storia di un ragazzo come tanti, è la vita di Simone, un giovane siciliano che all’età di quattordici anni si trasferisce a Torino.

È il periodo del boom economico, quando dal Sud si emigra al Nord per cercare un lavoro, una vita migliore. Dopo l’esperienza torinese in cui matura una coscienzapolitica militando tra i giovani socialisti, Simone fa ritorno in Sicilia.

Si sposa, ha dei figli, trova un lavoro. Una vita come tante. Ma Simone fa anche altro. Si iscrive al sindacato e si  schiera accanto ai braccianti che lottano per il diritto di possedere le terre che essi lavorano da una vita. In questo modo, inizia a scontrarsi con la realtà, durissima, della sua terra: la mafia e i suoi infiniti intrecci con la società civile e la classe politica. Subisce perfino un attentato, da cui esce fortunatamente vivo. I mandanti, come gli esecutori materiali, restano senza nome: anche questa è una storia senza titolo, ma nel senso peggiore.

Da La Sicilia

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